17/04/2026
📅 17 aprile 1944 – Il rastrellamento del Quadraro
All’alba del 17 aprile 1944, il quartiere del Quadraro, a Roma, viene circondato e colpito da uno dei più duri rastrellamenti nazisti nella capitale. Per i tedeschi era il “nido di vespe”: un luogo di resistenza, solidarietà e opposizione, dove partigiani, antifascisti, perseguitati e renitenti trovavano rifugio e protezione.
L’operazione, voluta da Herbert Kappler e dal questore Pietro Caruso, porta via centinaia di uomini, strappati alle loro case, alle loro famiglie, alla loro vita. Dopo una prima selezione al cinema Quadraro, vengono trasferiti al campo di Cinecittà e poi deportati verso il campo di Fossoli.
Marchiati con il triangolo rosso dei prigionieri politici, molti di loro verranno poi deportati a Ratibor, in Polonia, destinati al lavoro forzato per il Reich.
Il console tedesco Eitel Friedrich Moellhausen lo ammise chiaramente: non fu solo un’operazione per reperire manodopera, ma un’azione politica per colpire la Resistenza e spezzare un intero tessuto sociale.
Eppure, il Quadraro non si piegò.
Tra fughe coraggiose, solidarietà e atti di resistenza, quel quartiere dimostrò che anche sotto l’oppressione più dura, la dignità può resistere.
Una settimana dopo, i partigiani risposero con un sabotaggio ferroviario nei pressi della Tiburtina, dimostrando che la lotta non era finita.
👉 Il rastrellamento del Quadraro resta uno dei simboli più forti della Resistenza romana: una ferita nella memoria, ma anche una testimonianza di coraggio collettivo.
🎥 L’ANED sezione di Roma mette a disposizione un docufilm con interviste e testimonianze.
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