Federcaccia Sez. Comunale di Siena

Federcaccia Sez. Comunale di Siena Associazione Venatoria

16/08/2026

‼️‼️‼️ CONSEGNA TESSERINI VENATORI ‼️‼️‼️

Informiamo tutti i soci FEDERCACCIA e cacciatori residenti nel Comune di Siena, che anche quest'anno grazie alla collaborazione con il Comune, sarà possibile ritirare il tesserino venatorio per la stagione 2026/2027 presso l'ufficio della nostra Associazione - Viale V. Emanuele, 1 - a partire da LUNEDI 17 AGOSTO 2026.

Possono usufruire del servizio tutti i FEDERCACCIATORI di qualsiasi sezione che sono residenti nel Comune di Siena, ed in generale tutti i CACCIATORI, sempre residenti nel Comune, che volessero entrare a far parte della nostra Associazione.

Ricordiamo inoltre che l'ufficio è a completa disposizione, oltre che per il rilascio del tesserino, anche per tutte le altre operazioni di rinnovo e ritiro documenti per esercitare l'attività venatoria.

Ricordiamo gli orari d'ufficio che sono dal lunedì al venerdì 9.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00.

Un caro saluto a tutti!!

Forse avevamo visto giusto ???? E poi qualcuno ha il coraggio di dire che questo piano non è cambiato rispetto a quello ...
31/07/2026

Forse avevamo visto giusto ???? E poi qualcuno ha il coraggio di dire che questo piano non è cambiato rispetto a quello adottato nella scorsa legislatura???

La presa di posizione dei 5 Stelle credo sia eloquente....

GALLETTI RIVENDICA IL RIBALTONE A FIRMA M5S SULL’APPROVAZIONE DEL NUOVO PFVR: ALLA FACCIA DI CHI CONTINUA A DIRE CHE NULLA È CAMBIATO

All’indomani dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, la Consigliera del Movimento 5 Stelle Irene Galletti ha scelto di celebrare il risultato ottenuto dal proprio partito con una rivendicazione esplicita, arrivando a rivendicare con soddisfazione il malcontento suscitato nel mondo venatorio e citando direttamente Federcaccia Toscana-UCT.

Non intendiamo cadere nel tranello della provocazione, ma il contenuto del suo intervento merita comunque una risposta, perché rappresenta la conferma più chiara di quanto abbiamo denunciato nelle ultime settimane.

Ringraziamo dunque, si fa per dire, la Consigliera Galletti – o forse la "Presidente Galletti", considerato il ruolo di guida politica che le è stato ironicamente (ma non troppo..) riconosciuto anche durante i lavori del Consiglio regionale – per aver chiarito ciò che una parte del mondo venatorio e alcuni rappresentanti istituzionali continuano ostinatamente a negare: il Piano è stato profondamente condizionato e indirizzato verso una precisa deriva animal-ambientalista.

Il duro confronto consumatosi in Aula, il numero degli emendamenti presentati, il voto contrario dell’intera opposizione e di parte della maggioranza stesa, insieme alle dichiarazioni rese durante il dibattito, hanno già dimostrato quanto fossero fondate le criticità denunciate dalla nostra Associazione.

A neanche ventiquattro ore dall’approvazione del nuovo strumento di pianificazione, è la stessa rappresentante del Movimento 5 Stelle a rivendicare pubblicamente il forte condizionamento ambientalista imposto al Piano, e il ruolo determinante esercitato dal proprio partito.

Il suo comunicato rappresenta dunque la prova del nove. Ci auguriamo che apra finalmente gli occhi quella parte del mondo venatorio toscano che continua a sostenere che tutto sia andato bene. Ci auguriamo inoltre che facciano altrettanto quei rappresentanti istituzionali che, attraverso i propri canali social e gli organi di stampa, proprio in queste ore continuano a minimizzare, descrivendo il nuovo Piano come un testo "non perfetto", ma che "certamente non si può parlare di stravolgimenti".

