Centro Matteucci per l'Arte Moderna

Centro Matteucci per l'Arte Moderna Il Centro Matteucci per l’Arte Moderna nasce nel 2009 per volere di Giuliano Matteucci. Si avvale La mostra Genio dei Macchiaioli. Gli impressionisti italiani?
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Il Centro Matteucci per l'Arte Moderna nasce nel 2009 come fondazione creata da Giuliano Matteucci, che vi ha coinvolto alcuni tra i più accreditati studiosi nell'ambito della ricerca sull'arte dell'Ottocento e del Novecento, e sulla cultura e gestione dei musei: Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci e Carlo Sisi. Le attività nelle quali si identifica il Centro sono, essenzialmente

, l'ideazione e la realizzazione di mostre incentrate sull'arte italiana del XIX e XX secolo. Il programma quinquennale si è caratterizzato, sin dall'inizio, per un nutrito calendario di eventi volti ad indagare la figura del collezionista nella declinazione di conoscitore, custode del patrimonio artistico, divulgatore del gusto e, di riflesso, ad approfondire le tendenze artistiche dall'Unità al primo conflitto mondiale. Il programma portato avanti con rigore e impegno nell'arco di un lustro ha trovato piena concretizzazione al punto che oggi la Fondazione è vista a livello internazionale come Istituzione di grande eccellenza. E ciò dicasi non solo per la fondamentale azione documentaria e di ricerca, ma anche per i ben noti eventi espositivi che ne sono il risultato tangibile. A partire dalla mostra inaugurale, nell'estate del 2010, Da Fattori a Casorati. Capolavori della collezione Ojetti, realizzata in coproduzione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, che ha ospitato la mostra in seconda sede. A breve distanza, per ricordare i 150 anni dell'Unità, il Centro ha proposto Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina del Risorgimento nel capolavoro di Fattori. Il grande olio che il maestro macchiaiolo realizzò quasi in presa diretta, considerato una delle raffigurazioni più famose dell'Epopea dei Mille e di certo, in quel genere, la più "cinematografica". E' seguita, nel 2011, la ricostruzione della collezione di uno dei più grandi "marchand-amateur" nell'Italia del dopoguerra, Mario Borgiotti, ritessendo così le fila del panorama collezionistico di un'epoca. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista ha fatto rivivere di rivivere il gusto di un uomo senza il quale il movimento toscano non avrebbe potuto godere della fama e del prestigio che unanimemente gli viene riconosciuto. Il 2012 ha visto protagonista Odoardo Borrani con una mostra in cui la storia della sua pittura è stata per la prima volta ricostruita in modo omogeneo e lineare, dagli esordi sino alle ultime esperienze creative, verso il Novecento. L'anno successivo è stata la volta di una straordinaria anticipazione di 15 opere destinate all'importante mostra I Macchiaioli 1850-1877. che il Museo dell'Orangerie ha dedicato, grazie anche al supporto dell'Istituto Matteucci, al movimento toscano. Ma l'evento clou dell'anno è stata la grande mostra, Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935, che ha visto la Fondazione ampliare il proprio indirizzo verso il Novecento. Ultima in ordine di data (2014), ma non certo d'importanza, la monografica Moses Levy. Luce Marina. Una vicenda dell'arte italiana 1915-1935. Un'eccezionale quanto ragionata selezione di opere volta a rievocare la Viareggio cosmopolita, magica e gaia di quel ventennio, eletta a luogo d'ispirazione, di passatempi e svaghi dall'elite culturale. E' in questo scenario, dove tutto è armonia, bellezza e "joie de vivre", definito da D'Annunzio "il più bello dell'universo", che la fervida fantasia di Moses Levy si è alimentata, facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco candente degli ombrelloni, e i costumi variopinti delle bagnanti. Infine nel 2015 la Fondazione ha realizzato ed esposto la mostra "Lega. Storia di un'anima. Scoperte e rivelazioni", una straordinaria operazione culturale oltre che una importantissima mostra. In essa infatti Giuliano Matteucci, che ne è il curatore con Silvio Balloni, svela una precisa selezione di opere di Lega, tutte documentatissime, che proprio in questo contesto vengono ufficialmente aggiunte al catalogo generale del grande macchiaiolo. Alcune decisamente clamorose, rappresentano il frutto di indagini condotte lungo diversi anni, stimolate da ricerche in archivi pubblici e privati, in Italia e all'estero.

