Arte Musica Venezia

Arte Musica Venezia Vivi il Bello di Venezia !

A questo progetto collaborano l’arciconfraternita della Scuola Grande di San Rocco luogo simbolo dell’opera del Tintoretto, la Peggy Guggenheim Collection riconosciuto come il maggior museo in Italia di arte europea e americana della prima metà del Novecento, le 16 Chiese del circuito Chorus che costituiscono la più grande raccolta di opere sacre del Tiepolo, Veronese, Tiziano, la Fondazione Queri

ni Stampalia, nobile dimora veneziana dove antico e contemporaneo si incontrano, il Museo della Musica all’interno della Chiesa di San Maurizio, splendida collezione di strumenti musicali del settecento e per ultimo la stagione concertistica degli Interpreti Veneziani affermati artisti che portano l’arte di Vivaldi nel mondo. L’iniziativa ArteMusicaVenezia porta con se l’adesione di molti operatori turistici che a richiesta consegneranno al proprio cliente il mezzo più utile e pratico per la divulgazione dell’iniziativa: una mappa di Venezia con itinerari artistici. ArteMusicaVenezia è il risultato di una valorizzazione reciproca e ha lo scopo di far capire ai nostri ospiti l’eccellenza di Venezia …l’arte nei suoi molteplici aspetti.

02/05/2021
20/06/2018

Art Night 2018: il 23 giugno apertura straordinaria della Basilica di San Giorgio Maggiore

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In occasione dell’Art Night 2018, che si terrà sabato 23 giugno, la Basilica di San Giorgio Maggiore propone un'apertura straordinaria dalle 19.00 alle 23.00 con il seguente programma:

- ore 19.00 - 19.30 la comunità benedettina celebrerà il Vespro in canto gregoriano

- ore 19.30 - 22.30 apertura notturna del Campanile di San Giorgio Maggiore. Ricordiamo a tutti colore che vorranno partecipare che la salita non sarà garantita oltre le 500 persone.

- ore 20.30 - 22.00 si terrà il concerto "Ricercari. Nuova musica per organo ed elettronica per la Basilica di San Giorgio Maggiore" in collaborazione con l'Associazione Culturale Musica Venezia.

Foto della navata di © José Luiz Bernardes Ribeiro

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Art Night 2018: extraordinary opening of the San Giorgio Maggiore Basilica on June 23rd

During the Art Night 2018, on Saturday 23 June, there will be the extraordinary opening of the Basilica of San Giorgio Maggiore from 7.00 pm to 11.00 pm with the following program:

- 7.00 - 7.30 pm The Benedictine community will celebrate the Vespers in Gregorian chant

- 7.30 - 10.30 pm night opening of the bell tower of San Giorgio Maggiore. We remind everyone that the ascent will not be guaranteed (only for the first 500 visitors)

- 8.30 - 10.00 pm will be held the concert "Researchers: New Music for Organ and Electronics for the Basilica of San Giorgio Maggiore" in collaboration with the Associazione Culturale Musica Venezia.

