Antica Zecca di Viterbo e laboratorio di Marco Guglielmi

Antica Zecca di Viterbo e laboratorio di Marco Guglielmi Visitando l'Antica Zecca di Viterbo ed il laboratorio di Marco Guglielmi si entra in un fantastico viaggio nel medioevo...monete storia ed arte dal vivo.

Sic... purtroppo...Vero!...
13/06/2026

Sic... purtroppo...Vero!...

Alla fine…
non ti applaudirà nessuno per essere stato sincero.
E nessuno si scuserà per averti ferito in silenzio.

Ti chiederanno sempre di essere “forte”,
anche quando dentro stai crollando…
e di sorridere, anche quando non hai più un motivo per farlo.

Il problema non è che senti troppo.
Il problema è che questo mondo non sa cosa fare con chi sente davvero.

Ad un certo punto capirai una verità dolorosa:
non tutti quelli che ti sorridono ti vogliono bene…
e non tutti quelli che ti feriscono ti vedono davvero.

E così la solitudine diventa, a volte,
più sincera delle persone
e più gentile di certi legami.

Smetti di giustificarti troppo…
chi ti capisce non ha bisogno di spiegazioni,
chi non ti capisce non ne avrà mai abbastanza.

09/06/2026

Onorato nell'ideazione e creazione di questa maiolica, ma ancor più nel vederla assegnare a vere eccellenze nell'imprenditoria femminile a donne veramente speciali che lasciano un segno indelebile di quanto da esse profuso ad esempio generazionale!

09/06/2026
12/03/2026

Per molto tempo nessuno sapeva cosa accadesse davvero tra loro quando le telecamere si spegnevano.
Era solo una voce che circolava nei corridoi di Hollywood.

Nel 1983 si stava girando un film destinato a diventare cult: Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger). Un film elegante e oscuro sui vampiri, con due protagonisti straordinari: l’attrice Susan Sarandon e l’icona della musica David Bowie.

Anni dopo, Susan decise finalmente di raccontare la verità.

Durante le riprese si stavano davvero frequentando.

Quando parlò di lui in un’intervista, non lo fece con il distacco di una star. Sembrava piuttosto qualcuno che era rimasto profondamente affascinato da una persona speciale.

«Vale la pena idolatrarlo», disse. «È straordinario.»

Non cercò di nascondere quanto quell’esperienza fosse stata importante per lei. La descrisse come un periodo molto particolare, intenso e “davvero interessante” della sua vita.

Sul set interpretavano due personaggi legati da un’energia magnetica, misteriosa e pericolosa. Non passò molto tempo prima che quella chimica uscisse dal copione diventando reale.

Per chi lavorava al film doveva essere incredibile: due delle figure più famose del mondo che si innamoravano proprio davanti agli occhi della troupe.

Una perfetta storia d’amore hollywoodiana.

Eppure non durò.

Molti anni dopo Susan spiegò con grande sincerità perché.

In quel periodo della sua vita lei non sentiva il desiderio di avere figli. Aveva già aiutato a crescere otto fratelli e sorelle più piccoli e sentiva di aver già dato abbastanza, in quel senso.

Non cercava una vita tradizionale.

David Bowie invece si trovava in una fase diversa della sua vita, con desideri e prospettive differenti.

Così capirono che le loro strade stavano andando in direzioni diverse.

Non fu una rottura drammatica, senza litigi né scandali.

Solo la consapevolezza silenziosa che il loro tempo insieme stava finendo.

Eppure il legame tra loro non sparì mai del tutto.

Molti anni dopo Susan raccontò un episodio che la colpì profondamente.

Una notte sognò che David Bowie la stava chiamando al telefono.

Quando si svegliò era così confusa che non riusciva a capire se fosse stato solo un sogno.

Così prese davvero il telefono e lo chiamò.

Parlarono a lungo. Una conversazione profonda, personale, piena di ricordi.

Una settimana dopo, il 10 gennaio 2016, David Bowie morì.

Quando Susan lo seppe disse di aver sentito aprirsi dentro di sé un vuoto doloroso, qualcosa che non si sarebbe mai chiuso del tutto.

