Museo del Corso - Polo Museale

Museo del Corso - Polo Museale Un museo per la città
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La grazia naturale dei ritratti di 𝐕𝐚𝐧 𝐃𝐲𝐜𝐤 risponde perfettamente al desiderio dei suoi committenti borghesi: apparire ...
29/05/2026

La grazia naturale dei ritratti di 𝐕𝐚𝐧 𝐃𝐲𝐜𝐤 risponde perfettamente al desiderio dei suoi committenti borghesi: apparire aristocratici, ma con elegante disinvoltura.

Questa giovane donna indossa la nuova moda francese degli anni Trenta del Seicento. Abito di raso, pizzi e collane comunicano status sociale, mentre la posa misurata e lo sguardo composto rivelano una modestia ancora legata alla tradizione olandese. Un equilibrio sottile tra distinzione e naturalezza, tipico di Van Dyck.

Dopo il lungo soggiorno in Italia, e in particolare a Genova, l’artista rinnova la ritrattistica fiamminga con tessuti luminosi, un uso raffinato della luce e un’evidente ammirazione per Tiziano. Tornato ad Anversa, raggiunge rapidamente il successo internazionale, pur vivendo all’ombra ingombrante di Rubens.

È proprio nella profondità psicologica, nella morbidezza della pelle e nelle mani allungate che Van Dyck afferma uno stile inconfondibile: elegante, intimo, moderno.

👉 Scopri il ritratto in mostra.


Info e biglietti:
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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

All’inizio dell’età moderna, la cosiddetta “pittura tedesca” è tutt’altro che uniforme. È un mondo fatto di botteghe com...
25/05/2026

All’inizio dell’età moderna, la cosiddetta “pittura tedesca” è tutt’altro che uniforme. È un mondo fatto di botteghe complesse, viaggi, collaborazioni e scambi culturali.

Nella bottega di 𝐋𝐮𝐜𝐚𝐬 𝐂𝐫𝐚𝐧𝐚𝐜𝐡 , apprendisti, garzoni e lavoratori specializzati operano in un clima di fiducia e rapidità, dove la collaborazione conta più dell’invenzione individuale.

Nel Seicento, artisti come 𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐧 𝐋𝐢𝐬𝐬 fondono il colorismo del primo barocco romano con il gusto narrativo nordico, mentre 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧 𝐒𝐭𝐨𝐬𝐤𝐨𝐩𝐟𝐟 sviluppa una natura morta silenziosa e illusionistica. 𝐉𝐨𝐚𝐜𝐡𝐢𝐦 𝐯𝐨𝐧 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚𝐫𝐭, pittore e teorico, affida infine alla scrittura la propria eredità, dando vita alla prima storia dell’arte in lingua tedesca.

In dialogo con Roma, centro della formazione artistica europea, queste opere raccontano un incontro fecondo tra razionalità nordica e sensualità italiana.

© KHM-Museumsverband

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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

22/05/2026

𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐚. 𝐀𝐠𝐢𝐬𝐜𝐞.
Nel Veronese tardo il colore si oscura e il gesto si fa controllato.
Dagli anni Ottanta del Cinquecento le figure entrano in un movimento contrapposto, trattenuto, più mentale che teatrale.
La violenza non è enfatizzata: è la luce a raccontarla, sfiorando la carne.
La testa di Oloferne, vicina e sanguinante ma in penombra, avanza verso lo spettatore; Giuditta la trattiene con delicatezza e riluttanza, evitando lo sguardo.

Niente enfasi eroica: solo calma, riluttanza, potere.
Un atto di salvezza compiuto attraverso bellezza, silenzio e ambiguità.

👉 Scopri l’opera di Veronese in mostra.



Paolo Caliari, detto Veronese, 1580 - Giuditta con la testa di Oloferne © KHM-Museumsverband


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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

✨ 𝐃𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 Un cielo di Virtù dipinte, Elementi e Stagioni che si rincorrono tra volute dorate:...
20/05/2026

✨ 𝐃𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞

Un cielo di Virtù dipinte, Elementi e Stagioni che si rincorrono tra volute dorate: la Biblioteca del Cardinale è uno dei luoghi segreti più affascinanti dell’Appartamento del Cardinale.
Un ambiente intimo e prezioso, dove arte, simboli e storia dialogano ininterrottamente da tre secoli.
Un invito ad alzare lo sguardo e perdersi in un racconto che vive ancora oggi.

👉 Scoprila durante la visita a Palazzo Sciarra.


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📍 Palazzo Sciarra Colonna, Via Minghetti 22, Roma

18/05/2026

Nel video, la curatrice della mostra 𝐂𝐚̈𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐢𝐬𝐜𝐡𝐨𝐟𝐟 racconta 𝑀𝑎𝑧𝑧𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑖𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑟𝑖𝑠 𝑓𝑢𝑛𝑒𝑏𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑣𝑎𝑠𝑜 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑠𝑒 di Jan Brueghel e il suo straordinario significato simbolico.

Tulipani rari, rose, gigli e un grande iris scuro che dà il nome al dipinto: nulla è casuale.
Nel XVI secolo i tulipani, importati dalla Turchia, diventano un bene di lusso, uno status symbol dai prezzi leggendari.

Brueghel riunisce fiori che in natura non sbocciano insieme, di stagioni diverse, costruendo una vera e propria messa in scena della naturalezza, ispirata anche alle enciclopedie scientifiche del tempo.

Insetti che strisciano e volano, petali al culmine o già in declino: il bouquet diventa un monito sulla caducità.
Giovinezza, fama, ricchezza e potere fioriscono… e poi svaniscono.

