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Casa di Carlo Goldoni

Casa di Carlo Goldoni La casa in cui il 25 febbraio 1707 nacque Carlo Goldoni che, con la sua opera, diede un volto nuovo

In questo spazio potrete trovare tutte le notizie sugli eventi, proposte, curiosità e informazioni che dal 2013 rendono Casa Goldoni uno dei centri di divulgazione della cultura teatrale in città, grazie ad una nuova linea di programmazione che segue un filo conduttore a stretto contatto con la vita della cittadinanza e con gli avvenimenti importanti dei nostri giorni. Attraverso appuntamenti mir

In questo spazio potrete trovare tutte le notizie sugli eventi, proposte, curiosità e informazioni che dal 2013 rendono Casa Goldoni uno dei centri di divulgazione della cultura teatrale in città, grazie ad una nuova linea di programmazione che segue un filo conduttore a stretto contatto con la vita della cittadinanza e con gli avvenimenti importanti dei nostri giorni. Attraverso appuntamenti mir

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Photos from The Venice Glass Week's post
15/09/2022

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Fondazione Musei Civici di Venezia assieme al Comitato Vetri di Laguna propongono dal 1 luglio al 27 novembre 2022 press...
01/07/2022

Fondazione Musei Civici di Venezia assieme al Comitato Vetri di Laguna propongono dal 1 luglio al 27 novembre 2022 presso la Casa di Carlo Goldoni la mostra "Vetro e Opera Lirica", che si inserisce all'interno delle attività previste per l'Anno Internazionale del Vetro.
L'esposizione è basata sul binomio Vetro e Lirica e intende focalizzare il rapporto fra due forme d’arte profondamente italiane e strettamente legate a Venezia. La città lagunare è infatti celebre per l’arte del vetro soffiato, universalmente associata all’isola di Murano, ma è anche la patria del teatro d’opera, che qui prese vita nel 1637 con l’apertura del San Cassiano. Il fiato del cantante e il soffio del maestro vetraio hanno quella stessa energia che produce arte e bellezza.

Fondazione Musei Civici Venezia

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30/06/2022

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Anche il Museo Casa di Carlo Goldoni aderisce alla campagna del Ministero della Cultura "la cultura unisce il mondo", co...
21/03/2022

Anche il Museo Casa di Carlo Goldoni aderisce alla campagna del Ministero della Cultura "la cultura unisce il mondo", con opere ed architetture del patrimonio culturale italiano per ricordare il dolore della guerra e il valore della pace.
Come sempre il nostro commediografo si rivela attualissimo sempre con un piede anche nella nostra contemporaneità: nella sua commedia La Guerra opera teatrale in tre atti in prosa scritta nel 1760 e messa in scena per la prima volta durante il Carnevale di quell'anno nel Teatro San Luca di Venezia.
Una commedia poco frequentata sui palcoscenici italiani ma, ricca di spunti degna di attenzione come ben illustra il regista Franco Però che l’ha portata in scena nel 2019 «Di questa commedia mi ha sempre colpito l’acutezza nel ritrarre il mondo di “piccoli interessi” che una guerra muove. Denunciando le piccole tresche del commissario, Goldoni riesce a chiarire perfettamente una delle ragioni fondamentali per cui le guerre, sempre e comunque, “funzionano”. Lo sfruttamento della situazione bellica da parte di alcuni dei personaggi goldoniani riflette come in uno specchio i terribili macro-interessi per cui i conflitti, anche oggi, non vengono spenti mai del tutto…».
Le intenzioni dell’autore sono riassunte dalla battuta finale della commedia, pronunciata da Donna Florida: L'autore di questa commedia si è scordata una picciola cosa. Si è scordato di dire di qual nazione fossero i combattenti, e il nome della piazza battuta. Noi commedianti non possiamo dirlo, senza suo ordine; ma dirò bensì, che poco più, poco meno, tutte le nazioni d'Europa guerreggiano ad una maniera, e sono tutte forti, valorose, intrepide e gloriose; ed auguriamo a tutti la pace, siccome a voi, umanissimi spettatori, preghiamo dal cielo la continuazione di quella tranquillità, che è frutto di sapere, di prudenza e di perfetta moderazione.

