Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Siena

Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Siena News e immagini dal Museo Nazionale dell’Antartide "Felice Ippolito". Il museo, fondato nel 1996, è organizzato in tre Sedi: Genova, Siena e Trieste.

Storia del Museo Nazionale dell'Antartide
“Esiste nel nostro pianeta un immenso laboratorio naturale per lo studio dei grandi problemi del futuro. Questo laboratorio è l'Antartide, il continente più affascinante ed inesplorato della terra.” - Felice Ippolito

Terra Australis Incognita nelle antiche carte geografiche rinascimentali, meta di lunghe e pericolose esplorazioni a partire dalla fine del

XVIII secolo, l’Antartide, rappresenta oggi un osservatorio privilegiato per la ricerca scientifica. Ogni anno, il continente antartico si popola di ricercatori provenienti da ogni continente con lo scopo di studiare il passato e il possibile futuro del pianeta Terra. L’adesione dell’Italia al Trattato Antartico nel 1981 ha creato le premesse per lo sviluppo del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) grazie al quale è stata organizzata nel 1985 la prima spedizione scientifica italiana nel continente di ghiaccio. Da allora spedizioni annuali hanno portato numerosi ricercatori in Antartide contribuendo all’impegno della comunità scientifica internazionale. L’attività di ricerca ha prodotto ottimi risultati nei più diversi campi delle scienze: dalla geologia alla biologia, dallo studio dei cambiamenti climatici alla geografia, dalla fisica dell’atmosfera all'inquinamento, dalla glaciologia alla robotica e tele-scienza, dall’ecologia marina alla medicina ed altri ancora. Queste attività vengono svolte prevalentemente nelle due stazioni di ricerca italiane: la stazione Mario Zucchelli e la stazione Concordia, quest’ultima realizzata in collaborazione con la Francia. Ciò ha consentito di raccogliere campioni e reperti ed allestire importanti collezioni biologiche, glaciologiche, litologiche e paleontologiche. La valorizzazione di queste collezioni e, soprattutto, la diffusione e la divulgazione dei risultati scientifici della ricerca italiana in Antartide sono state affidate dal 1996 al Museo Nazionale dell’Antartide nelle sue tre Sedi Genova, Siena e Trieste.

31/08/2026

🌍❄️ANTARTIDE: Al via la spedizione sulla Piattaforma di Ross per stimare il futuro innalzamento del livello degli oceani ❄️🌍

Un team internazionale di scienziati è appena partito per l’Antartide per raccogliere sedimenti glaciomarini ai margini occidentali della Calotta Glaciale che consentiranno di stimare l’innalzamento futuro del livello degli oceani 🌊.

La spedizione, che coinvolge tecnici e specialisti di 13 Paesi, si inserisce nell’ambito del progetto SWAIS 2C (Sensibilità della Calotta Glaciale Antartica Occidentale a un aumento di 2°C) e utilizza tecniche di analisi paleoclimatiche per studiare campioni di sedimenti del fondale marino sotto la Piattaforma di Ross, la più grande piattaforma di ghiaccio sulla Terra, estratti tramite alcune perforazioni fino a 200 metri di profondità sotto il livello del mare.

🇮🇹 Per l’Italia partecipano alla missione l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università di Genova, l’Università di Siena, l’Università degli Studi di Trieste e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), con il supporto del PNRA ( ) attraverso il progetto Italy for SWAIS-2C.

“La Calotta Glaciale Antartica Occidentale contiene una quantità di ghiaccio tale che, se dovesse fondersi completamente, farebbe innalzare il livello del mare di 4-5 metri”, spiega Paola Del Carlo, ricercatrice dell’INGV. “Ricerche recenti hanno mostrato che, a causa dell’aumento della temperatura globale dovuto al cambiamento climatico in atto, il collasso di alcune sue parti potrebbe essere inevitabile; tuttavia, tale aumento della temperatura non ha ancora riguardato le acque sottostanti la grande Piattaforma di Ross che, quindi, costituiscono ancora un sostegno che stabilizza la massa glaciale sovrastante, anche se non sappiamo per quanto”.

La missione in corso nel continente antartico mira a comprendere quale temperatura potrebbe innescare lo scioglimento della Piattaforma di Ross, con successivo collasso della Calotta Glaciale Antartica Occidentale.

