Fondazione Marcello Zei

Fondazione Marcello Zei 🏛Paleolitico e Neolitico
🪨 Mostra permanente dal 1978
📍Torre dei Templari

I fossili del Pleistocene inferiore della Formazione Koobi Fora, nel Kenya settentrionale, testimoniano la presenza di d...
08/08/2026

I fossili del Pleistocene inferiore della Formazione Koobi Fora, nel Kenya settentrionale, testimoniano la presenza di due generi di ominidi ben documentati, Homo e Paranthropus, conservati negli stessi depositi. Le prove della loro simpatria ecologica consistono nella presenza contemporanea di impronte di diverse morfologie, suggerendo che Homo erectus e Paranthropus boisei fossero presenti negli stessi habitat lacustri per centinaia di migliaia di anni.

In questo studio, presentiamo un insieme di impronte fossili risalenti a circa 1,43 milioni di anni fa che getta nuova luce sulla paleobiologia e sul comportamento degli ominidi del Pleistocene inferiore.

La morfologia interna delle impronte di ominidi è in linea con altre precedentemente attribuite a P. boisei , indicando modelli di morfologia del piede e di locomozione diversi da quelli dell'Homo moderno e più coerenti con quelli osservati nelle specie di Australopithecus precedenti.

Tuttavia, le impronte indicano dimensioni corporee che superano le stime scheletriche più elevate per P. boisei , sollevando la possibilità che possano appartenere a H. erectus .

A seconda della loro attribuzione, le impronte dimostrano
a) dimensioni corporee maggiori e una maggiore variabilità dimensionale in P. boisei rispetto a quanto precedentemente riconosciuto, oppure
b) livelli di variazione anatomica e locomotoria intraspecifica in H. erectus che superano di gran lunga quelli finora osservati negli esseri umani moderni o in altri taxa fossili.

Indipendentemente dalla loro attribuzione, queste impronte indicano dimensioni corporee superiori alla media. Ciò supporta l'ipotesi che appartengano a un gruppo che includeva più maschi adulti e offre una rara prova diretta del comportamento sociale degli ominidi. Il contesto ecologico delle impronte suggerisce che gli ominidi accedevano alle risorse in un habitat di margine lacustre deltizio.

Link articolo scientifico —> https://doi.org/10.1073/pnas.2530996123

Il nostro grazie va a tutti voi che avete scelto di esserci, rendendo l’incontro “Le altre grotte preistoriche del Circe...
07/08/2026

Il nostro grazie va a tutti voi che avete scelto di esserci, rendendo l’incontro “Le altre grotte preistoriche del Circeo raccontano che…” un autentico momento di condivisione e conoscenza.

Grazie a Michelangelo La Rosa, che ci ha guidato nel racconto di luoghi meno conosciuti e di testimonianze preziose della preistoria del Promontorio.

Grazie a quanti hanno collaborato e sostenuto l’iniziativa, contribuendo a rendere possibile questa serata: Rossato Mad Museo d'Arte Diffusa

Divulgare significa anche questo: incontrarsi attorno alla storia di un territorio e tornare a guardarlo con occhi nuovi.

E il Circeo, ne siamo certi, ha ancora moltissimo da raccontare.

Grazie per averlo ascoltato insieme a noi.

Comune di San Felice Circeo

05/08/2026

Cosa raccontano le grotte preistoriche del Circeo? San Felice Circeo tra scienza, arte e memoria.

05/08/2026

Un frammento di cranio umano scoperto a Ruidera, in Spagna, e datato a oltre 200.000 anni fa rappresenta il primo fossile umano del sito e potrebbe cambiare tante cose https://geopop.it/SUQVK

04/08/2026
A trent’anni dalla scoperta di Homo antecessor, la campagna di scavo del 2026 nel livello TD6 (“strato Aurora”) della gr...
04/08/2026

A trent’anni dalla scoperta di Homo antecessor, la campagna di scavo del 2026 nel livello TD6 (“strato Aurora”) della grotta di Gran Dolina, ad Atapuerca (Spagna), ha restituito 24 nuovi fossili umani, datati a circa 850.000 anni fa.

La scoperta più importante riguarda la presenza di almeno sei individui adulti. Fino a oggi il campione era costituito soprattutto da bambini e adolescenti, facendo ipotizzare che gli episodi di cannibalismo interessassero prevalentemente i più giovani. I nuovi reperti dimostrano invece che anche gli adulti venivano macellati e consumati.

Le ossa conservano inequivocabili tracce di lavorazione:
🔹 incisioni prodotte da utensili litici per il distacco della carne;
🔹 fratture intenzionali per l’estrazione del midollo;
🔹 segni identici a quelli osservati sulle ossa degli animali rinvenuti nello stesso livello archeologico.

Tra i nuovi reperti figurano vertebre, denti, frammenti di femore, tibia e omero, oltre alla prima ulna di Homo antecessor mai scoperta a Gran Dolina, un ritrovamento fondamentale per comprendere meglio l’anatomia di questa specie.

Questi ritrovamenti ampliano il numero minimo di individui identificati nel sito e offrono nuove informazioni sulla composizione demografica del gruppo, sulla morfologia degli adulti e sulle dinamiche di cannibalismo praticate da una delle più antiche popolazioni umane europee.

Le ragioni di questa pratica rimangono ancora oggetto di studio: l’ipotesi più accreditata è quella di un cannibalismo a scopo alimentare, ma non si escludono episodi di violenza tra gruppi o altre motivazioni sociali.

📍 Gran Dolina continua così a confermarsi uno dei siti paleoantropologici più importanti al mondo per ricostruire la vita delle popolazioni umane vissute in Europa circa 850.000 anni fa.

