Museo delle Terre Nuove

Museo delle Terre Nuove Il primo museo dedicato al fenomeno della fondazione dei nuovi centri abitati nel Tardo Medioevo, le Terre Nuove, in particolare sul territorio fiorentino.

Normali funzionamento

Vi ricordiamo i nostri orari: ad eccezione del lunedì in cui siamo chiusi, siamo felici di accogliervi dal martedì al ve...
27/08/2020

Vi ricordiamo i nostri orari: ad eccezione del lunedì in cui siamo chiusi, siamo felici di accogliervi dal martedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19.00!

Puoi contattarci tramite telefono ☎️ 055 9126213 oppure scriverci una email 📧 a [email protected]

👉 BIGLIETTI E RIDUZIONI
€5,00 ingresso intero
€3,00 ingresso ridotto gruppi (>15), 18/25 anni, >65 anni
Gratuito ingresso residenti del Comune di San Giovanni Valdarno e < 18 anni
+ €3,00 per servizio di visita animata o attività.

Ogni prima domenica del mese l’accesso al museo è gratuito per tutti.

Attraverso il nostro sito puoi gettare un piccolo sguardo sul Museo e la sua storia ma soprattutto su quella affascinant...
19/08/2020

Attraverso il nostro sito puoi gettare un piccolo sguardo sul Museo e la sua storia ma soprattutto su quella affascinante delle Terre Nuove.

Con la rinascita dell’anno Mille infatti la crescita di popolazione, il rifiorire delle città, la ripresa degli scambi commerciali inaugurarono un periodo favorevole per tutto il territorio.
Sovrani, nobili, istituzioni religiose e Comuni iniziarono a estendere il loro controllo sui territori circostanti: nacquero così le Terre Nuove, dove i nuovi abitanti potevano godere della libertà dai vincoli di natura feudale, di esenzioni fiscali e dell’offerta di un lotto edilizio per costruire le loro abitazioni.

Il Museo dedica una particolare attenzione alle sviluppo che tale fenomeno ebbe in Toscana e nel territorio fiorentino dove, dalla fine del XIII secolo, presero vita numerosi nuovi centri: tra questi San Giovanni Valdarno, o meglio Castel San Giovanni.

Scopri di più 👉👉 http://www.museoterrenuove.it/struttura-museale/

Scopri le sale che ti aspettano nel nostro museo: dalla rivoluzione urbana del tardo Medioevo alle nuove comunità fino a...
15/08/2020

Scopri le sale che ti aspettano nel nostro museo: dalla rivoluzione urbana del tardo Medioevo alle nuove comunità fino alla nascita di Castel San Giovanni >>> museoterrenuove.it/le-sale
Il nostro percorso nelle sale vi consentirà di comprendere le ragioni della nascita delle Terre Nuove, indagandone i caratteri urbanistici e architettonici.

I nostri orari:
👉lunedì chiuso
🕒 da martedì a venerdì h15/19
🕘 sabato e domenica h10/13 e 15/19

Il #MuseoTerreNuove è ospitato all'interno di #PalazzoArnolfo.La sua torre campanaria, come in ogni piccolo centro abita...
13/08/2020

Il #MuseoTerreNuove è ospitato all'interno di #PalazzoArnolfo.

La sua torre campanaria, come in ogni piccolo centro abitato, in epoca medievale divenne un elemento urbanistico di riferimento, indispensabile a scandire il trascorrere delle ore di lavoro e la quotidianità dei cittadini.

Vi aspettiamo al Museo!
Ecco gli orari nei quali siamo pronti ad accogliervi nel rispetto di tutte le direttive anti-Covid
👉lunedì chiuso
🕒 da martedì a venerdì h15/19
🕘 sabato e domenica h10/13 e 15/19

Dal dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"Dopo aver dialogato con il Vicario, il piccolo Masaccio sc...
16/07/2020

Dal dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"

Dopo aver dialogato con il Vicario, il piccolo Masaccio scende le scale del palazzo civico per avviarsi all’uscita; ma è qui che le parole ascoltate generano in lui progetti fantastici di città ideali, dalle forme armoniose ed equilibrate, tese a favorire la migliore qualità della vita individuale e collettiva. Sogno dell’umanità dalle sue origini fino ai giorni nostri, la progettazione ordinata, misurata e precisa di Castel San Giovanni diventa così il punto di partenza per un viaggio a occhi aperti che attraversa il tempo e lo spazio.

