14/11/2025
Interrogata da D di Repubblica sui temi fondanti del proprio lavoro – in occasione dell’inaugurazione della sua nuova opera per la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo – Loredana Longo ci dedica ancora parole intense e sentite. Prova che quando una vera artista transita attraverso storie, traumi, memorie, lo fa mettendo in gioco tutta se stessa e lasciandosi modificare dalle esperienze che genera.
Un profondo grazie da Savoia di Lucania. Anche tu ci hai modificato irreparabilmente, con la tua sensibilità e coscienza.
«La violenza rispecchia il fatto che sono appassionata della libertà. È una ribellione all’assenza di libertà. È quella che si esercita quando qualcuno o qualcosa vuole opprimerti. Mesi fa ho fatto a Savoia di Lucania, una performance dove ero bendata che si chiamava Blind. Era nell’ambito di UnMonumental sulla riabilitazione di Giovanni Passannante, un anarchico che aveva tentato di ammazzare Umberto primo con un coltellino. Aveva ricevuto una punizione ‘esemplare’, seppellito in una cella sotterranea di isolamento all’Elba con l’acqua che saliva e scendeva tutti i giorni per un metro e mezzo. Da solo, al buio, nell’acqua salata, una delle peggiori torture che si possano fare a un essere umano. Dopo dieci anni era diventato cieco. Mi aveva colpito molto la sua storia, la sua cecità, quella di chi gliela aveva provocata e la nostra che spesso non riusciamo a vedere la verità».
Qui l’articolo completo:
https://d.repubblica.it/culture/arte/2025/11/11/news/loredana_longo_artista_chi_e_opere-424972039/