Nave photo by © José Luiz Bernardes Ribeiro

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23/02/2018

DA TINTORETTO A FIORUCCI_UN ANNO DI ARTE A VENEZIA
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Dai colori dell'anima di Gino Rossi alla riscoperta di un' "opera d'arte totale" di Music, dal mito di Venezia attraverso gli occhi di Ruskin all'affascinante estetica delle "rovine" fino al grande negozio pop di Elio Fiorucci. Superstar assoluta: Tintoretto. La Fondazione Musei Civici di Venezia ha presentato un fitto calendario con 27 progetti espositivi fino alla fine dell'anno nei suoi 11 musei ("Il fil rouge - ha spiegato Gabriella Belli, direttore della Fondazione - consiste nell'intercettare lo spirito del tempo, dall'antico al contemporaneo"), a eccezione del Correr che ha avviato il restauro dell'area espositiva contemporanea. Importante volontà espressa da Ida Barbarigo, scomparsa di recente, che nel suo legato destina al Muve il patrimonio Cadorin-Music.
La prima mostra apre già oggi, venerdì 23 Febbraio: a Ca' Pesaro ritorna "Gino Rossi a Venezia", in un "Dialogo tra le collezioni di Fondazione Cariverona e Ca' Pesaro" (23 febbraio - 20 maggio), omaggio al pittore dell'avanguardia veneziana con una trentina di opere a raccontare l'intensa e drammatica parabola biografica e artistica di Rossi (1884-1947).
Un salto indietro di un secolo per un altro tributo: a Palazzo Ducale "John Ruskin. Le pietre di Venezia" (10 marzo - 10 giugno), ricorda il poeta, pittore e critico d'arte che ha contribuito alla creazione del mito romantico, tra luci e ombre, della città lagunare: 100 opere, tra cui una stupenda Punta della Dogana di William Turner (dalla National Gallery of Art di Washington).
Palazzo Fortuny protagonista a marzo (24 marzo - 23 luglio) con due esposizioni; la ricomposizione di una Wunderkammer decorata, su commissione di due sorelle svizzere, da Zoran Music (1909 - 2005) nel 1949. "La stanza di Zurigo" erano pitture con vedute lagunari, su intonaco, tela e juta. Dopo anni di abbandono, grazie all'intervento di Paolo Cadorin, gli intonaci sono stati staccati e trasferiti su pannelli. La seconda mostra propone "La raccolta Merlini", 300 opere novecentesche (tra cui lavori di de Pisis, de Chirico, Morandi, Fontana, Burri).
Giugno si colora della fantasia di Elio Fiorucci, scomparso nel 2015, con Ca' Pesaro che allestisce un "grande mercato" con le idee e icone dello stilista ("Epoca Fiorucci", 23 giugno - 13 gennaio 2019), un'antologia della "filosofia Fiorucci" e su colui che fece decorare un suo negozio da Keith Haring e si circondò di architetti come Sottsass e Mendini.
A più di 80 anni dall'unica grande mostra che Venezia gli abbia mai dedicato (Ca' Pesaro 1937) "Jacopo Tintoretto, pittore veneziano (1519 - 1594)" a Palazzo Ducale (7 settembre - 6 gennaio 2019) ripercorrerà il processo creativo dell'ultimo genio artistico rinascimentale; in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington vedremo 70 opere dai più importanti musei del mondo.
Autunno nel segno della collaborazione con Ermitage Italia in due rassegne: al Fortuny "FutuRuins" (1 settembre - 7 gennaio 2019) darà conto dell'estetica delle "rovine", dalle prime mitologie della distruzione alle macerie delle Twin Towers; al Centro Candiani di Mestre "Venezia e San Pietroburgo" (21 novembre - 20 febbraio 2019), con tele di Tiziano, Veronese, Bellotto, Canaletto Guardi.
Tra le tante proposte, la ricomposizione a Ca' Pesaro del ciclo pittorico "Il poema della vecchiaia" del divisionista Angelo Morbelli; una mostra dedicata alla motocicletta a Forte Marghera; un nuovo capitolo della raccolta di opere vetrarie del XX secolo di Barry Friedman al Museo del Vetro di Murano; un focus a Ca' Rezzonico su Anton Maria Zanetti, mercante d'arte e collezionista, amico di Canaletto e Tiepolo.

(articolo di Veronica Tuzii, Corriere del Veneto 22/2/2018)

