28/09/2026
Ci sono giornate in cui guardo il tavolo del laboratorio e penso che, in fondo, la vita sia tutta lì: una costante contrattazione tra il desiderio di mettere tutto in ordine e la voglia di rovesciare il barattolo del colore a gomitate.
Vedo le matite spuntare dalla scatola, ben temperate, rigide, impeccabili. Sembrano quasi sull'attenti. E accanto a loro, vasi di pittura liquida che minacciano di sbavare al solo sguardo e panetti di creta che aspettano solo di essere "presi a schiaffi".
Mi viene da sorridere a pensare a come questi strumenti innocui finiscano per incarnare i due grandi archetipi con cui facciamo i conti da una vita: il "Maschile" e il "Femminile".
Da una parte c'è l'energia della struttura, della precisione, del limite chiaro.
Il pennarello nero a punta fine, la riga, la matita dura.
È quella parte di noi che dice: «Adesso facciamo le cose per bene, dentro i margini, senza sbavature». Quella parte che cerca un confine per non sentirsi sopraffatta.
Dall'altra c'è il flusso, il disordine creativo, la trasformazione pura. L'acquerello che decide autonomamente di andare a fare una passeggiata verso il centro del foglio, la pittura a dita, la sostanza appiccicosa.
È la dimensione che se ne frega dei piani ben strutturati, accoglie l'imprevisto e sussurra: «Molla la presa e vediamo che succede».
Osservando i bambini alle prese con i materiali, la commedia umana si svela in cinque minuti.
C'è chi impugna la matita come un chirurgo prima di un intervento a cuore aperto, terrorizzato dall'idea che un millimetro di colore esca dalla linea guida. E c'è chi, dopo due secondi netti, ha trasformato il foglio in una pozzanghera indaco e ha la pittura persino dietro le orecchie, visibilmente felice nel suo caos cosmico.
E alla fine mi chiedo: e se accompagnare la crescita non fosse altro che un continuo lavoro di diplomazia tra queste due forze?
Magari non c'è proprio niente da insegnare, ma solo da osservare come un bambino cerca di non soffocare dentro una gabbia di righe dritte o di non affogare in un mare di colore senza sponde.
E chissà se anche per noi adulti il trucco sta nell'equilibrio tra una matita ben temperata e una mano fradicia di colore..
Chissà...