Beni Culturali Arcidiocesi di Siena

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Beni Culturali Arcidiocesi di Siena Pagina ufficiale dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell'Arcidiocesi di Siena - Colle di Val d'Elsa - Montalcino.
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L'Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici dell'Arcidiocesi di Siena - Colle di Val d'Elsa - Montalcino tutela, gestisce e promuove il patrimonio artistico e culturale afferente alle proprietà ecclesiastiche di tutto il territorio dell'Arcidiocesi.

   Il   è un territorio suggestivo non solo per la sua bellezza, ma anche per la peculiarità storica di essere “terra di...
14/10/2026




Il è un territorio suggestivo non solo per la sua bellezza, ma anche per la peculiarità storica di essere “terra di confine” fra due culture: la senese e la fiorentina. Anche la storia delle comunità ecclesiali e della loro fede è compenetrata da questa caratteristica di ponte fra le Chiese; ancora oggi infatti, in questo territorio compreso fra le province di Siena e Firenze, si affacciano ben quattro sedi vescovili coi loro territori: Siena, Firenze, Fiesole e Arezzo.

e quasi tutto il suo territorio comunale è parte integrante dell’ . Poco più a valle della piazza centrale con la Rocca, antico emblema civico della comunità, si erge la bella chiesa neo-romanica del Santissimo Salvatore, riedificata completamente su una precedente medievale nel 1945, a seguito dei danni subiti durante la guerra. Il progetto fu realizzato dall’architetto senese Menotti Lucattelli, che riedificò completamente l’edificio erigendolo su tre navate con il campanile addossato al lato sinistro della facciata.
Al suo interno sono conservate opere di primo quattrocento, come la scultura raffigurante un apostolo in legno policromo e l’affresco nel transetto sinistro della Vergine col Bambino, di gusto tardo-gotico fiorentino.
In chiesa si trovano anche le testimonianze più care alla fede dei castellinesi: le reliquie del Santo Patrono Fausto, e l’immagine della Madonna cosiddetta di Cispiano, dalla chiesa rurale dove era conservata fino a pochi decenni or sono. La sacra immagine, tanto cara al popolo del Chianti, è una formella in ceramica ottocentesca raffigurante la Madonna del Conforto, versione aretina della senese Madonna di Provenzano: una delle tante particolarità, anche nella fede, del fascino di una “terra di confine”.

   CHIESA DI SAN PIETRO A CEDDAPosta sulla via che da   sale sulle colline del Chianti, l’antica chiesa di San Pietro a ...
28/09/2026




CHIESA DI SAN PIETRO A CEDDA

Posta sulla via che da sale sulle colline del Chianti, l’antica chiesa di San Pietro a è una delle più significative testimonianze di architettura romanica nel territorio dell’ .
Documentata come canonica dal secolo XI, la struttura attuale riporta caratteristiche peculiari del secolo successivo, ancora visibili nonostante le aggiunte e i rifacimenti successivi. Ricchi di fregi scolpiti nella pietra arenaria sono l’architrave del portale di accesso, con l’iscrizione dedicatoria, e le decorazioni interne ed esterne dell’abside.
La struttura interna è a navata unica: l’arco trionfale è sorretto da due pilastri con capitello e pulvino decorato a motivi antropomorfi e fitomorfi.
Dell’antica decorazione pittorica, a causa dei rifacimenti in epoca moderna, rimangono solo due lacerti di pitture murali: una santa a figura intera a sinistra dell’altare, databile ad un maturo ‘200, e un volto dell’apostolo Pietro, di poco più tardo, sul lato destro della navata.
Apparteneva al patrimonio artistico di San Pietro a Cedda il trittico tardo-gotico del fiorentino Ventura di Moro, databile nel secondo quarto del secolo XV, che rappresenta la Vergine col Bambino e due offerenti, fra i santi Francesco, Pietro, Paolo e Agostino. L’opera fu oggetto di furto circa cinquanta anni fa. Ritrovata dalle forze dell’ordine, fu restaurata e musealizzata. Oggi è esposta nelle collezioni diocesane del Museo San Pietro di Colle di Val d’Elsa.

Giovedì 30 luglio 2026, presso il Palazzo Arcivescovile, è avvenuta la restituzione di un altro prezioso frammento di pa...
30/07/2026

