The Aeolian Museum of Emigration is dedicated to the stories of people who moved from the Aeolian Islands to the United States of America during the late 1800s and beyond. (Centro Internazionale di Ricerca per la Storia e per la Cultura Eoliana), di alcuni docenti e di parecchi ricercatori del Dipartimento di Studi Internazionali e Comunitari dell’Università di Messina. Queste due componenti hanno stimolato l’iniziativa dell’ Università di New York a Stony Brook, dei quattro comuni di Leni, Lipari, Malfa e Santa Marina Salina, della Provincia Regionale di Messina, della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, del Museo Archeologico Eoliano, dell’Associazione Didime ’90, della Federalberghi delle Isole Eolie, e di varie altre associazioni italiane e straniere, e tutti insieme questi enti, il 14 febbraio 1999, in occasione della visita di una delegazione statunitense composta dal sen Kenneth Pasquale La Valle dall’on. Thomas Di Napoli, dal prof. Mario Mignone e dal costruttore Peter Galluzzo, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla fondazione del Museo Eoliano dell’Emigrazione. E’ seguito, poi, un progetto interuniversitario sull’identità delle comunità italoderivate nell’intero continente americano che promosso dall’Università di Messina, è stato approvato e finanziato dal MIUR. Tale progetto sul versante delle comunità eoliane d’America ha fornito straordinari risultati:
Il primo sul piano scientifico, con l’esame di fonti documentarie e testimonianze che hanno permesso di risalire alle caratteristiche della peculiarissima esperienza di tre generazioni di eoliani vissuti in alcune comunità del Tristate e della zona di Boston. Il secondo sul piano museale, con l’acquisizione di documenti, lettere, fotografie, films e oggetti significativi dell’esperienza migratoria che uomini e donne delle comunità eoliane hanno regalato, in quantità straordinaria.A Salina, intanto è stata completata la raccolta del materiale documentario custodito presso le famiglie isolane e sono stati raccolti i dati conservati negli atti ufficiali dei comuni. Con questi ed altri materiali è stato costruito un percorso museale capace di leggere l’esperienza migratoria con un prima ed un dopo rispetto all’evento partenza.Sono così apparse in tutto il loro valore storico documentario le carte che testimoniano il modello di sviluppo eoliano prima dell’emigrazione, la infezione filosserica, la crisi pomicifera, e ancora 1132 lettere provenienti dall’America del Nord, dall’Australia e, in minor misura, dai paesi latinoamericani; preziosi materiali sulla vita delle società eoliane di mutuo soccorso in America e in Australia, dal 1898 in avanti; notizie e documenti sulle rimesse e sulle donazioni per il restauro delle chiese eoliane e per la esecuzione di importanti opere pubbliche; ricchissime raccolte di fotografie, e tanto altro. Buona parte di questi documenti sono stati esposti per la prima volta nel corso di un Convegno internazionale di studi tenuto a Salina dal 6 al 10 giugno 1999 che ha avuto per tema L’emigrazione italiana transoceanica e la storia delle comunità derivate tra Otto e Novecento. Gli atti di questo convegno sono stati stampati per i tipi della Trisform editrice nel 2002.Nell’Autunno del 1999, è stata poi allestita la prima esposizione museale organica nelle stanze di Palazzo Marchetti a Malfa, concesse dalla Associazione Didime ’90. Tale esposizione è stata visibile fino all’estate del 2008. Poi i materiali sono stati raccolti per il restauro della temporanea sede di esposizione. Frattanto nel corso dei primi anni 2000 è stata aperta una sottoscrizione per dotare il Museo Eoliano dell’Emigrazione di una sede stabile. La generosità di molti donatori e la disponibilità delle sorelle Russo ha permesso l’acquisto di una casa di loro proprietà in via Fontana a Malfa. Poi, con il sostegno del Comune di Malfa è stato presentato un progetto degli ingegneri Franco Cavallaro e Riccardo Rugolo per la ristrutturazione dell’immobile sull’impianto scientifico e museale redatto dal prof. Marcello Saija, direttore del C.I.R.C.E. . Ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, il progetto è stato ammesso a finanziamento dei POR nel programma 2000 – 2006. Completati i lavori di restauro sotto la direzione dei lavori del geometra Antonio Podetti e la preziosa consulenza della dott.ssa Clara Rametta, l’immobile è stato consegnato al Comune nella primavera del 2009 e dal Comune alla C.I.R,C.E., ente proprietario, nella tarda estate dello stesso anno. & #10;Allestito nel corso del mese di settembre con il progetto grafico del prof, ing. Laura Saija e con il generoso contributo di A.N.F.E. Sicilia, il Museo nella sua sede definitiva viene inaugurato Sabato 26 settembre 2009 nel corso del Salinadoc Festival diretto da Giovanna Taviani.