MITAG Museo Storico Italiano della Guerra

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MITAG Museo Storico Italiano della Guerra Ospitato nel Castello di Rovereto in Trentino, è uno dei principali musei storici italiani.

Dalla sua inaugurazione nel 1921, il Museo Storico Italiano della Guerra è uno dei principali musei italiani dedicati alla Prima guerra mondiale. Il percorso espositivo, recentemente rinnovato, è dedicato al modo di combattere e alle dotazioni dei soldati, ma anche alle straordinarie
trasformazioni che tutto questo conobbe tra l’Ottocento e la Prima guerra mondiale. Nelle vetrine è esposta una ricca raccolta di oggetti e fotografi e, materiali relativi alla guerra
di trincea, volantini, manifesti e testimonianze dell’esperienza di combattenti e civili. Il castello e le armi di età moderna

Il museo, ospitato nel Castello di Rovereto, ha aperto al pubblico alcuni spazi costruiti dai Veneziani tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Un nuovo percorso porta i visitatori alla scoperta di torrioni e cunicoli, del terrapieno e delle decine di cannoniere ricavate nelle mura. Nel torrione Marino è esposta la collezione di armi di età moderna (XVI-XVIII secolo): una vasta raccolta di armature, armi bianche e da fuoco, da duello e da caccia. Nel torrione Malipiero, armi e strumenti dalla preistoria al Medioevo.

Che cosa si vedeva, si sentiva, si provava dentro una battaglia medievale? ⚔️Il rumore dell'urto, la calca, il corpo a c...
09/10/2026

Che cosa si vedeva, si sentiva, si provava dentro una battaglia medievale? ⚔️

Il rumore dell'urto, la calca, il corpo a corpo: prima di essere una pagina di storia, lo scontro è stato un'esperienza sensoriale estrema e profondamente traumatica per chi lo ha vissuto.

Ne parliamo venerdì 16 ottobre con Francesco Storti nel seminario "Il Medioevo dei sensi. L'urto e il corpo a corpo". A partire da corrispondenze diplomatiche inedite, lo storico racconta i combattimenti tra i guerrieri occidentali e le truppe di Maometto II il Conquistatore.

L'incontro fa parte del ciclo "Il volto della battaglia (1976-2026)", dedicato ai cinquant'anni del libro di John Keegan che ha cambiato il modo di studiare la guerra, guardandola dal punto di vista di chi combatte.

📅 Venerdì 16 ottobre 2026
🕕 Ore 18:00-20:00
📍 Museo Storico Italiano della Guerra, via Castelbarco 7, Rovereto (TN)
🎟️ Partecipazione gratuita

👩‍🏫 Insegni nella scuola secondaria? Il seminario è accreditato per la formazione docenti, con prenotazione tramite il modulo online
➡ https://museomitag.it/eventi/seminario-il-medioevo-dei-sensi-lurto-e-il-corpo-a-corpo-il-volto-della-battaglia-1976-2026/

ℹ️ Segreteria didattica: 0464 488041 | [email protected]

Un'iniziativa di LIMS – Laboratorio Interdipartimentale Memoria e Società (Università di Trento) e MITAG.

Nata per il caldo, finita nell'immaginario.La sahariana è uno dei capi più riconoscibili dell'uniforme coloniale italian...
05/10/2026

Nata per il caldo, finita nell'immaginario.

La sahariana è uno dei capi più riconoscibili dell'uniforme coloniale italiana. Ma le sue origini non sono quelle che ci si aspetterebbe.

Nel 1926, a Giarabub in Libia, il capitano Massimo Adolfo Vitale, ufficiale di cavalleria, affronta un problema concreto: la giubba regolamentare è troppo pesante per il clima e poco adatta al lavoro in sella ai mehara. Decide di indossare una camicia di tela con colletto rivoltato e tasche, ispirata alle uniformi sportive da safari.

L'idea si diffonde rapidamente tra gli ufficiali dei reparti sahariani. Nel 1927, Vitale stesso la descrive nel suo manuale "I meharisti e i mehara", suggerendo di sostituire la giubba con una camicia "tipo inglese, con stellette e controspalline". Nel 1929-30 compaiono i primi modelli con le tasche sagomate "ad ali di pipistrello" e nel 1934 la sahariana entra ufficialmente nei regolamenti dei Regi Corpi di Truppe Coloniali.

Nelle collezioni del Museo conserviamo diversi esemplari: da ufficiale di Marina, da cappellano militare, da personale dell'Aeronautica, oltre a uniformi complete per paracadutisti e truppe coloniali.

Nel volume "Africa in deposito. Collezioni coloniali italiane nei musei Euregio" raccontiamo la storia di questi oggetti e il loro significato nelle collezioni museali di oggi.

1️⃣ Il Capitano Massimo Adolfo Vitale nel 1926
2️⃣ Esemplare di giacca Sahariana

Una tela forata da una mitragliatrice antiaerea etiopica. È quello che resta di un Caproni Ca.101 della "Disperata", la ...
30/09/2026

Una tela forata da una mitragliatrice antiaerea etiopica. È quello che resta di un Caproni Ca.101 della "Disperata", la 15ª Squadriglia da bombardamento della Regia Aeronautica italiana, nota anche per aver partecipato alla guerra d'Etiopia negli anni '30.

In Etiopia l'aviazione italiana ricorre a bombardamenti aerei non solo in battaglia, ma contro villaggi e città, causando numerose vittime civili. Violando le norme del diritto internazionale, si impiegano anche gas tossici, come l'iprite, che provocano ustioni, cecità e morte. Nonostante le prove di crimini di guerra, nel dopoguerra i responsabili non sono perseguiti.

