28/08/2026
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Lui l’ha portata in atelier a scegliere un’opera, dopo aver fissato la vetrina insieme tante volte, nei mesi precedenti, passeggiando.
Ma lei qualche settimana prima mi aveva già commissionato questa storia da muro per lui, per la sua casa in campagna, per quella parete specifica.
Lui non poteva immaginarlo, così quel giorno avrà pensato “dai, oggi entriamo a scegliere”!
Lei appena dietro di lui.
Io la guardo un po’ interrogativa, complice.
In qualche modo ci capiamo al volo. AL VOLO.
Tergiverso su un quadro… ehm… è incompleto… non so ancora quanto costerà.
Lui avrà pensato che sono confusa e un po’ sprovveduta.
Lei mi aveva raccontato della sua serietà, di quell’approccio tecnico alle cose, delle loro differenze caratteriali, di caratteristiche buffe e di un legame profondo, con gli occhi felici e lucidi. Così, mentre il pilota d’aereo, d’altri tempi, dal cuore elegante e signorile mi parlava, io pensavo “ti sorprenderemo”. Non è il momento di scegliere, sei già stato scelto da un quadro che non esiste ancora. Lui faceva domande, io dovevo solo convincerlo che il quadro per lui non era quello che stava guardando, era quello iniziato sulla scrivania, tracciato appena a matita, invisibile, ma non gli era permesso saperlo.
Le sorprese sono sacre. E questa è riuscita.
Lui dopo un mesetto ha trovato un pacchetto, al ritorno da un turno di volo.
L’ha scartato da solo.
Ma con lei nel cuore.
È stato bello.
Si vola in tanti modi, si Ama in un modo solo: così.