Discovering OPLONTIS - TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis

Discovering OPLONTIS - TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis Ogni azione mirata alla valorizzazione di un territorio è sempre da tentare. Riscopriremo così, insieme, Oplontis e Torre Annunziata e i loro monumenti.

"Discovering OPLONTIS - TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis" nasce con lo scopo di ricreare un contenitore narrativo riguardante un contesto urbano che conserva fattezze storiche dalle straordinarie potenzialità culturali. E' nostro obiettivo portare al grande pubblico, special modo agli occhi di coloro che si dimostrano sensibili a queste specifiche tematiche, l'arte e la storia di una città d

alla storia millenaria. E' nostro interesse valorizzare il luogo con lo scopo di suscitare curiosità nel lettore e magari anche l'inserimento in una propria meta di viaggio. Vogliamo così lanciare un seme che possa poi dimostrarsi un buon raccolto per la nostra città. Buona lettura e permanenza su questo involucro culturale senza confini.

Torre Annunziata, Villa del Parnaso antica proprietà De Gennaro/Avallone (XVIII/XIX secc.).Al centro della parte di suol...
10/05/2025

Torre Annunziata, Villa del Parnaso antica proprietà De Gennaro/Avallone (XVIII/XIX secc.).

Al centro della parte di suolo dell'antica proprietà della nobildonna Carolina De Gennaro, poi passata per vincoli matrimoniali agli Avallone e dal 2017 in utile concessione al Comune di Torre Annunziata dalla Provincia di Napoli dove attualmente sorge un bel parco cittadino, resistono i ruderi di una casupola colonica in opera mista a tufo e pietre laviche il cui utilizzo era quello di ricovero di coloro che avevano in affido la cura degli ubertosi giardini della proprietà, delle bestie, dei loro attrezzi.

Una parte della casupola presenta le caratteristiche tipiche dei classici "cubi" vesuviani, con riferimento ai caseggiati rurali che non di rado è possibile riscontrare lungo le viuzze della pedemontana del Vesuvio.
Nel nostro caso una particolarità architettonica avente una certa originalità, non può sfuggire all'occhio attento di chi ha sempre osservato con attenzione questa tipologia di costruzioni: mi riferisco alla sua cupola in lapillo o anche attico battuto, troncata e convessa, sulla quale si nota un'orlatura pronunciata che si interrompe sulla sua parte meridionale a modo di beccuccio.

Qui entra in ballo il grande ingegno della resiliente civiltà contadina vesuviana, mirato al recupero e alla conservazione delle acque piovane.

Infatti l'utilità di una cupola del genere era proprio quella di poter raccogliere quanta più acqua possibile per poi convogliarla, quando la sua parte convessa si riempiva, in un sistema di canalature fino ad una cisterna sottostante: la così detta "piscinella" semi interrata.
E quando era stagione di secca, la cupola convessa poteva essere sempre utilizzata per l'essiccazione dei prodotti della terra.

V.M.'s

Vittorio Emanuele Centonze (Napoli, 1860-1911), Torre Annunziata, Parrocchia A.G.P., Basilica pontificia di Maria S.S. d...
06/02/2025

Vittorio Emanuele Centonze (Napoli, 1860-1911), Torre Annunziata, Parrocchia A.G.P., Basilica pontificia di Maria S.S. della Neve, particolare della statuina che sormonta la struttura del Tempietto d'argento (1907-1910), che accoglie la sacra Icona di Maria SS. della Neve.

La statuina d'argento posta in cima alla cupola del Tempietto, l’unica alata delle nove presenti sul Tempietto, è fermata in posa penitente con le braccia portate verso il petto. Le ali ancora spiegate, finemente cesellate, al punto da poterne distinguere le singole piume, addolciscono l’atterraggio con la punta del piede su di un globo, mentre l’altra gamba, ancora protratta all’indietro nel vuoto, allunga la veste pieghettata restituendo una sensazione di resistenza dell’aria.

Per maggiori approfondimenti si rimanda a V. Marasco, M. Quaranta, "Il Tempietto d'argento di Maria SS. della Neve nella parrocchia di A.G.P. in Torre Annunziata. Vicende storiche e artistiche per un'opera d'arte napoletana postuma all'eruzione vesuviana dell'aprile 1906 di Vittorio Emanuele Centonze, Antonio Coppola e Pasquale Cappelli", Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”, Vulcanicaprint, Nola 2021, pp.96 con illustrazioni a colori, volume in 8° formato 29×21cm.

