29/09/2026
TABLINUM FELLOWSHIP
CISA Andrea Palladio, Vicenza
+ Stiftung Bibliothek Werner Oechslin, Einsiedeln
con il sostegno di Friends of Palladio Inc. e The Gladys Krieble Delmas Foundation
Oggi vi presentiamo la nuova borsista della Tablinum Fellowship, da poco arrivata a Vicenza.
Olha Tikhonova è un’architetta, storica dell’architettura e restauratrice ucraina, specializzata in architettura fortificata della prima Età moderna e nella diffusione della cultura architettonica. Ha conseguito il dottorato all’Università di Lisbona e ottenuto diverse borse di studio, tra cui una Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowship all’Università di Siviglia, una PASIFIC Fellowship dell’Accademia polacca delle scienze, una borsa Erasmus Mundus INFINITY e borse di ricerca FCT del governo portoghese e OeAD del Ministero federale austriaco per le donne, la scienza e la ricerca. È membro di ICOMOS, esperta scientifica di EFFORTS (Federazione europea dei siti fortificati) e siede nel consiglio direttivo di Forte Cultura. La sua monografia "Regular Bastion Castles: European Ideals and Local Adaptations in the Ruthenian Voivodeship" è di prossima pubblicazione per Routledge.
La sua ricerca analizza il palazzo fortificato come tipologia architettonica che coniuga il linguaggio difensivo dell’ingegneria militare con le ambizioni spaziali e rappresentative di una residenza d’élite. In particolare, si concentra su un disegno poco conosciuto di Andrea Palladio per un palazzo bastionato chiedendosi se rappresenti un esperimento isolato o la testimonianza di un più ampio interesse di Palladio per l’architettura residenziale fortificata. L’autrice esamina il disegno in relazione all’opera di Jacques Perret, "Des fortifications et artifices, architecture et perspective" (1601) e alle idee architettoniche di Baldassarre Peruzzi, Sebastiano Serlio e Vincenzo Scamozzi. Confrontando disegni, trattati ed esempi realizzati, la ricerca traccia il modo in cui i modelli di residenza fortificata circolarono, furono rielaborati e acquisirono nuovi significati nell’Europa del XVI e XVII secolo, rivalutando al contempo il ruolo di Perret nella storiografia architettonica.