FROM TINTORETTO TO FIORUCCI_A YEAR OF ART IN VENICE
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From the colours of Gino Rossi's soul to the rediscovery of Music's "total artwork", from the myth of Venice through Ruskin's eyes to the fascinating aesthetics of the "ruins" up to Elio Fiorucci's big pop shop. Absolute superstar: Tintoretto. The Fondazione Musei Civici di Venezia (Muve) has presented a busy calendar with 27 exhibition projects up to the end of the year in its 11 museums ("The fil rouge - explained Gabriella Belli, director of the Foundation - is the interception of the spirit of time, from ancient to contemporary"), with the exception of the Correr Museum, which has begun the restoration of the contemporary exhibition area. An important will has been expressed by Ida Barbarigo, recently disappeared, who in her legacy devotes the Cadorin-Music heritage to Muve.
The first exhibition opens today, Friday 23 February: Ca' Pesaro returns to "Gino Rossi in Venice", in a "Dialogue between the collections of Fondazione Cariverona and Ca' Pesaro" (23 February - 20 May), a tribute to the painter of the Venetian avant-garde with about thirty works to tell the intense and dramatic biographical and artistic parable of Rossi (1884-1947).
A leap back a century for another tribute. At Palazzo Ducale "John Ruskin. Venice's Stones" (March 10 - June 10), recalls the poet, painter and art critic who contributed to the creation of the romantic myth, among lights and shadows, of the lagoon city: 100 works, including a beautiful Punta della Dogana by William Turner (from the National Gallery of Art in Washington).
Palazzo Fortuny in March (March 24 - July 23) with two exhibitions; the recomposition of a Wunderkammer decorated, commissioned by two Swiss sisters, by Zoran Music (1909 - 2005) in 1949. "The Zurich Room" were paintings with lagoon views, plaster, canvas and jute. After years of abandonment, thanks to the intervention of Paolo Cadorin, the plasters were detached and transferred to panels. The second exhibition presents "The Merlini collection", 300 works from the twentieth century (including works by de Pisis, de Chirico, Morandi, Fontana and Burri).
June offers the colourful imagination of Elio Fiorucci, who died in 2015, with Ca' Pesaro setting up a "large market" with the ideas and icons of the designer ("Epoca Fiorucci", 23 June - 13 January 2019), an anthology of the "Fiorucci philosophy" and on himself (who had a shop decorated by Keith Haring and appreciated being surrounded by, and work with, architects such as Sottsass and Mendini).
More than 80 years after the only great exhibition that Venice had ever dedicated to him (Ca' Pesaro 1937) "Jacopo Tintoretto, Venetian painter (1519 - 1594)" at Palazzo Ducale (September 7 - January 6, 2019) will retrace the creative process of the last Renaissance artistic genius; in collaboration with the National Gallery of Art in Washington we will see 70 works from the most important museums in the world.
Autumn will highlight the collaboration with Ermitage Italia in two exhibitions: at Fortuny "FutuRuins" (1 September - 7 January 2019) will account for the aesthetics of the "ruins", from the first mythologies of destruction to the rubble of the Twin Towers; at the Candiani Centre in Mestre "Venice and St. Petersburg" (21 November - 20 February 2019), with canvases by Titian, Veronese, Bellotto, Canaletto and Guardi.
Among the many proposals, the recomposition at Ca' Pesaro of the pictorial cycle "The poem of old age" by the divisionist Angelo Morbelli; an exhibition dedicated to motorcycles in Forte Marghera; a new chapter in the collection of 20th century glassworks by Barry Friedman at the Glass Museum in Murano; a focus, at Ca' Rezzonico, on Anton Maria Zanetti, art dealer and collector, friend of Canaletto and Tiepolo.

(article by Veronica Tuzii, Corriere del Veneto 22/2/2018)

