CRAC Chiara Ronchini Arte Contemporanea

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CRAC Chiara Ronchini Arte Contemporanea La galleria Chiara Ronchini Arte Contemporanea è uno spazio dedicato all’arte contemporanea rivol

Crac Gallery
La galleria Chiara Ronchini Arte Contemporanea è uno spazio dedicato all’arte contemporanea rivolto a nuovi linguaggi. Chiara Ronchini, forte di una lunga esperienza maturata nel campo dell’arte, ha voluto realizzare con questo progetto una rete di relazioni culturali con altri luoghi e spazi per promuovere l’espressione artistica in ogni sua forma creando connessioni capaci di dare nuovi impulsi. Crac Gallery è uno spazio dedicato soprattutto agli artisti emergenti, multifunzionale e sperimentale vuole essere non solo espositivo ma anche promotore e produttore di progetti artistici, residenze e co-progettualità.

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12/10/2026

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THE THEME OF THE 2026 EDITIONThe theme proposed for the 2026 edi0on is “NO TITLE / SANS TITRE”.The 2026 edition will be ...
08/10/2026

THE THEME OF THE 2026 EDITION

The theme proposed for the 2026 edi0on is “NO TITLE / SANS TITRE”.
The 2026 edition will be dedicated to the absolute freedom of art.
An invitation to complete freedom of expression: the initial “no title” will become something else only once the selected projects have been completed.
The decision not to give this edition a title stems from the desire to allow artists to express themselves without constraints, giving form to their strongest intentions and deepest sensibilities.
If art is - as we believe it is - a witness to our present, a free, sincere and courageous witness, we should remember that people are often drawn to what inspires passion in others. Where we do not have the courage to go, artists go; where we struggle to express ourselves, art speaks; where we fail to feel, art feels - and then gives everything back to us.
This is why, this year, we entrust the theme to the artists themselves.

DATES
Open call for artists: 5 - 30 October 2026
Artist residencies
in Saint-Ouen-sur-Seine:
artist residency: 10 - 20 November 2026
vernissage: Saturday, 21 November 2026
in Terni:
artist residency: 17 - 27 November 2026
vernissage: Saturday, 28 November 2026

gemmellarte.it

08/10/2026

2026 Open Call Apply Now!!!

La Torre” nasce dal confronto tra due ricerche autonome che trovano nella superficie architettonica un terreno comune. L...
04/10/2026

La Torre” nasce dal confronto tra due ricerche autonome che trovano nella superficie architettonica un terreno comune. L’intervento si sviluppa verticalmente sulle facciate della colonna ascensore della stazione ferroviaria di Terni, a ridosso della passerella pedonale e dell’area di parcheggio di via Proietti Divi. Quello che prima appariva come un volume funzionale e grigio viene trasformato in un fulcro visivo e cromatico, visibile da più punti e destinato a entrare nella percezione quotidiana di viaggiatori e cittadini.

Il lavoro di CT – Matteo Ceretto Castigliano – prende forma attraverso un pattern geometrico serrato, costruito sull’alternanza ritmica di moduli e sulla ricerca di profondità. Il disegno non aderisce passivamente alla struttura: la misura, la scandisce, ne accentua lo sviluppo verticale e ne modifica la percezione. È una pratica che deriva dal lettering e dal writing ma che, attraverso un lungo processo di riduzione e analisi della forma, raggiunge un linguaggio astratto autonomo.

Sulla superficie adiacente, 108 – Guido Bisagni – interviene con un vocabolario differente: forme organiche, campiture profonde, presenze essenziali e asimmetriche. Il suo linguaggio, sviluppato tra pittura murale, installazione, tela e sperimentazione sonora, lavora sul limite tra forma riconoscibile e apparizione, tra memoria e percezione. La composizione introduce così una dimensione più introspettiva e contemplativa, capace di controbilanciare il rigore geometrico di CT senza annullarlo.

La forza dell’opera risiede precisamente in questa coesistenza. Non si tratta di uniformare due poetiche, ma di lasciare che la loro differenza diventi struttura del lavoro. Geometrico e organico, ritmo e sospensione, densità e vuoto convivono sulle diverse facce della torre e trasformano l’architettura in un punto di tensione visiva.

Un drago che viene governato, un cavaliere che depone le armi, una figura femminile al centro della scena e, sullo sfond...
04/10/2026

Un drago che viene governato, un cavaliere che depone le armi, una figura femminile al centro della scena e, sullo sfondo, la Cascata delle Marmore attraversata da un arcobaleno. È la rappresentazione che reinterpreta l’iconologia tradizionale che compare in Le Marmore, Thyrus, l’acciaio, la pace, la nuova opera murale di OZMO.
OZMO mette così in relazione il materiale industriale con il repertorio simbolico della guerra. L’acciaio delle armi deposte diventa nello stesso tempo ricordo della produzione, del lavoro e della tecnologia. La materia viene sottratta alla propria funzione offensiva e ricondotta a un diverso sistema di significati.

Alla base della composizione compare inoltre una natura morta con melograni, uva, fichi e olive. Gli elementi vegetali introducono un contrappunto rispetto alla durezza dell’acciaio e alle immagini del conflitto, riportando la scena verso temi di rigenerazione e continuità della vita.

L’opera procede dunque per stratificazione: mito civico, paesaggio, storia industriale e allegoria politica convivono senza essere ricondotti a una sola lettura.

“CORALE” ArisUna pittura di stratificazioni trasforma la memoria della fabbrica in una presenza collettiva, aperta al pr...
01/10/2026

“CORALE” Aris

Una pittura di stratificazioni trasforma la memoria della fabbrica in una presenza collettiva, aperta al presente.

Il titolo “Corale” indica già la natura dell’intervento: non una voce sola, non un’immagine dominante, ma una pluralità che trova forma nell’intreccio.
Le figure non sono ritratti individuali e le presenze non vengono isolate in una narrazione lineare. Si cercano, si sovrappongono, si confondono con elementi vegetali e campiture astratte, costruendo un organismo visivo in continuo movimento.

La storia industriale dell’edificio non viene citata in maniera illustrativa. Entra piuttosto nella struttura profonda del lavoro: nella scelta cromatica, nella densità della composizione, nell’idea stessa di stratificazione.

La fabbrica, luogo di produzione e di comunità, viene riletta attraverso un linguaggio contemporaneo che sostituisce al ritmo delle lavorazioni un’altra scansione: quella delle persone, della musica, della formazione e delle attività che attraverseranno il Centro Multimediale.

Il risultato è un’opera che non separa passato e presente. Li lascia coesistere, come livelli differenti della stessa parete e della stessa città.

Nuove geografie, grazie Segnonline
18/09/2026

Nuove geografie, grazie Segnonline

A Terni l’arte urbana per riscrive lo spazio pubblico. Nel Piano Periferie, i linguaggi di OZMO e CT e 108 trasformano i luoghi quotidiani

Il secondo muro è stato terminato.Grazie agli artisti CT-108 che hanno realizzato un’opera di grande valore, dove la raz...
13/09/2026

Il secondo muro è stato terminato.
Grazie agli artisti CT-108 che hanno realizzato un’opera di grande valore, dove la razionalità della linea incontra l’irrazionalità del segno, animati dal colore e la luce.
Il risultato è qualcosa di semplicemente straordinario da guardare.❤️

Indirizzo

Via Paolo Braccini 30
Terni
05100

Orario di apertura

10:00 - 13:00
17:00 - 20:00

Telefono

+393480526488

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