13/08/2026
𝐍𝐈𝐂𝐎𝐒𝐈𝐀, 𝟑 𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 𝟏𝟗𝟒𝟑: 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐏𝐀𝐓𝐓𝐎𝐍 𝐄 𝐋’𝐄𝐒𝐀𝐔𝐑𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐁𝐀𝐓𝐓𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎
Durante la Campagna di Sicilia, caldo, polvere, marce, riposo insufficiente e continua esposizione al fuoco produssero conseguenze che non sempre assumevano la forma di ferite visibili.
Il soldato Charles H. Kuhl, ventisettenne della compagnia L del 26° Reggimento di fanteria, appartenente alla 1ª Divisione americana, raggiunse un posto di medicazione il 2 agosto 1943, durante i combattimenti intorno a Troina. Nelle prime ore del giorno successivo venne ricoverato al 15th Evacuation Hospital, presso Nicosia.
Nella documentazione medica compaiono le definizioni “exhaustion (fear)” e “psychoneurosis, anxiety state, moderately severe”. Kuhl riferiva nervosismo e paura del rumore dell’artiglieria: sosteneva di poter lavorare altrove, ma di non riuscire più a sopportare il fronte.
Il 3 agosto, durante una visita all’ospedale, il tenente generale George S. Patton Jr., comandante della Settima Armata americana, interpretò la sua condizione come codardia. Lo insultò, lo colpì con i guanti e lo fece allontanare dalla tenda, ordinando che fosse rimandato al fronte. Solo successivamente Kuhl risultò affetto anche da febbre malarica e diarrea.
Il 10 agosto, al 93rd Evacuation Hospital, Patton aggredì anche il soldato Paul G. Bennett, che manifestava nervosismo, insonnia e difficoltà nel sopportare i bombardamenti.
Termini come shell shock, battle fatigue, combat exhaustion e psychoneurosis appartenevano a un lessico medico e militare ancora in evoluzione. Non erano perfettamente equivalenti e non corrispondono automaticamente all’attuale disturbo da stress post-traumatico. L’esercito statunitense riconosceva le conseguenze psichiche del combattimento, ma il loro trattamento conviveva con il timore della simulazione e con interpretazioni fondate sulla disciplina e sul coraggio.
Anche Ernie Pyle descrisse il logoramento degli uomini della 1ª Divisione, rimasti in linea per ventotto giorni. Durante la Battaglia di Troina, un portaordini in evidente stato confusionale non riuscì a riconoscere il capitano al quale doveva consegnare un messaggio:
«Ieri è domani, Troina è Randazzo; quando ci fermeremo mai? Dio, sono così stanco.»
Informato degli episodi, il generale Dwight D. Eisenhower inviò a Patton un duro richiamo e gli ordinò di scusarsi con i due soldati e con il personale sanitario. Patton non venne immediatamente rimosso. La diffusione pubblica della vicenda, nel novembre 1943, compromise però seriamente la sua posizione. Tornò al comando operativo con la Third United States Army, attiva in Francia dal 1º agosto 1944.
Il caso di Nicosia documenta una delle conseguenze meno visibili della guerra: la capacità del combattimento prolungato di compromettere non soltanto il corpo, ma anche l’equilibrio psichico degli uomini.
Al Museo della Fotografia Robert Capa di Troina raccontiamo la Campagna di Sicilia attraverso le operazioni militari, le testimonianze e le condizioni vissute da soldati e civili.
Fonti: Alexander G. Lovelace, “Slap Heard around the World: George Patton and Shell Shock”, Parameters, 49/3, 2019; Martin Blumenson (a cura di), The Patton Papers, 1940–1945, 1974; George S. Patton Papers, Library of Congress; Ernie Pyle, Brave Men, 1944, cap. VII.
𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢: le fotografie sono immagini storiche di repertorio. Non documentano le aggressioni del 3 e del 10 agosto 1943 e non ritraggono Charles H. Kuhl o Paul G. Bennett. Alcune provengono da luoghi e momenti differenti da quelli descritti.
In August 1943, General George S. Patton Jr. assaulted two soldiers hospitalized in Sicily without visible wounds. The cases of Charles H. Kuhl and Paul G. Bennett document the psychological effects of prolonged combat and the difficult relationship between medical treatment and military discipline.