Foto di Vincenzo Marasco.

Ospitalità Diffusa per un Turismo di Qualità - AreV-OD
ARCHEOCLUB D'ITALIA SEZIONE DI TORRE ANNUNZIATA "MARIO PROSPERI"
Città di Torre Annunziata
madonna della neve

11/06/2024
Torre Annunziata, Terme Vesuviane già Nunziante.Esistono dei luoghi intorno al Vesuvio dove è vivo il respiro della mont...
04/06/2024

Torre Annunziata, Terme Vesuviane già Nunziante.

Esistono dei luoghi intorno al Vesuvio dove è vivo il respiro della montagna. Luoghi dai quali traspare energia e che offrono l'indiscutibile percezione della natura dei nostri territori. Uno di questi sono le antiche Terme Vesuviane che nel 1831, grazie ad un'intuizione del Generale "al di Qua del Faro" Marchese Vito Nunziante, rividero la luce riaffiorando dalle coltri vulcaniche dopo quasi 1800 anni.
Entrare nelle terme di Torre Annunziata, un tempo dell'antica Oplontis, è senz'altro come fare un viaggio nella storia. L'approccio con la sala dei cunicoli, scoperti casualmente nel marzo 1960 da alcuni muratori che stavano livellando la falesia vulcanica, esalta e ci conduce al cospetto della Grande Madre che tutto governa.
Ieri sera, grazie all'amico David Cosma sempre disponibile, in occasione di una visita effettuata con un team accademico del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", come sempre accade mi sono incantato dinanzi alla meraviglia del "respiro del Vesuvio".

Oplontis "Super Star"Bella, avvenente, suntuosa, preziosa, misteriosa, ancora una volta la Villa "A" di Oplontis, c.d. d...
12/07/2023

Oplontis "Super Star"

Bella, avvenente, suntuosa, preziosa, misteriosa, ancora una volta la Villa "A" di Oplontis, c.d. di Poppea Sabina, si conferma uno dei fiori all'occhiello del vasto patrimonio archeologico vesuviano.

Ad evidenziarlo, sempre ancora una volta, è Alberto Angela che l'11 luglio 2023 ha fatto ritorno tra gli ambienti delle mirabili vestigia oplontine per girare le riprese di una delle puntate della sua nuova serie di racconti del patrimonio storico artistico italiano, che andrà in onda il prossimo Autunno.

Qualcuno potrà dire: si, ma la novità qual è? La novità non esiste in quanto il fascino di questo luogo, le sue grandi potenzialità e la straordinaria storia, è risaputo che da tempo fungono ormai da motore supplementare dell'archeologia vesuviana e italiana.

Le foto che seguono sono tratte dal profilo dell'amica e Guida turistica autorizzata Susy Martire.

Discovering OPLONTISStiamo per assistere all’inizio di quello che potrebbe essere un memorabile momento per Torre Annunz...
20/06/2023

Discovering OPLONTIS

Stiamo per assistere all’inizio di quello che potrebbe essere un memorabile momento per Torre Annunziata e per il suo patrimonio storico artistico.

Con l’ordinanza dei Commissari prefettizi, con la quale da oggi 20 giugno2023 per la durata di un anno verrà interdetto il transito sulla parte di Via Sepolcri adiacente al sito archeologico della Villa “A” di Oplontis c.d. di Poppea Sabina, ci prepariamo a vivere un nuovo periodo di importanti scoperte. Le indagini che gli archeologi e i tecnici del Parco Archeologico di Pompei si apprestano a condurre in Via Sepolcri, avranno come scopo quello di sondare le coltri vulcaniche dentro alle quali si conservano ulteriori ambienti della nobile dimora con le loro preziosità artistiche e chissà se non riemergano ancora altri preziosi reperti come già è avvenuto nei decenni scorsi, quando si avviarono i lavori di scavo sistematico del sito oplontino.

Chi come me da sempre ama e sostiene la causa pro Oplontis, spera di poter rivivere quello stesso sogno vissuto dai nostri grandi predecessori, che, tra gli anni ’50 e i ’60, tanto si batterono affinché venissero avviati gli scavi sistematici delle Mascatelle. Come loro, dal 1964 al 1982, ebbero l’opportunità di poter vivere decenni di straordinarie scoperte, durante i quali dal ventre delle coltri vesuviane si riportarono alla luce le incredibili vestigia di Oplontis, anche noi in questo momento storico così difficile per la nostra città speriamo di poter assistere a quegli stessi straordinari attimi: abbiamo la certezza che ciò avverrà!

