MABOS Museo d'Arte del Bosco della Sila

MABOS Museo d'Arte del Bosco della Sila MABOS è il Museo d’Arte del Bosco della Sila che comprende spazio espositivo, laboratori per gli artisti, percorso esterno opere e residenze d'artista.

il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila è un progetto fortemente voluto dall’imprenditore Mario Talarico con la direzione e la curatela scientifica del critico d’arte Roberto Sottile. Si presenta come un unicum nel panorama dell’arte contemporanea in Calabria e non solo. L’idea è quella di legare in un relazione sempre più forte arte contemporanea e natura, offrendo così la possibilità allo s

pettatore di godere del rapporto paesaggio-creatività attraverso delle opere d’arte in piena sintonia con l’ambiente circostante, conseguenza di una ricerca site-specific che gli artisti dovranno interpretare, elaborare e realizzare. Immerso nel verde, nei pressi del Parco Hotel il Granaro, il MABOS, ospita in un percorso esterno ben trenta sculture in legno, risultato delle due edizioni del progetto Wood Sculpture Contest Sila del 2011 e del 2013 realizzate dallo stesso imprenditore Mario Talarico, insieme a diverse sinergie culturali del territorio, coinvolgendo diversi artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Una vasta area all’aperto di 30 mila metri quadrati all’interno del bosco della Sila, sulla quale, oltre le presenti, verranno installate nuove sculture per valorizzare il territorio e porre l’attenzione alla tutela dell’ambiente attraverso l’arte contemporanea. Ma, Museo d’Arte del Bosco della Sila, significa anche residenze per gli artisti; infatti nell’area del percorso delle sculture sono ubicate le residenze atte ad ospitare artisti scelti per realizzare delle opere sfruttando lo spazio serra nel quale è presente il laboratorio. Un progetto quello del MABOS che punta alla valorizzazione della Sila attraverso l’arte contemporanea, il talento artistico del territorio, ma anche ad esperienze nazionali ed internazionali. Un progetto che diventa sinergia tra tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale naturale e arte contemporanea, con l’obiettivo di offrire la possibilità di un percorso diverso e fortemente innovativo. Uomo e Natura, un rapporto antico, ancestrale, che la contemporaneità spesso dimentica; con il MABOS questo rapporto ritrovano quell’intesa, nella condivisione estetica e filosofica della bellezza dell’arte, che dialoga con quella natura madre ed origine di tutto.

“L’ambizione di chiamarlo museo del bosco – afferma Mario Talarico – nasce prima di tutto dalla diversità di interazione che c’è con chi si trova in un contesto del tutto inaspettato. Il bosco come punto di congiunzione tra l’ambiente e l’arte del nostro tempo, fuori dagli stereotipi tipici di un museo che in molti casi si trasforma nell’obitorio dell’arte. La natura aiuta a stemperare la maestosità e ci si trova ad inciampare in un opera e il tempo fa la sua parte trasformando le opere in un continuo divenire. Le opere – continua Talarico – saranno anche inserite in un percorso didattico dove anche i bambini potranno avere un contatto diretto con l’arte contemporanea in un dialogo continuo con la natura”.

“Il Museo d’Arte del Bosco della Sila, afferma il critico d’arte e curatore Roberto Sottile, neo direttore del MABOS, nasce con una grande ambizione, cioè quella di diventare spazio di ricerca che verrà utilizzato dagli artisti, che verranno invitati, per un momento di riflessione sul proprio percorso. Le opere esposte saranno esclusivamente il risultato di questa ricerca realizzata sul posto in uno scenario davvero unico, in sintonia con il bosco della Sila e tutto ciò che l’artista saprà recepire e catturare da questa esperienza. Un progetto fortemente voluto da Mario Talarico, continua il critico d’arte Roberto Sottile, che voglio ringraziare per avermi affidato la direzione e curatela scientifica, ma anche per aver inteso puntare alla valorizzazione del patrimonio naturale della nostra terra attraverso l’arte contemporanea. Quando ciò avviene da parte di un imprenditore, in una terra non facile come la Calabria, non si può che non essere felici e ben sperare per un futuro migliore per la nostra terra. Questo è solo un primo passaggio, continua il neo direttore del MABOS, poiché con Mario Talarico abbiamo anche parlato della possibilità, e su questo ci stiamo confrontando molto, di riconvertire una grande serra di 500 metri quadrati, già presente a spazio espositivo al coperto, dotandola di tutte quelle caratteristiche idonee ad ospitare opere di pittura o altri materiali che non possono essere ubicati all’esterno del percorso espositivo. Ma il primo importante tassello è l’inizio di questa avventura con ben trenta opere in legno che saranno installate nel bosco che potranno essere fruite dal pubblico dei più grandi ma anche dei più piccoli. Un invito alla bellezza dell’arte e alla bellezza della natura”.
“L’ambizione di chiamarlo museo del bosco – afferma Mario Talarico – nasce prima di tutto dalla diversità di interazione che c’è con chi si trova in un contesto del tutto inaspettato. Un invito alla bellezza dell’arte e alla bellezza della natura”.