© KHM-Museumsverband

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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

Nell’Olanda protestante del Seicento, con l’ascesa della borghesia, la pittura cambia sguardo: dai soggetti sacri e di c...
15/05/2026

Nell’Olanda protestante del Seicento, con l’ascesa della borghesia, la pittura cambia sguardo: dai soggetti sacri e di corte alla vita quotidiana, all’individuo, al mondo visibile.Qui emergono artisti che raccontano questa trasformazione.
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐬 𝐇𝐚𝐥𝐬 rivoluziona il ritratto con pennellate libere ed energiche, restituendo ai volti una vitalità moderna.
𝐉𝐚𝐧 𝐒𝐭𝐞𝐞𝐧 trasforma le scene di genere in uno specchio vivace e ironico dei comportamenti sociali, ricco di allusioni morali.
𝐏𝐢𝐞𝐭𝐞𝐫 𝐀𝐞𝐫𝐭𝐬𝐞𝐧, di una generazione precedente, anticipa il realismo delle scene contadine che culminerà in 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐞𝐫 𝐁𝐫𝐮𝐞𝐠𝐡𝐞𝐥 𝐢𝐥 𝐕𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨.
𝐉𝐨𝐡𝐚𝐧𝐧𝐞𝐬 𝐋𝐢𝐧𝐠𝐞𝐥𝐛𝐚𝐜𝐡, tra Roma e il nord Europa, porta la pittura di genere neerlandese nel contesto romano, immerso in una luce morbida e teatrale.

Una pittura che osserva, racconta e interroga la società del suo tempo.

👉 Scopri la sezione in mostra.

©️ KHM-Museumsverband

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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

14/05/2026

La conferenza esplora il 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐩𝐥𝐮𝐫𝐢𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚 𝐞 𝐑𝐨𝐦𝐚, due capitali che tra Cinquecento e Settecento si confrontarono come poli di potere universale, politico e religioso.

Attraverso l’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚 𝐚𝐬𝐛𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨, verranno indagati i flussi di artisti, opere e modelli figurativi che contribuirono alla formazione delle grandi raccolte imperiali, facendo dell’arte italiana uno strumento di legittimazione simbolica e identitaria per Vienna.

Dal ruolo di 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐕 all’affermazione della pittura veneta nelle collezioni asburgiche, fino alla stagione di 𝐋𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐝𝐨 𝐆𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐥𝐦𝐨 e alla trasformazione delle raccolte in museo pubblico, la conferenza ricostruisce una storia di scambi, potere e immagini.

🗣 Interviene
𝐂𝐞𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐚
Professore associato di Storia dell’arte moderna
Università di Cassino e del Lazio Meridionale

13/05/2026

Nel caveau di Palazzo Cipolla, una vera 𝑤𝑢𝑛𝑑𝑒𝑟𝑘𝑎𝑚𝑚𝑒𝑟 nascosta dietro una porta blindata degli anni ’30, la Fondazione Roma trasforma un antico forziere mai utilizzato in uno scrigno d’arte: uno spazio ottagonale dove le opere dialogano per temi e suggestioni. Un tesoro da scoprire.

👉 Entra anche tu nel caveau e lasciati sorprendere!


Per info e biglietti:
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📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320 – Roma

La conferenza esplora il 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐩𝐥𝐮𝐫𝐢𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚 𝐞 𝐑𝐨𝐦𝐚, due capitali che tra Cinquecento e Settecento si confr...
11/05/2026

La conferenza esplora il 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐩𝐥𝐮𝐫𝐢𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚 𝐞 𝐑𝐨𝐦𝐚, due capitali che tra Cinquecento e Settecento si confrontarono come poli di potere universale, politico e religioso.

Attraverso l’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚 𝐚𝐬𝐛𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨, verranno indagati i flussi di artisti, opere e modelli figurativi che contribuirono alla formazione delle grandi raccolte imperiali, facendo dell’arte italiana uno strumento di legittimazione simbolica e identitaria per Vienna.

Dal ruolo di 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐕 all’affermazione della pittura veneta nelle collezioni asburgiche, fino alla stagione di 𝐋𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐝𝐨 𝐆𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐥𝐦𝐨 e alla trasformazione delle raccolte in museo pubblico, la conferenza ricostruisce una storia di scambi, potere e immagini.

🗣 Interviene
𝐂𝐞𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐚
Professore associato di Storia dell’arte moderna
Università di Cassino e del Lazio Meridionale

📌 Info e prenotazioni
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📍 Sala Rebecchini, Palazzo Sciarra Colonna – Via Minghetti 22, Roma

08/05/2026

𝑰𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒂𝒑𝒐𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐, 1663
Uova rotte, un giogo inutilizzato, un maiale che mangia rose. Un bambino fuma la p**a, il cane ruba il pasticcio, la padrona di casa dorme: tutto è fuori controllo.
𝐉𝐚𝐧 𝐒𝐭𝐞𝐞𝐧 costruisce una scena affollata e teatrale, piena di simboli e proverbi visivi, che raccontano una famiglia disfunzionale e un ordine venuto meno. Ogni gesto è un indizio, ogni dettaglio un ammonimento.
Sotto l’apparente comicità, il dipinto è un monito contro la lussuria: una vita senza misura, dominata dall’edonismo. Lo ricorda anche la scritta sulla lavagna: “In weelde sie toe” — attenzione alla vita agiata.
Ignorando volutamente le regole della prospettiva, Steen rende la scena più viva, caotica e persuasiva.
Un mondo storto, ironico e fin troppo umano.

👉 Scopri l’opera in mostra.

Jan Steen,1663 – Il mondo capovolto © KHM-Museumsverband


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🔵 Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
📆 6 marzo – 5 luglio 2026
📍 Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma

Indirizzo

Via Minghetti, 22
Rome

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