Giovedì 30 luglio 2026, presso il Palazzo Arcivescovile, è avvenuta la restituzione di un altro prezioso frammento di pagina miniata, recuperato dal Comando 𝗔𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 per la Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, e riconsegnato all’ .
L’opera in questione infatti, insieme ad un altro nucleo di beni rientrato in Italia e provenienti da collezioni americane, era conservata presso il Cleveland Museum of Art.
La miniatura è parte di un codice appartenente ad un gruppo di libri liturgici medievali, realizzati tra il XIII e il XV secolo, per il convento francescano di San Lucchese in Poggibonsi. Nel corso del XIX secolo, a seguito dell’allontanamento dei frati dal convento, i preziosi manoscritti furono trasferiti nella Concattedrale di Colle di Val d’Elsa, dove subirono due principali episodi di furto nel 1932 e nel 1982. La miniatura restituita apparve sul mercato sul 1952,quando fu acquistata dal Museo di Cleveland. Gli esiti delle trattative diplomatiche condotte dal governo italiano, che ha riportato in Italia un ingente patrimonio culturale, sono stati diffusi a Roma, dal Ministero della Cultura, nella conferenza stampa del 30 aprile scorso.
L’opera che oggi torna alla , consiste in un ritaglio di pagina miniata con un capolettera “A” e una scena istoriata raffigurante Cristo benedicente tra due angeli sopra al gruppo degli Apostoli; risalente al primo decennio del Trecento, sarebbe attribuita al cosiddetto Maestro dei corali di San Lucchese, artista formatosi probabilmente nell’ambito del Primo Maestro dei corali del Duomo di Siena. La lettera “A” potrebbe essere l’iniziale di un testo liturgico della prima domenica d’Avvento. La restituzione va ad arricchire il patrimonio di questi corali miniati che è stato riconsegnato all’Arcidiocesi nel 2020 e nel 2025, ed oggi conservato presso il Museo San Pietro di Comune di Colle di Val d’Elsa.

NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA24 giugno“Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv ...
23/06/2026

NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA
24 giugno

“Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è voce per un po’ di tempo; Cristo invece è il Verbo eterno fin dal principio.” (Sant’Agostino, Sermo CCXCIII)

La SANTA ICONA del Precursore, Giovanni il battista, conservata nel sacello della reliquia, nella ., realizzata nel 2009 nel Monastero di Xenophontos, sul Monte Athos.

Il 4 settembre 2009 , Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico, giunse a Siena in visita privata. In Cattedrale volle venerare la celebre reliquia del braccio destro di .

La reliquia ha un legame forte con Costantinopoli e tutta l’ortodossia: fu donata da Pio II alla Città di Siena nel 1464 e da allora conservata in Cattedrale, nel sacello segreto sopra la Ca****la di San Giovanni. Pio II l’aveva ricevuta in dono da Tommaso Paleològo, già Dèspota di Morèa in Grecia e fratello dell’ultimo Imperatore romano d’Oriente Costantino XI morto nella caduta di Costantinopoli il 29 maggio 1453. Tommaso, nel tentativo di farsi appoggiare dal Papa e dai potentati occidentali nella sua pretesa al trono imperiale ormai conquistato dal turco invasore, donò insigni reliquie a Pio II, tra le quali quella del Santo Precursore, che dalla Siria era giunta a Costantinopoli e di lì in Serbia, nel tesoro reale dei sovrani serbi. L’ultima regina di Serbia, Irene, era figlia di Tommaso; fuggendo anch’ella dall’invasione turca raggiunse il padre, portando con sé la preziosa reliquia. Pio II volle che fosse conservata dalla sua , nella Cattedrale da lui elevata come “Metropolitana”, e venerata da Senesi e pellegrini in occasioni speciali. Ancora oggi la reliquia viene esposta sull’altar maggiore nei giorni della festa della Natività di San Giovanni.

Il Patriarca Bartolomeo, come segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta, commissionò allo ieromonaco Lucas, del monastero di Xenophontos sul Monte Athos, una preziosa icona del Precursore, il “Pròdromos”, che volle donare il 24 giugno 2010 all’ , in segno di fraterna comunione.

20 giugnoMemoria del BEATO ANDREA GALLERANI, laico ,(Mensano, 1552 - Siena, 1607),il   distribuisce il paneai poveri, 15...
19/06/2026

20 giugno
Memoria del BEATO ANDREA GALLERANI, laico

,
(Mensano, 1552 - Siena, 1607),
il distribuisce il pane
ai poveri, 1592, olio su tavola, Oratorio di San Bernardino (dalla compagnia di San Sebastiano in Camollia, in origine nella Compagnia del Beato Andrea Gallerani).

Il dipinto è una delle quattro tavole centinate, oggi esposte nel Museo Diocesano di Siena, che formavano le testate di cataletto, una lettiga utilizzata dalle compagnie laicali per il trasporto e l’esposizione dei defunti; furono commissionate al Casolani dalla compagnia del Beato Andrea Gallerani nell’ultimo decennio del XVI secolo.

Il Beato Gallerani, fra i santi più celebri nella storia medievale della , morì nel 1251.
Nobile senese, rinunciò ai suoi privilegi per vivere nella carità, assistendo i poveri e i malati. Fondò la “Casa di Misericordia”, da cui molto più tardi sarebbe nata l’attuale Arciconfraternita di Misericordia di Siena.

