Gallerie dell'Accademia di Venezia

Gallerie dell'Accademia di Venezia Il museo ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, con artisti che hanno influenzato la storia della pittura europea. PAGINA UFFICIALE

Il complesso monumentale delle Gallerie dell'Accademia occupa oggi la prestigiosa sede della Scuola Grande di Santa Maria della Ca**tà, una delle più antiche confraternite laiche della città. Ne fanno parte integrante anche l'omonima chiesa di Santa Maria e il monastero dei Canonici Lateranensi, realizzato da Andrea Palladio. Il museo ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, d

Il complesso monumentale delle Gallerie dell'Accademia occupa oggi la prestigiosa sede della Scuola Grande di Santa Maria della Ca**tà, una delle più antiche confraternite laiche della città. Ne fanno parte integrante anche l'omonima chiesa di Santa Maria e il monastero dei Canonici Lateranensi, realizzato da Andrea Palladio. Il museo ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, d

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La “Deposizione di Cristo dalla croce” di Luca Giordano La maniera di Luca Giordano fonde le influenze tizianesche racco...
14/10/2021

La “Deposizione di Cristo dalla croce” di Luca Giordano

La maniera di Luca Giordano fonde le influenze tizianesche raccolte durante il soggiorno veneziano, alle reminiscenze derivanti dalla sua formazione napoletana. Sapreste dire chi fu il maestro di questo grande artista?

Leggetelo qui 👇
https://www.facebook.com/gallerieaccademiavenezia/posts/6582145665136739

#VenetianHeritageXGallerieDellAccademia
#GallerieAccademiaVenezia⁠
#Venezia⁠
#museiaperti⁠
#museitaliani⁠
#ilmuseofabene⁠
Ministero della cultura

La “Deposizione di Cristo dalla croce” di Luca Giordano

La maniera di Luca Giordano fonde le influenze tizianesche raccolte durante il soggiorno veneziano, alle reminiscenze derivanti dalla sua formazione napoletana. Sapreste dire chi fu il maestro di questo grande artista?

Leggetelo qui 👇
https://www.facebook.com/gallerieaccademiavenezia/posts/6582145665136739

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🔸 Appuntamento con i #Disegni e le #StampeE una mano gli afferrò i capelli … ✋🏼🙇🏻‍♀️Uno dei disegni più intensi e dramma...
13/10/2021

🔸 Appuntamento con i #Disegni e le #Stampe
E una mano gli afferrò i capelli … ✋🏼🙇🏻‍♀️

Uno dei disegni più intensi e drammatici di Leonardo da Vinci è la Testa di Cristo del Gabinetto disegni e stampe delle Gallerie dell’Accademia. Lo studio, realizzato su carta preparata grigio-azzurra, mostra, isolato al centro del foglio, il volto di Cristo girato di tre quarti (Foto 1). La presenza della corona di spine non permette equivoci nell’identificazione del soggetto che raffigura il momento in cui Cristo, dopo essere stato flagellato e schernito, fu costretto a portare sulle sue spalle la croce per salire al monte Calvario. ✏️

Dietro di lui accade però qualcosa, una mano spunta dal nulla e ne afferra i capelli (Foto 2). ✋🏼 Un gesto feroce che umilia il prigioniero e lo ostenta come un trofeo. Lo sguardo ferito e angosciato di Cristo è indirizzato allo spettatore che osservandolo partecipa, suo malgrado, all’oltraggio (Foto 3). Un intreccio sottilissimo di sentimenti, emozioni e gesti che Leonardo concentra, con consueta maestria d’introspezione psicologica, in un disegno di pochi centimetri.
Benché il tema sia insolito nel corpus di Leonardo, la critica è pressoché unanime – se si esclude il rigetto ormai lontano nel tempo di Loeser (1903) – nel riconoscere l’autografia dell’opera.✍🏻
Meno certo il momento in cui il disegno fu realizzato, appare probabile, tuttavia, una sua
collocazione durante il primo periodo milanese, quando Leonardo, lavorando alla progettazione del Cenacolo in Santa Maria delle Grazie, avviava una riflessione sul tema della Passione di Cristo. Non è chiaro se il foglio dell’Accademia sia un disegno isolato o lo studio preparatorio per un dipinto perduto o forse mai realizzato. Probabile, tuttavia, che la composizione sia stata portata dall’artista a Venezia durante il suo breve soggiorno in laguna nei primi mesi del 1500, poiché un suo riflesso si può cogliere nella straordinaria e altrettanto intensa tavola del Cristo portacroce di Giorgione della Scuola di San Rocco.