La Sila custodisce angoli di pura meraviglia, dove il rumore dell'acqua, il profumo del bosco e il silenzio della natura...
20/07/2026

La Sila custodisce angoli di pura meraviglia, dove il rumore dell'acqua, il profumo del bosco e il silenzio della natura raccontano storie antiche.

𝐀𝐧𝐠𝐨𝐥𝐢 𝐬𝐞𝐥𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢.

Lasciati guidare lungo sentieri che conducono a cascate nascoste, panorami mozzafiato e momenti che sanno di libertà.

📍 Hotel Ristorante Granaro – nel cuore della Sila.

Ci sono film che si guardano. E film che si attraversano.Stasera al MABOS, in anteprima: VERBO ANDARE di Salvatore Insan...
14/07/2026

Ci sono film che si guardano. E film che si attraversano.

Stasera al MABOS, in anteprima: VERBO ANDARE di Salvatore Insana (45’).

Un documentario nato camminando: tre mesi nell’entroterra calabrese, dal Pollino all’Aspromonte, lontano dalle rotte turistiche. Dieci residenze artistiche, ventuno paesi, un ascolto ad altezza essere umano.

Chi resta. Chi va. Chi torna.
Verbo Andare è il ritratto collettivo di comunità resistenti e identità in cammino: silenzi, radici, riti, nostalgie, futuri passati e presenti incerti. Prossimità e orizzontalità non come temi, ma come metodo — etico prima ancora che estetico.

Un invito a stare, per una volta, dalla parte di chi guarda da dentro.

📍 MABOS — Parco Hotel Granaro
🗓️ 14 luglio · ore 21.00
🎬 Durata 45’

11/07/2026
Ci sono opere che prendono forma nella materia.Altre nascono nelle parole che le accompagnano.Nelle immagini di questa g...
11/07/2026

Ci sono opere che prendono forma nella materia.

Altre nascono nelle parole che le accompagnano.

Nelle immagini di questa giornata, la scrittura di Eliana Iorfida entra nel processo creativo di SENSE IX - “L’Essere e il Presagio” non come racconto successivo, ma come presenza viva accanto alle opere.

La parola cammina nel paesaggio.

Osserva.
Ascolta.
Custodisce le domande.

Il suo ruolo è abitare quello spazio sottile tra arte e natura, dove il linguaggio non serve a spiegare tutto, ma ad aprire possibilità.

Tra bosco, fiume, materia e gesto, la scrittura diventa un modo per sostare.

Per guardare meglio.
Per accorgersi di ciò che resta in silenzio.
Per rendere visibile ciò che, fino a un istante prima, sembrava invisibile.

Forse la poesia non serve a dire cosa dobbiamo vedere.

Serve a renderci capaci di vedere davvero.

SENSE IX - L’Essere e il Presagio
Work in progress
MABOS - Museo d’Arte del Bosco della Sila
6-12 luglio 2026

11/07/2026

Ci sono opere che prendono forma nella materia.

Altre nascono nelle parole che le accompagnano.

Per SENSE IX – L’Essere e il Presagio, la scrittura diventa parte del processo creativo. Non arriva dopo l’opera per raccontarla, ma le cammina accanto, ne segue il respiro, ne custodisce le domande.

È questo il ruolo di Eliana Iorfida: abitare lo spazio sottile tra arte e paesaggio, dove la parola non descrive, ma apre possibilità. Dove il linguaggio non offre risposte, ma invita a sostare.

Forse la poesia non serve a spiegare ciò che vediamo.
Serve a renderci capaci di vedere ciò che, fino a un istante prima, ci era invisibile.

SENSE IX – L’Essere e il Presagio
Work in progress.
📍 MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila
📅 6–12 luglio 2026

Curatela

10/07/2026

Un tempo erano pietra, fuoco e voce.
Oggi sono algoritmi, dati, codici invisibili che orientano il nostro modo di guardare il mondo.
Con Oracolo, Saverio Todaro compie un gesto di inversione: sottrae il codice alla sua invisibilità e gli restituisce un corpo, una scala umana, un luogo.
Nel bosco, lo zero e l'uno smettono di essere soltanto un linguaggio informatico e diventano architettura, attraversamento, esperienza.
Forse la domanda non è cosa ci dirà l'oracolo.
La vera domanda è se siamo ancora capaci di ascoltarlo.
SENSE IX – L'Essere e il Presagio
Work in progress.
📍 MABOS – Museo d'Arte del Bosco della Sila
📅 6–12 luglio 2026

Un tempo erano pietra, fuoco e voce.Oggi sono algoritmi, dati, codici invisibili.Nelle immagini di questa giornata, “Ora...
10/07/2026

Un tempo erano pietra, fuoco e voce.

