Fondazione Villanovafranca

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La Fondazione si occupa della valorizzazione e tutela dei beni culturali di Villanovafranca, in particolare gestisce il Nuraghe Su Mulinu e il Civico Museo Archeologico Su Mulinu L’attività della Fondazione Villanovafranca consiste nella gestione diretta di tutti i servizi inerenti alla salvaguardia e la valorizzazione delle zone di interesse culturale e turistico del Comune Fondatore, con particolare riferimento all’area archeologica e Civico Museo Su Mulinu.

✨𝑩𝒆𝒏𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝑨𝑩𝑪 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒊 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊↪"𝑽" 𝒄𝒐𝒎𝒆 "𝑽𝒂𝒔𝒄𝒂"➡Il modello di nuraghe dell’ambiente “e” del nuraghe Su M...
12/06/2026

✨𝑩𝒆𝒏𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝑨𝑩𝑪 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒊 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊

↪"𝑽" 𝒄𝒐𝒎𝒆 "𝑽𝒂𝒔𝒄𝒂"

➡Il modello di nuraghe dell’ambiente “e” del nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca sporge in rilievo sul lato minore di una vasca in arenaria di forma sub-rettangolare.

🏺Sul coronamento della riproduzione della torre nuragica in origine si collocava un gocciolatoio versatoio, oggi conservato nei depositi del museo.
Tale dispositivo era evidentemente utilizzato per riversare un qualche liquido all’interno della vasca. Liquido di cui non conosciamo la natura, nonostante che l’archeologo autore dello scavo parli di rituali cruenti con versamento del sangue degli animali sacrificati.

💡Nulla fa pensare ad un rituale così cruento da parte degli officianti in un cerimoniale che probabilmente prevedeva la consumazione di pasti a base di carni arrosto e la mescita del vino.

🙏Si rendono pertanto necessarie e urgenti le programmate analisi biochimiche dei residui organici sul gocciolatoio-versatoio, di cui ci auguriamo di avere al più presto i risultati.

📸Foto della ricostruzione del versatoio esposto al museo

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✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.🏛️...
11/06/2026

✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖
↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.
🏛️ IL NURAGHE SU MULINU: LA STRUTTURA E LE FASI DI FREQUENTAZIONE

🔵 Bronzo Medio · XVII–XIV sec. a.C.
Tutto inizia con un nuraghe arcaico: una struttura complessa, ancora primitiva nella forma, ma già potente nella sua presenza sul territorio. È il primo nucleo di quella che diventerà uno delle strutture più articolate della Sardegna nuragica.

🔴 Bronzo Recente · XIV–XIII sec. a.C.
Il nuraghe cresce e si trasforma. Nasce il bastione trilobato, si moltiplicano le torri, le cortine murarie si estendono. Su Mulinu diventa un monumento imponente, simbolo di controllo e potere sulla valle del Riu Mannu.

🟡 Bronzo Finale e Primo Ferro · XIII–X sec. a.C.
La svolta più affascinante: il nuraghe si trasforma in santuario. Un vano del bastione viene ristrutturato per accogliere un altare straordinario — una vasca altare a forma di nuraghe.

🟢 Età Romana · II sec. a.C. – IV sec. d.C.
I romani arrivano in Sardegna, ma il sito non viene abbandonato. Al contrario: il culto continua e si arricchisce.

🌸 Età Altomedievale · VI–VIII sec. d.C.
Le ultime tracce di vita. Nuove strutture si sovrappongono all'impianto antico, segno che il luogo mantiene ancora una sua importanza. Poi, il silenzio. Fino agli scavi del 1984, che hanno restituito tutto questo al mondo.

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✨L𝐀 𝐂A𝐒A R𝐔R𝐀L𝐄 Le abitazioni più antiche del paese, in genere molto semplici e essenziali, erano costruite in pietra ca...
10/06/2026

✨L𝐀 𝐂A𝐒A R𝐔R𝐀L𝐄

Le abitazioni più antiche del paese, in genere molto semplici e essenziali, erano costruite in pietra calcarea e marnosa (assai abbondante nella zona circostante) e all'esterno i muri presentavano delle pareti con le pietre ben in vista, tratto distintivo che costituisce uno degli elementi tradizionali caratterizzanti il centro storico.
🏡Le costruzioni, quasi sempre solo a pian terreno, sorgevano all'interno di un lotto di forma quadrangolare racchiuso da un muro di cinta alto e avente un solo portone di ingresso carrabile, il quale apriva sulla strada principale dalla quale si accedeva a sa "pratza", il cortile antistante la casa.
Esso era abbastanza ampio, solitamente acciottolato e con una certa pendenza per favorire lo scorrere dell'acqua, corredato di un pozzo a cisterna d'acqua piovana ossia sa "funtana".