Resterà ai torresi capirne l’importanza di quello che a breve si farà e quanto beneficio le future scoperte potrebbero apportare a Torre Annunziata.

La foto che segue correda l’articolo è dell’Archivio/Raccolta Marasco, Fondo Salvatore Russo, Sez. OPLONTIS, “Villa A, 1973, 14 agosto”, B2278-RS879.

16/01/2023
Discovering Torre Annunziata. 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗼 𝗡𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 (Firenze, 1380/1390 circa - 1421), altorilie...
26/10/2022

Discovering Torre Annunziata.

𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗼 𝗡𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 (Firenze, 1380/1390 circa - 1421), altorilievo in terracotta di Madonna col Bambino a grandezza naturale meglio noto con l'indicazione di "Maria SS. della Neve" (Sancta Maria ad Nives), Torre Annunziata (Na) chiesa parrocchiale dell'A.G.P, replica realizzata tra il 1405/1410 da un calco prototipo (Madonna di Fiesole).

La proposta che attribuisce la matrice da cui poi è stato replicato il busto della Madonna della Neve, al fiorentino Nanni di Banco, viene per la prima avanzata dallo storico dell'Arte prof. Aldo Galli, tesi condivisa e poi maggiormente approfondita con successo dalla storica dell'Arte dott.ssa Antonella Dentamaro di Torre Annunziata.
Lo studio che la dottoressa Dentamaro compie a riguardo della Madonna della Neve attualmente risulta tra i più autorevoli e certosini, sancendo così una pagina di storia locale indiscutibilmente preziosa. Tuttavia, soprattutto a riguardo dell'arrivo a Torre Annunziata della Sacra Icona restano ancora delle lacune che lasciano spazio ad ulteriori approfondimenti, lì dove si riuscisse a trovare ulteriore documentazione da poter trattare. Intanto è cosa certa che la Madonna della Neve, al di là di quanto narri la "tradizione orale" sul suo ritrovamento a mare, in quanto non si ha documentazione che lo possa accertare, il 29 giugno del 1613 con un atto di compravendita avvenuto tra i monaci Celestini del Monastero dell'Annunziata della detta Torre e la Confraternita dei Marinai della Madonna della Neve, questa passa di proprietà di quest'ultima i cui aderenti già erano soliti riunirsi per devozione attorno all'Icona, acquisendone così anche il giuspatronato sulla ca****la dove la Madonna era posizionata.

Volendo fare ancora un balzo indietro nel tempo, su come fosse arrivata la Madonna della Neve ai monaci Celestini, una delle teorie da considerare più convincenti resta quella del trasferimento dell'opera dall'abitazione della defunta Francesca di Pietramala contessa di Borrello, madre di Nicolò II d'Alagno che nel 1498 aveva donato il convento torrese alla congregazione celestina di San Pietro a Majella.

Indubbiamente nessun torrese devoto vorrebbe sapere quale fosse la reale colorazione dell'incarnato se non quello bruno. Con molta probabilità questo particolare potrebbe essere stato dato alla Sacra Icona nel corso dei due interventi subiti: quello del 1743 e del 1872 (Luigi Avallone). Solo un saggio a tal riguardo potrebbe appurarne la verità.

Per un maggiore approfondimento si rimanda il lettore a A. Dentamaro, L’arte del Rinascimento a Torre Annunziata: gli arredi liturgici scolpiti della Santissima Annunziata, in L. Muoio e V. Marasco, I Lumi della Torre, Il ruolo dell’Università nella scoperta e nella valorizzazione storica, artistica e culturale del territorio di Torre Annunziata. Atti delle giornate di studi. Torre Annunziata 14/15 ottobre 2016, Ed. ESA (Edizioni Scientifiche e artistiche), Nola 2017.
V.M.'s per Discovering OPLONTIS-TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis.

Pompei, Casa dei Ceii - Oplontis, Villa "A" c.d. di Poppea Sabina: similitudini pittoriche a confronto.V.M.'s per Discov...
02/09/2022

Pompei, Casa dei Ceii - Oplontis, Villa "A" c.d. di Poppea Sabina: similitudini pittoriche a confronto.

V.M.'s per Discovering Oplontis-Torre Annunziata. Historae Monumentis.

21/01/2022

Da

Torre Annunziata 21 gennaio 1946.

