Voluta dal cardinale Ippolito II dâEste, nominato Governatore civile della città di Tivoli da papa Giulio III, la Villa fu elaborata dal napoletano Pirro Ligorio: questi affidò il restauro del convento benedettino allâarchitetto G. Galvani, mantenendo per sé la realizzazione del magnifico giardino. Passata alla morte del cardinale nelle mani dei parenti, Alessandro e Luigi, passò poi agli Asburgo
parenti di Maria Beatrice, ultima Este: la sua situazione stava degenerando a vista dâocchio, quando venne parzialmente salvata dal cardinale de Hohenlohe, che ne rinverdì i fasti ospitando anche il celebre Franz Liszt. Nel 1919 in base al trattato di St. Germain lo Stato Italiano ne divenne possessore. Il lavoro compiuto dal Ligorio fu veramente notevole: si trattava di superare molti problemi pratici e cominciò creando lâalto terrapieno del giardino, utilizzando le vecchie mura urbane come contrafforti, scavò sotto la città di Tivoli una galleria lunga 600 m che dal bacino dellâAniene portava una mole incredibile dâacqua fino alla vasca sopra la fontana dellâOvato, convogliò lâacqua della sorgente Rivelese fino alle cisterne della Villa e calcolò esattamente quanta acqua ci sarebbe voluta per realizzare tutti i giochi che aveva in mente, usando solo il principio dei vasi comunicanti. Si avvalse anche della collaborazione di valenti idraulici quali Giacomo della Porta e Claude Venard, che realizzò lâorgano idraulico. Ma quello che impressiona ancora di più sono i numeri: 35.000 mq complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle dâacqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 mq di viali, vialetti e rampe. Villa dâEste was wanted by cardinal Ippolito II Dâ Este, appointed by Pope Giulio III civil governor of Tivoli, the Villa was designed by Pirro Ligorio: he entrasted to the architect G. Galvani the Benedictine conventâs restoration and he realized the magnificent garden. The Villa, after the cardinalâs death, passed to his parents, Alessandro and Luigi, then it passed to Maria Beatriceâs Habsburg parents, the last Este. The Villa was neglected for a period and then was partially saved by cardinal Hohenlohe who accomodated also the famous Franz Liszt. In 1919 according to the St. Germainâs treaty the Italian State became the Villaâs owner. The work made by Ligorio was remarkable: he solved a lot of pratical problems and began making the gardenâs high embankment, using the ancient urban walls like buttress, he digged under Tivoli a gallery 600 meters long that from the river Aniene brought water to the tub above the Ovatoâs fountain, he carried the source Rivelleseâ s water to the tanks of the Villa and calculated exactly the waterâs quantity to realize the waterâs games, using only the priciple of the communicating vassels. He cooperated with the hydraulics Giacomo Della Porta and Claude Venard who realized the hydraulic organ. But the fact that surprises is the quantity: overall 35.000 mq of gardens, 250 gushes, 60 chillies of water, 255 waterfalls, 100 tubs, 50 fountains, 20 esedres and terraces, 300 sluice gates, 30.000 seasonal plants, 150 secular plants, 15.000 plants and ornamental perennials trees, 900 mq of avenues, diveways and ramps.