E’ questa la scena in cui, sulle pareti del palazzo divenute specchi dell’ingegno di Masaccio e di tutti noi, trovano posto raffinate creazioni urbanistiche e architettoniche, dalle forme geometriche perfette, echi delle città ideali della storia: dal progetto di Sforzinda di Filarete alle tre vedute di Urbino, Berlino e Baltimora, da Palmanova alla Città del sole di Tommaso Campanella, giungendo alle utopie e ai progetti dei grandi artisti, architetti e urbanisti del XX e del XXI secolo.

Così, nel sogno di una città in cui vivere, come individui e come comunità, ci lasciamo con le parole di Italo Calvino: "La conosci? Dov’è? Qual è il suo nome? Non ha nome né luogo. È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio,oppure il suo rovescio, una paura. Le città, come i sogni, sono costruite di sogni e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra." (Italo Calvino, Le città invisibili)

Dal dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"Anche i soldati e le guardie del palazzo del Vicario - e l...
09/07/2020

Dal dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"

Anche i soldati e le guardie del palazzo del Vicario - e lo stesso Vicario, Giovanni di Forese Salviati, in carica nel 1409 - sono stati definiti grazie all’ausilio di fonti iconografie importanti, in grado di fornire particolari preziosi nella precisazione di vesti e finiture: ricordiamo qui i soldati del Martirio di Giovanni Battista della predella del Polittico di Pisa di Masaccio (Staatliche Museen, Berlino) o il desco con il Trionfo della fama dello Scheggia (Metropolitan Museum of Art, New York), ma anche gli armigeri dipinti da Piero della Francesca nelle Storie della vera croce della Basilica di San Francesco ad Arezzo.
L’aspetto del Vicario, nei tratti e nelle vesti, ricorda invece i dignitari fiorentini di primo Quattrocento immortalati negli affreschi del tempo.

Dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"Un altro elemento importante della costruzione visiva del racc...
02/07/2020

Dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"

Un altro elemento importante della costruzione visiva del racconto è costituito dalle dimore private: prima fra tutte la casa di Masaccio, che a San Giovanni Valdarno possiamo identificare con un edificio tuttora esistente, ancorché rinnovato nei secoli e sede vivace di mostre di arte contemporanea. La definizione dell'interno della casa del piccolo Tommaso - al pari del gioco della trottola con cui si diverte il fratellino in apertura del video - risente degli interni domestici di cui si trova traccia nelle miniature e negli affreschi del tardo Trecento e del primo Quattrocento.

Altrettanto avviene per gli esterni degli edifici che si affacciano sulla via e sulla piazza centrale: le facciate, gli intonaci, le porte e le finestre, i tetti, tutto è stato definito grazie al supporto dell’iconografia coeva. Tra le fonti visive,, ancora, gli scorci urbani che si stagliano sullo sfondo della Distribuzione dei beni ai poveri e della Punizione di Anania nella Cappella Brancacci, ma anche la piazza che si apre fra i due miracoli della Guarigione dello storpio e della Resurrezione di Tabita, nella stessa cappella; o ancora le architetture che incorniciano la scena nuziale del Cassone Adimari, opera dello Scheggia (Gallerie dell’Accademia, Firenze). Analoga attenzione è stata dedicata all’architettura esterna e agli elementi interni del palazzo civico.

📅 #savethedate ❗️1 luglio ore 21:00 sarà possibile ascoltare il professor Alick Mc Lean, docente presso Boston negli Sta...
01/07/2020

📅 #savethedate ❗️
1 luglio ore 21:00 sarà possibile ascoltare il professor Alick Mc Lean, docente presso Boston negli Stati Uniti, in una conferenza dedicata alla gestione delle emergenze nel territorio fiorentino in età medievale e rinascimentale.

Nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Regione Toscana delle Notti dell’archeologia 2020, il Comune di San Giovanni Valdarno con il Museo Terre Nuove - riaperto al pubblico nel lo scorso 24 giugno - e MUSE Firenze presentano al grande pubblico una conferenza su un tema di grande attualità, ovvero la gestione delle emergenze nel territorio fiorentino in età medievale e rinascimentale.
A quel tempo, infatti, crisi e pandemie globali erano così frequenti da determinare una pianificazione strutturata per la sopravvivenza delle comunità, nel quadro di ciò che verrà molti secoli dopo definito “pessimismo positivo”.

Un’attenzione speciale sarà in questo senso dedicata a Castel San Giovanni, attuale San Giovanni Valdarno, e ai grandi e innovativi silos sotterranei realizzati presso il loggiato del palazzo civico, destinati alla raccolta e alla conservazione di grano e granaglie in caso di carestia, guerra o epidemia e ben studiati durante l’ultima campagna di scavi archeologici.

❗️👉 Si potrà assistere alla conferenza nel museo su prenotazione ( max 20 persone), in sala consiliare, oppure in streaming a questo link https://comunesgv.civicam.it/live11-Le-Terre-Nuove-fiorentine-una-rete-per-fronteggiare-le-emergenze.html tramite computer, tablet o smartphone, o semplicemente oppure collegandosi alla pagina Facebook del Museo Terre Nuove (https://www.facebook.com/museoterrenuove/) e del Comune di San Giovanni Valdarno (https://www.facebook.com/comunesan.giovannivaldarno/)

La partecipazione è gratuita.

La conferenza sarà nuovamente proiettata in museo in due date successive: sabato 4 luglio alle h18 e mercoledì 8 luglio h21.

Dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"Osserviamo, per prime, le identità del piccolo Tommaso, poi ch...
25/06/2020

Dietro le quinte de "Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove"

Osserviamo, per prime, le identità del piccolo Tommaso, poi chiamato Masaccio, del suo fratello minore Giovanni, detto Scheggia, e della madre Jacopa. Per definire aspetto e abbigliamento dei due bambini sono stati comparati alcuni ritratti infantili della prima metà del Quattrocento fiorentino: fra questi il celebre desco con il Gioco del Civettino, dipinto dallo Scheggia a metà Quattrocento e la tavola con le Storie di Susanna dello stesso autore, entrambi custoditi presso Palazzo Davanzati, ma anche alcuni cassoni nuziali del tempo, nei cui fronti dipinti compaiono, entro storie classiche benauguranti, brani d’attualità.

Per la mamma Jacopa, divenuta vedova del marito Giovanni lo stesso anno della nascita del secondogenito, un riferimento è costituto da un particolare della scena che raffigura la Distribuzione dei beni ai poveri e la Punizione di Anania nella Cappella Brancacci, dipinta da Masaccio: qui, fra i poveri radunatisi intorno a San Pietro, compare una figura femminile con un bambino piccolo in braccio, che forse si nutre dei ricordi infantili del pittore.

23/06/2020
RIAPRONO I MUSEI DEL VALDARNO

Finalmente riapriamo e siamo felicissimi di accogliervi di nuovo nel nostro Museo!

Da Domani 24 giugno sarà possibile venire a visitarci dal martedi al venerdì dalle 15:00 alle 19:00!
Oppure il sabato e la domenica (e festivi): dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00!

Vi aspettiamo!! ❤️

https://www.youtube.com/watch?v=tdnAv5Hpc_I

I musei del Sistema museale del Valdarno Superiore

In questo periodo di chiusura dei musei abbiamo reso fruibile anche on line una delle produzioni di cui andiamo più fier...
18/06/2020

In questo periodo di chiusura dei musei abbiamo reso fruibile anche on line una delle produzioni di cui andiamo più fieri, ovvero il video animato 'Il piccolo Masaccio e le Terre Nuove'. Siamo particolarmente legati a questo prodotto perché a nostro avviso sa coniugare tecnologie innovative e contenuti culturali, un alto grado di approfondimento e un'ampia godibilità, un passato autorevole con un linguaggio contemporaneo.