Link articolo scientifico —> https://comunicacio.iphes.cat/cat/news/new/1128/category/1/noticies.html

02/08/2026

LERCIO VINTAGE - 50.000 a.C. - Il Neanderthal Salvinhur: "Stop all'invasione dei Sapiens"⁠

di Gianni Zoccheddu



Photo Credits: ChatGpt

Questo studio esamina l'organizzazione interna dell'arte parietale magdaleniana lungo l'asse del Golfo di Biscaglia attr...
02/08/2026

Questo studio esamina l'organizzazione interna dell'arte parietale magdaleniana lungo l'asse del Golfo di Biscaglia attraverso l'applicazione di analisi statistiche multivariate e basate su reti a un ampio corpus grafico sistematicamente documentato.

Il set di dati comprende più di 500 figure provenienti da nove siti rupestri decorati situati nella regione basca, che costituisce una zona di transizione chiave tra la pen*sola iberica e il resto dell'Europa continentale.

L'arte rupestre paleolitica viene considerata come un sistema semiotico strutturato, in cui le associazioni tematiche e le convenzioni formali possono essere indagate indipendentemente da interpretazioni simboliche predefinite.

Le reti di co-occorrenza tematica sono state costruite a livello di pannello utilizzando sia la ponderazione basata sulla frequenza che quella normalizzata secondo Jaccard, e sono state integrate da reti filtrate, alberi di copertura minimi e modelli bipartiti pannello-tema.

I risultati rivelano una struttura non casuale di associazioni tematiche, caratterizzata dalla ricorrente dominanza di grandi erbivori – in particolare bisonti, cavalli e stambecchi – e dalla presenza di strutture gerarchiche e modulari che operano a molteplici scale analitiche. Anche variabili formali come l'orientamento e l'inclinazione delle figure mostrano distribuzioni strutturate, a supporto dell'esistenza di convenzioni grafiche condivise.

Piuttosto che proporre specifiche interpretazioni simboliche, questo studio individua modelli organizzativi ricorrenti nell'arte parietale del Magdaleniano e li colloca all'interno di un quadro strutturale più ampio.

Questi risultati evidenziano il potenziale degli approcci basati sulle reti per le analisi comparative dei sistemi grafici paleolitici, in particolare se integrati con una valutazione contestuale e tafonomica dettagliata.

Link articolo scientifico --> https://doi.org/10.1007/s10816-026-09796-y

🗿 Cosa raccontano le grotte preistoriche del Circeo?Venerdì 7 agosto 2026, alle ore 19:00, vi aspettiamo per un nuovo in...
02/08/2026

🗿 Cosa raccontano le grotte preistoriche del Circeo?

Venerdì 7 agosto 2026, alle ore 19:00, vi aspettiamo per un nuovo incontro di divulgazione scientifica:

“Le altre grotte preistoriche del Circeo raccontano che…”
A cura di Michelangelo La Rosa.

📍 Torre dei Templari
Piazza Lanzuisi – Centro storico di San Felice Circeo (LT)

L’incontro si svolge nell’ambito della mostra “Homo sapiens e habitat”, aperta dalle ore 17:00 alle 20:00.

Un’occasione per scoprire le preziose testimonianze custodite nelle grotte del territorio e conoscere più da vicino la preistoria del Circeo. Vi aspettiamo!

Comune di San Felice Circeo Pro Loco San Felice Circeo Pro Loco Sabaudia Mad Museo d'Arte Diffusa Rossato

Le tecnologie trasformative che alterano le proprietà delle materie prime, e non solo la loro forma e dimensione, sono i...
01/08/2026

Le tecnologie trasformative che alterano le proprietà delle materie prime, e non solo la loro forma e dimensione, sono indicatori chiave dell'evoluzione della cognizione umana e dell'apprendimento sociale.

Il trattamento termico del silcrete nel Paleolitico medio dell'Africa meridionale è uno di questi indicatori. Tuttavia, il dibattito attuale non si concentra più sulla presenza o meno del trattamento termico nel Paleolitico medio africano, bensì su come esso fosse organizzato nei diversi contesti – da strutture isolate e controllate a pratiche integrate a lato del focolare – e su come fattori quali le proprietà delle materie prime e la gestione del fuoco abbiano condizionato tali scelte.

In questo studio, si sostiene che le distribuzioni archeologiche delle temperature di riscaldamento del silcrete forniscano un indicatore per ricostruire i contesti di utilizzo del fuoco, che a loro volta consentono di dedurre come il trattamento termico fosse organizzato all'interno di pratiche domestiche e sociali più ampie.

Questa distribuzione delle stime di temperatura è più coerente con un riscaldamento lateralizzato adiacente ai focolari domestici che con sistemi isolati a controllo rigoroso. Sebbene tale modello non dimostri in modo univoco un trattamento termico integrato, è spiegato in modo più parsimonioso dal posizionamento di routine della silicrite all'interno dei gradienti termici dei fuochi domestici piuttosto che dall'uso di sistemi di riscaldamento separati e specializzati.

Questo suggerisce che i gruppi del Middle Stone Age successivo possedessero la capacità di un riscaldamento a controllo rigoroso, ma che in genere raggiungessero gli obiettivi tecnologici con un minimo dispendio organizzativo, riflettendo scelte sensibili al rischio in merito a tempo, combustibile e frattura della materia prima. Mostrando come una tecnologia trasformativa sia stata integrata nei contesti domestici di routine, i risultati evidenziano la cognizione interdominio e probabilmente la trasmissione sociale a basso attrito come dimensioni chiave delle successive tecnologie del Medio Paleolitico, tratti che prefigurano le successive espansioni di complessità nell'Homo sapiens.

Link articolo scientifico --> https://doi.org/10.1016/j.jhevol.2026.103853

Indirizzo

Piazza Luigi Lanzuisi
San Felice Circeo
04017

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