Seguiteci! Ogni mercoledì scopriamo lo straordinario mondo delle opere su carta.
Arrivederci al prossimo appuntamento! 🧡


#GallerieAccademiaVenezia
#Venezia
#gabinettodisegniestampe
#laboratoriodellacarta
#restaurodellacarta

🟪 Appuntamento col #restauro: #professione e #scienza L’incoronazione della Vergine in paradiso del Maestro di Ceneda – ...
11/10/2021

🟪 Appuntamento col #restauro: #professione e #scienza

L’incoronazione della Vergine in paradiso del Maestro di Ceneda – storia conservativa 1 🔍
Vogliamo raccontarvi le vicende storiche e conservative dell’opera l’Incoronazione della Vergine in Paradiso attribuita al Maestro di Ceneda, commissionata per la cattedrale di Ceneda (oggi Vittorio Veneto), negli anni ‘30 del 1400 dal vescovo domenicano Antonio Correr, rappresentato in primo piano sulla destra in atteggiamento di preghiera. 🙏🏻 Come soggetto venne scelto il tema dell’Incoronazione della Vergine in Paradiso tra le schiere angeliche e profeti, secondo un impianto figurativo derivato del grande affresco che Guariento realizza per Palazzo Ducale. 👼🏻
L’opera è un grande dipinto su tavola, composto di assi verticali in legno di pioppo, taglio tangenziale e di buona qualità. Abbiamo scelto di parlare di quest’opera, oltre per la sua altissima qualità esecutiva, riscontrabile nei dettagli, cura e maestria esecutiva, anche perché è un caso in cui in possiamo trovare un compendio ricchissimo di testimonianze di tecniche artistiche. 🖌️
Il dipinto recava una grande cornice perimetrale dorata ✨ , parte integrante dell’opera, che le fonti ci descrivono come splendida ed eccellentemente intagliata, purtroppo andata perduta 😔 : sui margini della tavola possiamo tuttavia ancora notare le tracce degli incastri e dei tenoni ai quali la cornice era ancorata e, sul fronte, nelle parti con preparazione a vista, sono visibili le tracce incise del profilo lobato che delimitava lo spazio tra il dipinto e la cornice stessa.
L’opera risulta essere stata restaurata due volte in meno di 100 anni 😲 dalla sua commissione ma non abbiamo fonti e documenti che ci raccontino le motivazioni degli interventi né cosa sia stato svolto: abbiamo notizia di un primo rimaneggiamento eseguito alla tavola, non sappiamo se al supporto o alla parte dipinta, durante il rifacimento del coro della cattedrale e pochi anni dopo alla cornice che, come di frequente accadeva, subisce probabilmente gli effetti di un cambio di gusto, passando da un aspetto sostanzialmente gotico ad uno spiccatamente rinascimentale, come viene descritta qualche secolo dopo.

Vi racconteremo ogni settimana i come, i cosa e i perché di questa affascinante e fondamentale professione 😍, trattando via via le tematiche principali: dalla tecnica alla storia, dalla diagnostica al lessico tecnico.
Non mancate!😃

#GallerieAccademiaVenezia
#laculturanonsiferma
#laculturacura
#mic
#museitaliani
#professionerestauro
#scienzadelrestauro
#laboratoriorestauro
#LaboratorioScientifico

