Museo del brigantaggio e dell'emigrazione - San Potito Sannitico, Caserta

Museo del brigantaggio e dell'emigrazione - San Potito Sannitico, Caserta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Museo del brigantaggio e dell'emigrazione - San Potito Sannitico, Caserta, Museo di storia, Località Torelle, San Potito Sannitico.

30/07/2026

Ringraziamo con il cuore tutti i visitatori di questi giorni.

Il Museo non va in vacanza. È sempre aperto al pubblico, prenotando la visita ai numeri indicati. 🤠

20/07/2026
19/07/2026

Non mancate!

Live con il pasto del Brigante. 🤠Vi aspettiamo in Piazza della Vittoria a San Potito Sannitico.Inoltre vi ricordiamo che...
18/07/2026

Live con il pasto del Brigante. 🤠

Vi aspettiamo in Piazza della Vittoria a San Potito Sannitico.
Inoltre vi ricordiamo che il Museo sarà straordinariamente aperto per tutti voi.

16/07/2026

Si ricorda che, per l'intera durata del fine settimana, le porte del Museo del Brigantaggio resteranno straordinariamente aperte al pubblico, offrendo la possibilità di riscoprire l'identità storica del Matese.

Vi aspettiamo a San Potito Sannitico per Balli, Canti, Musica e Briganti. 🤠

Vi aspettiamo numerosi.Love Matese Teatro e Arti performative "Margine Comunicante" Comune di San Potito Sannitico
10/07/2026

Vi aspettiamo numerosi.

Love Matese
Teatro e Arti performative "Margine Comunicante"
Comune di San Potito Sannitico

Storie di brigantesse, di donne che hanno vissuto la crudele sorte dei loro compagni; di uomini, senza più nulla da perdere.
Testi originali, ispirati alle vicende intense del brigantaggio nel Meridione, passando per i fatti di San Potito Sannitico

Trek urbano teatralizzato tra i vicoli di San Potito Sannitico ❤️
Evento aperto a tutte e a tutti
Promosso e sostenuto da

Ingresso libero

Percorso facile
Durata 1 ora e mezza circa

Partenza dalla Villa comunale
Ore 20:30



10/07/2026
12/06/2026

I NOSTRI EROI - LA RESISTENZA !
MICHELINA DI CESARE!

La storia di Michelina Di Cesare è una delle più intense e tragiche del periodo post-unitario italiano. Definirla semplicemente una "brigante" sarebbe riduttivo: fu una figura centrale della resistenza borbonica e contadina contro l'esercito sabaudo nel Sud Italia.
​Ecco il ritratto di una donna che scelse la montagna alla sottomissione.
​Le origini e la scelta della macchia
​Nata nel 1841 a Caspoli, una frazione di Mignano Monte Lungo (nell'allora Terra di Lavoro), Michelina proveniva da una famiglia poverissima. La sua non fu una scelta ideologica raffinata, ma una reazione viscerale alla miseria e ai soprusi del nuovo Stato unitario.
​Dopo la morte del primo marito, Michelina si legò a Francesco Guerra, un ex soldato borbonico diventato capo di una banda di partigiani/briganti. Da quel momento, la sua vita cambiò radicalmente:
​Abbandonò la vita civile per rifugiarsi sui monti del Matese.
​Divenne la compagna e la stretta collaboratrice di Guerra.
​Assunse un ruolo di comando, partecipando attivamente alla pianificazione degli attacchi e al reclutamento.
​Michelina in battaglia
​A differenza di molte altre "drude" (termine dispregiativo usato dai piemontesi per indicare le compagne dei briganti), Michelina era una combattente a tutti gli effetti. Spesso ritratta con il costume tradizionale, la carabina in mano e lo sguardo fiero, divenne l'anima tattica del gruppo.
​La sua banda era nota per la capacità di colpire e sparire nei boschi, sfruttando la profonda conoscenza del territorio e l'appoggio di una popolazione locale che vedeva nei briganti gli ultimi difensori contro "l'invasore" del Nord.
​Il tradimento e la fine cruenta
​La fine di Michelina Di Cesare non arrivò sul campo di battaglia, ma attraverso l'inganno. Nel 1868, la banda fu tradita da un informatore (probabilmente un parente o un ex compagno) che rivelò il loro nascondiglio alle truppe del generale Pallavicini.
​Durante l'assalto delle truppe sabaude:
​Michelina fu sorpresa nel sonno e catturata.
​Venne torturata ferocemente affinché rivelasse i nomi dei complici, ma non cedette.
​Fu uccisa insieme a Francesco Guerra il 30 agosto 1868.
​L'orrore post-mortem: Per dare un segnale definitivo alla popolazione e spegnere ogni spirito di rivolta, il comando sabaudo decise di esporre i cadaveri nudi e martoriati di Michelina e degli altri briganti nella piazza del paese. Le foto di quel corpo sfigurato divennero il simbolo crudele della repressione nel Mezzogiorno.
​Un'eredità complessa
​Oggi Michelina Di Cesare è considerata da molti come un'icona dell'identità meridionale e della resistenza contro un'Unità d'Italia calata dall'alto con la forza delle baionette. La sua figura incarna la disperazione di una terra che non trovò nel nuovo Regno il riscatto promesso, ma solo nuove tasse e servizio militare obbligatorio.

In visita al Museo i bambini delle classi quarta e quinte del plesso di Gioia Sannitica dell'Istituto Comprensivo Alife,...
19/05/2026

In visita al Museo i bambini delle classi quarta e quinte del plesso di Gioia Sannitica dell'Istituto Comprensivo Alife, insieme alle loro maestre e ad Ettore Golvelli, fantastica guida. 🤠

Tornate a trovarci!

La stanza di Emy racconta un qualcosa di magico. Partenze, ritorni, lettere...Venite a trovarci!
09/05/2026

La stanza di Emy racconta un qualcosa di magico. Partenze, ritorni, lettere...
Venite a trovarci!

Indirizzo

Località Torelle
San Potito Sannitico
81016

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