Antiporta Edizione Pasquali Tomo VI, Venezia 1761

"Non può negarsi ch’io non sia nato sotto gl’influssi di stella comica, poiché la mia vita medesima è una commedia, e qu...
25/02/2022

"Non può negarsi ch’io non sia nato sotto gl’influssi di stella comica, poiché la mia vita medesima è una commedia, e qualor mi manchino argomenti o soggetti per nuovi intrecci, un’occhiata ch’io dia alla mia vita passata, trovo materia da lavorare e da farmi onore. "

Così descrive lo stesso Goldoni la sua vita, nella Prefazione al tomo V dell’edizione Pasquali delle sue opere. E la vita del maggior commediografo della sua epoca e, probabilmente, di tutti i tempi fu sicuramente dedicata alla commedia e ne ebbe in parte anche la trama: le vicissitudini familiari, i successi trovati e perduti, l'addio alla amatissima patria per tentare inutilmente di replicarli in terra di Francia con la Comédie Italienne. L'ultimo coup de foudre è legato alla pensione di 4000 lire annue percepita come precettore delle figlie del re Luigi XV , revocata in seguito alla Rivoluzione francese e poi restituita: la comunicazione, però, gli fu recapitata il giorno successivo alla sua morte.
Ma in questo giorno a lui dedicato, il giorno del suo compleanno, vogliamo ricordarlo con l'acuta leggerezza, l'allegria intelligente che tanto ha profuso con le sue opere dai palcoscenici di tutto il mondo, in ogni epoca e, dalla sua Casa, lo ricordiamo con il brindisi dall'atto quarto del Campiello, brindisi che ha le parole che sicuramente anche lui avrebbe dedicato a tutti, soprattutto in questo periodo di Carnevale e che ha un po' il giusto sapore della rivincita:

“Via, bravi, che si rida, e che si beva:
questo brindesi è mio, nessun mel leva”

Auguri, Maestro Goldoni!

NUOVI ORARI Il Museo Casa di Carlo Goldoni amplia i suoi orari di apertura! 🎉 A partire da oggi, 14 febbraio saremo feli...
14/02/2022

NUOVI ORARI
Il Museo Casa di Carlo Goldoni amplia i suoi orari di apertura! 🎉
A partire da oggi, 14 febbraio saremo felici di accogliervi dal lunedì alla domenica, dalle 10:00 alle 16:00 (chiuso il mercoledì).
La Biblioteca- Centro di Studi Teatrali seguirà i seguenti orari: 10:30 - 16:30 chiuso il mercoledì.


Fondazione Musei Civici Venezia

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di  :Sino a domenica 9 gennaio il nostro Museo sarà aperto tutt...
03/01/2022

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di :
Sino a domenica 9 gennaio il nostro Museo sarà aperto tutti i giorni con il consueto orario 12-16. Dove non diversamente indicato, Casa di Carlo Goldoni sarà visitabile da giovedì a domenica, con il medesimo orario.
Per maggiori informazioni https://www.visitmuve.it/it/aperture-muve/

La buona madreScritta da Carlo nel 1761 rappresentata per la prima volta con successo a Venezia per il Carnevale dello s...
29/12/2021



La buona madre

Scritta da Carlo nel 1761 rappresentata per la prima volta con successo a Venezia per il Carnevale dello stesso anno. L'opera affronta un tema morale caro sia al teatro goldoniano sia al pubblico settecentesco: le qualità della buona madre.
Scrive l'autore nella prefazione all'edizione a stampa: Io ho sempre compatito e compianto la gioventù mal condotta dall'inclinazione o dal mal esempio, poiché sono stato giovine anch'io, non libertino, ma incauto e condescendente. Non ho mai però compatito, anzi ho sempre detestato e abborrito i Genitori disattenti verso de' loro Figliuoli, e specialmente le Madri che per soverchio amore tradiscono la loro prole.
Pur non dimentica del codice comico che le è proprio, questa commedia porta in scena una vicenda fatta di deprivazioni economiche e morali: una buona madre che, con la perdita del marito, ha irrimediabilmente perso una condizione di discreta agiatezza e, incupita dalle pene del vivere, si ritrova a esercitare il governo domestico con varia cecità pedagogica e comportamenti di calcolato cinismo; un'altra madre che non esita a sostenere pratiche di lenocinio nei confronti della figlia, e comprimari dalle agiate condizioni economiche. Nicoletto e Barbara rappresentano una metafora della città di Venezia, Barbara è Venezia, come quest’ultima ha un passato migliore del suo presente e che ora soffoca i propri figli in nome di un potere che il passato le ha conferito. Anche Nicoletto è Venezia, la città di un tentato futuro. Il tempo che ha davanti a sé è quello della sconfitta, della mediocrità, dell’eterna adolescenza. Barbara ne ha impedito la maturazione, ne ha soffocato la libertà, ne ha distrutto la virilità. Una tragedia edipica col tono di commedia, ma anche metafora di Venezia, città asfittica e cannibale
La storia ha come protagonista Barbara, una vedova, la quale ha due figli Nicoletto e Giacomina, per assicurare loro un futuro dignitoso e rispettabile non esita a fare di tutto. Con la sua intelligenza, abilità, caparbietà e astuzia riesce a risolvere e a modificare sempre in favore dei figli le situazioni più complicate. Nel suo agire si scontra con un'altra madre, Ludovica vedova anche lei. Pure questa donna arranca e annaspa per maritare bene la figlia, e si sa, quando di mezzo ci sono delle madri lo scontro è tra titani. Nessuna delle due donne vuole cedere il passo all'altra. La prima, nel suo agire, non dimentica che è appartenuta a un ceto sociale agiato e agisce con fare elegante e sottile. La seconda, invece, è più rustega, Ludovica è una donna del popolo che si è sempre fatta largo nella società con furbizia, non concedendo mai a nessuno di averla vinta su di lei. Lo scontro è aspro, duro ma non avrà né vincitori, né vinti. Tutte e due le madri avranno la gioia di accasare i rispettivi figli secondo i loro desideri. Sicure di aver agito per il loro bene anche se non si sono soffermate a capire quali erano i veri desideri dei loro figli. Tutto questo è colorito dal pettegolezzo della classica servetta goldoniana: Margarita. Carlo Goldoni in quest'opera descrive uno spaccato di società settecentesca veneziana che possiamo definire matriarcale dove, purtroppo, la donna è sola, non ha un marito e quindi ha perso la sicurezza sociale ed economica, per questo, non può cedere il passo ai sentimenti. Deve agire, non farsi scappare la buona occasione. Non può concedere il lusso delle emozioni né a se stessa, né alle sue creature.

