19/10/2026
Esistono bambini che, per la burocrazia, sembrano non esistere.
Blessings ha nove anni. È nata in Arabia Saudita, ma non ha mai ricevuto un certificato di nascita. La sua storia, raccontata dalla fotografa Kiana Hayeri, ci conduce dentro una realtà poco conosciuta: quella delle lavoratrici migranti e dei loro figli, spesso privati di diritti fondamentali.
In questa fotografia incontriamo Blessings e sua madre Edith.
Edith, avvolta in un cardigan rosso, siede su una panca di legno e rivolge lo sguardo verso una fonte luminosa esterna all'inquadratura. Accanto a lei, Blessings guarda nella direzione opposta. I loro corpi sono vicini, mentre gli sguardi divergono, creando una tensione silenziosa tra vicinanza e distanza.
La composizione è costruita su un intenso contrasto tra luce e ombra. Il rosso dell'indumento di Edith emerge dall'oscurità, diventando il principale elemento cromatico della scena. La luce accarezza i volti, mentre il buio avvolge lo spazio domestico, accentuando la dimensione intima del ritratto.
Non ci sono gesti eclatanti né manifestazioni esplicite di sofferenza. È proprio questa sospensione a conferire forza all'immagine: due persone, due esistenze, una relazione che si manifesta attraverso la semplice prossimità dei corpi.
Eppure, dietro questa apparente quotidianità, si nasconde una condizione profondamente ingiusta. Blessings esiste, ha un nome, un volto, una madre e una storia. Ma senza un documento che ne attesti la nascita, il riconoscimento della sua esistenza da parte delle istituzioni rimane incerto.
Il fotogiornalismo può fare anche questo: dare visibilità a storie che rischiano di rimanere invisibili, trasformando questioni apparentemente lontane in interrogativi che riguardano tutti noi.
Visita la mostra fino all'8 novembre e scopri il programma di incontri, visite guidate e attività collaterali.
📍 MuA – Museo e Archivio di Sinnai, via Colletta 20.
Foto: Kiana Hayeri, Children Who Do Not Exist, per The New York Times.