A smentirli non è oggi Federcaccia Toscana-UCT, ma la rivendicazione pubblica e inequivocabile del Movimento 5 Stelle.

Nel frattempo, una cosa è sempre più evidente: la nostra battaglia era fondata, le criticità esistevano e il nuovo Piano segna un cambio di rotta politico che nessuna rassicurazione di circostanza potrà più nascondere.

Il nostro impegno proseguirà nei territori e tra la gente, in attesa di quegli effetti che, inevitabilmente, si manifesteranno nella prossima fase applicativa.

Purtroppo ha prevalso la linea politica ambientalista di questa maggioranza. Un piano faunistico che da venatorio, come ...
31/07/2026

Purtroppo ha prevalso la linea politica ambientalista di questa maggioranza. Un piano faunistico che da venatorio, come era stato adottato nella precedente legislatura, è stato approvato ieri come AMBIENTALE, cambiando totalmente impostazione sulla gestione dei territori e della fauna selvatica, mettendo financo in discussione il ruolo fondamentale del cacciatore, che vorremmo ricordare a tutti è l'unico che mette i soldi negli ATC e contribuisce in forma totalmente gratuita alla gestione della fauna, al contrasto della PSA, al contenimento delle specie in esubero che creano danni all'agricoltura.

Ora con questo piano vediamo cosa sapranno fare i nostri "amici" animalisti e come risolveranno i problemi!! In bocca al lupo a tutti!!!

Dispiace solo che, a parte Enalcaccia e Anuu migratoristi, alle altre associazioni venatorie questo piano faunistico AMBIENTALE è piaciuto subito, pertanto è tutto a posto.... (forse....)

P.S. per chi ha voglia di approfondire la questione potete leggere il piano adottato nel 2025 e quello approvato ieri e trovate le differenze.

Vi terremo aggiornati!!

TRA COLPI DI SCENA E UNA DISCUSSIONE SERRATA IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA APPROVA IL NUOVO PIANO FAUNISTICO VENATORIO REGIONALE

Marcata insoddisfazione di Federcaccia Toscana-UCT sul testo definitivo. Emerge con forza il dato politico di una maggioranza di Governo della Regione Toscana a traino M5S. Il nostro impegno non finisce certo quì ma anzi, proseguirà nella fase applicativa, nei territori e tra la gente, nell'assoluta convinzione di non cedere a questa deriva di impronta animalista e anti-caccia.

L'acceso confronto in Aula e i numerosi emendamenti presentati hanno confermato le profonde criticità che puntualmente e con competenza Federcaccia Toscana-UCT - assieme ad Enalcaccia ed Anuu Toscana - aveva messo in evidenza ed avvalorato, nell'ultimo mese, con una mobilitazione che ha coinvolto migliaia di cacciatori che ci hanno sostenuto in questa straordinaria battaglia. Chi ha portato avanti per settimane la falsa narrazione delle Fake News e del "tutto va bene" è stato smentito dal duro scontro politico ed istituzionale che si è consumato nelle ripetute sedute del Consiglio regionale, prima di giungere ad una convulsa approvazione definitiva.

Con 22 voti favorevoli, 17 contrari è stato approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale della Toscana. Hanno votato a favore i gruppi Partito Democratrico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, mentre hanno espresso voto contrario i gruppi di Fratelli D'Italia, Forza Italia, Futuro Nazionale e Alleanza Verdi e Sinistra.

Pur riservandoci una più approfondita e dettagliata analisi - della quale daremo comunicazione non appena avremo esaminato il testo integrale - registriamo che nel corso del dibattito sono stati presentati e approvati alcuni emendamenti correttivi, che tuttavia risultano comunque insufficienti, per colmare le gravi lacune emerse anche durante il lungo dibattito avvenuto in sede consiliare.

