10/05/2025
Torre Annunziata, Villa del Parnaso antica proprietà De Gennaro/Avallone (XVIII/XIX secc.).
Al centro della parte di suolo dell'antica proprietà della nobildonna Carolina De Gennaro, poi passata per vincoli matrimoniali agli Avallone e dal 2017 in utile concessione al Comune di Torre Annunziata dalla Provincia di Napoli dove attualmente sorge un bel parco cittadino, resistono i ruderi di una casupola colonica in opera mista a tufo e pietre laviche il cui utilizzo era quello di ricovero di coloro che avevano in affido la cura degli ubertosi giardini della proprietà, delle bestie, dei loro attrezzi.
Una parte della casupola presenta le caratteristiche tipiche dei classici "cubi" vesuviani, con riferimento ai caseggiati rurali che non di rado è possibile riscontrare lungo le viuzze della pedemontana del Vesuvio.
Nel nostro caso una particolarità architettonica avente una certa originalità, non può sfuggire all'occhio attento di chi ha sempre osservato con attenzione questa tipologia di costruzioni: mi riferisco alla sua cupola in lapillo o anche attico battuto, troncata e convessa, sulla quale si nota un'orlatura pronunciata che si interrompe sulla sua parte meridionale a modo di beccuccio.
Qui entra in ballo il grande ingegno della resiliente civiltà contadina vesuviana, mirato al recupero e alla conservazione delle acque piovane.
Infatti l'utilità di una cupola del genere era proprio quella di poter raccogliere quanta più acqua possibile per poi convogliarla, quando la sua parte convessa si riempiva, in un sistema di canalature fino ad una cisterna sottostante: la così detta "piscinella" semi interrata.
E quando era stagione di secca, la cupola convessa poteva essere sempre utilizzata per l'essiccazione dei prodotti della terra.
V.M.'s