Fondazione Musei Civici Venezia

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di  :Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Muse...
27/12/2021

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di :
Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Museo sarà aperto tutti i giorni con il consueto orario 12-16. Dove non diversamente indicato, Casa di Carlo Goldoni sarà visitabile da giovedì a domenica, con il medesimo orario.
Per maggiori informazioni https://www.visitmuve.it/it/aperture-muve/

I RusteghiIl testo de I Rusteghi appartiene a quella stagione del teatro goldoniano che è segnata da importanti capolavo...
22/12/2021



I Rusteghi
Il testo de I Rusteghi appartiene a quella stagione del teatro goldoniano che è segnata da importanti capolavori composti espressamente per il San Luca. Goldoni autore borghese racconta dunque la realtà borghese del proprio tempo e della sua città. Una borghesia aristocraticamente arricchita, come quella tratteggiata in La moglie saggia; oppure una piccola borghesia in ascesa grazie all’etica del lavoro e del risparmio avveduto e calcolato, nella Locandiera. In ogni caso gli spazi del mondo borghese sono ritratti ora con interesse e ammirazione, ora con distacco e ironia, come se fossero pseudo-valori, illusioni di ricchezza materiale contrapposti ai sentimenti più elementari. È il caso de I Rusteghi, in cui il matrimonio premeditato dai padri viene messo a rischio da un desiderio reale e autentico dei figli, che solo vorrebbero conoscersi di persona prima delle nozze. Al di sopra del principio economico e dei falsi ideali di compostezza, rigore, rispetto dell’autorità paterna, i figli e le donne si affidano a un umanissimo principio di piacere, ribaltando i ruoli familiari a loro vantaggio e isolando i quattro rusteghi nella vecchia austerità e nel conformismo che li caratterizza.
La scena è ambientata a Venezia nella casa del mercante Lunardo, e si svolge nell’arco di una giornata, rispettando così la tradizionale unità di luogo e di azione. Lucietta, da sempre in contrasto con la matrigna Margarita, vorrebbe maritarsi per uscire da una routine familiare noiosa e angusta, dovuta soprattutto all’intransigenza del padre Lunardo, autoritario e scorbutico. A insaputa di Lucietta, il padre ha già predisposto le nozze con Filippetto, figlio del signor Maurizio, anch’egli dal carattere rigido e severo. Contemporaneamente Filippetto si reca a far visita alla zia Marina, raccontandole del futuro matrimonio, ma confessandole di non aver mai conosciuto di persona la promessa sposa. Marina si adopera allora a tale scopo, e per questa ragione chiede e ottiene la complicità della signora Felice, moglie di Canciano. Il signor Lunardo ha invitato gli ospiti a cena, con lo scopo di ufficializzare le nozze: giungono così in casa Marina con il marito Simon, Felice e Canciano, accompagnati dal conte Riccardo. Grazie a un travestimento Filippetto e Lucietta possono conoscersi, ma sul più bello vengono scoperti. Scoppia il finimondo: i quattro uomini montano su tutte le furie, ma è Felice, nel corso della splendida scena finale, a dimostrare quanto assurdo sia il comportamento dei rusteghi. Questi, seppure di malavoglia, riconoscono i loro torti e si rassegnano ad accettare la nuova situazione.
La commedia scritta nel gennaio 1760 a chiusura del carnevale fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Luca il 16 febbraio con il titolo La compagnia dei selvadeghi, o sia i Rusteghi incontrando un grande successi di pubblico tanto che nella edizione Pasquali del 1762 il Goldoni stesso disse: «Il Pubblico si è moltissimo divertito, e posso dire quest’opera una delle mie più fortunate; perché non solo in Venezia riuscì gradita, ma da per tutto, dove finora fu dai comici rappresentata». L’opera è ritenuta dai critici il capolavoro di Goldoni. Grandi compagnie dell’800 e del 900 l’hanno messa nel proprio cartellone e grandi registi l’hanno messa in scena sempre con successo. Ricordiamo l’allestimento di Luigi Squarzina del 1969 e soprattutto la innovativa lettura registica di Massimo Castri del 1992.
Fondazione Musei Civici Venezia

