Palazzo Ducale

Palazzo Ducale È il luogo simbolo della città millenaria di Venezia. Capolavoro dell’arte gotica. Gli interni sono s
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Grande successo di pubblico per Vita da doge, il nuovo allestimento dell'Appartamento del doge, visitabile fino al 6 gen...
03/11/2023

Grande successo di pubblico per Vita da doge, il nuovo allestimento dell'Appartamento del doge, visitabile fino al 6 gennaio.
A cura di Valeria Cafà e Daniele D'Anza, coordinamento scientifico Chiara Squarcina, allestimento Francesca Boni

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Visitabile fino al 6 gennaio 2024 il nuovo allestimento dell'Appartamento del Doge di Palazzo Ducale.VITA DA DOGE, a cura di Valeria Cafà e Daniele D'Anza, c...

come promesso ecco il video della preziosa conferenza del prof. Riccardo Lattuada sui dipinti della nuova Quadreria di  ...
27/10/2023

come promesso ecco il video della preziosa conferenza del prof. Riccardo Lattuada sui dipinti della nuova Quadreria di

Conferenza tenuta da Riccardo Lattuada (Professore ordinario, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), introdotta da Elena Marchetti (Conserv...

Grande successo di pubblico in occasione della conferenza “Tiziano, Tintoretto, Artemisia, Van Dyck: i capolavori della ...
24/10/2023

Grande successo di pubblico in occasione della conferenza “Tiziano, Tintoretto, Artemisia, Van Dyck: i capolavori della nuova quadreria di Palazzo Ducale, da Venezia alle Fiandre” tenutasi venerdì 13 ottobre presso la Chiesetta a Palazzo Ducale. Il Professor Riccardo Lattuada (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) ha illustrato le opere esposte nelle nuove sale della Quadreria di Palazzo Ducale, provenienti dalle collezioni di e da un prestito a lungo termine di collezione privata europea.
Per chi volesse recuperare l’intervento, la conferenza sarà presto disponibile sui canali youtube della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Tra le opere più ammirate all’interno di Vita da doge, il nuovo percorso espositivo che caratterizza l’Appartamento doga...
17/10/2023

Tra le opere più ammirate all’interno di Vita da doge, il nuovo percorso espositivo che caratterizza l’Appartamento dogale, vi è sicuramente il modello in scala 1:25 dell’ultimo Bucintoro.
La più sontuosa e affascinante imbarcazione della Serenissima Repubblica è stata in questo caso rievocata da un’equipe dei migliori artigiani veneti, che nel realizzare a mano questo modello hanno utilizzato legni intagliati dorati e inserti in madreperla.
L’opera è stata concessa gentilmente in prestito da HISTORYA di Ivan Ceschin

Venerdì 13 ottobre, alle ore 17, Fondazione Musei Civici di Venezia dedicherà una conferenza ai dipinti della nuova Quad...
10/10/2023

Venerdì 13 ottobre, alle ore 17, Fondazione Musei Civici di Venezia dedicherà una conferenza ai dipinti della nuova Quadreria di Palazzo Ducale, inaugurata nel marzo scorso e da allora parte del percorso permanente del museo.

Il noto professore e studioso Riccardo Lattuada si soffermerà su questi capolavori, illustrandone la vicenda collezionistica, le varie iconografie e il legame dei pittori con Venezia, alla luce degli studi più recenti. La conferenza anticipa la pubblicazione del catalogo della Quadreria di Palazzo Ducale, accompagnando il pubblico alla scoperta di questi inestimabili tesori.
L’intervento di manutenzione delle opere e il riallestimento delle sale è stato condotto con il supporto di .

La partecipazione alla conferenza è su invito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Acquistando la Muve Friend Card, potrai ricevere gli inviti agli eventi esclusivi di Fondazione Musei Civici Venezia e a tutte le inaugurazioni
https://palazzoducale.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/i-capolavori-della-nuova-quadreria-di-palazzo-ducale/2023/09/23236/conferenza-quadreria/

MUVEACADEMY: MUSEI + UNIVERSITA' PER LA NOTTE DELLA RICERCA 👨‍🔬 👩‍🔬 🔬29.09.2023 Fondazione Musei Civici di Venezia -   c...
29/09/2023

MUVEACADEMY: MUSEI + UNIVERSITA' PER LA NOTTE DELLA RICERCA 👨‍🔬 👩‍🔬 🔬

29.09.2023 Fondazione Musei Civici di Venezia - conferma la collaborazione alla “Venetonight - La Notte della Ricerca” promossa da Università Ca' Foscari Venezia.