Partner del progetto è stato Cineca-VIsitLab, consorzio interuniversitario dotato di strumenti tecnologici sofisticati ma anche - e soprattutto - di una sensibilità non comune per l’arte e per la storia e di un’immaginifica creatività. In questo breve post - e in quelli che seguiranno - condivideremo alcuni passaggi che hanno portato al prodotto finito. Per due ragioni: perché in tal modo possiamo rendere esplicito ed evidente ciò che al video è sotteso e perché conoscere il processo che soggiace al risultato può raddoppiare godimento e comprensione.

In particolare, oltre alla documentazione storica che ha dato vita al testo e alla sceneggiatura, è stato sviluppato un lavoro approfondito sull’iconografia, necessario per tradurre in immagine il racconto. In tale ricerca un peso rilevante è stato attribuito alle opere d’arte dei due protagonisti, ovvero lo stesso Masaccio e suo fratello, Giovanni di Ser Giovanni, chiamato Lo Scheggia, entrambi pittori: fra queste, un posto d’onore meritano le scene affrescate della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze. Prima di cominciare, un’ultima precisazione: giova ricordare che anche questo video, come tutte le creazioni d’autore, resta l’esito di un percorso di interpretazione e di creatività contemporanee, certamente tessuto con i fili del passato ma generanti un nuovo e inedito intreccio.

03/06/2020
Una giornata al castello

Oggi, accompagnati da Giaele dell'Associazione MUSE Firenze, vi portiamo con noi dentro la storia di Castel San Giovanni!
Seguiteci!

#PilloleDalMuseo:  IL MERCATO Il sabato, si sa, è giorno di mercato! ...Vi siete mai chiesti come fosse un tempo, quando...
28/05/2020

#PilloleDalMuseo: IL MERCATO

Il sabato, si sa, è giorno di mercato! ...Vi siete mai chiesti come fosse un tempo, quando è stata fondata Castel San Giovanni? Il mercato medievale si svolgeva nella piazza ed era luogo di acquisti e incontri: uomini e donne, di ogni classe sociale, affollavano il paese in cerca di buoni affari. I banchi degli artigiani, affiancati lungo le abitazioni dei popolani e sotto le logge di Palazzo d’Arnolfo, erano precarie strutture in legno. Le poche botteghe in muratura, invece, prendevano posto al piano terra delle abitazioni, avevano le tende al posto delle porte e, al posto delle vetrine, degli sportelli in legno che venivano alzati la mattina, all’apertura. Castel San Giovanni era uno dei più importanti mercati granari del contado fiorentino e con le sue scorte contribuiva a rifornire il mercato di Orsanmichele. Oltre al grano, però, a Castel San Giovanni si vendevano altri prodotti locali, come gli animali, allevati sulle pendici del Pratomagno e in Casentino, il vino, prodotto dai vigneti delle colline circostanti, il ferro battuto, lavorato dai numerosi fabbri del paese, e poi il cuoio, la lana, il lino.

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#museichiusimuseiaperti #laculturacura #iorestoacasa

19/05/2020
David H. Friedman - Castel San Giovanni

Oggi abbiamo l’onore di condividere il contributo che uno dei più grandi studiosi delle Terre Nuove, David H. Friedman, professore emerito del MIT School of Architecture + Planning di Boston, ha elaborato per il museo durante questo periodo di chiusura fisica e di apertura digitale. David Friedman, che ha collaborato attivamente alla nascita stessa del museo, ci racconta quali sono le caratteristiche urbanistiche e architettoniche di Castel San Giovanni, che ancora oggi rendono la città un modello a cui guardare e su cui riflettere.
Thank you, Professor Friedman!

10/05/2020
KID PASS DAYS 2020

Anche il nostro museo insieme all'associazione MUSE Firenze partecipa
ai #KidPassDays che quest'anno si trasformano nella prima maratona culturale digitale!
Proprio per questo oggi vi raccontiamo la storia del piccolo Masaccio...

