ADD-art

ADD-art ADD-art è una galleria di arte contemporanea nel centro storico di Spoleto

APERTO SOLO SU APPUNTAMENTO
Per fissare una vista o un appuntamento scegli data e orario nel nostro sito:
https://www.add-art.it/?page_id=15

via Palazzo dei Duchi 6 - SPOLETO (PG)
Parcheggio coperto "Posterna2, uscita Duomo-Piazza del Mercato
www.add-art.it

Contatti:
+39 338 8341533
[email protected]


ADD-art è una galleria d’arte contemporanea. ADD-art si approccia all’arte in maniera trasversal

e cercando nuove sinergie in zone ibride del mercato e, particolarmente attenta alle nuove forme d’arte, si concentra sulle interazioni tra discipline diverse promuovendo le contaminazioni tra differenti settori artistici-scientifici. Coerente con la sua indagine transdisciplinare, studia le interferenze tra le arti visive, l’architettura, la moda, il design, la musica, il mercato e la tecnologia; sostenendo la possibilità di far emergere, dal confronto di queste diverse discipline, l’esistenza di nuovi dati e molteplici livelli di attraversamento che fanno da giunzione e snodo tra le discipline stesse. ADD-art is an experimental initiative which is active in events, art, publishing and communication. Its head office in Palazzo dei Duchi street, in Spoleto historical downtown, holds the art gallery and the publishing house; they both set as objective the advancement of cultural and artistic activities in the Italian country, having a preference for contemporary art under all its perspectives. Particularly interested in the new art forms, ADD-art focuses on the interactions among different disciplines and promotes the contaminations among different artistic and scientific fields, by creating and seeking new synergies within visual arts, fashion, design, music, architecture and technology. Lorenzo Rossi | Direzione amministrativa
[email protected]
Alessia Vergari | Direzione artistica
[email protected]
Noemi De Simone | Assistente di galleria
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PALAZZO DUE MONDI e ADD-art presentanoACID DROP - Radici in ascoltoIn occasione della 69ª edizione del Festival dei Due ...
22/06/2026

PALAZZO DUE MONDI e ADD-art presentano
ACID DROP - Radici in ascolto

In occasione della 69ª edizione del Festival dei Due Mondi, dedicata al tema “Radici”, una vecchia cabina telefonica inglese collocata in Corso Mazzini si trasforma in Acid Drop, intervento artistico di David Pompili che intreccia memoria, cultura pop e identità contemporanea.

La presenza della celebre cabina con la scritta “TELEPHONE” richiama naturalmente Gian Carlo Menotti, fondatore del Festival, e la sua opera da camera The Telephone, or L'Amour à trois (1947). In questa brillante composizione, il telefono diventa il vero terzo protagonista della storia: interrompe, separa e, al tempo stesso, rende possibile l'incontro finale tra i due innamorati. Menotti aveva intuito come la comunicazione potesse diventare parte integrante della vita moderna, trasformando un semplice oggetto in un elemento capace di influenzare i rapporti umani.

Le radici non appartengono soltanto al passato: sono connessioni vive, fili invisibili che continuano a unire persone, luoghi e memorie. Come un tempo il telefono accorciava le distanze, così oggi l'arte diventa uno strumento per mantenere vivo il dialogo tra generazioni.

Con Acid Drop, David Pompili rilegge un oggetto storico attraverso il proprio linguaggio visivo, fatto di collage, riferimenti pop e stratificazioni simboliche.
Pensata come un'opera d'arte partecipativa e fruibile, invita cittadini e visitatori a entrarvi, sostare, fotografarsi e condividere la propria esperienza. La cabina diventa così una vera e propria opera da vivere, un'icona urbana contemporanea e uno scenario pensato per i “selfie di Palazzo Due Mondi”, destinato a custodire e raccontare, attraverso le immagini, i ricordi di Spoleto e del suo Festival.

L'installazione costituisce inoltre un'estensione urbana della mostra “PULSE. Segni e battiti della città contemporanea”, ospitata a Palazzo Due Mondi, organizzata da ADD-art e curata da Stella Maresca Riccardi.
Un ringraziamento speciale va a Maurizio Mengana, proprietario della storica cabina telefonica inglese, per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto.
Le radici continuano a parlare. Basta mettersi in ascolto.

PALAZZO DUE MONDI e ADD-art presentanoACID DROPRadici in ascoltoIn occasione della 69ª edizione del Festival dei Due Mon...
22/06/2026

PALAZZO DUE MONDI e ADD-art presentano
ACID DROP
Radici in ascolto

In occasione della 69ª edizione del Festival dei Due Mondi, dedicata al tema “Radici”, un’antica cabina telefonica inglese collocata in Corso Mazzini si trasforma in Acid Drop, intervento artistico di David Pompili che intreccia memoria, cultura pop e identità contemporanea.

La celebre cabina con la scritta “TELEPHONE”, appartenente alla tradizione delle iconiche cabine britanniche diffuse nel secondo dopoguerra, è uno dei simboli più riconoscibili del Novecento. Nata per consentire alle persone di comunicare a distanza, oggi conserva il fascino di un tempo in cui la voce e l’attesa rappresentavano un rito quotidiano e un autentico strumento di relazione.
La sua presenza a Spoleto richiama naturalmente Gian Carlo Menotti, fondatore del Festival dei Due Mondi, e la sua opera da camera The Telephone, or L’Amour à trois (1947). In questa brillante composizione, il telefono diventa il vero terzo protagonista della storia: interrompe, separa e, al tempo stesso, rende possibile l’incontro finale tra i due innamorati. Menotti aveva intuito come la comunicazione potesse diventare parte integrante della vita moderna, trasformando un semplice oggetto in un elemento capace di influenzare i rapporti umani.

È proprio qui che emerge il legame con il tema “Radici”. Le radici non appartengono soltanto al passato: sono connessioni vive, fili invisibili che continuano a unire persone, luoghi e memorie. Come un tempo il telefono accorciava le distanze, così oggi l’arte diventa uno strumento per mantenere vivo il dialogo tra generazioni.
Con Acid Drop, David Pompili rilegge un oggetto storico attraverso il proprio linguaggio visivo, fatto di collage, riferimenti pop e stratificazioni simboliche. L’opera trasforma la cabina da semplice elemento urbano a dispositivo narrativo, capace di collegare la storia del Festival, la memoria collettiva e l’energia del presente.
Pensata come un’opera d’arte

Indirizzo

Via Palazzo Dei Duchi 6
Spoleto
06049

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