🌃 Queste le attività che verranno presentate:

Palazzo Ducale e le scritture nascoste: i graffiti
In occasione di Venetonight si presenta in Palazzo Ducale una anteprima del progetto Venezia Libro Aperto, VeLA: VeLA-Palazzo Ducale coordinato dai ricercatori dell’Università Ca' Foscari Venezia guidati dalla Prof.ssa Flavia De Rubeis. Con il programma VeLA, i ricercatori intendono realizzare il censimento completo delle testimonianze graffite presenti a Palazzo Ducale (multilingue, logografiche o fonografiche, figurative o alfabetiche) sia interne che esterne, dal XIV al XX secolo, ad oggi in gran parte sconosciute e inedite, costituite da brevi testi, firme, note di presenza, indicazioni cronologiche, testi, preghiere, cronache, notazioni politiche, invocazioni e numerose altre tipologie di testi, nonché da disegni (astratti, figurativi, devozionali, per citarne solo alcuni).

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Sempre a Palazzo Ducale la visita del Prof. Povolo che riguarderà l'area di Palazzo Ducale che nel corso del ‘500 si trasformò notevolmente alla luce dei cambiamenti politico - istituzionali che videro il Consiglio dei Dieci assumere la guida della Serenissima. Il percorso inizierà dai più antichi pozzi e, proseguendo per le sale del consiglio dei Dieci e dell'Avogaria, si concluderà con la visita delle prigioni nuove poste al di là del Ponte dei Sospiri.

Per maggiori info:
https://www.unive.it/pag/34407?fbclid=IwAR0gVr-cMkCRhOtfMrM-FOy7UEQHDf5J8uvqG3_Wre7tkkfuOJA6vkZuvP4

Tra i vari capolavori che si possono ammirare all'interno della nuova Quadreria di Palazzo Ducale vi è anche questo Ritr...
21/09/2023

Tra i vari capolavori che si possono ammirare all'interno della nuova Quadreria di Palazzo Ducale vi è anche questo Ritratto di dama con figlia, realizzato da Tiziano. L'opera, in prestito a lungo termine da collezione privata, si trovava un tempo in collezione Barbarigo a Venezia. Rimasta nella bottega del maestro, dopo la sua morte, tra quelle non finite, fu di lì a poco ridipinta da uno dei suoi allievi, che ne modificò il soggetto in Tobia e l'angelo. Nel 1948, le indagini ai raggi X rivelarono la presenza sottostante di un ritratto di donna con figlia, che a seguito di un intervento di restauro durato vent'anni poté finalmente riaffiorare.

La riqualificazione degli ambienti destinati a Quadreria è stata eseguita con il sostegno di Venice International Foundation.

15/09/2023

Dalla commovente Pietà di Giovanni Bellini alla languida allegoria di Venezia di Giambattista Tiepolo: i dipinti della nuova Quadreria di Palazzo Ducale in questo video a luce soffusa

L’intervento di manutenzione delle opere e il riallestimento delle sale è stato condotto con il supporto di Venice International Foundation

08/09/2023

Oggi a esperienza immersiva con Palazzo Ducale in primo piano

Torna Musei in Festa con un doppio appuntamento! Giovedì 14 e domenica 17 settembre ingresso gratuito nei Musei Civici d...
07/09/2023

Torna Musei in Festa con un doppio appuntamento! Giovedì 14 e domenica 17 settembre ingresso gratuito nei Musei Civici di Venezia per i residenti dei 44 comuni della Città Metropolitana e di Mogliano Veneto. Un’occasione imperdibile per ritornare a e visitare il nuovo allestimento, “Vita da doge”, dell’Appartamento dogale

Per saperne di più
https://www.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/2023/01/38879/musei-in-festa-2023/

A partire dal XV secolo, i funerali del Serenissimo principe iniziarono a svolgersi secondo un cerimoniale ben preciso. ...
29/08/2023