🟪 Appuntamento col #restauro: #professione e #scienza

L’incoronazione della Vergine in paradiso del Maestro di Ceneda – storia conservativa 1 🔍
Vogliamo raccontarvi le vicende storiche e conservative dell’opera l’Incoronazione della Vergine in Paradiso attribuita al Maestro di Ceneda, commissionata per la cattedrale di Ceneda (oggi Vittorio Veneto), negli anni ‘30 del 1400 dal vescovo domenicano Antonio Correr, rappresentato in primo piano sulla destra in atteggiamento di preghiera. 🙏🏻 Come soggetto venne scelto il tema dell’Incoronazione della Vergine in Paradiso tra le schiere angeliche e profeti, secondo un impianto figurativo derivato del grande affresco che Guariento realizza per Palazzo Ducale. 👼🏻
L’opera è un grande dipinto su tavola, composto di assi verticali in legno di pioppo, taglio tangenziale e di buona qualità. Abbiamo scelto di parlare di quest’opera, oltre per la sua altissima qualità esecutiva, riscontrabile nei dettagli, cura e maestria esecutiva, anche perché è un caso in cui in possiamo trovare un compendio ricchissimo di testimonianze di tecniche artistiche. 🖌️
Il dipinto recava una grande cornice perimetrale dorata ✨ , parte integrante dell’opera, che le fonti ci descrivono come splendida ed eccellentemente intagliata, purtroppo andata perduta 😔 : sui margini della tavola possiamo tuttavia ancora notare le tracce degli incastri e dei tenoni ai quali la cornice era ancorata e, sul fronte, nelle parti con preparazione a vista, sono visibili le tracce incise del profilo lobato che delimitava lo spazio tra il dipinto e la cornice stessa.
L’opera risulta essere stata restaurata due volte in meno di 100 anni 😲 dalla sua commissione ma non abbiamo fonti e documenti che ci raccontino le motivazioni degli interventi né cosa sia stato svolto: abbiamo notizia di un primo rimaneggiamento eseguito alla tavola, non sappiamo se al supporto o alla parte dipinta, durante il rifacimento del coro della cattedrale e pochi anni dopo alla cornice che, come di frequente accadeva, subisce probabilmente gli effetti di un cambio di gusto, passando da un aspetto sostanzialmente gotico ad uno spiccatamente rinascimentale, come viene descritta qualche secolo dopo.

Vi racconteremo ogni settimana i come, i cosa e i perché di questa affascinante e fondamentale professione 😍, trattando via via le tematiche principali: dalla tecnica alla storia, dalla diagnostica al lessico tecnico.
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“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio GuardiDurante il transito nelle collezioni inglesi ed irland...
10/10/2021

“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio Guardi

Durante il transito nelle collezioni inglesi ed irlandesi, l’opera è stata sottoposta ad un intervento, notoriamente molto invasivo, che ha causato innumerevoli danni alla tela… di quale operazione stiamo parlando?

Rispolveriamo insieme la storia conservativa di questo capolavoro 👇
https://www.facebook.com/gallerieaccademiavenezia/posts/6578778132140159

#VenetianHeritageXGallerieDellAccademia
#GallerieAccademiaVenezia⁠
#Venezia⁠
#museiaperti⁠
#museitaliani⁠
#ilmuseofabene⁠
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“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio Guardi

Durante il transito nelle collezioni inglesi ed irlandesi, l’opera è stata sottoposta ad un intervento, notoriamente molto invasivo, che ha causato innumerevoli danni alla tela… di quale operazione stiamo parlando?

Rispolveriamo insieme la storia conservativa di questo capolavoro 👇
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“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio GuardiIl dipinto di Gianantonio #Guardi è ispirato ad un’acq...
09/10/2021

“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio Guardi

Il dipinto di Gianantonio #Guardi è ispirato ad un’acquaforte facente parte di un’edizione illustrata di un famoso libro. Ricordate di quale opera letteraria stiamo parlando? 🧐

Date un’occhiata qui 👇
https://www.facebook.com/gallerieaccademiavenezia/posts/6571350299549609

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“Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito” di Gianantonio Guardi

Il dipinto di Gianantonio #Guardi è ispirato ad un’acquaforte facente parte di un’edizione illustrata di un famoso libro. Ricordate di quale opera letteraria stiamo parlando? 🧐

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🟢 Vita d’artistaHayez, da Venezia a Milano 🗺️“Hayez fece all’età di 88 anni” è quanto l’artista scrive sull’evocativo e ...
08/10/2021

