Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

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Fondazione Emilio e Annabianca Vedova Pagina ufficiale della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Pagina Ufficiale della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Emilio Vedova’s artistic research and his relationship with the city of Berlin are at the heart of the exhibition Emilio...
15/10/2026

Emilio Vedova’s artistic research and his relationship with the city of Berlin are at the heart of the exhibition Emilio Vedova. More than movement for its own sake, currently on view at the Emil Schumacher Museum in Hagen, Germany.

The exhibition explores a significant period in the artist’s career, beginning with his stay in Berlin in 1963, a city marked by the divisions of the Cold War and profound political and cultural transformations.

It was in this context that the Plurimi took shape: works composed of movable painted panels through which Vedova transcended the traditional boundaries of the pictorial surface, opening painting up to space.

The exhibition highlights the experimental nature of his artistic research, in which artistic expression and civic consciousness remain closely intertwined.

Emilio Vedova. More than movement for its own sake. Emil Schumacher Museum, Hagen
July 5 – November 7, 2026

Photo: © Emil Schumacher Museum, Hagen / Joachim Schwingel

Prima allievo, poi assistente, infine Direttore dell’Archivio: Fabrizio Gazzarri (1953-2023) ha attraversato ogni fase d...
10/10/2026

Prima allievo, poi assistente, infine Direttore dell’Archivio: Fabrizio Gazzarri (1953-2023) ha attraversato ogni fase del lavoro di Emilio Vedova.

Si forma con lui all’Accademia di Belle Arti di Venezia e dal 1980 lo affianca, in Accademia e nello studio. Per più di vent’anni segue da vicino l’allestimento delle mostre, la realizzazione dei cataloghi e i rapporti con musei e istituzioni, fino alla scomparsa del Maestro nel 2006.

Nello stesso anno diventa Direttore dell’Archivio della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, occupandosi della Collezione e dell’attività espositiva e curando o co-curando diverse mostre.

Artista e docente, prima a Venezia e poi a Brera, ha portato nel suo lavoro con la Fondazione la stessa cura e lo stesso sguardo con cui aveva imparato dal Maestro.

Foto 1. Emilio Vedova e Fabrizio Gazzarri, 1980, Venezia

Foto 2. Emilio Vedova, Peter Munzing e Fabrizio Gazzarri durante l’allestimento della mostra “Vedova ... continuum...” al PAC Padiglione Arte Contemporanea, 1991, Milano
Foto ©️Graziano Arici

PAC Milano


Foto 3. Emilio Vedova, Peter Munzing e Fabrizio Gazzarri durante l’allestimento della mostra “Vedova ... continuum...” al PAC Padiglione Arte Contemporanea, 1991, Milano
Foto ©️Graziano Arici

PAC Milano


Foto 4. Emilio Vedova, Annabianca Vedova e Peter Münzing sullo sfondo e Fabrizio Gazzarri in primo piano lavorano alla mostra “Vedova ...continuum...”, PAC, 1991, Milano
Foto ©️Graziano Arici

PAC Milano


Foto 5. Emilio Vedova e Fabrizio Gazzarri alla Biennale, 1997, Venezia
Foto ©️Elio Montanari

Foto 6. Fabrizio Gazzarri di fronte a “Tondo (Golfo, Mappa di Guerra)” alla mostra “Emilio Vedova”,
Torre Massimiliana, Sant’Erasmo, 1997, Venezia

Tra i compiti della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova c’è l’ideazione e la realizzazione di mostre.Ogni progetto esp...
30/09/2026

Tra i compiti della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova c’è l’ideazione e la realizzazione di mostre.
Ogni progetto espositivo prende forma a partire da un’idea, da un tema o da una linea di ricerca. Da qui inizia un percorso fatto di confronto: tra la Fondazione e il curatore, tra le opere e lo spazio, tra ricerca scientifica e progetto espositivo. La selezione delle opere può evolvere durante il lavoro, anche attraverso prestiti da musei, istituzioni e collezioni private, fino alla definizione dell’allestimento e del percorso di visita.
Un processo condiviso, in cui ogni scelta concorre a determinare il modo in cui le opere vengono presentate al pubblico.