A partire dal XV secolo, i funerali del Serenissimo principe iniziarono a svolgersi secondo un cerimoniale ben preciso. Dopo la morte, il suo corpo veniva imbalsamato ed esposto al pubblico per diversi giorni, abbigliato con le vesti da cerimonia: manto dorato, bavero d’ermellino e c***o ducale. Lo stocco e gli sproni d’oro erano posizionati al rovescio per simboleggiare la morte del doge, ma non del dogado.
Non sempre però l’imbalsamazione andava a buon fine, così, a partire dal XVII secolo, per evitare gli sgradevoli odori che talvolta si levavano dalle salme, il corpo del doge veniva immediatamente sepolto e sostituito, nella cerimonia pubblica, da un fantoccio di paglia con una maschera di cera. La maschera doveva essere il più fedele possibile all’effigie del defunto, pertanto veniva modellata da abili artigiani che nel tempo si specializzarono in questo settore.
Al Museo Correr si conservano due di queste maschere, riferibili ai dogi Francesco Lorendan e Alvise III Mocenigo, ora esposte all’interno di “Vita da Doge”, il nuovo allestimento delle sale che un tempo componevano l’Appartamento del Doge

Come si eleggeva il Doge?Per garantire imparzialità, le elezioni prevedevano un complicato e minuzioso meccanismo con ti...
22/08/2023

Come si eleggeva il Doge?

Per garantire imparzialità, le elezioni prevedevano un complicato e minuzioso meccanismo con tiri a sorte combinati a una successione di scrutini. Nel 1178 gli 11 elettori, a cui l’Assemblea aveva delegato la votazione finale, passarono a 40. Fra il 1229 e il 1249, da 40 furono portati a 41 per evitare la parità dei voti, come successo nell’elezione di Jacopo Tiepolo nel 1229. Nel 1268 fu messo a punto il meccanismo che, con qualche modifica, durò fino alla fine della Repubblica.

Il complesso sistema d’elezione si apriva nella sala del Maggior Consiglio, dove coloro che avevano compiuto trent’anni d’età ponevano in un’urna tante balote (palline) quanti erano i presenti.
Dopo la deposizione delle palline, il consigliere ducale scendeva nella chiesa di San Marco a pregare e a scegliere il ballottino; un ragazzo di età compresa tra gli 8 e i 10 anni a cui sarebbe spettato il compito di estrarre le p***e che venivano consegnate a tutti i membri del Maggior Consiglio presenti: chi riceveva quella bianca o argentata lasciava la sala, mentre i trenta con la palla d’oro rimanevano. Si ripeteva successivamente la deposizione ed estrazione delle p***e dall’urna riducendo i trenta a nove.
Questi nove si riunivano per eleggere altri quaranta membri del Maggior Consiglio secondo un preciso meccanismo. Ciascun membro scriveva il nome del proprio candidato su di una scheda e la inseriva entro un’urna. Mano a mano che le schede venivano estratte si discuteva e si analizzavano le caratteristiche del candidato indicato e ciascuno portava le proprie ragioni per le quali riteneva giusto considerare o scartare quel nominativo, infine si procedeva alla votazione: un bossolo bianco definiva il si, uno verde il no. I bossoli erano estratti pubblicamente dal ballottino con l’aiuto di una manina d’avorio.
Solo chi otteneva almeno sette voti rimaneva eletto. A questo punto, si procedeva ad altre estrazioni ed elezioni, fino a giungere ai 41, che, chiusi in conclave, dovevano eleggere il Doge.
I 41, approvati dal Maggior Consiglio, dovevano avere almeno trent’anni nel 1355, e quaranta nel 1722, non ci dovevano essere legami di sangue e non ci doveva essere più di un esponente per casato.

“Vita da Doge” è il nuovo allestimento delle sale che componevano l’Appartamento del Doge

Giunto a Venezia nel 1786, Johann Wolfang Goethe ebbe modo di assaporare gli ultimi fasti della Serenissima Repubblica. ...
08/08/2023

Giunto a Venezia nel 1786, Johann Wolfang Goethe ebbe modo di assaporare gli ultimi fasti della Serenissima Repubblica. Tra le attrazioni meritevoli di menzione figurava inevitabilmente il Bucintoro, la più sontuosa e affascinante imbarcazione dell’epoca. Nel suo Viaggio in Italia, l’illustre scrittore così la descrisse: “è tutto un cesello d’oro; è un vero e proprio ostensorio, che serve a mostrare al popolo i suoi principi, in tutta la loro magnificenza. ... Questa nave di gala non è che un autentico mobile d’inventario, che ci ricorda in modo tangibile quello che i veneziani furono, o si lusingarono di essere”.