Si tratta di elementi che dovranno essere valutati attentamente nella loro formulazione definitiva e soprattutto nelle conseguenze applicative. Il fatto che alcune delle questioni sollevate siano arrivate fino all’esame dell’Aula, conferma la fondatezza delle criticità evidenziate attraverso il lavoro tecnico, politico e informativo svolto dall’Associazione e durante la mobilitazione che, nell’ultimo mese, ha attraversato l’intera Toscana coinvolgendo cacciatori, rappresentanti delle forze politiche e istituzioni a tutti i livelli. Tutto questo mentre il resto del mondo venatorio toscano ha sostenuto in maniera acritica il nuovo PFVR, esaltando e promuovendo il lavoro svolto dagli Uffici regionali nella redazione del testo, oggi profondamente messo in discussione dall'Aula.

I correttivi approvati dunque non possono tuttavia cancellare le gravi lacune che la Federcaccia Toscana-UCT ha portato all'attenzione generale e che hanno accompagnato l'elaborazione dell'iter del Piano. Rimangono inoltre aperti numerosi aspetti interpretativi - soprattutto per quanto riguarda le prescrizioni imposte dal NURV al centro della nostra battaglia - sulle quali ci riserviamo un'attenta valutazione, anche di carattere giuridico, nella ricerca di garantire ed affermare la certezza del diritto dei cacciatori toscani. Una impostazione che lo stesso Presidente Giani ha ritenuto opportuno dover riaffrontare, nelle prossime settimane, per evitare di giungere ad un "cortocircuito burocratico" specialmente sul tema degli appostamenti fissi.

Il risultato finale scaturito dal Consiglio mette inoltre in evidenza la responsabilità di quelle componenti che hanno imposto un'accelerazione dei tempi di approvazione a discapito della qualità dei contenuti e dunque di una più larga convergenza politica nell'interesse generale. Le pressioni da fronti opposti sia del mondo agricolo che della componente animal-ambientalista, hanno spinto la maggioranza di governo della Regione e il Presidente Giani in una situazione di evidente criticità politica, che segna comunque l'inizio di una fase di forte involuzione su temi - come quello tra caccia, gestione faunistica e dinamiche ambientali - che da sempre aveva contraddistinto la Toscana nello scenario nazionale. Contraddizioni queste tra l'altro ben evidenziate nella loro sostanza politica nelle dichiarazioni di voto dei gruppi di Opposizione che hanno tenuto, su queste tematiche, una postura istituzionale e politica trasparente ed incentrata su precisi contenuti.

Federcaccia Toscana-UCT riconoscerà con serietà ogni modifica positiva introdotta, ma con la stessa chiarezza svilupperà tutte le possibili iniziative - partendo dai territori - affinché si possano trovare le necessarie garanzie a difesa dei diritti e della funzione sociale della caccia e dei cacciatori toscani. Il nostro impegno non finisce certo quì ma anzi, proseguirà nella fase applicativa, nei territori e tra la gente, nell'assoluta convinzione di non cedere a questa deriva di impronta animalista e anti-caccia.

“Non esprimiamo giudizi affrettati e valuteremo il testo definitivo esclusivamente nel merito. È però già evidente che il lavoro svolto dalla nostra Associazione e la mobilitazione promossa in tutta la Toscana hanno portato le criticità del Piano al centro del confronto politico e istituzionale, a conferma di una battaglia legittima basata sui contenuti che sono stati centrali nel dibattito sviluppato in Aula." Ha dichiarato Marco Salvadori Presidente regionale FIDC-UCT. "La nostra insoddisfazione è dunque palese. Nei prossimi giorni valuteremo con chiarezza anche le azioni e valutazioni su una serie di impegni di cui fin'ora il mondo venatorio regionale si è fatto carico a titolo volontario ed a proprie spese. Da adesso in poi sarà forse la componente animalista a garantire gli impegni e le responsabilità legate alle attività di controllo, gestione e prevenzione legate alla fauna selvatica".

Un'importante contributo da parte dell'ufficio ricerche di Federcaccia nazionale, a sostegno delle nostre tesi... Questo...
21/07/2026

Un'importante contributo da parte dell'ufficio ricerche di Federcaccia nazionale, a sostegno delle nostre tesi... Questo Piano va profondamente cambiato!!! Basta correre dietro alle bizze ideologiche di una certa politica!!!!