14/02/2018

Bellini/Mantegna: Capolavori a Confronto alla Fondazione Querini Stampalia

Dal 21 Marzo al 1 Luglio 2018

Affascinante, per un profano, cercare le differenze tra le due “Presentazioni di Gesù al Tempio” eccezionalmente affiancate nella mostra proposta dalla Fondazione Querini Stampalia a cura di Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley, Giovanni Carlo Federico Villa, con allestimento di Mario Botta. Due capolavori della storia universale dell’arte, l’uno di mano di Giovanni Bellini, l'altro di Andrea Mantegna. Ad un primo sguardo sembrano uguali, eppure si capisce che le due opere-specchio hanno “personalità diversissime”. Ma chi fu l’inventore della meravigliosa composizione? Bellini, veneziano, e Mantegna, padovano del contado, si conobbero certamente, dato che quest’ultimo sposò la sorellastra del primo. Ma sarebbe sbagliato – chiarisce Giovanni Carlo Federico Villa, co-curatore dell’esposizione, immaginarli l’uno accanto all’altro intenti nel dipingere questo medesimo soggetto.' Certo il cartone, la cui realizzazione richiedeva un enorme virtuosismo artistico, “stregò l’uno e l’altro, ma un lasso di tempo non piccolo, una decina di anni, separa i due capolavori”. Che, sia pure a distanza, si sia trattato di una gara alla massima eccellenza, lo si evince dalla qualità assoluta delle due opere. E’ un caso probabilmente irripetibile quello che consente, per la prima volta nella storia dell’arte, di ammirare l’una a fianco dell’altra. “E’ l’effetto - sottolinea Marigusta Lazzari, che dell’istituzione veneziana è il Direttore - di una di quelle alchimie che di tanto in tanto si verificano nella storia. Nel nostro caso, l’impossibile è diventato possibile nel dipanarsi della complessa trattativa che ci ha portato a concedere il prestito del nostro Bellini alla grande mostra su Andrea Mantegna e Giovanni Bellini, che il 1 ottobre 2018 aprirà alla National Gallery di Londra per poi trasferirsi alla Gemäldegalerie di Berlino il 1 marzo 2019. Il raffronto tra le due “Presentazioni al Tempio” è uno dei cardini di queste mostre. Alla nostra disponibilità al prestito ha corrisposto quella dell’istituzione berlinese e così, in anticipo sulla rassegna londinese, abbiamo l‘emozione di presentare al pubblico italiano e internazionale, in Querini, i due capolavori finalmente affiancati”. Per accogliere questo magico confronto, la Querini Stampalia ha mobilitato l’architetto Mario Botta per l’allestimento e sta predisponendo un innovativo sistema illuminotecnico. Non solo: accanto a queste due inarrivabili “vedettes” in Querini saranno esposte le opere coeve patrimonio del museo veneziano. E il visitatore sarà poi invitato, con lo stesso biglietto a scoprire, o riscoprire, gli infiniti tesori della Querini Stampalia, una casa-museo tra le più importanti al mondo. Sala dopo sala, negli storici ambienti, si avrà l’emozione di entrare nell’universo di una delle più potenti e illustri Famiglie veneziane: ammirare le celebri opere d’arte, i preziosi arredi, patrimonio della Famiglia e pervenuti alla Fondazione nel 1869, poco meno di 150 anni fa, a seguito dell’importante lascito. E’ un mondo di storia, cultura, meraviglia quello che attende i visitatori in Querini, in un’atmosfera unica com’è quella della Venezia autentica.

17/01/2018

Tra ratti e maschere la street art di Blub invade Venezia

Non poteva esserci ambientazione più azzeccata per l’arte underground, anzi underwater, di Blub, street artist toscano che da dicembre ha disseminato in giro per Venezia una trentina di sue opere. Ci sono “Gli amanti” di Magritte in Campo Santi Apostoli, “La Gioconda” di Leonardo Da Vinci a Rialto, la “Ragazza con l'orecchino di perla” di Vermeer in Rio Terà Foscarini, ma anche Vivaldi in Campiello San Vidal e perfino uno dei «Ratti» di Banksy alle Zattere. Tutte riproduzioni fedeli di opere celebri in formato ridotto, rappresentazioni di icone artistiche ormai patrimonio del nostro inconscio collettivo. In comune hanno una caratteristica: sono immerse nel blu e indossano maschere da sub per vedere sott’acqua. Dopo Roma e altre località in Italia e nel mondo, «L’arte sa nuotare», nome della collezione, ha fatto tappa anche a Venezia. L’idea è quella di trasmettere con ironia un messaggio positivo, di speranza. «Per indicare un momento di crisi» spiega Blub «si dice che si è con l’acqua alla gola, ma se ci mettiamo la maschera da sub e impariamo a nuotare in questo mare di crisi, ci possiamo anche divertire e trovare soluzioni altrimenti non visibili ai nostri occhi. Una crisi diventa opportunità di crescita e di cambiamento». Uno stimolo, visivo e mentale, a vedere le cose da una prospettiva diversa.
«Sono da sempre affascinato da quello che noi umani siamo capaci di fare in situazioni di crisi» continua l’artista «Troviamo sempre delle soluzioni alternative e creative a eventi apparentemente negativi».
Oltre che dal colore e dalle maschere da sub, le opere di Blub sono riconoscibili anche dalla forma: quella rettangolare dei quadri elettrici, dei ripetitori di cellulari o della fibra ottica, sparsi in giro per la città. Lo spunto nasce da un soggiorno in Spagna, a Cadaqués (città cara a Dalì), dove Blub nota questi sportelli anonimi dipinti e abbelliti da artisti locali. Una tela ideale per vivacizzare il grigiore cittadino: «È come se arredassi la città senza sporcare le mura» racconta ancora Blub «come una forma di rispetto. Questi sportelli diventano uno sfondo per divertire, rendere omaggio ai grandi artisti e distogliere dal quotidiano».
La street art abbellisce i luoghi urbani senza rifugiarsi dietro una teca da museo. Per questo anche a Venezia molti lavori di Blub risultano deturpati o strappati, ma fa parte del gioco: «C’è ovviamente anche chi non apprezza, strappa o deturpa, ma si sa che la strada è di tutti, quindi non ho aspettative che ci rimangano a vita». Certo è che in città le opere di Blub hanno catturato l’attenzione di molti, strappando un sorriso, una curiosità, un’emozione. Proprio per questo «L’arte sa nuotare» aiuta a trovare soluzioni creative e innovative. «Perché» conclude Blub «l’arte è tutto, è potere creativo ed eleva le nostre emozioni in tutti i campi, non solo nella pittura».