🟢 Vita d’artista
Hayez, da Venezia a Milano 🗺️

“Hayez fece all’età di 88 anni” è quanto l’artista scrive sull’evocativo e splendido autoritratto, l’ultimo di una lunga serie, eseguito nel 1878 e donato, un anno più tardi, al museo della sua città natale, Venezia, che aveva abbandonato quasi sessant’anni prima per trasferirsi a Milano.
Nel capoluogo lombardo l’artista condusse una fulgida carriera e si affermò come il più importante esponente del Romanticismo italiano, ma quel fatidico e decisivo trasferimento non mancò di suscitare malumori e proteste da parte di chi, in laguna, aveva creduto in lui e aveva investito sulla sua formazione artistica. Il conte Leopoldo Cicognara, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1808 al 1826 e fondatore delle Gallerie, infatti, per primo aveva intuito lo straordinario talento del giovane pittore e aveva fatto sì che potesse godere di un lungo soggiorno romano per confrontarsi da vicino con i modelli dell’arte antica, sotto l’ala protettrice di Antonio Canova.🖌️
Nel 1820, però, Hayez espose a Brera il Pietro Rossi, il dipinto che segnò la svolta dal Neoclassicismo al Romanticismo, ottenendo a Milano quel clamoroso successo che era mancato in patria. Vedendo acclamata l’opera che nella sua città era stata completamente ignorata, il pittore maturò la sua decisione e Cicognara – per dirla senza giri di parole – ci rimase male. Hayez non cambiò idea e, come la storia ha poi dimostrato, fece la scelta giusta, ma si sentì in dovere di giustificarla: “Quattro anni che io sono in Venezia e l’ordinazione di una sola testa non l’ho ancora avuta, per sostentarmi devo fare il pittore di decorazione [...]. In Milano un numero di compratori volevano acquistare il mio Pietro Rossi, e quelli che non l’hanno potuto acquistare mi hanno dato delle commissioni, dunque i Milanesi e non i Veneziani mi hanno incoraggiato in quest’anno a riprodurre nuove fatiche pittoriche [...]”.🎨

Ogni venerdì vi racconteremo le vicende più curiose della vita delle opere, i loro viaggi e i loro approdi, le vite di coloro che le hanno realizzate e i segreti iconografici che si nascondono al loro interno.
Seguiteci! Arrivederci al prossimo appuntamento! 💚

In foto: Francesco Hayez, (Venezia, 1791-1882), Autoritratto

#GallerieAccademiaVenezia
#Venezia
#storiadellarte
#viadartista
#Hayez
#autoritratto

🟢 Vita d’artista
Hayez, da Venezia a Milano 🗺️

“Hayez fece all’età di 88 anni” è quanto l’artista scrive sull’evocativo e splendido autoritratto, l’ultimo di una lunga serie, eseguito nel 1878 e donato, un anno più tardi, al museo della sua città natale, Venezia, che aveva abbandonato quasi sessant’anni prima per trasferirsi a Milano.
Nel capoluogo lombardo l’artista condusse una fulgida carriera e si affermò come il più importante esponente del Romanticismo italiano, ma quel fatidico e decisivo trasferimento non mancò di suscitare malumori e proteste da parte di chi, in laguna, aveva creduto in lui e aveva investito sulla sua formazione artistica. Il conte Leopoldo Cicognara, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1808 al 1826 e fondatore delle Gallerie, infatti, per primo aveva intuito lo straordinario talento del giovane pittore e aveva fatto sì che potesse godere di un lungo soggiorno romano per confrontarsi da vicino con i modelli dell’arte antica, sotto l’ala protettrice di Antonio Canova.🖌️
Nel 1820, però, Hayez espose a Brera il Pietro Rossi, il dipinto che segnò la svolta dal Neoclassicismo al Romanticismo, ottenendo a Milano quel clamoroso successo che era mancato in patria. Vedendo acclamata l’opera che nella sua città era stata completamente ignorata, il pittore maturò la sua decisione e Cicognara – per dirla senza giri di parole – ci rimase male. Hayez non cambiò idea e, come la storia ha poi dimostrato, fece la scelta giusta, ma si sentì in dovere di giustificarla: “Quattro anni che io sono in Venezia e l’ordinazione di una sola testa non l’ho ancora avuta, per sostentarmi devo fare il pittore di decorazione [...]. In Milano un numero di compratori volevano acquistare il mio Pietro Rossi, e quelli che non l’hanno potuto acquistare mi hanno dato delle commissioni, dunque i Milanesi e non i Veneziani mi hanno incoraggiato in quest’anno a riprodurre nuove fatiche pittoriche [...]”.🎨

Ogni venerdì vi racconteremo le vicende più curiose della vita delle opere, i loro viaggi e i loro approdi, le vite di coloro che le hanno realizzate e i segreti iconografici che si nascondono al loro interno.
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In foto: Francesco Hayez, (Venezia, 1791-1882), Autoritratto

