10/08/2026
Tortorici (Me) - Auditorium ‘Batia’ - 5 agosto 2026
Convegno: I due Timpanaro, senior e junior, tra scienza, arte e filologia
CRONACA DEL CONVEGNO di Giuseppe Ramires
Nella suggestiva atmosfera dell’Auditorium ricavato all’interno dell’antica Chiesa dell’Annunciazione, detta anche Batia, si è svolto il 5 agosto scorso a Tortorici il convegno “I due Timpanaro, senior e junior, tra scienza, arte e filologia”. A Tortorici, antico comune
nebroideo, nacque infatti nel 1888 Sebastiano Timpanaro, figura di primo piano della cultura italiana del primo Novecento, illustre fisico, storico della scienza, scrittore, collezionista d’arte, nominato nel 1941 direttore della Domus Galilaeana di Pisa dall’allora ministro Giovanni Gentile. Insomma, un grande figlio di Tortorici e della Sicilia, che abbiamo tutti riscoperto grazie soprattutto all’opera instancabile e preziosa di Lucietta Di Paola, storica del mondo antico, già docente all’Università di Messina, a cui dobbiamo l’organizzazione di altri convegni ‘timpanariani’ e la pubblicazione di tre fondamentali volumi (Firenze 2008, 2011, 2017), in cui ha raccolto e curato il poderoso carteggio che Timpanaro tenne dal 1911 al 1953 – anno di alcune lettere di studiosi che non avevano saputo della sua scomparsa nel 1949 - con i grandi intellettuali del suo tempo, dal matematico Giuseppe Peano ai pittori e scrittori Luigi Bartolini e Mino Maccari, da Giulio
Einaudi a Eugenio Montale a Indro Montanelli, giusto per fare solo alcuni dei nomi dei tanti e importanti interlocutori. Come scrive la Di Paola, «sette furono le città di Timpanaro», da Tortorici, a Pisa, e in una di queste città, Parma, nacque nel 1923, dalla grecista Maria Cardini, il figlio Sebastiamo Timpanaro junior, destinato a diventare uno dei più grandi filologi classici del ventesimo secolo. Ai due Timpanaro, Tortorici ha voluto dedicare ancora una giornata di studi, introdotti dai saluti del sindaco Carmelo Rizzo Nervo e del presidente del Centro di Storia Patria dei Nebrodi Massimo Ioppolo. Davanti a un pubblico foltissimo e attento, ha poi preso la parola Calogero Randazzo, singolare figura di avvocato e memoria storica di Tortorici, che ha incantato i presenti con i suoi ricordi legati ai periodici ‘ritorni’ dei Timpanaro a Tortorici.
I lavori veri e propri del convegno, presieduto dal famoso papirologo e paleografo Rosario Piantadi (anche lui già docente dell’Università di Messina), si sono aperti con la relazione di Lucietta Di Paola che ha da par suo tracciato la figura pubblica e privata di Timpanaro senior, accennando anche a un recente libro dello studioso australiano Tom Geue (Major corrections: an intellectual biography of Sebastiano Timpanaro, Londra 2025), che è dedicato a Timpanaro junior, ma si occupa anche del padre, con alcune inaccettabili congetture fondate persino su macroscopici errori di carattere cronologico. Un libro da stigmatizzare, almeno in parte, e che ha già ricevuto negative recensioni. Ha preso poi la parola Alessandro Tosi, direttore scientifico del Museo della grafica di Pisa, a cui fu donata nel 1957 poderosa la raccolta di grafiche (circa mille pezzi) collezionata da Sebastiano Timpanaro senior, che raccoglie opera tra gli altri di Corrado Cagli, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi, Luigi Bartolini. La relazione di Tosi, sullo sfondo degli anni pisani di Timpanaro senior, gli anni per lui sicuramente più belli e importanti, si è snodata attraverso le immagini di alcuni di questi ritratti, tra cui quelli fatti da Ottone Rosai ed Eugenio Montale, e una inedita lettera, che ben analizzata dallo studioso, ha offerto nuove suggestioni sulla figura dell’intellettuale tortoriciano “Uomo intero”.
La seconda parte delconvegno si è concentrata di più sulla figura di Sebastiano Timpanaro junior, soprattutto attraverso la sua amicizia con il grande critico letterario Antonio Piromalli (Maropati 1920 - Polistena 2003), testimoniata dal carteggio che i due intrattennero dal 1977. Si tratta di 117 lettere (con un’appendice di 8 lettere che Piromalli scambiò con Maria Augusta Morelli, moglie e poi vedova di Timpanaro), magistralmente curate e pubblicate da Anna Giglio, con la presentazione di Paola Radici Colace e un saggio di Marino Biondi nella Collana “Carteggi di Filologi” diretta da Pintaudi. La stessa Anna Giglio dell’Università di Foggia, ha presentato il carteggio, da cui ha tratto per l’occasione un “profilo di Sebastiano
Timpanaro junior”, che nell’opera complessa e originale di Piromalli, critico e storico della letteratura, ma anche fine polemista e uomo politicamente impegnato, vedeva certamente una sorta di rispecchiamento di sé stesso, che accanto ai fondamentali lavori di filologia (dal saggio sulle origini del metodo di Lachmann a quello sulla filologia di Giacomo Leopardi, solo per citarne due tra i più famosi e tradotti) aveva pubblicato lavori originalissimi sulla psicanalisi di Freud (applicata alla letteratura) e sul Materialismo. In chiusura, il filologo classico Giuseppe Ramires ha presentato tre lettere inedite di Antonio Piromalli, scritte subito dopo la morte di Timpanaro junior, nel 2001, in cui è sempre Timpanaro a essere l’occasione, il modello ideale e il motore immobile di un dialogo a distanza tra studiosi di diversa generazione ma di uguale impegno culturale e civile.
Giuseppe Ramires è stato amico e corrispondente di Sebastiano Timpanaro junior: il carteggio, pubblicato a Pisa nel 2013, fu presentato nel 2015 al Gabinetto di Lettura di Messina dal famoso latinista Fabio Stok.
Il qualificato pubblico ha seguito sino alla fine i lavori del convegno, apprezzando tutti gli interventi e suggellando con applausi e complimenti a tutti un pomeriggio davvero indimenticabile per Tortorici, ancora una volta, e con orgoglio, nel nome dei Timpanaro.