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di  :Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Muse...
20/12/2021

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di :
Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Museo sarà aperto tutti i giorni con il consueto orario 12-16. Dove non diversamente indicato, Casa di Carlo Goldoni sarà visitabile da giovedì a domenica, con il medesimo orario.
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Le baruffe chiozzotteLucietta: “Creature, cossa diséu de sto tempo?”Questa la prima battuta della commedia, e da subito ...
15/12/2021



Le baruffe chiozzotte

Lucietta: “Creature, cossa diséu de sto tempo?”

Questa la prima battuta della commedia, e da subito il tempo atmosferico e psicologico si intrecciano. Le “Baruffe” sono l’ultimo testo di Goldoni, fatta eccezione del suo testo d’addio, “Le ultime sere di Carnevale” che scrive prima della sua faticosa partenza per Parigi. E infatti, in questo affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, si intravede il colore della malinconia, la sensazione del tempo irresistibile che fugge. Le donne delle “Baruffe” sono in attesa, hanno una decisa urgenza, quella di non far passare un altro inverno senza essersi maritate. Poi gli uomini ripartiranno per mare, e torneranno, forse, presto o tardi a Chioggia. E per raggiungere questo scopo, l’anello e il matrimonio, le regole di Chioggia vanno rispettate, e le differenze di censo tra pescatori sono semplici ma chiare. Il mondo femminile, fatto di famiglie e relazioni, di lavoro al merletto e di sogni d’amore, di attesa e di vitalità, è il luogo della strada. Accanto, il canale, il mondo degli uomini del mare che tornano per ripartire.La rappresentazione inizia con un litigio (baruffa) causato da Toffolo, che guida il battello nei canali di Chioggia. Toffolo ha regalato una fetta di zucca a Lucietta, fidanzata col pescatore Titta-Nane, scatenando così la gelosia di Ch**ca, a cui il battelliere fa la corte. La baruffa è interrotta dal ritorno dalla pesca di padron Toni e degli altri uomini e dalla vendita del pesce. Nei vicoli, però, continuano i pettegolezzi di Lucietta e di Orsetta (fidanzata del pescatore Beppo) sulle avventure di Toffolo; alla fine tutto il quartiere è coinvolto in un’unica, generale, gigantesca baruffa che richiede l’intervento di Isidoro, il Cancelliere criminale. Isidoro, dopo aver interrogato Lucietta e Orsetta, capisce che si tratta solo di bisticci fra ragazzi (putelezi) e riesce a far tornare la pace. La giornata, iniziata con una baruffa, si conclude con una grande festa per la celebrazione delle nozze di Lucietta con Titta-Nane, di Orsetta con Beppo e di Toffolo con Ch**ca. Goldoni scrive questa commedia di getto subito dopo Sior Todaro brontolon e torna a descrivere il mondo dei pescatori, conosciuto durante la giovinezza, che già aveva messo in scena ne Il campiello. Al loro debutto Le baruffe non ebbero successo presso il pubblico veneziano; furono invece molto apprezzate dal poeta Goethe e il compositore veneziano Gian Francesco Malipiero le mise in musica.