Per molti decenni queste vicende sono rimaste ai margini della narrazione pubblica italiana. La mostra "E noi che ne sappiamo?" nasce proprio da qui: per capire come si è raccontata, e come si può raccontare oggi, questa parte della nostra storia.

La mostra è aperta al MITAG fino all'8 dicembre.
📍 https://museomitag.it/mostra/e-noi-che-ne-sappiamo/

Quando volare significava anche sopravvivereNei primi bombardamenti aerei le bombe si lanciavano a mano da una cabina ap...
24/09/2026

Quando volare significava anche sopravvivere

Nei primi bombardamenti aerei le bombe si lanciavano a mano da una cabina aperta. I piloti portavano con sé una pi***la, perché le armi di bordo non esistevano ancora. Poi, con i voli sempre più in quota, l'equipaggiamento diventò questione di sopravvivenza.

Giubbe di cuoio foderate di lana e pelliccia, guanti pesanti, la creazione del casco "Roold" (tre cupole di sughero su anima d'acciaio) pensato per proteggere dal freddo estremo. Ogni dettaglio era studiato per permettere ai piloti di sopravvivere a condizioni impossibili.

Una storia di tecnologia, di limite umano, di come la guerra aerea nascente portò gli uomini a fronteggiare nuove sfide.

Questi e molti altri pezzi — 560 schede descrittive di armi, equipaggiamenti, protezioni — sono raccontati nel catalogo "Equipaggiamenti dell'Esercito Italiano nella Grande Guerra".

✉️ [email protected]
📞 +39 0464 438100 int. 207

📷
1. San Pelagio, Padova, 20 settembre 1918. Il Re Vittorio Emanuele passa in rassegna palloni aerostatici e biplani SVA
2. Giubba di volo in cuoio foderata in pelliccia appartenuta a Gabriele D'Annunzio
3. Casco da pilota "Roold" con maschera e occhiali protettivi
4. Riscaldatore elettrico per piloti, brevetto F.A.R.E

La chiamarono "la guerra che avrebbe messo fine a tutte le guerre". Nel gennaio 1918 il presidente americano Wilson prop...
21/09/2026

La chiamarono "la guerra che avrebbe messo fine a tutte le guerre". Nel gennaio 1918 il presidente americano Wilson propose Quattordici punti per costruire una pace duratura; nel 1920 nacque la Società delle Nazioni, il primo tentativo di organizzazione internazionale pensata apposta per evitare che una tragedia simile si ripetesse.

Anche il confine su cui sorge Rovereto nasce da quella stagione di trattati: il 10 settembre 1919, con il Trattato di Saint-Germain, il Trentino viene annesso all'Italia.

Ma la pace del 1919 non tenne a lungo. Vent'anni dopo, nel 1939, l'Europa era di nuovo in guerra.

Nella Giornata Internazionale della Pace, questa storia ci lascia più domande che risposte: la pace non è ciò che resta quando una guerra finisce, ma una scelta da fare ogni giorno, con azioni concrete.

Al MITAG raccontiamo anche questo: come nasce, come si costruisce e come può fallire un progetto di pace.
📍museomitag.it

La metrica di Boccherini e l’espressività di Ravel 🎻Scorci del concerto del quartetto Dorè ieri nella storica cornice de...
21/09/2026

La metrica di Boccherini e l’espressività di Ravel 🎻
Scorci del concerto del quartetto Dorè ieri nella storica cornice del Castello di Rovereto ☀️

17/09/2026

🛩️ Un museo, un aereo e la storia di un volo finito male

Nel 1921 il MITAG – Museo Storico Italiano della Guerra riceve in dono un Nieuport 10, aereo da caccia della Prima Guerra Mondiale costruito su licenza dalla ditta Macchi.

A donarlo fu Emilio Strafellini, un socialista di Rovereto che lo aveva acquistato come surplus militare per emulare le imprese di Gabriele D'Annunzio, con l'intento di lanciare volantini di propaganda sulla Vallagarina. Ma al primo volo l'aereo ebbe un guasto tecnico e precipitò: pilota e proprietario si salvarono, l'aereo no. Gravemente danneggiato, fu donato al museo, che lo espose subito nel Castello di Rovereto.

Originariamente monoposto, questo esemplare fu poi trasformato in biposto per l'addestramento dei piloti, con un secondo sedile e una coppia di comandi. Restaurato agli inizi degli anni 2000, oggi è l'unico Nieuport 10 al mondo a conservare la livrea mimetica originale.

Scopri tutta la storia nel nostro nuovo reel 🎥

🎥 Origami Videography

14/09/2026

Anche quest'anno partecipiamo a Educa, il Festival dell'educazione di Rovereto, con due appuntamenti pensati per scuole e famiglie.

👧🧒 Giovedì 24 settembre, per Educa Scuole, apriamo le porte ai più piccoli con Animali fantastici al castello: un'avventura tra torrioni e cunicoli alla ricerca di creature che si nascondono quando i visitatori se ne vanno. Un laboratorio per bambini e bambine della scuola dell'infanzia (iscrizione obbligatoria, info su educaonline.it).

🎨 Sabato 26 e domenica 27 settembre, insieme al Tavolo dei musei, siamo in Corso Bettini con Incastra-Gioia: un laboratorio libero e gratuito per tutte le età, dove costruiamo insieme un'opera collettiva fatta di sticker, colori e piccoli frammenti di felicità.

Cosa ci fa stare bene? Dove ci sentiamo a casa? Vieni a scoprirlo con noi.

📍 Rovereto, 24-27 settembre
🔗 Programma completo: www.educaonline.it

Indirizzo

Via Guglielmo Castelbarco, 7
Rovereto
38068

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

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