17/09/2026
Mi ricevette nel suo studio che confinava con la campagna e dopo un poco, siccome è uomo di disarmata semplicità e di chiaro proporsi, prese a spiegarmi il segreto del suo miracolo quotidiano, la fatica e la certosina pazienza che sono alla base di quel miracolo. Conoscere un segreto spesso non basta a diradare un mistero (scrivendo di Cordio, Sciascia affermava che nelle sue acqueforti “c’è qualcosa di misterioso, e di misteriosamente inventato”); stavo quindi per rivolgergli delle domande quando non lo sentii più muoversi alle mie spalle. Ebbi l’impressione che fosse uscito dallo studio e mi voltai: stava in piedi, silenzioso, un suo foglio tenuto con le due mani e lo guardava. Il suo occhio aperto, quasi spalancato, luceva di una gioiosa e attonita meraviglia e subito mi resi conto che stava guardando al di là dei suoi stessi colori, stava guardando
qualcosa che quei colori gli avevano ricordato. Museo Cordio