🔶All'interno del cortile vi erano presenti altri recinti e vani rustici, ricavanti lungo i muri perimetrali, come le stalle per i buoi, per l'asino o il cavallo (i "lollasa"), i vani per il carro di legno a due ruote, e i vani contenenti tutti gli atrezzi agricoli utili e necessari per la coltivazione dei campi.
Sul retro della casa vi era, poi, un secondo cortile, più piccolo, utilizzato come orto (s'ortu), e destinato agli animali da cortile e anche uno spazio utilizzato come discarica per i rifiuti domestici e organici, il cosiddetto "muntronargiu".

📷Foto dal web di una tipica casa rurale del centro storico.

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05/06/2026

✨𝑩𝒆𝒏𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝑨𝑩𝑪 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒊 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊
↪"𝑼" 𝑪𝑶𝑴𝑬 "𝑼𝑮𝑼𝑨𝑮𝑳𝑰𝑨𝑵𝒁𝑨"

➡Dallo scavo delle Tombe di Giganti sappiamo che il rituale funerario prevedeva la sepoltura dei defunti inumati senza alcuna distinzione di genere, di età e di rango sociale, nel senso che nei tipici sepolcri nuragici il rito dell’addio ai trapassati era di tipo collettivo.

📚Chi ha studiato questo singolare costume funerario, che distingue l’isola dal resto del mondo mediterraneo ed europeo, dove prevalgono le sepolture individuali, ne ha tratto la convinzione che le comunità nuragiche dei viventi fossero organizzate secondo rapporti sociali ugualitari, dove non vi erano personalità emergenti.

❓Ma allora come si può spiegare il fatto che i nuraghi pertinenti uno stesso territorio si diversificano fra loro per le caratteristiche monumentali, per le quali coesistono strutture maestose come il nuraghe Su Mulinu e altre torri singole, certamente meno cospicue dal punto di vista architettonico? Questo dato è stato osservato non solo a Villanovafranca ma anche in tutto il territorio isolano al tempo dei nuraghi.

➡Diversi autori hanno fatto osservare che dal rituale del mondo della morte non sempre si può risalire in modo automatico al modo di rapportarsi degli individui nel mondo dei viventi e che quindi la modalità di sepoltura collettiva non indica necessariamente dei gruppi umani nei quali fossero bandite le diseguaglianze.

✨Ciò che sfugge ai più è infatti che possono coesistere organizzazioni sociali fortemente elitarie ed un’ideologia livellante che nella sfera funeraria prevede che non si manifestino differenziazioni nei ruoli svolti dall’individuo nella comunità dei vivi.

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✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.🏛️...
04/06/2026

✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖
↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.
🏛️ IL NURAGHE SU MULINU: LA STRUTTURA E LE FASI DI FREQUENTAZIONE
IL VANO F1

L’ambiente F1 si apre a destra appena oltre la soglia della camera della Torre F. È di pianta pentagonale con tholos incompleta, chiusa da lastroni orizzontali, chiaro ed evidente retaggio di una tradizione costruttiva che risale al periodo dei nuraghi a corridoio.

🏺Il repertorio ceramico rinvenuto si inquadra senza dubbio nella fase del Bronzo Recente, caratterizzata dalla presenza di un vasellame fine da mensa in argilla grigio-nera lucida dai riflessi quasi metallici. Fra questa categoria di fittili spicca la presenza di forme collegate alla cottura e al consumo dei cibi: scodelloni e conche, ciotole carenate e scodelline con risega interna dello stesso tipo rinvenuto nel nuraghe Arrubiu di Orroli e oltremare nei siti portuali ciprioti di Hala Sultan Tekke e Pyla Kokkinokremos, entrambi poco distanti da Larnaca, e a Minet el Beida di Ugarit (il porto degli stranieri di Mahadu nei documenti ugaritici).