10/01/2018

La nascita dell'arte moderna in Italia: "Gino Rossi a Venezia"_Ca' Pesaro dal 23 febbraio 2018

Ca' Pesaro - Galleria Internazionale d'Arte Moderna - ospiterà dal 23 Febbraio al 20 maggio 2018 una mostra dedicata a Gino Rossi, artista tra i più interessanti dell'avanguardia veneziana che proprio a Ca' Pesaro ha trovato il suo centro nei primi anni del '900; curata da Luca Massimo Barbero ed Elisabetta Barisoni, "Gino Rossi a Venezia" vuole restituire la forza e l'ampiezza dell'innovazione nata e cresciuta a Ca' Pesaro dal 1908 fino ai primi anni Venti, attraverso lo sguardo di uno dei suoi protagonisti. La mostra si inserisce all'interno di un rinnovato interesse per la figura di questo artista, a 70 anni dalla sua scomparsa. La parabola artistica di Gino Rossi (Venezia, 1884 - Treviso, 1947) è ricca di stimoli anche se molto circoscritta nel tempo. Nato a Venezia da una famiglia benestante, dopo gli studi a Fiesole e Venezia, si reca a Parigi nel 1907: il periodo parigino - a cui si alternano frequenti soggiorni in Bretagna - gli permette la frequentazione assidua di un milieu artistico e culturale da cui prenderà ispirazione per la sua produzione: entrare in contatto con la poetica cubista e con i Fauve fa sì che, al rientro in Italia, Rossi sia uno tra gli artisti più aggiornati delsuo tempo. Il ritorno a Venezia avviene in un periodo in cui Nino Barbantini, appena diventato, a soli 23 anni, direttore della Galleria d'Arte Moderna e al contempo Segretario della neonata Opera Bevilacqua La Masa, comincia a promuovere la sede di Ca' Pesaro come un luogo aperto alle tendenze più recenti dell'arte italiana, secondo una visione antiaccademica e antitetica alle prime edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte ai Giardini. Fin dalla prima mostra Bevilacqua La Masa a Ca' Pesaro, nel 1908, risulta evidente quanto l'arte moderna italiana sia davvero nata a Ca' Pesaro, o quanto meno ne abbia avuto piena espressione in un momento in cui doveva ancora svilupparsi, a livello nazionale, una più articolata rete dedicata alle nuove tendenze. La forma è per lui elemento "antigrazioso", lontano dalla leziosità di tanta arte dei primi anni del '900, in aperta contrapposizione con l'estetica decadente di molti suoi contemporanei. Sono anni in cui l'isola di Burano diventa per Rossi la sua Bretagna, luogo ideale ma assolutamente non idilliaco dove passa lunghi soggiorni e dove si trasferisce anche a vivere, nel disagio e nella scomodità più assoluta. La ritrattistica si concentra sugli umili, sugli individui ai margini della società. Rossi sceglie come protagonisti i pescatori o le loro mogli, cogliendo con pennellata energica e materica lo spirito di ogni figura ed esasperandone i tratti più duri, imperfetti ed esteticamente spiacevoli (e.g. Bruto, 1913). Allo stesso modo, le figure femminili si discostano dai ritratti di aristocratiche e borghesi, comuni a larga parte della produzione di quegli anni: le donne di Rossi sono popolane, spesso madri, spesso vestite di scuro e con abiti semplici, distanti anni luce dalle donne sofisticate fin de siècle (e.g. Ritratto di Signora, 1914 e Maternità, 1913). In Rossi si percepisce un'impronta espressionista, che abbandona la piacevolezza estetica concentrandosi sulla crudezza.
Anche i paesaggi sono improntati ad un forte espressionismo, e risultano fortemente influenzati dai primi soggiorni in Bretagna (Douarnenez 1912 e Paesaggio Nordico 1911). Il soggetto prediletto, così come per molti suoi colleghi capesarini, è l’isola di Burano: lontana dal fasto decadente del centro storico, la piccola isola è un rifugio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Barene a Burano (1912-13), insieme ad altri due paesaggi buranesi degli stessi anni, presenteranno al pubblico della mostra lo sguardo di Gino Rossi su questo ambiente primitivo ed ancestrale in cui uomo e natura si integrano in un legame indissolubile. L’esperienza della Prima Guerra Mondiale segna per sempre Gino Rossi e tutta l’avanguardia artistica italiana: i lavori dopo il 1918 sono più articolati e strutturati, incentrati su forme e volumi che riprendono la lezione di Cézanne. Nel 1926 dopo solo 20 anni di produzione, Gino Rossi viene internato nel manicomio di Sant’Artemio a Treviso: non dipingerà mai più e morirà nel 1947, lasciando una grande incognita su come la sua ricerca artistica avrebbe potuto proseguire.