Oggi sono algoritmi, dati, codici invisibili.

Nelle immagini di questa giornata, “Oracolo” di Saverio Todaro prende forma nel bosco del MABOS come un gesto di inversione: ciò che normalmente resta nascosto torna a essere corpo, presenza, scala umana.

Lo zero e l’uno escono dalla loro astrazione.

Diventano struttura.
Attraversamento.
Esperienza.

Nel dialogo con il paesaggio, il codice non resta un linguaggio distante: entra nello spazio, incontra la materia, si lascia guardare da vicino.

Il work in progress diventa così parte dell’opera stessa.

Ogni dettaglio racconta il passaggio dalla costruzione alla rivelazione, dalla tecnologia al corpo, dall’invisibile a ciò che possiamo attraversare.

Forse la domanda non è cosa ci dirà l’oracolo.

La vera domanda è se siamo ancora capaci di ascoltarlo.

SENSE IX - L’Essere e il Presagio
Work in progress
MABOS - Museo d’Arte del Bosco della Sila
6-12 luglio 2026

Per Mauro Antonio Mezzina la scultura non è un oggetto da osservare da lontano.È uno spazio da attraversare.Nel work in ...
09/07/2026

Per Mauro Antonio Mezzina la scultura non è un oggetto da osservare da lontano.

È uno spazio da attraversare.

Nel work in progress di SENSE IX - “L’Essere e il Presagio”, il tappeto di pietra che sta prendendo forma sulle rive del Melito non delimita un luogo: lo apre.

Suggerisce una soglia.
Invita a fermarsi.
Chiede al corpo di entrare in relazione con il paesaggio.

Ogni elemento sembra custodire una traccia: il cammino, il viaggio, l’esistenza, il modo in cui l’essere umano abita il mondo senza possederlo.

Perché il vero spazio dell’uomo non è fatto solo di confini.

È fatto di passaggi.
Di esperienze.
Di orizzonti che cambiano mentre li attraversiamo.

In queste immagini, il processo diventa parte dell’opera: pietra, acqua, bosco e pensiero continuano a cercarsi, giorno dopo giorno.

MABOS - Museo d’Arte del Bosco della Sila
SENSE IX - L’Essere e il Presagio
Fiume Melito

09/07/2026

Per Mauro Antonio Mezzina la scultura non è un oggetto da osservare, ma un luogo da abitare. Un luogo aperto, senza confini, capace di accogliere il passaggio dell’uomo e di intrecciarsi con il paesaggio che lo circonda.

Il tappeto di pietra che sta prendendo forma sulle rive del Melito non definisce uno spazio: lo suggerisce. È un invito a fermarsi, attraversare, riflettere. Ogni elemento racconta il cammino, il viaggio, l’esistenza. Perché, in fondo, il vero spazio dell’uomo non è delimitato da muri, ma dall’orizzonte delle sue esperienze.

È così che, giorno dopo giorno, il work in progress di SENSE IX – L’Essere e il Presagio continua a prendere forma, nel dialogo costante tra arte, natura e pensiero.

📍 MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila 📅 SENSE IX – L’Essere e il Presagio

Un altro giorno dentro SENSE IX.Le mani sulla materia, il suono degli attrezzi, la luce che cambia tra gli alberi: nel b...
08/07/2026

Un altro giorno dentro SENSE IX.

Le mani sulla materia, il suono degli attrezzi, la luce che cambia tra gli alberi: nel bosco della Sila ogni gesto diventa parte dell’opera.

Queste immagini raccontano il lavoro che avanza — la ricerca, l’ascolto, la sperimentazione che giorno dopo giorno trasformano il MABOS in un laboratorio a cielo aperto. Qui l’arte contemporanea non si impone sul paesaggio: si lascia plasmare dal tempo, dall’acqua e dalla natura.

Scorri e attraversa con noi questa giornata, un passo alla volta, verso l’inaugurazione di SENSE IX – L’Essere e il Presagio.

📍 MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila
📅 6–12 luglio 2026

Indirizzo

Contrada Granaro
Sorbo San Basile
88050

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