Una “nave di gala”, da parata e non da guerra, specchio di una civiltà votata alla festosa celebrazione più che alla conquista. In legno dorato, splendeva e si rifletteva nelle acque della laguna e il suo utilizzo era riservato perlopiù a un solo giorno dell’anno, in cui si compiva il rituale secolare dello sposalizio di Venezia con il mare. Nel giorno dell’Ascensione – importante solennità cristiana –, il doge, con la Signoria, i senatori e talvolta qualche ospite illustre, salpava dal molo di Palazzo Ducale per recarsi alla bocca di Lido, dove il lancio dell’anello in mare consacrava il dominio della Serenissima nel Mediterraneo orientale.

Ogni epoca ebbe il suo Bucintoro, il primo risale al XIV secolo, ma fu l’ultimo, quello settecentesco a distinguersi per sfarzo e ricchezza. Realizzato tra il 1722 e il 1728 sotto la direzione dell’ingegnere navale Michele Stefano Conti e dello scultore Antonio Corradini, misurava 35 metri di lunghezza e 7 di larghezza. Nel piano inferiore stavano i vogatori, in quello superiore si accomodavano gli alti dignitari dello Stato. A prua, l’elegante polena presentava Venezia come Allegoria della Giustizia.

Andato distrutto dopo la caduta della Repubblica – alcuni frammenti della decorazione lignea si conservano al Museo Correr –, la sua immagine ci è tramandata dalle descrizioni dei viaggiatori e dai dipinti dei vedutisti veneziani del tempo, Canaletto e Francesco Guardi su tutti.

All’interno dell’esposizione Vita da doge (Palazzo Ducale, Appartamento del doge) è possibile ammirare il modello navale statico del Bucintoro settecentesco in scala 1:25, gentilmente prestato da Historya di Ivan Ceschin.

SALA DELLA CANCELLERIARaggiungibile attraverso il percorso degli Itinerari Segreti e collocata al quarto piano del Palaz...
08/08/2023

SALA DELLA CANCELLERIA
Raggiungibile attraverso il percorso degli Itinerari Segreti e collocata al quarto piano del Palazzo, questa sala ospitava i locali della Cancelleria, paragonabili a un moderno archivio generale dove si preparavano, schedavano, inventariavano gli atti pubblici e quelli interni delle magistrature della Repubblica, una parte dei quali doveva rimanere riservata e segreta. Il Cancelliere era un funzionario chiamato a sovrintendere all’intera pubblica amministrazione, ed era di regola scelto tra i cittadini ordinari, poichè, se fosse appartenuto all’aristocrazia, le sue conoscenze riservate avrebbero influito sulle decisioni del Maggior Consiglio, organo politico aperto solo al patriziato.
Sulle ante degli armadi lignei che rivestono le pareti della sala sono riprodotti gli stemmi dei quarantacinque Cancellieri che si sono succeduti nella storia, dal primo, Corrado de Ducati (1268), all’ultimo, Giannantonio Gabriel (1784). In questo modo, i Cancellieri simbolicamente vegliavano sugli importanti archivi conservati all’interno degli stessi armadi, come registri di legge e deliberazioni del Senato.

VITA DA DOGEI termini broglio e ballottaggio hanno un’origine veneziana, legata al procedimento per l’elezione del doge....
26/07/2023

VITA DA DOGE
I termini broglio e ballottaggio hanno un’origine veneziana, legata al procedimento per l’elezione del doge.
Broglio, con cui indichiamo un inganno, appunto un “imbroglio”, sembrerebbe derivare dal termine brolo, ovvero orto, giardino: era infatti nel brolo che i nobili veneziani si ritrovavano per ragionare
e accordarsi segretamente sul nome del futuro doge. Ballottaggio deriva invece da ballotta, ossia la pallina che veniva utilizzata durante le elezioni. Il termine passò nel sistema elettorale americano, ballot, e francese, ballottage, perché Venezia era considerata un modello per le nascenti repubbliche.

L'Appartamento del Doge torna a far parte del percorso espositivo di Palazzo Ducale con il nuovo allestimento, "Vita da ...
14/07/2023

L'Appartamento del Doge torna a far parte del percorso espositivo di Palazzo Ducale con il nuovo allestimento, "Vita da Doge", a cura di Valeria Cafà e Daniele D'Anza, coordinamento scientifico Chiara Squarcina.

Museo Correr Ca' Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano Museo di Palazzo Mocenigo

VITA DA DOGEDa venerdì 14 luglio l’Appartamento del Doge torna a far parte del percorso espositivo di Palazzo Ducale.Olt...
11/07/2023

VITA DA DOGE
Da venerdì 14 luglio l’Appartamento del Doge torna a far parte del percorso espositivo di Palazzo Ducale.

