24/09/2026
La Chiesa di San Lino a Volterra è intitolata al secondo Papa della cristianità, successore di Pietro, celebrato come santo il 23 settembre. Come il monastero, la chiesa fu fatta costruire nel 1480 dal celebre umanista e teologo volterrano Raffaello Maffei, la cui tomba si trova all’interno dell’edificio religioso, sul fianco sinistro dell’altare maggiore. L’interno della chiesa, costituito da una aula semplice ricoperta, doveva rispecchiare la riservatezza dell’ordine delle monache Clarisse e servire prevalentemente alle abitatrici dell’annesso monastero. La facciata austera e priva di segni iconografici o architettonici rimarcati, tranne il bel portale in pietra, un tempo ospitava un busto policromo di San Lino, eseguito da Benedetto Buglioni e risalente al secondo decennio del XVI secolo, ora conservato nel Museo di Arte Sacra. Già attribuita alla bottega di Andrea della Robbia, la scultura è stata assegnata a Benedetto Buglioni, esponente della celebre bottega rivale dei Della Robbia. La maestria di Benedetto Buglioni e della sua attiva bottega fiorentina emerge chiaramente in questa raffinata terracotta invetriata policroma, dove l'espressività non è affidata solo ai codici iconografici del papato, ma a una profonda caratterizzazione umana. A differenza delle coeve e più idealizzate realizzazioni della bottega dei Della Robbia, Buglioni infonde nei lineamenti del secondo Papa della storia della Chiesa, originario proprio della città di Volterra, un marcato realismo psicologico. Le profonde rughe sulla fronte, le borse marcate sotto gli occhi e le pieghe sulle gote definiscono il volto di un uomo maturo, solcato dalla responsabilità e dal pensiero. Non si tratta di un ritratto statico o distaccato, ma dell’immagine di un pastore partecipe e interiormente severo. La scelta di mantenere una stesura quasi pittorica e sfumata per l'incarnato del volto e delle mani, lasciando invece l'invetriatura lucida e squillante per i paramenti, accentua la resa naturalistica e carnale della pelle rispetto alla solennità dei tessuti liturgici. La monumentalità espressiva della scultura è poi arricchita dalla straordinaria profusione di dettagli plastici che circondano il Santo. La mano destra è sollevata nel gesto della benedizione. Sul capo svetta la tiara papale decorata con bande dorate e gemme in rilievo geometrico, che incornicia il viso concentrato ed esalta la verticalità dell'opera. L'ampio piviale blu profondo è impreziosito dallo stolone che ospita preziose formelle a rilievo con santi a figura intera: un dettaglio che mostra la grande perizia decorativa della bottega di Buglioni. L'iscrizione in latino sulla base: “Al Beato Lino Volterrano, successore di Pietro”, sancisce orgogliosamente il legame indissolubile tra il pontefice e la sua terra natale.