19/06/2026
20 giugnoMemoria del BEATO ANDREA GALLERANI, laico ,(Mensano, 1552 - Siena, 1607),il   distribuisce il paneai poveri, 15...
19/06/2026

20 giugno
Memoria del BEATO ANDREA GALLERANI, laico

,
(Mensano, 1552 - Siena, 1607),
il distribuisce il pane
ai poveri, 1592, olio su tavola, Oratorio di San Bernardino (dalla compagnia di San Sebastiano in Camollia, in origine nella Compagnia del Beato Andrea Gallerani)

Il dipinto è una delle quattro tavole centinate, oggi esposte nel Museo Diocesano di Siena, che formavano le testate di cataletto, una lettiga utilizzata dalle compagnie laicali per il trasporto e l’esposizione dei defunti; furono commissionate al Casolani dalla compagnia del Beato Andrea Gallerani nell’ultimo decennio del XVI secolo.

Il Beato Gallerani, fra i santi più celebri nella storia medievale della , morì nel 1251.
Nobile senese, rinunciò ai suoi privilegi per vivere nella carità, assistendo i poveri e i malati. Fondò la “Casa di Misericordia”, da cui molto più tardi sarebbe nata l’attuale Arciconfraternita di Misericordia di Siena.

Lettera capitale dell’antifona d’introito “Cibavit eos ex adipe frumenti, alleluia”, tempera e oro su pergamena, sec.XV,...
04/06/2026

Lettera capitale dell’antifona d’introito “Cibavit eos ex adipe frumenti, alleluia”, tempera e oro su pergamena, sec.XV, , (già nel convento francescano di San Lucchese in Poggibonsi).

L’antifona “Cibavit”, nella liturgia romana, segna l’inizio della celebrazione eucaristica nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore Gesù Cristo.
Il testo “Cibavit eos ex adipe frumenti, alleluia” (Li hai nutriti con fiore di frumento, alleluia) è tratto dal salmo 80 (81), ed è l’antifona d’ingresso (introito) nella Messa del .

Il miniaturista ha decorato la lettera capitale C con motivi fitomorfi e ha inserito al suo interno la figurazione di un presbitero colto nel momento dell’elevazione dell’Ostia, durante la celebrazione della Messa. Il contesto francescano da cui proviene il frammento di pergamena è significato dal chierico in ginocchio che assiste alla celebrazione, dalla cui alba spunta il cappuccio del saio francescano.

L’immagine è ritagliata da una pagina di un codice pergamenaceo del XV secolo, oggetto di furto nel 1982 dal Palazzo Vescovile di Colle di Val d’Elsa, dove i manoscritti erano stati trasferiti dal vicino convento francescano di San Lucchese in Poggibonsi, a seguito delle confische agli Ordini religiosi successive all’unità d’Italia.
Alcune pagine e ritagli di miniature sono stati ritrovati negli ultimi anni dall’ , Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Restituiti all’ , sono oggi conservati, e in parte esposti, al Museo San Pietro di Colle di Val d’Elsa.

“La pace sia con tutti voi!Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, c...
07/05/2026

“La pace sia con tutti voi!
Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi!”


8 maggio 2025
I anniversario dell’elezione

PIETRO DANDINI, Nozze mistiche di Santa Caterina da Siena, olio su tela, 1678, Cattedrale di Siena.“… il dì 28 aprile gi...
28/04/2026

PIETRO DANDINI, Nozze mistiche di Santa Caterina da Siena, olio su tela, 1678, Cattedrale di Siena.

“… il dì 28 aprile giorno della vigilia della serafica nostra Santa Caterina si messe su il quadro rappresentante lo Sposalizio della medesima Santa col Nostro Signore Gesù Cristo all’altare fatto fare in nostra Chiesa dall’ […] Eminentissimo Sig. Cardinal Piccolomini nostro dignissimo Pastore e detto quadro è del Sig. Pietro Dandini fiorentino”. AOMS 730, 69v.

La cronaca conservata nell’Archivio dell’ ci narra come il 28 aprile 1678, sotto l’episcopato del cardinale arcivescovo Piccolomini, viene esposta la grande tela raffigurante le Nozze mistiche di , realizzata per il nuovo altare laterale, voluto dall’arcivescovo sul lato destro della , intitolato alla Santa senese.

L’opera fu realizzata dal pittore fiorentino , in una fase apicale della sua carriera e ormai noto anche in ambienti senesi.

L’iconografia delle “NozzeMistiche” di Santa Caterina è ormai nota da due secoli e fa riferimento a quanto narrato nelle fonti cateriniane, in particolare nella “Legenda maior” del Beato Raimondo da Capua. Il tema spirituale è in continuità con quello ben più antico delle nozze mistiche di un’altra Santa Caterina, la martire d’Alessandria d’Egitto, vissuta fra il III e il IV secolo.

Caterina riceve l’anello nuziale al dito direttamente dal Signore, raffigurato con le sembianze del Risorto e con il mano lo scettro della sua regalità. È sorretta dalle braccia della Vergine e circondata da una carola di angeli da cui emerge a sinistra Santa Maria Maddalena, col vaso dell’unguento. Ai piedi della scena sono ritratti in contemplazione San Giovanni evangelista, il re David e i Santi Paolo e Domenico.

Indirizzo

Piazza Del Duomo, 6
Siena
53100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+39057742020

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