17/10/2026
▪️UN’OPERA, UNA VOCE
🖌️🎨 Andrea Sabatini da Salerno, La Pietà con Santi, 1519 (?), Museo Diocesano di Salerno
🖊️📃 David Maria Turoldo – Appena credere
"Ritta, discosta appena dal legno,
stava la Madre assorta in silenzio,
pareva un’ombra vestita di nero,
neppure un gesto nel vento immobile.
Lo sguardo aveva perduto, lontano:
cosa vedevi dall’alta collina?
Forse una sola foresta di croci?
O anche tu non vedevi più nulla?
Madre, tu sei ogni donna che ama
Madre, tu sei ogni madre che piange
Un figlio ucciso, un figlio tradito:
madri a migliaia, voi madri in gramaglie!
E figli mai finiti di uccidere;
figli venduti e traditi a miriadi,
i torturati appesi ai patiboli,
empi vessilli dell’empio potere.
Dalla città già salivan le tenebre,
e ancor più impallidiva il suo volto,
e lei era tutta una crosta di sangue,
perfino il cielo era nero di sangue.
Nero lenzuolo di sangue pareva
steso ad avvolgere la grande Assenza
che infittiva lo stesso silenzio
e si addensava e spandeva nell’aria.
O Madre, nulla pur noi ti chiediamo:
quanto è possibile appena di credere,
e stare con te sotto il legno in silenzio:
sola risposta al mistero del mondo".
🔎 Ci sono poesie che non cercano di spiegare il dolore, ma di condurci fin dentro il suo silenzio.
In questi versi, David Maria Turoldo (1916-1992) sottrae Maria alla solitudine di una singola vicenda e la riconsegna a tutte le madri della storia: quelle che piangono figli uccisi, traditi, sacrificati alla violenza e al potere. La croce diventa così una geografia che attraversa i secoli, una «foresta» nella quale si moltiplicano i nomi e i volti delle vittime.
La forza della poesia sta anche nel suo rifiuto di una consolazione facile. Di fronte alla morte innocente, persino la fede è attraversata dal vuoto, dall’esperienza di un’assenza che sembra coprire ogni cosa. E tuttavia, nell’ultima strofa, Turoldo indica una possibilità: restare. Non pretendere di comprendere tutto, non coprire il dolore con parole rassicuranti, ma condividere il silenzio di chi soffre.
È una poesia che parla anche al nostro presente, pieno di guerre, persecuzioni e vite - piccole e grandi - spezzate. Ci ricorda che la pietà non è soltanto commozione, ma la capacità di riconoscere ogni vittima come qualcuno che ci riguarda, di non abituarci alla sofferenza, di non lasciare che il dolore degli altri diventi un'immagine qualsiasi.
Forse, davanti al mistero del male, la prima responsabilità è proprio quella di restare umani, senza distogliere lo sguardo.