Mentre alcune associazioni venatorie continuano a fare da sponda ad una trattativa al ribasso, minimizzando o addirittura giustificando contenuti del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale che rappresentano un evidente arretramento per il mondo venatorio toscano, Federcaccia Toscana – Unione C...

Continua la mobilitazione della nostra associazione contro lo stravolgimento della bozza del piano faunistico venatorio ...
08/07/2026

Continua la mobilitazione della nostra associazione contro lo stravolgimento della bozza del piano faunistico venatorio regionale.

01/07/2026

FEDERCACCIA TOSCANA-UCT RISPONDE ALLE ACCUSE DI "AB": È PROPRIO PERCHÉ ABBIAMO LETTO IL PIANO CHE CHIEDIAMO DI MODIFICARLO!

Ci accusano di fare disinformazione. Noi rispondiamo con le pagine del Piano. Le nostre osservazioni sono puntuali, motivate e riguardano aspetti concreti che incidono sul futuro della caccia e della gestione in Toscana. Se Agribiodiversitalia ritiene infondate le nostre critiche, siamo pronti a indicare, una per una, le pagine e i passaggi del PFVR da cui derivano.

Abbiamo letto con attenzione il comunicato diffuso da AB-Agrivenatoria biodiversitalia, sul Piano Faunistico Venatorio Regionale della Toscana. Lo abbiamo letto con lo stesso spirito con cui, da mesi, abbiamo letto, analizzato e studiato il testo del nuovo PFVR.

Per questo respingiamo con decisione l'accusa di fare disinformazione.
Siamo perfettamente in grado di leggere, comprendere e valutare un provvedimento complesso. Lo dimostrano le osservazioni puntuali e tecnicamente motivate che abbiamo presentato e che sono state condivise, in larga parte, anche da altre associazioni venatorie e da autorevoli esponenti esterni al mondo della caccia.

Se, al contrario, oggi solo AB continua a difendere senza riserve questo testo, insieme agli uffici regionali che lo hanno predisposto, crediamo che qualche interrogativo sulla reale equità del Piano rispetto agli interessi dell'intero mondo venatorio debba essere posto.

La differenza tra noi e AB è semplice e sostanziale. Agrivenatoria biodiversitalia rappresenta legittimamente interessi specifici, riconducibili prevalentemente ad una parte limitata del sistema venatorio, costituita da concessionari di istituti privati e da una ristretta platea di cacciatori.

Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani, invece, ha l'onere, l'onore e la responsabilità di rappresentare l'interesse generale dei cacciatori toscani, tutelando tutte le forme di caccia e tutte le tradizioni venatorie, promuovendo al tempo stesso una caccia sociale, sostenibile, fondata su solide basi scientifiche e sempre più riconosciuta come strumento di gestione del territorio e di conservazione della biodiversità.
Proprio per questo non possiamo limitarci ad approvare un Piano solo perché "serve". Abbiamo il dovere di chiedere che sia un buon Piano.

Le nostre richieste di modifica non nascono da logiche politiche né da contrapposizioni ideologiche. Nascono dalla lettura del testo. Nel merito abbiamo evidenziato criticità precise.

Innanzitutto, il Piano non valorizza adeguatamente il ruolo del cacciatore quale protagonista della conservazione della biodiversità e della gestione attiva del territorio, né rafforza la centralità degli ATC quale strumento pubblico di governo faunistico.
In secondo luogo, il Piano introduce prescrizioni ulteriori e non richieste dalla normativa europea relativamente ai siti della Rete Natura 2000, alla Valutazione Ambientale Strategica, alla Valutazione di Incidenza, agli appostamenti fissi e persino all'utilizzo delle munizioni in piombo, anticipando scelte europee che ancora non sono state definitivamente approvate.

Sul tema della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) è opportuno fare chiarezza, perché anche in questo caso qualcuno preferisce semplificare anziché approfondire.