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DDMM – VENEZIA 1600. I DIARI DEL MIGLIO📖 .OPERE LEGATE A VENEZIA.I Diari del Miglio di Dorsoduro Museum Mile proseguono ...
07/10/2021

DDMM – VENEZIA 1600. I DIARI DEL MIGLIO📖
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OPERE LEGATE A VENEZIA
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I Diari del Miglio di Dorsoduro Museum Mile proseguono con il quarto tema: OPERE IN COLLEZIONE LEGATE A VENEZIA. Le quattro istituzioni che fanno parte del #DDMM, Gallerie dell'Accademia di Venezia, Palazzo Cini. La Galleria, The Peggy Guggenheim Collection e Palazzo Grassi - Punta della Dogana, racconteranno attraverso un post che verrà pubblicato giovedì 4 novembre le opere, presenti nelle rispettive collezioni, che abbiano un qualche legame con la città di Venezia. I post convoglieranno nella quarta “Guida” Instagram dedicata appunto ai lavori più significativi ispirati alla città lagunare, esposti nei musei del DDMM.
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Vuoi scrivere con noi una pagina dei “Diari del Miglio”? Partecipa anche tu e arricchisci il quarto diario condividendo in un post un tuo personale omaggio a Venezia, con l’hashtag #walkthemile1600. I contenuti più creativi verranno inseriti nella nostra quarta “Guida”. E non dimenticare! Esibendo il biglietto d’ingresso, o la Membership Card, di una delle istituzioni coinvolte nel progetto puoi accedere alle altre con una tariffa agevolata. Il miglio dell’arte ti aspetta!
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#Walkthemile1600
#DDMM1600
#Venezia1600
Venezia1600

🔸Appuntamento con i #Disegni e le #stampe Le tecniche grafiche – I disegni nascosti! 🗝️Molte opere grafiche, specialment...
06/10/2021

🔸Appuntamento con i #Disegni e le #stampe

Le tecniche grafiche – I disegni nascosti! 🗝️
Molte opere grafiche, specialmente se realizzate ad inchiostro, presentano sotto il tratto più evidente una prima idea delineata dall’artista. Poiché in parte nascosta dal segno successivo non è semplice individuarla. Dopo lo studio analitico dell’opera, un grande aiuto, in questi casi specifici, ci è fornito da una tecnica multispettrale, la Riflettografia a infrarosso. Negli anni si è visto che anche nelle opere grafiche l’utilizzo delle radiazioni infrarosse potevano fornire certezze a precedenti dubbi.

Nel nostro Istituto già negli anni ‘80 del ‘900 alcuni disegni sono stati sottoposti a tali indagini. Il radiologo Paolo Spezzani intraprese uno studio sviluppando una serie di campioni con i materiali usati dagli artisti nei disegni antichi e preparati seguendo le formule descritte da C. Cennini nel suo “Libro dell’arte”. La strumentazione usata allora era sicuramente pionieristica e la resa dell’immagine anche se non sempre nitida è stata un indispensabile punto di partenza per migliorare la conoscenza dei disegni e del modo di operare dei singoli artisti (nota 1).

Con la riflettografia IR si può osservare che i materiali, sollecitati nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso, rispondono in modo diverso. Gli inchiostri e la pietra rossa si affievoliscono, mentre vengono messi in evidenza i componenti carboniosi, come il carboncino, alcune punte metalliche e la grafite. Questa particolarità viene quindi sfruttata per cogliere lo schizzo o il disegno delineato con tali materiali e celato spesso dall’ultima stesura dell’artista.
Ecco le differenze tra alcune immagini a luce visibile e quelle ricavate dalle indagini non invasive all’infrarosso.

Nell’opera raffigurante “Teseo riconosciuto dal padre Egeo” dell’artista genovese Luca Cambiaso inv 401, cogliamo subito le caratteristiche disegnative dell’artista nel periodo centrale del suo percorso artistico: figure cubiche, essenziali, definite poi dalle campiture acquarellate (Foto 1).
La scansione all’infrarosso ci mostra il modo di operare dell’artista, uno schema compositivo particolarmente sintetico, poche linee tracciate velocemente a pietra nera accennano a figure disposte intorno al tavolo e agli elementi architettonici (Foto 2). Tutto il resto sarà poi definito ad inchiostro🖋️.