03/01/2018

In viaggio tra i segreti della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista domenica 6 gennaio alle ore 11

La Scuola Grande San Giovanni Evangelista, la più antica tra le Scuole Grandi tuttora attive a Venezia (1261), ha sede in un edificio monumentale di grande pregio artistico. Proprio per continuare a mantenere questo enorme patrimonio, la Scuola sarà aperta al pubblico anche in occasione dell'Epifania e offrirà la possibilità di partecipare alla consueta visita guidata che si terrà sabato 6 gennaio alle ore 11 e che comprenderà l'illustrazione dell'intero complesso monumentale. Saranno visitabili anche due sale fino ad oggi non comprese nel percorso museale: la Sala Guarana e la Sala dello Stendardo. La prima, aggiunta al corpo di fabbrica nel XVIII secolo e utilizzata dalle attività amministrative della scuola, è intitolata a Jacopo Guarana, al quale sono attribuiti gli affreschi sul soffitto e sopra le porte. In un'ariosa combinazione con gli stucchi, gli affreschi ripropongono l'eleganza e la leggerezza delle linee ovali e dei colori pastello. La seconda ospita un prezioso stendardo dipinto su ambo i lati, raffigurante due scene tratte dall'Apocalisse di San Giovanni, recentemente restaurato. Le visite sono in lingua italiana e hanno una durata di un'ora e mezzo. Il costo è di 15 euro e la prenotazione è obbligatoria. Per prenotare scrivere a [email protected] oppure telefonare ai numeri 041 718158 (museo) e 041 718234 (ufficio eventi) specificando il nome del partecipante, il numero di telefono, il numero di persone per le quali si desidera effettuare la prenotazione. Grazie anche al ricavo dalle visite organizzate dalla Scuola nel corso dell'anno si potranno iniziare, dopo l'Epifania, i lavori di restauro al campanile della Chiesa di San Giovanni Evangelista, colpito da un fulmine il 28 maggio dello scorso anno; a distanza di qualche mese la Scuola Grande è riuscita a recuperare la somma per avviare i lavori di restauro al cornicione in pietra d'Istria lesionato.

27/12/2017

Interpreti Veneziani

I Concerti del Nuovo Anno degli Interpreti Veneziani a San Vidal

Gli Interpreti Veneziani sono lieti di proseguire l'offerta concertistica delle festività natalizie a Venezia con i concerti del nuovo anno presso la Chiesa di San Vidal alle ore 20.30 ad eccezione dell'esibizione del 1° gennaio 2018 (doppio appuntamento: alle ore 16.30 & e alle ore 20.30): i biglietti (€29 intero, €24 ridotto) possono essere acquistati sul sito www.interpretiveneziani.com direttamente a San Vidal (orario di apertura 10-19) o riservati telefonicamente al numero +39 041 2770561. Nell'augurarVi un felice 2018, gli Interpreti Veneziani Vi aspettano numerosi a San Vidal per festeggiare in musica la fine del 2017 e l'inizio dell'anno nuovo!

