09/10/2026
Claude Monet dipinge almeno diciassette volte la stessa piccola casa di pescatori affacciata sul mare. Siamo nell’estate del 1882, a Varengeville, sulla costa normanna. In questa versione, l’abitazione emerge dalla vegetazione di un pendio scosceso, tra accordi di rosa e blu e l’apertura luminosa del mare e del cielo.
L’alternanza di pennellate verticali e orizzontali dà ritmo alla composizione e accentua il contrasto tra il promontorio e l’orizzonte, restituendo la vitalità del paesaggio e il continuo mutare della luce e dell’atmosfera.
Tornare sullo stesso soggetto, osservarlo in momenti diversi e lavorare anche a più tele contemporaneamente è un metodo centrale nella ricerca di Monet: un modo per registrare le variazioni delle condizioni atmosferiche e delle ore del giorno. Una pratica che troverà una delle sue espressioni più celebri nelle vedute della Cattedrale di Rouen.
Il fascino di quella piccola casa accompagnerà Monet ancora a lungo: oltre un decennio dopo tornerà a dipingerla, realizzandone altre quattordici versioni.
Claude Monet, La casa del pescatore a Varengeville, 1882
Olio su tela, 58 × 71,5 cm
Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen
Da Monet a Van Gogh a Kandinsky
Nuovi sguardi sulla natura e la modernità
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Fino al 10 gennaio 2027
Organizzata da Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
A cura di Sandra Kisters e Vasilij Gusella