Foto 1. Mostra Rivoluzione Vedova, 2024, M9 Museo del Novecento, Venezia Mestre
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Foto 2. Emilio Vedova, Studio Marconi, 1982, Milano
Foto: © Fabrizio Gazzarri, Milano

Foto 3. Gabriella Belli e Fabrizio Gazzarri alla Mostra Rivoluzione Vedova, 2024, M9 Museo del Novecento, Venezia Mestre
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Foto 4. Sonia Osetta e Gabriella Belli alla Mostra Vedova Tintoretto in dialogo, 2025, Palazzo Madama, Torino
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Foto 5. Palazzo dei Congressi, 1981, San Marino
Foto: © Cella, San Marino

Foto 6. Mostra Vedova Tintoretto in dialogo, 2025, Palazzo Madama, Torino
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Foto 7. “Emilio Vedova. Malarz z Wenecji”, Palais des Beaux Arts, 1958, Varsavia
Fotografo sconosciuto

25/09/2026

Il 25 settembre 1984, nell’ambito della Biennale Musica, nella Chiesa di San Lorenzo a Venezia veniva presentato in prima mondiale “Prometeo. Tragedia dell’ascolto” di Luigi Nono.

Un’esperienza umana e artistica nata dall’incontro tra alcune delle figure più significative della cultura del Novecento: Massimo Cacciari, che ne curò i testi; Renzo Piano, autore dello spazio musicale; Claudio Abbado, alla direzione; Emilio Vedova, con i suoi “Interventi/luce”.

Non un’opera lirica nel senso tradizionale, né un’azione scenica, ma, nelle parole dello stesso Nono, una “tragedia composta di suoni, con la complicità di uno spazio”.

Al centro di Prometeo c’era infatti una nuova idea di ascolto: il pubblico non era più posto davanti alla scena, ma immerso nel suono.

All’interno del grande “luogo/strumento” progettato da Renzo Piano, musicisti e voci erano disposti in punti diversi dello spazio, mentre il live electronics permetteva di trasformare e muovere il suono in tempo reale.

Musica, parola, architettura e luce diventavano così parti di un’unica esperienza: uno spazio da vivere attraverso l’ascolto.

Materiali fotografici e audiovisivi: Archivio Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
©️ Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

14/09/2026

Emilio Vedova e Renzo Piano. Un’amicizia nata nel segno dell’arte, dello spazio e della materia.

Vedova e Piano si incontrano nel 1984, in occasione della realizzazione di Prometeo. Tragedia dell’ascolto di Luigi Nono, diretta da Claudio Abbado nell’ex Chiesa di San Lorenzo a Venezia.

Da quell’esperienza nasce un rapporto destinato a durare nel tempo, alimentato da una profonda affinità nel modo di confrontarsi con lo spazio e con la materia: la luce, l’acqua, il movimento, il superamento dei limiti e la frammentazione dello spazio diventano territori comuni alle rispettive ricerche.

Nel video, Fabrizio Gazzarri ripercorre l’incontro e l’amicizia tra Emilio Vedova e Renzo Piano, attraverso ricordi, immagini e testimonianze.

Un’intesa che Vedova stesso restituisce con queste parole, rivolgendosi a Piano in una lettera:

«E come posso capirti, in questo tuo lavoro!
io, veneziano – tu – genovese,
= luce – moto – acqua verso l’“aperto” –,
verso e oltre i “limiti”».

Voce: Fabrizio Gazzarri
Video: Archivio Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

In occasione del compleanno di Renzo Piano, ricordiamo “Renzo Piano. Progetti d’acqua”, la mostra realizzata dalla Fonda...
14/09/2026

In occasione del compleanno di Renzo Piano, ricordiamo “Renzo Piano. Progetti d’acqua”, la mostra realizzata dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova nel 2018 negli spazi del Magazzino del Sale, sede della Fondazione a Venezia.

Sedici progetti selezionati dallo stesso Piano raccontavano il rapporto tra architettura e acqua, attraverso un percorso immersivo di immagini, suoni e movimento realizzato da Studio Azzurro.

