29/08/2026
Alessandro Tofanelli — Dall’aperto nel “chiuso”
Il paesaggio diventa, per Tofanelli, uno spazio sospeso tra realtà e memoria. La natura appare al tempo stesso familiare e sfuggente: il fitto bosco, l’acqua immobile e la luce filtrata creano un’atmosfera in cui il tempo sembra rallentare.
Gli alberi dominano la scena, assorbendo gradualmente la presenza umana e trasformando il paesaggio in uno spazio intimo e contemplativo. L’acqua in primo piano diventa una soglia, introducendo un senso di distanza e invitando lo spettatore a guardare oltre ciò che è immediatamente visibile.
Nell’opera di Tofanelli, il paesaggio non è mai soltanto una fedele rappresentazione della natura. Diventa un luogo di percezione e immaginazione, dove luce, silenzio e memoria convergono per evocare un mondo sospeso tra il reale e il sogno.
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The landscape becomes, for Tofanelli, a suspended space between reality and memory. Nature appears at once familiar and elusive: the dense woodland, the still water and the filtered light create an atmosphere in which time seems to slow down.
The trees dominate the scene, gradually absorbing the human presence and transforming the landscape into an intimate, contemplative space. The water in the foreground becomes a threshold, introducing a sense of distance and inviting the viewer to look beyond what is immediately visible.
In Tofanelli’s work, the landscape is never merely a faithful depiction of nature. It becomes a place of perception and imagination, where light, silence and memory converge to evoke a world suspended between the real and the dreamlike.
2002
Olio su tela / Oil on canvas
60 × 60 cm