Fondazione Musei Civici Venezia

Programmi per dicembre? Queste le aperture straordinarie di  :Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Muse...
14/12/2021

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Da venerdì 17 dicembre a domenica 9 gennaio il nostro Museo sarà aperto tutti i giorni con il consueto orario 12-16. Dove non diversamente indicato, Casa di Carlo Goldoni sarà visitabile da giovedì a domenica, con il medesimo orario.
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Il tema di questo mese sono le festività che avanzano alle porte. Per noi di Casa Goldoni il Natale è famiglia, sia quel...
08/12/2021



Il tema di questo mese sono le festività che avanzano alle porte. Per noi di Casa Goldoni il Natale è famiglia, sia quella di provenienza che quella che ognuno di noi crea con le persone affini. La nostra famiglia teatrale che intorno a Casa Goldoni si è riunita molte volte è ancora costretta a stare distante ma la volontà di rivedervi tutti assieme è davvero forte. In questo mese di dicembre abbiamo quindi pensato, attraverso le commedie di Carlo, di raccontarvi storie di famiglie e di incontri.

La famiglia dell'antiquario (o sia La suocera e la nuora) La buona madre

La famiglia dell’antiquario o sia La suocera e la nuora è rappresentata per la prima volta al teatro di Sant’Angelo durante il carnevale della stagione 1749-1750 dalla compagnia di Girolamo Medebach. Il testo della commedia appare, invece, per la prima volta a Venezia nel 1752, nel tomo III dell’edizione Bettinelli.
La scena è ambientata a Palermo, in casa del conte Anselmo Terrazzani; il nobile è un “cattivo dilettante di antichità”, che ha dissipato il suo patrimonio per secondare la sua accesa passione verso gli oggetti del passato. Il conte, che sembra la caricatura dei tanti maniaci dell’antiquariato di cui è popolato il Settecento, si disinteressa dell’andamento della sua casa, turbata dai continui litigi tra la contessa Isabella, moglie di Anselmo, e la nuora Doralice: le loro intemperanze hanno posto a rischio la quiete familiare.
Tra le pareti domestiche si muovono figli inetti, cicisbei e vecchi corteggiatori, servi furbi e maldicenti; a fare da baluardo contro l’immoralità dei profittatori resta, soltanto, la sana onorabilità di Pantalone, padre di Doralice, che tenta ripetutamente di mettere in guardia Anselmo dai venditori di cianfrusaglie e di rappacificare suocera e nuora. Seppure il mercante veneziano riesca a smascherare le trame di Brighella, che con la complicità di Arlecchino, travestito da armeno, ha imbrogliato il suo padrone, il conte non vuol rinunciare ai suoi inutili reperti; nello stesso tempo le due donne non sembrano affatto intenzionate a moderare le loro pretese. Alla fine a Pantalone non resta che proporsi direttamente come tutore delle finanze e dell’organizzazione familiare. AI conte non pare vero di scrollarsi di dosso ogni responsabilità, purchè lo si lasci libero di collezionare le sue medaglie. Si tratta di stabilire, finalmente, delle regole di comportamento, di allontanare gli intrusi e la servitù infida. di confiare in due zone distanti della casa le due irriducibili contendenti. La pace non è ancora fatta, ma intanto sono stati rimossi i motivi del sorgere di ulteriori fastidi.
Spiega l’autore nella prefazione per l'edizione a stampa: Alcuni giudicano la presente Commedia terminar male, perché non seguendo alcuna pacificazione fra Suocera e Nuora, manca, secondo loro, il fine della morale istruttiva, che dovrebbe essere, nel caso nostro, d'insegnar agli uomini a pacificare queste due persone, per ordinario nemiche. Ma io rispondo, che quanto facile mi sarebbe stato il renderle sulla scena pacificate, altrettanto sarebbe impossibile dar ad intendere agli Uditori che fosse per essere la loro pacificazione durevole; e desiderando io di preferire la verità disaggradevole ad una deliziosa immaginazione, ho voluto dar un esempio della costanza femminile nell'odio. Ciò però non sarà senza profitto di chi si trovasse nel caso. I Capi di famiglia si specchieranno nell'Antiquario, e trovandosi disattenti alle case loro, se non per ragione della Galleria, per qualche altra, o di conversazione, o di giuoco, potranno rimediare per tempo alle discordie domestiche, alle pretensioni delle donne, e soprattutto ai rapporti maligni della servitù.

Fondazione Musei Civici Venezia

Indirizzo

San Polo, 2794
Venice
30125

Orario di apertura

Venerdì 12:00 - 16:00
Sabato 12:00 - 16:00
Domenica 12:00 - 16:00

Telefono

+390412440317

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Plaque double face bronzo bronze massif CARLO GOLDONI 1707-1793 NR 2/10 ONLY 10 pieces ever made. Can anybody read the signature please or know the name off the artist. Thx isi Janssens from Antwerp Belgium
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