La mostra nasceva anche dal dialogo tra Renzo Piano ed Emilio Vedova, iniziato nel 1984 con Prometeo. Tragedia dell’ascolto di Luigi Nono, nella chiesa di San Lorenzo a Venezia, e proseguito nel tempo attraverso una comune ricerca sullo spazio, la luce e la materia.

Foto di Studio Azzurro e Paolo Utimpergher.

10/09/2026

Berlin, 1963–1965.

Between late 1963 and mid-1965, Emilio Vedova stayed in Berlin as a guest of the Ford Foundation as part of its Artist in Residence program. In the large studio formerly belonging to Arno Breker, a sculptor associated with the Third Reich, Vedova developed one of the most radical phases of his artistic research: the Plurimi from the Absurdes Berliner Tagebuch cycle, works that transcend the boundaries of the painted surface and enter into space.

It is precisely this period, marked by his confrontation with postwar Germany and the political and social tensions of the time, that is the focus of the exhibition “Emilio Vedova – More than movement for its own sake”, on view at the Emil Schumacher Museum in Hagen until November 1, 2026.

Through approximately thirty works created between 1963 and 1965—including collages, works on paper, and Plurimi—the exhibition revisits a pivotal moment in Vedova’s artistic research and in his relationship with German culture.

In the video, Emilio Vedova at work in his Berlin studio.

Emilio Vedova – More than movement for its own sake
, Hagen
July 5 – November 1, 2026

Video: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova Archive
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

04/09/2026

Emilio Vedova con gli studenti della Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst Salzburg, in un’esperienza condivisa fatta di dialogo, ricerca e sperimentazione.

Un insegnamento vivo, costruito attraverso il confronto diretto e il lavoro collettivo.

Materiali fotografici e audiovisivi: Archivio Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
©️ Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Se sei in viaggio nel continente americano, segui le tracce di Emilio Vedova tra Philadelphia, New York, Hartford, Bueno...
27/08/2026

Se sei in viaggio nel continente americano, segui le tracce di Emilio Vedova tra Philadelphia, New York, Hartford, Buenos Aires e São Paulo.

Un itinerario dal Nord al Sud America attraverso musei e collezioni che custodiscono alcune delle sue opere e testimoniano la dimensione internazionale della sua ricerca.

Foto 1. Emilio Vedova, “Plurimo n. 4 - Apri”, 1962-1963, colori vinilici, carboncino, pastello, ferro, cerniere in ferro su elementi di legno polifrontali, 175,3x167,6x10,2 cm
Philadelphia Museum of Art, Philadelphia, Stati Uniti
Fotografo Sconosciuto

Tutte le opere: © Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.

Foto 2. Emilio Vedova, “Visione cosmica”, 1953, colori a tempera su compensato, 82,8x55,5 cm
MoMA The Museum of Modern Art, New York, Stati Uniti
Fotografo Sconosciuto

Foto 3. Emilio Vedova, “Immagine del tempo”, 1957, colori a tempera e carboncino su tela, 145x190 cm
The Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Stati Uniti
Fotografo Sconosciuto

Foto 4. Emilio Vedova, “Contrasto 1958 - 9 n. 1”, 1958-1959, colori a tempera, carboncino e pastello su tela, 135x170 cm
Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires, Argentina
Fotografo Sconosciuto

Foto 5. Emilio Vedova, “Protesta per i condannati di Siviglia”, 1952, colori a tempera su tela, 130x58 cm
Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo, São Paulo, Brasile
Fotografo Sconosciuto

Se sei in viaggio in Australia, fai tappa a Perth per incontrare l’opera di Emilio Vedova.Una delle presenze dell’artist...
22/08/2026

Se sei in viaggio in Australia, fai tappa a Perth per incontrare l’opera di Emilio Vedova.

Una delle presenze dell’artista nelle collezioni museali internazionali, attraverso un’opera conservata presso l’Art Gallery of Western Australia.

Foto 1. Emilio Vedova, “Del NO - 1977 - n. 2”, 1977, colori alla nitro, inchiostro, carboncino e pastello su carta, 70x50 cm
Art Gallery of Western Australia, Perth, Australia
Foto di Francesco Ferruzzi, Venezia
© Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.

Indirizzo

Dorsoduro, 42/Venezia
Venice
30123

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