Sempre nel gruppo degli artisti genovesi incontriamo Bernardo Castello, nel suo elaborato grafico, il “Martirio di santo Stefano”, realizzato a penna, inchiostro ferro-tannico, pietra nera con rialzi a biacca su carta azzurra, inv. 597, cogliamo un procedere costruttivo diverso (Foto 3). La scansione in infrarosso, ci mostra due gruppi di figure piuttosto definite, disposte intorno al santo inginocchiato (Foto 4).
Cogliamo meglio anche alcuni ripensamenti, in parte rivisti già in questa prima impostazione; un piede disegnato poi più arretrato 🦶🏼(a) ed un braccio e mano che afferra una pietra, inizialmente pensato più piegato (b) 💪🏼🤚🏼. Il paesaggio, che si estende in profondità dietro le figure, è accennato in forma più essenziale. In questo caso nella realizzazione finale ad inchiostro cambiano però alcune cose: due figure prima non previste, scendono dal colle a sinistra animando il percorso (c) e più a destra un ponte lascia il posto ad un gruppo di costruzioni fantastiche (d) (riflettografia ad alta risoluzione a scanner INOA, nota 2).

Osserviamo ora il disegno di Leonardo da Vinci inv. 236 dove al recto troviamo il “Busto d’uomo di profilo con testi sulle proporzioni, studi di cavallo e cavalieri”, due soggetti diversi, un’analisi delle proporzioni umane e uno studio per la Battaglia di Anghiari (Foto 5). L’opera è realizzata con più media grafici: inchiostri ferro-tannici su traccia a punta di piombo ed altre punte traccianti e pietra rossa su carta bianca. L’immagine all’infrarosso rivela con chiarezza la prima idea dell’artista, il busto e la testa virile con il reticolo proporzionale fatto a punta di piombo. Solo successivamente concretizza parte dell’immagine con la penna e l’inchiostro. Possiamo vedere come la scritta, eseguita poi direttamente ad inchiostro non compaia nell’indagine all’infrarosso così come impercettibili gli schizzi di cavallo e cavalieri, velocemente tracciati dal Maestro solo a pietra rossa e negli anni successivi (Foto 6).

nota 1 – Paolo Spezzani, La riflettoscopia in infrarosso e i disegni di Leonardo alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in Leonardo & Venezia, Bompiani 1992
nota 2 - Paolo Spezzani, “Le nuove indagini in infrarosso applicate ad alcuni disegni genovesi”, in Disegni Genovesi delle Gallerie dell’Accademia, E.Gavazza, L.Magnani, G.Rotondi Terminiello, Electa, 2002

Seguiteci! Ogni mercoledì scopriamo lo straordinario mondo delle opere su carta.