↪Sia i contesti sardi che quelli extra insulari sono stati datati fra XIV e XIII secolo a. C. Sono presenti anche ampi contenitori di derrate o di liquidi quali le olle con orlo ispessito e le olle a colletto con listello fra la spalla e il corpo globulare decorati a incisioni oblique, che nel nuraghe Nolza di Meana Sardo e nel nuraghe Arrubiu di Orroli si presentano in depositi risalenti almeno al XIV sec. a. C.

✡Fra i materiali d’incerta interpretazione sono stati individuati diversi dischi in terracotta del diametro di circa 10 centimetri (tokens?), dubitativamente intesi come coperchi. Fra i materiali litici si nota la presenza di macine, lisciatoi, nonché diverse fusaiole.

📸Foto: Veduta della pavimentazione del vano F1.
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🏛️✨ Un grazie di cuore!Un caloroso ringraziamento ai gentili visitatori dell'Università della Terza Età di Quartu Sant'E...
03/06/2026

🏛️✨ Un grazie di cuore!

Un caloroso ringraziamento ai gentili visitatori dell'Università della Terza Età di Quartu Sant'Elena e del Gruppo Archeologico Kalaritano per le loro splendide visite al nuraghe e al museo Su Mulinu, lo scorso 30 maggio e 1 giugno! 🙏

È sempre una gioia accogliere chi porta con sé curiosità, passione e amore per la nostra storia e il nostro territorio. Le vostre domande e il vostro entusiasmo rendono ogni visita unica e speciale.

Un ringraziamento speciale al nostro direttore scientifico, il Dott. Mauro Perra, per la sua preziosa presenza e per aver accompagnato i nostri ospiti alla scoperta delle meraviglie di Su Mulinu.

Vi aspettiamo presto di nuovo! Su Mulinu ha ancora tante storie da raccontarvi 🌟

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✨ 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗧𝗥𝗜𝗣 – 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴, 𝗝𝗼𝘂𝗿𝗻𝗲𝘆 𝗮𝗻𝗱 𝗟𝗲𝗮𝗿𝗻!Un modello europeo innovativo per sviluppare le soft skills degli adulti att...
30/05/2026

✨ 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗧𝗥𝗜𝗣 – 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴, 𝗝𝗼𝘂𝗿𝗻𝗲𝘆 𝗮𝗻𝗱 𝗟𝗲𝗮𝗿𝗻!

Un modello europeo innovativo per sviluppare le soft skills degli adulti attraverso apprendimento esperienziale, viaggio e cultura. 🌍✨

📚 Il progetto si articola in 4 itinerari formativi, ciascuno dedicato a una competenza chiave:

🅰️ In luoghi, con le parole e con gli altri – Comunicazione e collaborazione
🅱️ Al ritmo del sentire – Gestione delle emozioni e resilienza
🅾️ Prendere parte, fare spazio – Leadership partecipativa
🅳️ Sguardi che cambiano – Pensiero critico e adattabilità

Ogni percorso combina:
✅ 10 ore online per prepararsi
✅ 30 ore sul campo per vivere l'esperienza
✅ 10 ore di follow-up per riflettere e valutare

Il progetto è già attivo in Italia, Romania e Polonia, con una piattaforma online disponibile in 4 lingue!

🤝 Un progetto realizzato in partnership tra Fondazione Villanovafranca, Fondazione Altopiano della Giara, CONIL (Romania) e CRAS (Polonia), co-finanziato dall'Unione Europea.

👉 Scopri di più: trip.uniformando.it

✨𝑩𝒆𝒏𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝑨𝑩𝑪 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒊 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊↪ "𝑻" 𝒄𝒐𝒎𝒆 "𝑻𝒐𝒕𝒆𝒎"✨Totem come segno, feticcio che indica l’appartenenza a ...
29/05/2026

✨𝑩𝒆𝒏𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝑨𝑩𝑪 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒊 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊
↪ "𝑻" 𝒄𝒐𝒎𝒆 "𝑻𝒐𝒕𝒆𝒎"

✨Totem come segno, feticcio che indica l’appartenenza a un certo gruppo umano, ad un lignaggio o ad una tribù.

🌙Il simbolo del crescente lunare nel modello di nuraghe nel sacello del vano “e” del nuraghe Su Mulinu non può essere attribuito ad una fantomatica Dea Luna, dato che non abbiamo certezze sulla sussistenza di una religiosità strutturata, per intenderci come quella egizia o come quella greca o romana.