Se vuoi saperne di più: https://kidpass.it/kid-pass-days-2020/

#laculturacura #andràtuttobene Kid Pass

#PilloleDalMuseo:  LA COSTRUZIONE DI PALAZZO D’ARNOLFO E IL MUSEO DELLE TERRE NUOVE Palazzo d’Arnolfo, che ospita dal 20...
05/05/2020

#PilloleDalMuseo: LA COSTRUZIONE DI PALAZZO D’ARNOLFO E IL MUSEO DELLE TERRE NUOVE

Palazzo d’Arnolfo, che ospita dal 2013 il Museo delle Terre Nuove, fu fondato nel 1299, anno in cui fu decisa dal Consiglio Fiorentino la costruzione della terra nuova di Castel San Giovanni. Il palazzo, così come appare oggi, è frutto di tre distinte fasi. La prima si colloca tra il 1299 e il 1413: alla costruzione del palazzo, nato come luogo d’incontro di governatori locali e fiorentini e divenuto residenza del rappresentante del Comune fiorentino, sovrintesero Cione di Ruggerino Minerbetti, Segna di Buono e Petraccolo di Ser Parenzo di Ser Garzo dell’Incisa (padre di Petrarca). L’edificio era inizialmente di semplice fattura e modeste dimensioni, la loggia al piano terra, sotto la quale erano posti i silos interrati usati per le scorte di grano, fungeva da diaframma di comunicazione tra chi risiedeva al palazzo (prima il podestà, poi il vicario), le botteghe porticate e le abitazioni che si affacciavano sulla piazza; la torre, poco elevata, aveva funzione di controllo delle mura cittadine. Dal 1336 il palazzo diviene sede di governo e residenza del Podestà. Tra il 1414 e il 1479 seguirono nuovi lavori. Forse a causa del comportamento negativo di alcuni terrazzani, si rese necessaria la presenza di una prigione: le arcate del piano terra vennero tamponate per creare delle celle provvisorie; fu costruito un grande scalone interno; in facciata venne aperto un nuovo loggiato e nel 1427 fu costruita la torre campanaria, corredata di uno strumento moderno, l’orologio. L’ultima fase si colloca tra il 1480 e il 1553: il volume del palazzo venne ampliato; al piano terra fu riaperto il grande loggiato, che, circondando l’edificio a 360°, permetteva un dialogo continuo con la piazza; la torre fu alzata e dotata della campana. La loggia al piano terra poteva contenere così fino a 18 silos di grano, questo intervento permise di ricollegarsi alla missione originaria delle Terre Nuove: garantire scorte di grano allo stato territoriale fiorentino. Il palazzo si presenta oggi essenzialmente inalterato dalla terza fase. Nel 1909 è stato riconosciuto come monumento nazionale; nel 1934 il restauro di Giuseppe Castellucci conferì alla loggia un carattere più omogeneo, in stile gotico toscano. Il museo, aperto nel 2013 e progettato dagli architetti Magni e Guicciardini, consente al pubblico di conoscere la storia di Palazzo d’Arnolfo, di San Giovanni Valdarno e il fenomeno della nascita delle Terre Nuove.
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#museichiusimuseiaperti #laculturacura #iorestoacasa

Indirizzo

Palazzo D'Arnolfo - Piazza Cavour, 1
San Giovanni Valdarno
52027

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 13:00
Domenica 15:00 - 19:00
Domenica 10:00 - 13:00

Telefono

055 9126213

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Salutation . Je vous présente ma page dédiée à NARBO MARTIVS ( Narbonne Romaine , Occitanie , Sud de la France ) , première colonie Romaine en Gaule , capitale de la NARBONENSIS , cité militaire , second port Romain dans la partie Nord-Occidententale de l'Europe après OSTIA et ville parmi le top 20 selon Ausone ( très célèbre auteur Romain de l'Antiquité Tardive ) dans ORDO VRBIVM NOBILIVM ( ordre des grandes villes nobles ) : Narbo Martivs , première fille de Rome .