Raccontò che passò del tempo affacciata alla finestra di casa, guardando il cielo, quasi cercando un segno.

E a un certo punto vide apparire un doppio arcobaleno sopra New York.

Non riempì quel vuoto.

Ma le lasciò qualcosa di diverso.

Col tempo quel dolore si trasformò in una forma di gratitudine silenziosa. Oggi Susan dice di essere semplicemente grata per il tempo che ha avuto, per il fatto di essere ancora qui.

Arrivare a settantacinque anni, dice, è un privilegio che il suo caro David non ha avuto.

La gratitudine è l’unico ponte capace di collegare ciò che è ancora qui… con ciò che non c’è più.

Lei porta con sé l’assenza di David Bowie.

Ma riempie quel vuoto con la luce di averlo conosciuto davvero.

Perché certi amori non si misurano dal tempo trascorso insieme.

Si misurano dal segno che lasciano nell’anima.

13/02/2026

Quando Vincent van Gogh morì, a soli 37 anni, lasciò dietro di una vita di fallimenti. E una montagna di quadri che nessuno considera degni di essere appesi. Sei mesi dopo morì anche suo fratello Theo. L’unico che aveva sempre creduto in lui. Rimase solo ciò che di solito non fa rumore: una DONNA. Jo van Gogh-Bonger, la giovane vedova di Theo. Ventotto anni. Un bambino appena nato.

E più di quattrocento quadri in casa. Tele che nessuno vuole. Tele che nessuno capisce. Lei no. Lei capì una cosa che nessun critico aveva voluto vedere. Sente che lì dentro non c’è follia, ma una fame di verità che fa paura. Che dietro quelle pennellate disperate c’era un genio che il mondo non aveva ancora voluto ascoltare. Inizia a tradurre le lettere tra Vincent e Theo. Le fa pubblicare a sue spese. Dentro quelle pagine c'era l'anima di Vincent: la sua visione, la sua sotferenza, la sua ANIMA.

Poi ci furono i quadri. Jo organizza mostre quando i musei non vogliono saperne. Presta i quadri ma si rifiuta di venderli, perché intuisce che il valore non è nel prezzo ma nella PRESENZA. Combatte contro i mercanti avidi, contro i critici miopi. Tiene insieme arte e parola. Colore e pensiero. Dolore e senso. Ogni mostra è un mattone. Ogni applauso una CREPA nel muro dell’indifferenza. Quando Jo muore nel 1925, Van Gogh non è più un fantasma dimenticato. Jo mostrò al mondo che il pittore pazzo, quello che tutti credevano una nullità, un fallito, fu in realtà uno dei più grandi artisti mai apparsi su questa terra.

Tutti oggi conoscono il nome del genio incompreso dal mondo. Quasi nessuno parla della donna che lo ha compreso PER PRIMA. Jo van Gogh-Bonger non ha dipinto notti stellate o girasoli. Ma ha impedito che diventassero cenere. E allora oggi bisognerebbe dirle grazie: per aver sfidato un mondo miope e crudele e averci dato la possibilità di amare Van Gogh. GRAZIE per essere stata la goccia che fa tremare l’oceano. E lo trasforma.

Guendalina Middei, ➡️ (Van Gogh è uno dei protagonisti di «Non rinnegare il cuore» il mio ultimo libro, che ho scritto per raccontarvi le storie di alcune donne e uomini davvero speciali. Qui potete leggerne un estratto e scoprirlo meglio: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

30/11/2025

Loredana è stata ritrovata e sta bene ❤️
ℹ️ AVVISO IMPORTANTE – PERSONA SCOMPARSA

Non si hanno più notizie di Loredana Capotondi dal 4 novembre 2025.
L’ultimo contatto risulta avvenuto nel territorio di Caprarola.

Chiunque abbia informazioni utili, avvistamenti o elementi che possano aiutare nelle ricerche è pregato di contattare immediatamente:

📞 Polizia Locale di Caprarola: 0761 647202
📞 Carabinieri: 0761 646042
📞 Numeri dedicati: 329 1048223 – 333 8618446

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Indirizzo

Via Ottusa 9
Viterbo
01100

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