“I campioni di sedimenti che il nostro team prevede di recuperare risalgono a centinaia di migliaia, se non milioni, di anni fa, e includono informazioni sull'ultimo periodo interglaciale avvenuto 125.000 anni fa, quando il pianeta era circa 1,5°C più caldo delle temperature pre-industriali”, aggiunge Del Carlo. “L’auspicio è che i risultati di questa ricerca possano contribuire a guidare i piani di previsione e adattamento all'inevitabile innalzamento del livello del mare, nonché a sottolineare ulteriormente l'urgenza di adottare politiche e soluzioni in grado di mitigare le emissioni globali di gas serra”.

La perforazione eseguita a molti chilometri dalla base più vicina – Scott Base della Nuova Zelanda – richiede una notevole capacità logistica per movimentare a bordo di un convoglio di veicoli cingolati personale e strumentazione in un viaggio di oltre 1100 chilometri sulla superficie ghiacciata. La traversata sulla Piattaforma di Ross dovrebbe durare circa 15 giorni e, una volta giunta al sito di perforazione prescelto (denominato KIS3), prevede la realizzazione di una pista di atterraggio sul ghiaccio per aerei equipaggiati con sci, consentendo ai perforatori e agli altri scienziati di raggiungere quest’area a fine novembre.

Nazionale dell'Antartide - Sezione di Siena

🧊 Inexpressible Island – Sei uomini contro l'invernoTra le storie meno note ma più incredibili c'è quella del Northern P...
12/08/2026

🧊 Inexpressible Island – Sei uomini contro l'inverno

Tra le storie meno note ma più incredibili c'è quella del Northern Party della spedizione Scott. Nel 1912, sei uomini rimasero bloccati a Baia Terra Nova perché la nave non riuscì a recuperarli a causa dei ghiacci. Per sopravvivere all'inverno, scavarono una caverna nel ghiaccio di appena 3,6x2,7 metri sull'Isola "Inexpressible". Vissero lì per sei mesi, nutrendosi di foche e pinguini cacciati sul momento e usando il grasso animale come combustibile per cucinare e illuminare l'ambiente. Nonostante le esalazioni tossiche della stufa e le condizioni estreme, tutti e sei riuscirono a tornare alla base di Capo Evans a piedi, percorrendo oltre 300 km.

foto:
Targa commemorativa del winterovering del gruppo Northern party della spedizione di Scott con la nave Terra Nova, a Inexpressible Island PNRA@1989 fototeca MNA Ricci_352.jpg.

⚓  L'incredibile resilienza di Ernest ShackletonLa spedizione di Ernest Shackleton (1914-1917) a bordo della Endurance è...
06/08/2026

⚓ L'incredibile resilienza di Ernest Shackleton

La spedizione di Ernest Shackleton (1914-1917) a bordo della Endurance è considerata la più grande prova di sopravvivenza della storia. L'obiettivo era l'attraversamento transantartico, ma la nave fu stritolata dai ghiacci nel Mare di Weddell, lasciando i 28 uomini dell'equipaggio su una lastra di ghiaccio alla deriva. Shackleton riuscì a portare tutti in salvo dopo una marcia estenuante trascinando le scialuppe sulle slitte e compiendo una traversata oceanica disperata di 1.300 km fino alla Georgia del Sud. Nonostante il fallimento dell'obiettivo geografico, Shackleton non p***e nemmeno un uomo, rendendo la sua impresa un esempio insuperato di leadership.
foto:
-Ernest Herny Shackleton Photograph by F. Hurley - https://en.wikisource.org/wiki/Page:South_-_the_story_of_Shackleton%27s_last_expedition,_1914-1917.djvu/35, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122463176

🏁  La corsa al Polo Sud – Amundsen vs ScottIl 14 dicembre 1911 segna una data storica: il norvegese Roald Amundsen raggi...
01/08/2026

🏁 La corsa al Polo Sud – Amundsen vs Scott
Il 14 dicembre 1911 segna una data storica: il norvegese Roald Amundsen raggiunge per primo il Polo Sud geografico. La sua spedizione fu un capolavoro di organizzazione, basata sull'uso di slitte trainate da 52 cani e su una rotta innovativa attraverso il ghiacciaio Axel Heiberg. Solo 34 giorni dopo, il 17 gennaio 1912, arrivò il capitano inglese Robert Falcon Scott, che trovò ad attenderlo la tenda norvegese Poleheim. Per Scott e i suoi quattro compagni, la delusione fu l'inizio di una tragedia: stremati dal freddo e dalla fame, perirono tutti durante il viaggio di ritorno, lasciando nei loro diari una testimonianza immortale di coraggio e valori universali.