Oltre 100 opere tra dipinti, mappe, volumi antichi, manufatti tessili e lapidei, medaglie e monete, provenienti dal patrimonio civico della Fondazione Musei Civici Venezia e in gran parte solitamente non esposte, raccontano le vicende di alcuni tra i 120 dogi a capo della Serenissima Repubblica di Venezia.

Aneddoti, approfondimenti, storie, tradizioni e curiosità presentano il doge in una prospettiva composita e a tratti insolita, ma sempre storicamente accreditata e capace di dare conto di una figura indissolubilmente legata a Venezia e alla sua storia millenaria.

Per saperne di più
https://palazzoducale.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/vita-da-doge/2023/06/23115/vita-da-doge/

Fondazione Musei Civici Venezia Museo Correr Museo di Palazzo Mocenigo Ca' Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano

Dal 14 luglio 2023 l'Appartamento del Doge torna a far parte del percorso espositivo di Palazzo Ducale con un nuovo allestimento

13/06/2023
 14–15 giugno 2023Convegno internazionale di studi “Vittore Carpaccio: contesto, iconografia, fortuna”, presso la Fondaz...
11/06/2023


14–15 giugno 2023
Convegno internazionale di studi “Vittore Carpaccio: contesto, iconografia, fortuna”, presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia

In concomitanza con l’importante mostra sull’artista rinascimentale “Vittore Carpaccio - Disegni e dipinti”, visitabile a Palazzo Ducale fino al 18 giugno 2023, l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini si fa promotore di un confronto tra i maggiori specialisti del grande pittore veneziano.
Tra i relatori figurano Chiara Squarcina (Dirigente Area Attività Museali della Fondazione Musei Civici Venezia), "I tessuti nelle opere di Carpaccio", e Andrea Bellieni (Curatore della mostra e Responsabile del Museo Correr), "Carpaccio 1963-2023. Le due mostre veneziane".
https://www.cini.it/wp-content/uploads/2023/02/20230509_ConvegnoCarpaccio_esec01WEB.pdf

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

A partire dal 1339 al doge fu vietato abdicare. In precedenza, 12 dogi rinunciarono all’incarico e tra questi Giovanni I...
08/06/2023

A partire dal 1339 al doge fu vietato abdicare. In precedenza, 12 dogi rinunciarono all’incarico e tra questi Giovanni II Partecipazio fu l’unico a farlo a più riprese. Abdicò la prima volta nel 887 perché malato, lasciando la dignità dogale al fratello Pietro, già suo co-reggente e successore. Ritornato al potere, abdicò una seconda volta perché di nuovo malato, nominando doge suo fratello Orso. Questi rifiutò la carica e il popolo veneziano, facendosi portavoce di una volontà collettiva, elesse doge Pietro I Candiano, che morì poco dopo durante una spedizione navale. Su richiesta popolare Giovanni II, ancora vivo, riprese il governo per l’ultima volta, prima di abdicare definitivamente nel dicembre 887 e morire di lì a poco. In epoca più recente, Francesco Foscari (durata dogado: 1423 – 1457) depose il c***o dogale prima della morte, non tanto per sua personale convinzione ma cedendo alle continue pressioni del Consiglio dei Dieci, che lo riteneva troppo anziano per amministrare la cosa pubblica.

Domenico Tintoretto, Ritratto del doge Giovanni II Partecipazio, Venezia, Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio

A partire dal XII secolo, i poteri del doge vennero gradualmente limitati fino ad ingabbiare il serenissimo in un cresce...
01/06/2023

A partire dal XII secolo, i poteri del doge vennero gradualmente limitati fino ad ingabbiare il serenissimo in un crescente numero di prescrizioni da rispettare. Gli era per esempio vietato di lasciare Venezia senza permesso, prendere decisioni di governo e discutere di affari di stato in autonomia, ricevere ambasciatori e aprire lettere senza il consenso della Signoria. Periodicamente richiamato dai consiglieri ad osservare la promissione ducale che regolava i suoi poteri, alla morte, il suo operato veniva giudicato e se necessario punito infliggendo delle multe pecuniarie ai suoi familiari; come accadde ai parenti di Leonardo Loredan e Agostino Bargarigo. Nonostante ciò, la carica dogale non p***e mai la sua centralità, il doge infatti firmava gli atti pubblici e presiedeva a tutte le riunioni del Maggior Consiglio e del Senato, rappresentando di fatto la storia e il prestigio della Serenissima Repubblica.

