22/09/2026
Lunedì 21 settembre si è conclusa la mostra “I colori del tempo – L’Arte Abruzzese tra ‘800 e contemporaneo”. L’esposizione si è svolta presso il palazzo dell’Emiciclo, sede regionale del Consiglio d’Abruzzo, nell’ambito dell’evento “L’Aquila capitale della cultura 2026”.
Abbiamo avuto l’onore di occuparci della curatela di questa esposizione, che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Sicuramente determinante per il successo dell’evento è stata la presenza, all’interno della mostra, di un’opera d’arte che rappresenta un vero e proprio tesoro della pittura italiana del secondo ‘800, mai esposta al pubblico fino a questo momento.
Il dipinto in questione si intitola Lo Speco del Monaco ed è opera di Teofilo Patini, uno dei maggiori esponenti del Verismo Sociale nella pittura italiana dell’Ottocento. Ad attribuire senza ombra di dubbio l’opera all’artista è stato lo scrittore e storico dell’arte Cosimo Savastano, autorevole studioso di Patini, che ne ha confermato l’autenticità pochi anni prima della sua scomparsa, nel 2019.
Savastano ha collocato l’opera nella fase giovanile della produzione di Patini; questa datazione trova riscontro nella scelta cromatica utilizzata, in particolare nell’uso di tonalità calde come il rosso. Per quanto riguarda la datazione, l’opera non può essere stata realizzata dopo il 1860, poiché a partire da quella data l’artista si orientò verso altri soggetti, mostrando una maggiore inclinazione verso temi storico-romantici.
Realizzato con grande maestria, questo soggetto probabilmente non fu ideato da Patini per libera scelta, ma rappresenta uno dei temi assegnati agli allievi del Regio Istituto d’Arte di Napoli durante le esercitazioni periodiche. Nonostante l’artista fosse molto giovane al momento della realizzazione, diversi elementi testimoniano quanto fosse già viva nel giovane Patini l’attenzione nei confronti della realtà. Spinto da un’innata inclinazione e certamente dall’influenza di Filippo Palizzi, Patini infuse nella composizione un grande impegno nel cogliere ogni aspetto del dato reale. A riprova di questa precoce aspirazione al realismo sono la descrizione di alcuni particolari, come le ampie foglie di verdura che una delle viandanti porta in equilibrio sulla testa, e la resa della pagnotta di pane trattenuta dalla ragazza sotto il braccio, di cui si può percepire la croccantezza.
Quest’opera è preziosa perché chiarisce quali fossero i criteri e le componenti che guidarono la formazione dell’artista, offrendo un contributo fondamentale a una comprensione più articolata del periodo giovanile di Patini. Questo dipinto assume quindi un rilievo straordinario, non solo per la sua indubbia qualità pittorica, ma anche per il suo valore di testimonianza documentaria del percorso di ricerca dell’artista.
Non posso che ringraziare il collezionista che ha reso possibile la visione di questo capolavoro dell’arte, e mi auguro che in futuro questa opportunità possa essere offerta a un pubblico ancora più ampio.
G.C.
Borgo Pio Art Gallery
Giovanna Canu Loredana Paglioni Antonio Paone