L'articolo 6 della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" stabilisce che qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito appartenente alla Rete Natura 2000 debba essere sottoposto a preventiva Valutazione di Incidenza.

Tale principio costituisce uno dei pilastri della politica europea di conservazione della biodiversità, ma non significa affatto che ogni attività svolta all'interno di un sito Natura 2000 debba automaticamente essere assoggettata ad una specifica procedura valutativa.

Questa interpretazione trova un solido fondamento non solo nella Direttiva Habitat, ma anche nella consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e negli orientamenti della Commissione Europea, che hanno sempre ribadito come la Valutazione di Incidenza debba riguardare esclusivamente interventi o attività concretamente suscettibili di produrre effetti significativi sugli obiettivi di conservazione del sito e non possa trasformarsi in un vincolo generalizzato e preventivo.

È quindi semplicemente falso sostenere che gli appostamenti fissi siano completamente al riparo da nuovi problemi. Le criticità esistono e derivano proprio dall'introduzione di nuovi vincoli e procedure che rischiano di complicarne inutilmente la gestione futura senza alcun reale valore aggiunto sotto il profilo della tutela ambientale.

Abbiamo inoltre denunciato il forte sbilanciamento del Piano a favore degli istituti faunistici privati, attraverso l'ampliamento delle possibilità concesse alle Aziende Faunistico Venatorie e alle Aziende Agrituristico Venatorie, il progressivo indebolimento del sistema della caccia programmata e la disparità di trattamento rispetto agli istituti pubblici nelle procedure autorizzative e di valutazione ambientale.

A ciò si aggiunge una scelta che riteniamo particolarmente grave: il mancato riferimento alla Commissione di verifica prevista dalla normativa, organismo deputato ad analizzare e valutare i risultati gestionali conseguiti dalle Aziende Faunistico Venatorie e a verificare il rispetto degli obiettivi per i quali tali concessioni vengono rilasciate.

Eliminare questo fondamentale strumento di controllo significa ridurre trasparenza, verificabilità e garanzie nell'esercizio delle concessioni pubbliche, proprio a vantaggio degli istituti privati.

È singolare che proprio chi rappresenta prevalentemente questo settore sostenga che tali osservazioni siano prive di fondamento.
Abbiamo espresso contrarietà alle modifiche previste sulla gestione degli ungulati, ritenendo che esse introducano elementi di conflittualità e incertezza senza migliorare un modello gestionale che, negli anni, ha consentito di raggiungere risultati complessivamente equilibrati.

La filosofia che emerge dal Piano appare inoltre profondamente contraddittoria: gli ungulati sembrano essere considerati una risorsa quando producono valore economico all'interno delle Aziende Faunistico Venatorie e delle Aziende Agrituristico Venatorie, mentre nel restante territorio regionale vengono sostanzialmente rappresentati come una presenza da ridurre fino ad ipotizzarne una progressiva eliminazione.

Una visione che non condividiamo e che contrasta con qualsiasi moderno modello di gestione faunistica fondato sull'equilibrio ecologico, sul monitoraggio scientifico delle popolazioni e sulla gestione sostenibile delle specie.

Abbiamo contestato il richiamo ai Key Concepts e all'Atlante Europeo delle Migrazioni quale riferimento per i futuri calendari venatori, perché rischia di limitare l'autonomia della Regione Toscana e di aumentare il rischio di nuovi contenziosi, anziché ridurlo.

Abbiamo infine respinto le prescrizioni formative proposte dal NURV, che sembrano partire da una visione pregiudizialmente negativa dell'attività venatoria anziché riconoscerne il ruolo nella gestione degli habitat e nella conservazione della fauna.
Queste sono osservazioni tecniche. Non slogan.

Ed è proprio perché abbiamo letto il Piano che chiediamo di modificarlo.

Sorprende, invece, che chi oggi accusa altri di fare disinformazione liquidi ogni critica come frutto di interessi politici o di ricerca di visibilità, senza entrare nel merito delle questioni poste.