Domenico Tintoretto, Ritratti dei dogi Agostino Barbarigo e Leonardo Loredan, Venezia, Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio

25/05/2023

A partire dal 25 marzo, alcune sale del percorso espositivo di Palazzo Ducale si presentano al pubblico rinnovate nell’allestimento e arricchite dalla presenza di grandi capolavori di maestri veneziani e fiamminghi (Giovanni Bellini, Tiziano, Tintoretto, Giambattista Tiepolo, Maerten de Vos ed Anthony Van Dyck).
Il restyling, che ha coinvolto la Sala della Quarantia Criminale, la Sala dei Cuoi e la Sala del Magistrato alle Leggi, si inserisce in quella antica tradizione che fin dal XVII secolo usava presentare a Palazzo Ducale, a fianco degli apparati decorativi “istituzionali”, anche dipinti da cavalletto, provenienti da collezioni private.

L’intervento di manutenzione delle opere e il riallestimento delle sale è stato condotto con il supporto di Venice International Foundation

La festa dell’Ascensione (Sensa in dialetto veneziano) fu una delle più antiche e importanti feste della Serenissima Rep...
19/05/2023

La festa dell’Ascensione (Sensa in dialetto veneziano) fu una delle più antiche e importanti feste della Serenissima Repubblica. In questa giornata il doge e i senatori raggiungevano a bordo della sontuosa imbarcazione da parata, il Bucintoro, la bocca di porto di San Nicolò del Lido.
Nell'occasione i veneziani si ritrovavano in piazza San Marco attendendo l’uscita del doge da . Questi saliva sull’imbarcazione non prima d’essersi fatto baciare la mano dai rappresentati dell’isola di Poveglia e della Comunità dei pescatori di San Nicolò dei Mendicoli, gli unici che avevano il privilegio di poter baciare la sua mano senza gu**to. Navigando verso il Lido si intonavano canti in lode alla sua persona.
Giunti a destinazione, il Serenissimo principe lanciava nelle acque un anello, celebrando così l’antico legame di Venezia con il mare, nonché il predominio su di esso. In occasione di questa importante festività si teneva in piazza San Marco una grande fiera che attirava moltissimi mercanti e viaggiatori.
Una testimonianza visiva della partenza del Bucintoro è tramandata dall'incisione settecentesca realizzata da Giambattista Brustolon su disegno di Canaletto, conservata presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Fondazione Musei Civici.

   La rassegna “Ospiti a Palazzo” prosegue con l'esposizione dell'opera 𝑳’𝒖𝒍𝒕𝒊𝒎𝒐 𝑺𝒆𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝑽𝒆𝒏𝒆𝒛𝒊𝒂 di V...
11/05/2023


La rassegna “Ospiti a Palazzo” prosegue con l'esposizione dell'opera 𝑳’𝒖𝒍𝒕𝒊𝒎𝒐 𝑺𝒆𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊 𝑽𝒆𝒏𝒆𝒛𝒊𝒂 di Vittorio Emanuele Bressanin, nella Sala della Quarantia Civil Vecchia di Palazzo Ducale.
Il capolavoro evoca la fine della Repubblica di Venezia. Il 12 maggio 1797, con le truppe napoleoniche schierate per l’attacco ai margini della laguna, il Maggior Consiglio di Venezia si riunì per l’ultima volta, abdicando in favore di un governo rivoluzionario controllato dal comando militare francese. Il 15 maggio 1797 l’ultimo doge Ludovico Manin lasciava per sempre Palazzo Ducale.
Un secolo più tardi Bressanin (Musile di Piave, 1860 – Venezia, 1941), nel rievocare quei momenti, si soffermò sull’intimo dramma vissuto stoicamente dall'anziano senatore mentre scende la Scala dei Giganti di Palazzo Ducale, eleggendolo a simbolo dell'intera città.
Il dipinto è stato concesso in prestito dal Museo Correr di Venezia.
https://bit.ly/3Ln8TQW

Il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin presiede per l’ultima volta la riunione del Maggior Consiglio a  . Sotto le cre...
08/05/2023

Il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin presiede per l’ultima volta la riunione del Maggior Consiglio a . Sotto le crescenti pressioni e la minaccia di un imminente attacco francese, i patrizi veneziani sono costretti ad accettare le richieste avanzate da Napoleone Bonaparte: ha fine così la Serenissima Repubblica di Venezia. Pochi giorni dopo, l’ultimo doge lascia per sempre la sua residenza. Napoleone farà il suo ingresso nella città lagunare solo nel 1807, come ricorda la stampa “Avventuroso solenne ingresso dell’Augustissimo Imperatore e Re Napoleone I nella città di Venezia” del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Fondazione Musei Civici Venezia, consultabile a .