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Interpreti Veneziani's New Year Concerts at San Vidal

Interpreti Veneziani are pleased to present you with more dates for their festive season concerts at San Vidal; the new year concerts will be held at 8.30 p.m. with the exception of the performance on 1st January 2018 (two concerts are scheduled: at 4.30 p.m. and at 8.30 p.m.). Tickets (€29 full, €24 reduced) can be purchased online at www.interpretiveneziani.com, in the dedicated section, directly at San Vidal (opening hours 10 a.m. - 7 p.m.) or reserved by phone (+39 041 2770561). In wishing you a happy 2018, Interpreti Veneziani will be delighted to celebrate with you the end of 2017 and the beginning of the new year!

23/12/2017

Auguri di Buon Natale

23/12/2017

I concerti di Natale degli Interpreti Veneziani a San Vidal

Gli Interpreti Venziani sono lieti di presentare il programma concertistico natalizio 2017. I concerti si terranno presso la Chesa di San Vidal alle ore 20.30: i biglietti (€29 intero, €24 ridotto) possono essere acquistati online sul sito www.interpretiveneziani.com, nella sezione dedicata, direttamente a San Vidal (orario di apertura 10-19) o riservati telefonicamente al numero 041 2770561. Nell'augurare a tutti serene feste, gli Interpreti Veneziani vi aspettano numerosi per condividere serate in musica nella suggestiva cornice di San Vidal.

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Interpreti Veneziani's Christmas Concerts at the Church of San Vidal

Interpreti Veneziani are happy to present the Christmas concerts programme. All concerts will take place at the Church of San Vidal, at 8.30 p.m.: tickets may be purchased online (www.interpretiveneziani.com, in the dedicated section), directly at San Vidal (opening hours 10 a.m.-7 p.m.) or reserved by phone (+39 041 2770561). Wishing you a happy festive season, Interpreti Veneziani look forward to sharing with you special musical moments in San Vidal's enchanting artistic frame.

13/12/2017

All'Ateneo Veneto incontro a più voci nel nome di Guglielmo Ciardi_mercoledì 13 dicembre ore 17.30

A cento anni dalla scomparsa di Guglielmo Ciardi (Venezia 1842-1917), uno dei maggiori protagonisti della pittura di paesaggio, l'Ateneo Veneto propone al pubblico un incontro a più voci per ricordarlo e per approfondire il suo messaggio estetico, in un momento topico dell'arte non solo italiana ma europea dell'epoca: il formarsi della veneziana "Scuola del vero" con pittori come Napoleone Nani, Giacomo Favretto, Ettore Tito, Luigi Nono, Alessandro Zezzos, Alessandro Milesi, Egisto Lancerotto, Pietro Fragiacomo; ed altri oggi meno noti come Domenico Bresolin, Noè Bordigon e Pietro Galter.
L'appuntamento è fissato per oggi mercoledì 13 dicembre alle 17.30 con un dialogo a più voci tra Gabriella Belli, direttore Fondazione Musei Civici, Giuseppe Pavanello dell'Università di Trieste, Nico Stringa di Ca' Foscari e Camillo Tonini dell'Ateneo Veneto.
Nell'Italia della seconda metà dell'Ottocento, sia pure attraverso i canali a volte separati delle scuole regionali, molti "ponti" vengono gettati a coniugare le esperienze diverse (la lezione macchiaiola, la scuola napoletana, a pittura nuova in Piemonte e in Lombardia).
In una situazione resa effervescente anche dalle grandi trasformazioni politiche, il primato dell'innovazione spetta spesso alla pittura del paesaggio; e in quel settore non c'è dubbio che la pittura di Guglielmo Ciardi venne riconosciuta subito nella sua specificità.