Se AB dovesse avere difficoltà ad individuare nel Piano le disposizioni che abbiamo contestato, siamo naturalmente disponibili a fornire i riferimenti puntuali delle pagine e dei relativi passaggi, così da agevolarne una più attenta lettura e un'analisi tecnica approfondita.

Continuiamo a ritenere che il Piano Faunistico Venatorio rappresenti uno strumento fondamentale per il futuro della caccia toscana, ma proprio per questo debba essere il più possibile condiviso, equilibrato e rispettoso dell'interesse generale.

Un Piano che nasce con l'opposizione di una parte significativa del mondo venatorio difficilmente può essere definito il migliore Piano possibile.

Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani continuerà quindi a lavorare, come ha sempre fatto, nell'interesse di tutti i cacciatori, delle diverse forme di caccia, della gestione sostenibile della fauna, della tutela della biodiversità e della difesa di una caccia moderna, sociale, scientificamente fondata e profondamente radicata nella storia e nelle tradizioni della Toscana.

Ancora una volta, se dovesse passare questa posizione, un vero e proprio attacco ad una specie di grande interesse, di c...
30/06/2026

Ancora una volta, se dovesse passare questa posizione, un vero e proprio attacco ad una specie di grande interesse, di cui veramente si fa fatica a capire le motivazioni.

COLOMBACCIO: NO ALL’INSERIMENTO NEL PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DELLA TOSCANA

Apprendiamo con stupore che gli uffici della Regione Toscana tornano, ancora una volta, a proporre l'inserimento del Colombaccio tra le specie oggetto del Piano Straordinario di Controllo.

Una posizione che respingiamo con decisione e che riteniamo inaccettabile, soprattutto perché interessa una specie di grande valore naturalistico e venatorio proprio in un periodo estremamente delicato come quello della riproduzione, mettendo a rischio i contingenti nidificanti presenti sul nostro territorio.

Per questo desideriamo ringraziare e condividere la puntuale e documentata risposta predisposta congiuntamente dalla Sezione Provinciale FIDC-UCT di Firenze, insieme ad ANUU Migratoristi ed Enalcaccia, un documento che rispecchia pienamente la linea di Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani.

Non è giustificabile continuare a sostenere l'assioma secondo cui la fauna selvatica non possa convivere in equilibrio con l'attività agricola e con l'ambiente. Una moderna gestione faunistica deve fondarsi su dati scientifici, monitoraggi accurati, prevenzione e corretta valutazione dei danni, non sull'individuazione di una singola specie quale capro espiatorio.

Rigettiamo pertanto questo nuovo attacco al Colombaccio e ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi tentativo di inserirlo nel Piano Straordinario di Controllo Toscano. Le criticità del mondo agricolo meritano risposte concrete, fondate sulla prevenzione, sulla collaborazione tra istituzioni, agricoltori e mondo venatorio e su una gestione responsabile del patrimonio faunistico, non provvedimenti privi di adeguate basi tecnico-scientifiche.

Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani continuerà a difendere una gestione della fauna selvatica equilibrata, sostenibile e rispettosa della biodiversità, tutelando al tempo stesso l'attività venatoria e promuovendo un dialogo costruttivo con il mondo agricolo.

Il Colombaccio non può diventare, ancora una volta, il bersaglio di scelte che non trovano adeguato fondamento scientifico.

In allegato il documento congiunto della Sezione Provinciale FIDC-UCT di Firenze, ANUU Migratoristi ed Enalcaccia, consultabile sul nostro sito.
https://www.fidc-uct.it/post/colombaccio-no-all-inserimento-nel-piano-straordinario-di-controllo-della-toscana

23/06/2026

🟢 𝗖𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔 𝗘 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘. 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗕𝗨𝗖𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗥𝗦𝗘𝗥𝗔
In risposta all’articolo di Susanna Tamaro ospitato ieri sul Corriere della Sera, in cui la scrittrice esponeva le sue considerazioni sulla caccia e sul ddl di riforma della legge quadro in discussione in queste ore in Senato, il Presidente di Federcaccia Massimo Buconi ha scritto questa mattina al Direttore del quotidiano di via Solferino chiedendo analoga visibilità anche in nome del diritto/dovere a una informazione corretta per i lettori.