🎧  Venti minuti dedicati alla scoperta della mostra 𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐏𝐀𝐂𝐂𝐈𝐎. 𝐃𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 in corso a Palazzo Ducale.🎙A gu...
04/05/2023

🎧
Venti minuti dedicati alla scoperta della mostra 𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐏𝐀𝐂𝐂𝐈𝐎. 𝐃𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 in corso a Palazzo Ducale.
🎙A guidarci la voce di Andrea Bellieni, curatore della mostra e Responsabile del Museo Correr, intervistato da Edoardo Melchiorri per di Rai Radio Techetè.
Ascolta ora:
👉http://bit.ly/42Hj9ve
RaiPlay Sound

246. Civici Venezia - Stendhal - A Venezia per i Musei Civici che propongono a Palazzo Ducale una monografica su Vittore Carpaccio, il pittore che più di ogni altro ha saputo celebrare Venezia all'apice della sua fortuna. Intervista di Edoardo Melchiorri ad Andrea Bellieni, curatore dei Musei Civic...

Nuovi Ospiti a Palazzo. Da domani, mercoledì 3 maggio, si potrà ammirare nella Sala della Quarantia Civil Vecchia il dip...
02/05/2023

Nuovi Ospiti a Palazzo. Da domani, mercoledì 3 maggio, si potrà ammirare nella Sala della Quarantia Civil Vecchia il dipinto L'ultimo Senato della Repubblica di Venezia, di Vittorio Emanuele Bressanin (1860-1941).

L'opera evoca uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica. Il 12 maggio 1797, con le truppe napoleoniche schierate per l’attacco ai margini della laguna, il Maggior Consiglio di Venezia si riunì per l’ultima volta, abdicando in favore di un governo rivoluzionario controllato dal comando militare francese. Si concludeva così la millenaria storia della Repubblica di Venezia.
Un secolo più tardi Bressanin, nel rievocare quei momenti, si soffermò sull’intimo dramma vissuto stoicamente da un senatore, eleggendolo a simbolo dell'intera città.
I suoi passi grevi e lo sguardo abbassato mostrano dignità e rassegnazione. La famosa toga rossa, che distingueva i magistrati dei Pregadi (appellativo veneziano per indicare i senatori) da tutti gli altri patrizi di Venezia, e la parrucca all’antica appartengono ormai a un’epoca passata, di cui si avverte l’agonia nel contrasto tra la p***a esteriore e la realtà storica.

Il dipinto è stato concesso in prestito dal di Venezia

Dal 3 maggio, potrà essere ammirata nella Sala della Quarantia Civil Vecchia di Palazzo Ducale l'opera di Vittorio Emanuele Bressanin

20/04/2023

𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐀𝐑𝐏𝐀𝐂𝐂𝐈𝐎. 𝐃𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢
Fino al 18 giugno a Palazzo Ducale la mostra che riunisce dipinti e disegni del grande artista veneziano provenienti da chiese, musei e collezioni internazionali.
🎥Scopri di più nelle parole di Mariacristina Gribaudi, Presidente MUVE
🔗https://bit.ly/Carpaccio2023
National Gallery of Art Comune di Venezia Museo Correr

PERCORSO SPECIALE📌 Dal 7 aprile sarà possibile visitare l'itinerario a Palazzo Ducale dedicato ai "Tesori nascosti del D...
31/03/2023

PERCORSO SPECIALE
📌 Dal 7 aprile sarà possibile visitare l'itinerario a Palazzo Ducale dedicato ai "Tesori nascosti del Doge".
🔹Un percorso esclusivo su prenotazione, con accompagnatore specializzato, nei luoghi riservati al doge situati nell’ala di Palazzo Ducale contigua alla Basilica, che ha come fulcro i suggestivi ambienti della Chiesetta e dell’Antichiesetta del Doge.
Scopri di più 👉https://bit.ly/TesoriNascostiDoge
Comune di Venezia

 Oggi, 25 marzo è un giorno importante per Palazzo Ducale. Completati gli interventi di manutenzione dei dipinti e delle...
25/03/2023


Oggi, 25 marzo è un giorno importante per Palazzo Ducale. Completati gli interventi di manutenzione dei dipinti e delle sale, avviati nell'autunno del 2022, da oggi riapre al pubblico la Quadreria, con un nuovo allestimento più elegante, moderno e funzionale.