Cinegiornale statunitense tratto da Criticalpast.

Il dramma cittadino degli attimi successivi alle terribili esplosioni dei vagoni ferroviari, avvenute la sera del 21 gennaio del 1946, che distrussero l'intero quartiere marinaro della città, gran parte del Quadrilatero della Carceri e dell'Annunziata, arrecando danni pesantissimi all'intera cittadina di Torre Annunziata. Al pesantissimo bilancio legato alle enormi distruzioni si aggiunse quello umano. A causa delle 3, forse 4 esplosioni, persero la vita 54 nostri concittadini, più altri defunti presso i nosocomi locali per le ferite riportate, e oltre 10mila furono i senza tetto alcuni dei quali dovettero attendere anni per riavere nuovamente una dimora.

V.M.'s per Discovering OPLONTIS-TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis.

Discovering Torre Annunziata.La "Torre sparita"L'edificio del Banco di Roma è stato uno dei pochi esempi architettonici ...
21/12/2021

Discovering Torre Annunziata.

La "Torre sparita"

L'edificio del Banco di Roma è stato uno dei pochi esempi architettonici del razionalismo fascista sorti sul territorio di Torre Annunziata durante il famigerato Ventennio, tra la fine degli anni '20 e gli anni '30. Ma esso non nacque di sana pianta, bensì fu il restyling di un altro edificio dalle caratteristiche più classicheggianti, costruito durante la seconda metà dell'800 ad angolo tra quella che era la Via del Popolo, oggi Corso Vittorio Emanuele III, e piazza Ferrovia, intitolata poi all'onorevole ed ex ministro degl'Interni Giovanni Nicotera. Qui, tra gli ultimi decenni dell'800 e i decenni prima dell'avvento del fascismo, trovò sede la Guardia Nazionale prima, poi la staziona del telegrafo della prospera ma sempre tormentata Torre Annunziata.
Nel Dopoguerra, rimossi dall'edificio tutti i simboli che potessero ricordare il fascismo, tra cui le due lupe in bronzo esistenti ai lati dell'indicazione del Banco di Roma riportata in un fascione posto sulla sua parte sommitale, mantenne la sua comunque bella e austera struttura artistica fino alla fine degli anni '60, quando poi venne abbattuto per far posto ad un altro edificio "senza anima e senza storia", così come imponeva la speculazione edilizia di quegli anni, e di dubbio gusto.

Fonte fotografica: Archivio/Raccolta Marasco B370, Fotocalcografica Torino, ed. N. Papa, 1941 a.XIX e.f.

IL TEMPIETTO DI MARIA SS. della NEVE: un opera d'arte di assoluto valore storico e artistico in quel di Torre Annunziata...
21/10/2021

IL TEMPIETTO DI MARIA SS. della NEVE: un opera d'arte di assoluto valore storico e artistico in quel di Torre Annunziata.

E' certo che tutta Torre Annunziata rimase attonita quando, finalmente, l'opera del maestro orafo napoletano, Vittorio Emmanuele Centonze, dopo un lungo contenzioso venne installata all'interno della chiesa parrocchiale di A.G.P. in Torre Annunziata venne presentata al popolo che tanto volle che la Madonna della Neve avesse finalmente una degna sistemazione dopo quanto accadde l'8 aprile 1906. Lo stupore accorso in chi si ritrovò poi ad osservare il tempietto d'argento, dentro il quale agli inizi degli anni '10 del Secolo Breve era stata posizionata la Sacra Effige di Maria SS. della Neve, dovette essere soprattutto indotto dalla minuziosa bellezza di quei suoi particolari, realizzati con una maestria tale da far rischiare ai committenti torresi di vedersi dirottare il tempietto, addirittura, verso governatorato del Tesoro di San Gennaro.
L'opera, che nel suo prezioso complesso rappresenta una delle più importanti rappresentazioni artistiche del patrimonio storico di Torre Annunziata, riserva in seno delle vicissitudini molto complesse ed è stato questo un altra grande motivazione che ci ha offerto il gusto di analizzarla in ogni suo minimo dettaglio.

Sabato 23 ottobre 2021, alle ore 17.30 presso la Ca****la della Reale Arciconfraternita del Suffragio in Torre Annunziata, insieme a Mario Quaranta coautore dello studio, Egidio Valcaccia, Nello Collaro e Mirella Azzurro, avremo modo di discuterne.

Indirizzo

Torre Annunziata
80058

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