12/04/2026
La città romana, nella sua configurazione teorica e pratica, è concepita come un organismo unitario, ordinato secondo principi di funzionalità, orientamento e gerarchia degli spazi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le città antiche si presentano oggi come realtà stratificate, profondamente trasformate da ricostruzioni, adattamenti e mutamenti storici. Questa condizione rende difficile isolare e leggere integralmente una specifica fase urbana.
In questo quadro, Saepinum costituisce un’eccezione che ancora oggi riesce a fotografare fedelmente le linee urbane antiche.
L’assetto urbano e monumentale della città si definisce tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., nel quadro della riorganizzazione territoriale promossa da Augusto.
La costruzione della cinta muraria in opus reticulatum, tecnica tipica della prima età augustea, promossa da Druso Maggiore e Tiberio, figliastri di Augusto, definisce in modo stabile il perimetro urbano.
Non si tratta soltanto di una struttura difensiva, ma dell’elemento che fissa la forma stessa della città. All’interno di questo limite, l’organizzazione dello spazio risponde a una logica rigorosa: il cardo e il decumano strutturano la maglia urbana e regolano i flussi, configurandosi come assi porticati a
forte vocazione commerciale, caratterizzati dalla presenza continua di tabernae.
In prossimità del foro si concentrano le principali funzioni pubbliche, basilica, tempio, macellum, mentre i complessi monumentali risultano distribuiti in settori distinti, secondo una chiara articolazione funzionale dello spazio urbano.
Mentre altre città sono state inghiottite dalla modernità, a Saepinum l'intuizione urbanistica di Roma antica è rimasta intatta, cristallizzata nel tempo. Un vero e proprio manuale di architettura a cielo aperto, dove l'ordine di ieri è la meraviglia di oggi.
Immagine elaborata da illustrazione originale di Francesco Corni.
Ministero della Cultura museitaliani