➡Appare più probabile che si tratti di un totem che indica l’appartenenza ad un lignaggio, ad un gruppo famigliare egemone che gestiva il rituale del piccolo luogo sacro, basato sul ricordo di tempi non lontani in cui il nuraghe era stato fondato proprio dai capostipiti di quel clan, la cui memoria era anche l’attestato della legittimità del rango superiore rispetto al resto della popolazione comune.

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✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.🏛️...
28/05/2026

✨𝘽𝙚𝙣𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙖 "𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖"📖
↪𝗟𝗮 𝗿𝘂𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗦𝘂 𝗠𝘂𝗹𝗶𝗻𝘂.

🏛️ IL NURAGHE SU MULINU: LA STRUTTURA E LE FASI DI FREQUENTAZIONE

➡In un periodo che le datazioni al Carbonio 14 pongono fra la fine del secolo XV e tutto il XIV secolo a. C., si diffonde in tutta l’isola la forma del nuraghe classico a tholos, cioè il tipo a torre troncoconica con camere sovrapposte coperte con una volta a filari aggettanti fino alla chiusura.

🏰L’organizzazione del controllo del territorio e delle risorse comunitarie si basava sui cosiddetti sistemi territoriali nuragici, che l’archeologo Giovanni Lilliu chiamava “cantoni”. Si trattava di territori anche superiori in estensione ai 100 chilometri quadrati, nei quali i nuraghi e gli insediamenti si distribuiscono in modo sparso e secondo un ordine che rivela una gerarchia delle strutture megalitiche dai nuraghi complessi con diverse torri fino a quelli più semplici monotorre.

✡Questo cambiamento epocale, strettamente collegato a un sensibile incremento demografico e a una conseguente crescita esponenziale dello sfruttamento dell’ambiente ai fini produttivi, si osserva, oltre che nel nuraghe Su Mulinu, anche in altri monumenti quali i nuraghi Arrubiu di Orroli e Cuccurada di Mogoro.

➡I nuraghi arcaici, altrimenti detti a corridoio, o venivano abbandonati o subivano delle importanti ristrutturazioni secondo la nuova moda delle torri troncoconiche voltate a tholos. Questo è il caso del nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca .

📸Foto: Veduta della scala di accesso alle parti superiori nella struttura arcaica.

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✨L𝐀 𝐂A𝐒A R𝐔R𝐀L𝐄 ✨Una delle trasformazioni più significative verificatesi ormai da qualche decennio ha riguardato il modo...
27/05/2026

✨L𝐀 𝐂A𝐒A R𝐔R𝐀L𝐄

✨Una delle trasformazioni più significative verificatesi ormai da qualche decennio ha riguardato il modo di abitare e infatti le costruzioni più recenti hanno assunto una struttura in gran parte slegata dall’attività economica prevalente, svolta all’interno del nucleo familiare.

🏠La casa ha perso gran parte della funzione tipica dell’abitazione rurale tradizionale, che non era solo il luogo del riposo e della vita familiare, ma anche quello in cui si svolgeva una parte significativa dell’attività lavorativa, in particolare della donna, che contribuiva in modo non marginale al reddito familiare.

➡️Se si vuole parlare di abitazioni tipiche rurali è opportuno fare un passo indietro e cercare di ricostruirne le modalità costruttive originali e la funzione dei vari ambienti.
Le tipiche case villanovesi sono riconducibili alle tipiche case “a corte” chiusa con facciata interna e loggiato che, partendo da un antico schema di ambiente rettangolare monocellulare di diversi usi, si è sviluppato con l’aggiunta di altri ambienti comunicanti con il primo.

🌿Esse erano abitazioni semplici ed essenziali, costruite in pietra calcarea e marnosa, assai abbondante nella zona circostante, i muri perimetrali poggiavano su fondamenta di grosse pietre e raramente erano in “ladrini” ossia mattoni crudi di argilla mista a paglia essicata al sole, in quali, invece, venivano utilizzati per le pareti divisorie interne: queste venivano intonacate con “su ludixeddu e imbiancate con “s’argidda”, un’argilla calcarea impastata con sottili fili di paglia.
All’esterno le pietre erano in vista, tratto distintivo che ancora permane in alcune abitazioni e costituisce il tratto tipico tradizionale del centro storico del paese.

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Indirizzo

Piazza Risorgimento, Snc
Villanovafranca
09020

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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