11/12/2017

TINTORETTO FESTEGGIA I 500 ANNI A VENEZIA

Jacopo Tintoretto "ritorna" a Venezia. In realtà non se n'era mai andato, perchè le chiese cittadine - come la Madonna dell'Orto dove il grande artista rinascimentale riposa nella ca****la absidale - o nelle sedi monumentali come la Scuola Grande di San Rocco, lo stesso Palazzo Ducale, le Gallerie dell'Accademia ospitano molti dei suoi capolavori. Ma era addirittura dal 1937 che la sua città natale non gli dedicava una grande mostra. Una lacuna che sarà colmata il prossimo anno con una doppia grande esposizione in occasione del cinquecentenario della nascita dell'unico artista intimamente veneziano dei quattro grandi del Rinascimento veneto perchè sia Giorgione, sia Tintoretto, sia Veronese venivano comunque dalla terraferma.
Le due mostre apriranno il 7 settembre 2018 (sino al 6 gennaio 2019) a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell'Accademia per poi spostarsi, in un'unica mostra, alla National Gallery di Washington che organizza la celebrazione espositiva insieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia e, appunto, alle Gallerie dell'Accademia. A Palazzo Ducale sono in permanenza le quattro allegorie mitologiche che Tintoretto dipinse per l'Atrio Quadrato nel 1578, poi spostate nel 1816 nella stanza successiva, la Sala dell' Anticollegio. Dipinti ora restaurati e restituiti alla loro vivezza cromatica e che saranno parte della mostra "Jacopo Tintoretto, pittore veneziano 1519-1594" che qui sarà ospitata dal 7 settembre. Mostrando solo dipinti - con un nucleo importante di disegni - "autografi" di Tintoretto, senza interventi della bottega o opere di scuola. Alle Gallerie dell'Accademia invece sarà di scena il "Tintoretto giovane", in particolare prendendo in considerazione il decennio che va dal 1538 al 1548 e pone al centro della mostra una delle opere chiave del periodo giovanile dell'artista, che è già ospitata dal museo veneziano come "Il miracolo dello schiavo", dagli straordinari colori e dai contrasti chiaroscurali. A focalizzare, invece, il periodo tardo dell'artista e la straordinaria evoluzione cromatica e luministica dei suoi teleri penserà la sua "Ca****la Sistina", la Scuola Grande di San Rocco, che è parte dell'iniziativa e contribuirà ad allargare la mostra all'intera città, riscoprendo i capolavori del Tintoretto sparsi nelle chiese, come la monumentale "Presentazione al tempio" che è proprio alla Madonna dall'Orto. Prevista inoltre la realizzazione di un film su Tintoretto - introdotto da un grande attore hollywoodiano - che sarà prodotto dalla National Gallery per la televisione pubblica americana ma sarà visibile anche a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell'Accademia.

29/11/2017

"Il Mondo in una Perla: la collezione di perle del Museo del vetro di Murano 1820-1890" 8.12.2017_15.04.2018

La delicata e raffinata arte delle perle di vetro rappresenta un capitolo straordinario della storia di Murano. In passato utilizzate come merce di scambio fin oltreoceano, le perle continuano oggi a essere un accessorio prezioso dagli inaspettati decori miniaturizzati, perfetti in ogni sfumatura cromatica. Di queste piccole preziosissime opere il Museo del Vetro, che possiede forse la più grande collezione esistente al mondo, presenta il primo importante studio scientifico a cura di Augusto Panini. Il suo lavoro ha dato luogo alla pubblicazione in un volume della collezione di perle conservate nei depositi del museo, costituita da cartelle originali, pannelli in seta del 1862 con perle cucite, cartelle nuove costituite da materiale proveniente da cartelle originali smontate, perle sciolte, mazzi e una collezione di gioielli costituita da spille, collane, braccialetti e orecchini. La quantità e la qualità di questo ingente patrimonio fanno capire come lo storico fondatore del Museo del Vetro, l’abate Vincenzo Zanetti, avesse compreso già nel XIX secolo non solo il valore di una campionatura il più possibile esauriente di una produzione che costituiva una fonte economica vitale, ma anche la sua valenza artistica, sociale e storica. A cura di Chiara Squarcina e Augusto Panini

Per maggiori informazioni clicca qui
http://museovetro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/il-mondo-in-una-perla/2017/03/17164/collezione-perle/

Indirizzo

Chiesa Di San Maurizio, San Marco 2603
Venice
30122

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