Museo storico della Liberazione

Museo storico della Liberazione Uno dei luoghi più importanti della memoria dell'oppressione nazista in Europa (Moni Ovadia). Reali Negli ambienti oggi vincolati nella struttura.
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Il Museo Storico della Liberazione è stato allestito nei locali dell’edificio che, nei mesi dell’occupazione nazista di Roma (11 settembre 1943 – 4 giugno 1944), venne utilizzato come carcere dal Comando della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza nazisti. Le celle di detenzione, che allora occupavano l’intero stabile mentre ora soltanto due dei quattro appartamenti destinati a museo, s

ono ancora come furono lasciate dai tedeschi in fuga. Alla fine degli anni Trenta del XX secolo, in ciò che restava dello spazio urbano che era in precedenza occupato da Villa Massimo, fu costruito, nello stile prevalente dell'epoca, un palazzo di quattro piani più un piano attico, che fu affittato all’Ambasciata tedesca a Roma, (allora insediata nella poco distante Villa Wolkonskj, oggi residenza dell’ambasciatore inglese) e in esso furono ospitati gli uffici culturali della rappresentanza diplomatica: tra essi, trovò la sua sede anche l’ufficio di collegamento tra la polizia politica tedesca e quella italiana, affidato al maggiore delle SS Herbert Kappler. A questi, divenuto tenete colonnello, dopo l’occupazione nazista di Roma, fu affidato il comando congiunto del Servizio di sicurezza (SD) e della Polizia di sicurezza (SIPO). Compito principale dell’organizzazione era di scovare e catturare i militari del Fonte militare clandestino della Resistenza, i partigiani delle formazioni dipendenti dai partiti interni o esterni al CLN, gli ebrei da deportare. A Via Tasso le persone catturate erao sottoposte a interrogatori e torture, per essere avviate poi al carcere di Regina Coeli oppure direttamente al Tribunale di guerra o ai campi di conntramento. il 15 giugno 1950 la principessa Josepha Ruspoli in Savorgnan di Brazzà donò allo Stato quattro degli appartamenti dov’erano state celle di detenzione dei prigionieri. Nell’atto di donazione vi era l’esplicita clausola della realizzazione in via permanente, a loro interno, del Museo storico della Lotta di Liberazione di Roma. Il Museo è ente pubblico istituito con la legge 14 aprile 1957 n. 277 . venne compiuto un restauro in parte conservativo e in parte ricostruttivo e realizzato un allestimento che ebbe come riferimento i sacrari e memoriali militari. Con documenti, cimeli, fotografie, volantini, manifesti, giornali clandestini, opere d’arte, vengono illustrati i momenti principali della Resistenza a Roma: la difesa di Roma; il Fronte militare clandestino; figure di protagonisti e di caduti; la strage delle Fosse Ardeatine; i fucilati di Forte Bravetta; la strage de La Storta; la figura del col. Montezemolo, capo del FMCR; i bandi e le ordinanze fasciste e naziste; la stampa clandestina; la propaganda antifascista e antinazista; la deportazione degli ebrei. La mostra permanente “Il Museo si racconta” documenta le vicende successive dell’edificio, del carcere e del Museo. Una biblioteca specializzata, una raccolta di stampa clandestina, volantini e manifesti, oltre agli archivi del Museo, tra quali quello informatico di oltre 1000 schede dei 2500 detenuti e l’archivio storico didattico, offrono ai ricercatori e agli studiosi ampie possibilità di ricerca e documentazione (anche fotografica e audiovisiva).

Indirizzo

Via Tasso 145
Rome
00185

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
Giovedì 09:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:00
Sabato 09:45 - 12:00
Domenica 09:00 - 20:00

Telefono

+39 067003866,

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