05/06/2026
📌 Le fiere sono davvero indispensabili oppure sono diventate quattro giorni di turismo culturale dove pubblico e collezionisti possono vedere tutto, velocemente e superficialmente, pagando opere gravate da costi sempre più artificiali?
Le gallerie non potrebbero costruire modalità autonome di incontro con il pubblico? Collaborare tra loro? Creare reti permanenti invece di dipendere da un calendario di eventi sempre più frenetico?
E perché non immaginare fiere dove gli artisti vengono invitati direttamente, senza una serie infinita di filtri e intermediazioni?
Per Art Basel 2026 abbiamo deciso di portare questa domanda alle estreme conseguenze. Abbiamo immaginato il primo stand che non si trova in fiera, ma direttamente a casa dello spettatore (LINK in BIO). Perché oggi il valore dell'arte contemporanea non risiede nell'accesso a un luogo esclusivo. Risiede nella capacità di attivare attenzione, esperienza e nuovi modi di vedere.
Se esiste una fiera ogni settimana e se persino biennali e quadriennali iniziano ad assomigliare a fiere mascherate, allora diventa impossibile creare le condizioni necessarie affinché nascano artisti davvero rilevanti. Non può esistere raccolto senza semina. Non può esistere valore senza tempo.
Le grandi gallerie si trovano oggi davanti a un problema strutturale. Negli ultimi vent'anni, invece di costruire valore nel contemporaneo, molte hanno progressivamente spostato il proprio baricentro verso il moderno e il dopoguerra. Opere storicizzate, nomi consolidati, artisti già certificati dal mercato.
Vent'anni fa molte gallerie internazionali non avrebbero avuto alcun bisogno di esporre artisti moderni o storicizzati. Oggi ne dipendono per sostenere costi che sono diventati giganteschi.
La vera questione però è un'altra. Gli artisti stessi devono riattivare un confronto critico (abbandonato dai critici diventati curators) per poter fare le differenze, definire valori e salvarsi. Ma prima della raccolta commerciale servono tempi e luoghi di SEMINA. Il progetto Luca Rossi da 17 anni fa questo e viene ancora ostracizzato da un sistema dell'arte simile ad un regime politico.