Arrivederci al prossimo appuntamento! 🧡


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Indirizzo

Campo Della Ca**tà Dorsoduro N. 1050 – Venezia
Venice
30123

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" UNICITA', VALORIALE, BIO HIGH TECH DEI SAPERI." TRAMA DELL' UMANITA'" PLANET HOPE CONCEPT ": ARMONIA TRA UMANESIMO E SCIENTISMO" 1) LA PERSONA AL CENTRO CHE SI RICONGIUNGE CON LA SPONTANEITA' ORIGINARIA. 2) AFFERMIAMO IL PRIMATO DELLA BENEVOLENZA UNIVERSALE 3) GIUSTEZZA COME EMPATIA EMOTIVA COMPIUTA. PROFONDITA', COERENZA, COMPATTEZZA,TRASVERSALITA', ESCLUSIVITA', DISTINTIVITA'. EDUCATIONEM EXSECUTIVAM. ABBIAMO UNITO: 1) TALENTI (ISTRIONI, MATTATTORI, INTELLETTUALI, SCIENZIATI.) 2) GESTORI 3) IMPRESE 4) PROGETTI 5) FINANZA 6) ETICA E BUONE PRASSI ESPERITE IN 35 ANNI NEL PIU' IMPORTANTE PROGETTO DI CULTURA MATERIALE MAI TENTATO. ABBIAMO DATO VITA AD UNA SIMPHONIA, UNA TESSITURA SONORA: " MAGNA GRECIA MANIFATTURA UNIVERSALE DEL LUSSO, DELL'ARTE, DELLA BELLEZZA". RIVOLTO A 209 NAZIONI. CREA CHI SI DIVERTE". TRASMUTARE IL LOCALE IN UNIVERSALE; L'OFFERTA SEMPRE IN EVOLUZIONE FORSENNATA, ASSORBENTE IL CONTESTO. INGEGNERIA FINANZIARIA-AGGREGAZIONI-MERCATI ESTERI. LA PERSONA AL CENTRO DI UNA NUOVA ECOLOGIA ETICA DEI VALORI E DEI SAPERI UNIVERSALI". EDUCATION EX*****ON CREATIVA: ORGANISMO VITALE, CREATIVO, PARTECIPATO, SEMPRE IMBEVUTO DI SENSIBILITA' CROMATICA." ERA COGNITIVA" ECONOMIA ROTATIVA CINETICO DINAMICA". PLATINIUM LUSSO QUANTICO". Prof. GIUSEPPE GALLINGANI. ST. GEORGE CAMPUS.
" UNICITA', VALORIALE, BIO HIGH TECH DEI SAPERI." TRAMA DELL' UMANITA'" PLANET HOPE CONCEPT ": ARMONIA TRA UMANESIMO E SCIENTISMO" 1) LA PERSONA AL CENTRO CHE SI RICONGIUNGE CON LA SPONTANEITA' ORIGINARIA. 2) AFFERMIAMO IL PRIMATO DELLA BENEVOLENZA UNIVERSALE 3) GIUSTEZZA COME EMPATIA EMOTIVA COMPIUTA. PROFONDITA', COERENZA, COMPATTEZZA,TRASVERSALITA', ESCLUSIVITA', DISTINTIVITA'. EDUCATIONEM EXSECUTIVAM ABBIAMO UNITO: 1) TALENTI (ISTRIONI, MATTATTORI, INTELLETTUALI, SCIENZIATI.) 2) GESTORI 3) IMPRESE 4) PROGETTI 5) FINANZA 6) ETICA E BUONE PRASSI ESPERITE IN 35 ANNI NEL PIU' IMPORTANTE PROGETTO DI CULTURA MATERIALE MAI TENTATO. ABBIAMO DATO VITA AD UNA SIMPHONIA, UNA TESSITURA SONORA: " MAGNA GRECIA MANIFATTURA UNIVERSALE DEL LUSSO, DELL'ARTE, DELLA BELLEZZA". RIVOLTO A 209 NAZIONI. CREA CHI SI DIVERTE". TRASMUTARE IL LOCALE IN UNIVERSALE; L'OFFERTA SEMPRE IN EVOLUZIONE FORSENNATA, ASSORBENTE IL CONTESTO. LA PERSONA AL CENTRO DI UNA NUOVA ECOLOGIA ETICA DEI VALORI E DEI SAPERI UNIVERSALI". EDUCATION EX*****ON CREATIVA: ORGANISMO VITALE, CREATIVO, PARTECIPATO, SEMPRE IMBEVUTO DI SENSIBILITA' CROMATICA." ERA COGNITIVA" ECONOMIA ROTATIVA CINETICO DINAMICA". PLATINIUM LUSSO QUANTICO". Prof. GIUSEPPE GALLINGANI. ST. GEORGE CAMPUS.
Détails #venise #musée
01/07/1986 - 01/07/2021..........oggi sono 35 anni di servizio ‼️ Auguri socio........ 💪🔝
. ...
After Michelangelo. Mia riproduzione a pastelli su cartoncino cm 87 x 80, del capolavoro non terminato “ Deposizione di Cristo “ da me rivisitato e completato in base al mio gusto personale. Ritengo che copiare i capolavori sia un buon esercizio, ma devo constatare che copiare riproduzioni di capolavori incompleti sia uno studio molto più impegnativo e soddisfacente.
Buongiorno, domani 21 febbraio, sono aperte le Gallerie? Grazie.
ARTICOLO NELLE STAMPA FRANCESE #Accademia
" EDUCAZIONE ALLA BELLEZZA" PLATINIUM LUSSO QUANTICO" LUSSINTERIORE" LUSSO FRANCESCANO" LUSSO CLASSICO" Prof. GIUSEPPE GALLINGANI SOCIETA' SENTIMENTALE 5.0 2021 2050 ERA COGNITIVA" www.alfassa.net