Indirizzo

Via G. D'Annunzio, 28
Viareggio
55049

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Il Centro Matteucci per l'Arte Moderna nasce nel 2009 come fondazione creata da Giuliano Matteucci, che vi ha coinvolto alcuni tra i più accreditati studiosi nell'ambito della ricerca sull'arte dell'Ottocento e del Novecento, e sulla cultura e gestione dei musei: Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci e Carlo Sisi. Le attività nelle quali si identifica il Centro sono, essenzialmente, l'ideazione e la realizzazione di mostre incentrate sull'arte italiana del XIX e XX secolo. Il programma quinquennale si è caratterizzato, sin dall'inizio, per un nutrito calendario di eventi volti ad indagare la figura del collezionista nella declinazione di conoscitore, custode del patrimonio artistico, divulgatore del gusto e, di riflesso, ad approfondire le tendenze artistiche dall'Unità al primo conflitto mondiale. Il programma portato avanti con rigore e impegno nell'arco di un lustro ha trovato piena concretizzazione al punto che oggi la Fondazione è vista a livello internazionale come Istituzione di grande eccellenza. E ciò dicasi non solo per la fondamentale azione documentaria e di ricerca, ma anche per i ben noti eventi espositivi che ne sono il risultato tangibile. A partire dalla mostra inaugurale, nell'estate del 2010, “Da Fattori a Casorati. Capolavori della collezione Ojetti”, realizzata in coproduzione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, che ha ospitato la mostra in seconda sede. A breve distanza, per ricordare i 150 anni dell'Unità, il Centro ha proposto Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina del Risorgimento nel capolavoro di Fattori. Il grande olio che il maestro macchiaiolo realizzò quasi in presa diretta, considerato una delle raffigurazioni più famose dell'Epopea dei Mille e di certo, in quel genere, la più "cinematografica". E' seguita, nel 2011, la ricostruzione della collezione di uno dei più grandi "marchand-amateur" nell'Italia del dopoguerra, Mario Borgiotti, ritessendo così le fila del panorama collezionistico di un'epoca. “La mostra Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista” ha fatto rivivere di rivivere il gusto di un uomo senza il quale il movimento toscano non avrebbe potuto godere della fama e del prestigio che unanimemente gli viene riconosciuto. Il 2012 ha visto protagonista Odoardo Borrani con una mostra in cui la storia della sua pittura è stata per la prima volta ricostruita in modo omogeneo e lineare, dagli esordi sino alle ultime esperienze creative, verso il Novecento. L'anno successivo è stata la volta di una straordinaria anticipazione di 15 opere destinate all'importante mostra “I Macchiaioli 1850-1877. Gli impressionisti italiani” che il Museo dell'Orangerie ha dedicato, grazie anche al supporto dell'Istituto Matteucci, al movimento toscano. Ma l'evento clou dell'anno è stata la grande mostra, “Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935”, che ha visto la Fondazione ampliare il proprio indirizzo verso il Novecento. Nel 2014 la monografica “Moses Levy. Luce Marina. Una vicenda dell'arte italiana 1915-1935”. Un'eccezionale quanto ragionata selezione di opere volta a rievocare la Viareggio cosmopolita, magica e gaia di quel ventennio, eletta a luogo d'ispirazione, di passatempi e svaghi dall'elite culturale. E' in questo scenario, dove tutto è armonia, bellezza e "joie de vivre", definito da D'Annunzio "il più bello dell'universo", che la fervida fantasia di Moses Levy si è alimentata, facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco candente degli ombrelloni, e i costumi variopinti delle bagnanti. Il 2015 ha visto la Fondazione protagonista di una straordinaria operazione culturale oltre che una importantissima mostra: ha realizzato ed esposto "Lega. Storia di un'anima. Scoperte e rivelazioni". In essa infatti Giuliano Matteucci, che ne è il curatore con Silvio Balloni, svela una precisa selezione di opere di Lega, tutte documentatissime, che proprio in questo contesto vengono ufficialmente aggiunte al catalogo generale del grande macchiaiolo. Alcune decisamente clamorose, rappresentano il frutto di indagini condotte lungo diversi anni, stimolate da ricerche in archivi pubblici e privati, in Italia e all'estero.