10/08/2026
L'origine di una città è spesso un fatto complesso, risultante dall'intreccio di più fattori. Sansepolcro rientra in questa fattispecie. Parlando delle sue origini è inevitabile sottolineare l'importanza del monastero del Santo Sepolcro, prima benedettino e poi camaldolese. I primi documenti, risalenti al 1012, attestano la presenza di un monastero dedicato al Santo Sepolcro in una località detta Noceati, nel territorio di Città di Castello. L'anno seguente il monastero riceve due privilegi, dall'imperatore e dal papa. Altri due privilegi vengono concessi dall'imperatore, Enrico II, nel 1022 e uno da Corrado II nel 1038. Quest'ultimo si conserva in Archivio in una copia autenticata dell'anno 1243. Si tratta di un documento particolarmente importante, dal momento che assegna all'abate la facoltà di organizzare un mercato settimanale nel giorno di sabato e una fiera annuale nel giorno dell'anniversario della dedicazione della chiesa. Questi ultimi due elementi assumono un'importanza notevole per l'accelerazione del processo di nascita e crescita dal Borgo, processo a sua volta attivato dalla presenza del monastero e degli homines che ne lavorano le terre e beneficiano di esenzioni fiscali. Il diploma del 1038 è uno dei più importanti motivi "genetici" di Sansepolcro, che assume molto presto la fisionomia di centro di commercio.
Nella foto (di Enzo Mattei): il privilegio del 1038 in copia autentica del 1243.