Bellini, Tiziano, Tintoretto, Tiepolo, i giganti della pittura veneziana accolgono il pubblico insieme ai pittori fiamminghi del Cinquecento. Tale dialogo estetico riprende la tradizione nata ai primi del Seicento, quando, all’interno del Palazzo, si esposero, accanto ai dipinti “istituzionali”, anche opere “da cavalletto” provenienti da illustri collezioni private.

Il nuovo allestimento coinvolge la Sala della Quarantia Criminale, la Sala dei Cuoi e quella del Magistrato alle Leggi. Nella prima sala, troviamo i capolavori ‘Madonna col Bambino e due angeli’ di Tiziano Vecellio e la ‘Pietà’ di Giovanni Bellini, nonché opere di Giuseppe Porta Salviati e Francesco Malombra. Il percorso espositivo prosegue con tavole di artisti fiamminghi, quali la ‘Visione apocalittica’ già attribuita al Civetta (Henry Met de Bles) e oggi più opportunamente ricondotta ad anonimo seguace di Jheronimus Bosch, l’ ‘Ecce Homo’ del pittore Quentin Metsys.

Nell’ultima sala, è possibile ammirare il capolavoro di Giambattista Tiepolo ‘Nettuno offre i doni del mare a Venezia’, eseguito a metà del Settecento per Palazzo Ducale. La Quadreria accoglie inoltre un nucleo di tele e tavole concesse in deposito a lungo termine da una collezione privata. Tra i dipinti, ‘Ritratto di dama con figlia’ (Doppio ritratto, già collezione Barbarigo) di Tiziano, ‘Maria Maddalena in estasi’ di Artemisia Gentileschi, ‘L’angelo annuncia il martirio a Santa Caterina di Alessandria’, di Jacopo Tintoretto (un tempo nella chiesetta di San Geminiano in Piazza San Marco e più recentemente appartenente a David Bowie) oltre ad opere di Giovanni Cariani, Anthony van Dyck e Maerten de Vos, tra cui l’affascinante Calunnia.

Il Leone di San Marco di Vittore Carpaccio, potrà essere ammirato all’interno di questi spazi dopo la conclusione della mostra antologica dedicata al grande narratore della vita quotidiana e sacra della Serenissima, in corso nell’Appartamento del Doge.

L’intervento di riallestimento è stato condotto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con la collaborazione e il supporto di Venice International Foundation.

24/03/2023
24/03/2023

Manca un giorno alla riapertura della Quadreria di Palazzo Ducale.

A partire del 25 marzo, alcune sale del percorso espositivo del Museo verranno presentate al pubblico rinnovate nell’allestimento e arricchite di grandi capolavori di maestri veneziani e fiamminghi.

Il restyling, che coinvolge la Sala della Quarantia Criminale, la Sala dei Cuoi e la Sala del Magistrato alle Leggi, si inserisce in quella antica tradizione che fin dal XVII secolo usava presentare a Palazzo Ducale, a fianco degli apparati decorativi “istituzionali”, anche dipinti da cavalletto, provenienti da illustri collezioni private.
Giovanni Bellini, illustre rappresentante della pittura veneziana e considerato l’iniziatore del Rinascimento in laguna, dipinse la ‘Pietà’ nel 1472, quando ricopriva il ruolo di pittore ufficiale di Palazzo Ducale, per decorare la ca****la privata del Doge. L’opera sarà visibile all’interno del nuovo allestimento della Quadreria.


L’intervento di manutenzione delle opere e il riallestimento delle sale è stato condotto con il supporto di Venice International Foundation.

Giovanni Bellini, Pietà, 1472, Palazzo Ducale, Quadreria.

Indirizzo

San Marco 1
Venice
30124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

Telefono

0412715911

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È il luogo-simbolo della città, già sede del Doge e delle magistrature statali, rappresentazione altissima della civiltà veneziana in tutti i suoi aspetti. Capolavoro dell’arte gotica, l’edificio si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali. Gli interni, superbamente decorati da legioni di artisti tra cui Tiziano, Veronese, Tiepolo, Tintoretto, Vittoria, consentono ampi, straordinari percorsi: dalle enormi sale della vita politica alle preziose stanze dell’Appartamento del Doge, dalle inquietanti prigioni alle luminose logge sulla Piazza e sulla laguna. È inoltre parte del percorso integrato de I Musei di Piazza San Marco, che include, con un unico biglietto, anche la visita al Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

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