foto:
-I percorsi verso il Polo Sud seguiti da Scott (in verde) e Amundsen (in rosso). 1911–1912.By Soerfm - Own work, CC BY-SA 4.0,
-Robert Falcon Scott con equipaggiamento da slitta. Photo: Herbert Ponting, Wikimedia Commons. https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54081493
-Roald Amundsen nel 1906 - National Library of Norway - https://www.flickr.com/photos/national_library_of_norway/11705099416/, No restrictions, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41841190

Gent.li visitatrici e visitatori ricordiamo che il MNA Siena effetturà la chiusura estiva nel mese di AGOSTO.Dear visito...
31/07/2026

Gent.li visitatrici e visitatori ricordiamo che il MNA Siena effetturà la chiusura estiva nel mese di AGOSTO.
Dear visitors, we kindly inform you that MNA Siena will be closed for the summer holiday throughout August.

❄️  Sopravvivere alla notte polare – L'odissea della BelgicaIl primato della prima notte trascorsa tra i ghiacci apparti...
27/07/2026

❄️ Sopravvivere alla notte polare – L'odissea della Belgica

Il primato della prima notte trascorsa tra i ghiacci appartiene alla spedizione belga di Adrien de Gerlache (1898-1899). La nave Belgica rimase intrappolata per un anno intero nel pack del Mare di Bellingshausen. A bordo c'erano due giovani destinati alla leggenda: l'americano Frederick Cook e il norvegese Roald Amundsen. Per evitare che lo scafo fosse stritolato, l'equipaggio usò pelli di foca piene di paglia come ammortizzatori. Fu proprio l'intuizione di Amundsen e Cook di cibarsi di carne fresca di foca e pinguino a salvare gli uomini dallo scorbuto, permettendo loro di tornare in mare aperto dopo oltre un anno di prigionia glaciale.

foto: La Belgica ancorata all'isola Anvers, alla base di Mount William.
http://www.photolib.noaa.gov/htmls/corp2838.htm. Originally from "Resultats du Voyage du S. Y. BELGICA en 1897-1898-1899 .... Rapports Scientifiques ... Travaux Hydrographiques et Instructions Nautiques" by G. Lecointe, 1903. P. 110. Plate XI.

23/07/2026
🚢  La scoperta del Continente Bianco (1819-1821)La conferma dell'esistenza del continente arrivò solo nella prima metà d...
23/07/2026

🚢 La scoperta del Continente Bianco (1819-1821)

La conferma dell'esistenza del continente arrivò solo nella prima metà del XIX secolo grazie a una competizione tra grandi potenze. Tra il 1819 e il 1821, spedizioni guidate dall'inglese William Smith e dal russo Thaddeus von Bellingshausen (inviato dallo Zar Alessandro I) avvistarono le prime coste. Si ritiene che proprio Bellingshausen sia stato il primo uomo a posare lo sguardo sull'Antartide vera e propria. In quell'epoca pionieristica, la sopravvivenza era legata a esperimenti estremi: gli equipaggi utilizzavano gli iceberg per l'approvvigionamento di acqua dolce e testavano la commestibilità della carne di pinguino per resistere alle lunghe traversate.
foto: Ritratto del capitano von Bellingshausen, opera di artista ignoto-Wikipedia

21/07/2026

The peak melt season for Arctic sea ice occurs in summer, with ice cover reaching its lowest point in September. July is historically the warmest month in the Arctic with the highest volume of ice loss. See current conditions with NSIDC's Chartic graph: https://bit.ly/4rWyQKH

🗺️ L'Antartide prima dell'uomo – Tra mito e realtàSapevate che l'Antartide ha avuto un nome prima ancora di essere scope...
20/07/2026

🗺️ L'Antartide prima dell'uomo – Tra mito e realtà

Sapevate che l'Antartide ha avuto un nome prima ancora di essere scoperta? Già nel 500 a.C., i filosofi greci ipotizzarono l'esistenza di una massa continentale nell'emisfero sud per controbilanciare le terre del nord (sotto la costellazione dell'Orsa, Arktos): la chiamarono Antarkticos. Il mistero rimase tale fino al 1773, quando James Cook navigò per primo oltre il Circolo Polare Antartico. Nonostante si fosse avvicinato così tanto da "sentirne" l'esistenza tra le nebbie e gli iceberg, Cook profetizzò erroneamente che nessuno sarebbe mai riuscito a spingersi più a sud di lui e che quelle terre non sarebbero mai state toccate da piede umano.
foto: PNRA@2012

Indirizzo

Via Laterino 8
Siena
53100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390577233793

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Siena pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Siena:

Condividi