04/10/2026
La Torre” nasce dal confronto tra due ricerche autonome che trovano nella superficie architettonica un terreno comune. L’intervento si sviluppa verticalmente sulle facciate della colonna ascensore della stazione ferroviaria di Terni, a ridosso della passerella pedonale e dell’area di parcheggio di via Proietti Divi. Quello che prima appariva come un volume funzionale e grigio viene trasformato in un fulcro visivo e cromatico, visibile da più punti e destinato a entrare nella percezione quotidiana di viaggiatori e cittadini.
Il lavoro di CT – Matteo Ceretto Castigliano – prende forma attraverso un pattern geometrico serrato, costruito sull’alternanza ritmica di moduli e sulla ricerca di profondità. Il disegno non aderisce passivamente alla struttura: la misura, la scandisce, ne accentua lo sviluppo verticale e ne modifica la percezione. È una pratica che deriva dal lettering e dal writing ma che, attraverso un lungo processo di riduzione e analisi della forma, raggiunge un linguaggio astratto autonomo.
Sulla superficie adiacente, 108 – Guido Bisagni – interviene con un vocabolario differente: forme organiche, campiture profonde, presenze essenziali e asimmetriche. Il suo linguaggio, sviluppato tra pittura murale, installazione, tela e sperimentazione sonora, lavora sul limite tra forma riconoscibile e apparizione, tra memoria e percezione. La composizione introduce così una dimensione più introspettiva e contemplativa, capace di controbilanciare il rigore geometrico di CT senza annullarlo.
La forza dell’opera risiede precisamente in questa coesistenza. Non si tratta di uniformare due poetiche, ma di lasciare che la loro differenza diventi struttura del lavoro. Geometrico e organico, ritmo e sospensione, densità e vuoto convivono sulle diverse facce della torre e trasformano l’architettura in un punto di tensione visiva.