👉 Leggi la lettera inviata su https://www.federcaccia.org/caccia-e-disinformazione-il-presidente-buconi-scrive-al-corsera/

‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️ SALVA LA DATA‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️Importante assemblea pubblica aperta a tutti i cacciatori per parlare del ...
23/06/2026

‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️ SALVA LA DATA‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️

Importante assemblea pubblica aperta a tutti i cacciatori per parlare del Piano faunistico venatorio regionale.

Non mancate !!!

22/06/2026

CONSULTAZIONI IN CONSIGLIO REGIONALE SUL NUOVO PFVR: DA FEDERCACCIA-UCT PAROLE CHIARE E UNA FORTE DENUNCIA SUL "RIBALTONE" DELLA MAGGIORANZA!

Questa mattina si sono tenute le consultazioni promosse dalle competenti Commissioni consiliari del Consiglio regionale della Toscana - II e IV Commissione - sulla proposta del nuovo Piano Faunistico Venatorio, recentemente approvato dalla Giunta regionale e ora all’esame del Consiglio.

Nel suo intervento, davanti ai rappresentanti delle varie associazioni venatorie, agricole e ambientaliste della Toscana, il Presidente di Federcaccia Toscana-UCT, Marco Salvadori, non ha usato giri di parole, ribadendo con fermezza quanto l’Associazione ha evidenziato in più occasioni rispetto alla proposta in oggetto.

Federcaccia Toscana-UCT ritiene infatti questa proposta il frutto di una forzatura imposta dal Movimento 5 Stelle all’interno della maggioranza. Un cambio di paradigma rispetto al testo adottato dal Consiglio regionale nella precedente legislatura, profondamente “terremotato” da una serie di stravolgimenti imposti da spinte animaliste e ambientaliste.

I Cinque Stelle hanno imposto alla Giunta un cambio di rotta che apre oggi una fase nuova anche per tutte le future scelte di governo in materia di caccia.

Per FIDC-UCT questa proposta di Piano Faunistico non può essere accolta per i gravi danni che rischia di produrre sulla gestione faunistica, sugli appostamenti fissi, sui futuri Calendari venatori e su aspetti - come quello dell’uso delle munizioni a piombo - che di fatto anticiperebbero provvedimenti restrittivi sui quali si sta ancora discutendo a livello nazionale e comunitario. Senza contare le disposizioni inserite a vantaggio delle Aziende Faunistico-Venatorie e Agrituristico-Venatorie e quelle penalizzanti per la caccia in braccata e la gestione degli ungulati.

La nostra Associazione, a differenza di altri, ha analizzato con attenzione e competenza i contenuti del Piano e proprio per questo, con trasparenza verso i propri associati e verso tutti i cacciatori, si sta mobilitando nelle sedi istituzionali e sul territorio per creare le condizioni necessarie a una radicale e incisiva revisione delle criticità contenute nel testo.

Un appello, dunque, alla maggioranza ma anche alle minoranze presenti in Consiglio regionale affinché si proceda, nei tempi necessari e senza fughe in avanti, a una profonda rivisitazione dell’elaborato.

Al termine del suo intervento, Salvadori ha consegnato ai Presidenti delle rispettive Commissioni un corposo elaborato tecnico riassuntivo delle principali osservazioni formulate dall’Associazione.

"La nostra posizione - ha rimarcato Salvadori - è oggi patrimonio comune di altre importanti associazioni venatorie toscane, come Enalcaccia e ANUU Migratoristi. La nostra mobilitazione continuerà nei prossimi giorni e da domani saranno presentate le date delle prime assemblee pubbliche già organizzate in tutte le province toscane, alle quali sono stati invitati e saranno invitati i Consiglieri regionali, i sindaci, le autorità del territorio e il Presidente Giani, in qualità di detentore della delega in materia."

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele, 1
Siena
53100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:30
Giovedì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:30

Telefono

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