31/07/2026
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”
Primo Levi
Nasce 107 anni fa, il 31 luglio 1919 a Torino, Primo Levi.
Figlio di Cesare ed Ester Luzzatti, ha una sorella, Anna Maria, che nasce nel 1921.
Nel 1934 frequenta il celebre liceo-ginnasio Massimo D’Azeglio. Nonostante la formazione umanistica, all’età di 14 anni inizia a coltivare i primi interessi scientifici, e conclusi i primi studi si iscrive alla facoltà di chimica. All’università entra in contatto con gruppi studenteschi antifascisti; tra le sue frequentazioni di questi anni troviamo Alberto Salmoni, i fratelli Artom, Luciana Nissim e Vanda Maestro. Nel 1941 si laurea a pieni voti.
Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione nazista, prende contatti con il Partito d’azione e si sposta in Valle d’Aosta, dove entra a far parte di una banda partigiana; con lui le sue amiche Luciana e Vanda. Il 13 dicembre 1943 vengono arrestati dalle Milizie fasciste. Si dichiarano ebrei e vengono internati nel campo di transito di Fossoli; qui si unisce al gruppo anche l’amico Franco Sacerdoti. Nel febbraio 1944 viene deportato con i suoi compagni ad Auschwitz-Birkenau e immatricolato, con il numero 174517, nel campo di Monowitz (Auschwitz III), dove lavora nel laboratorio chimico della fabbrica. A metà gennaio 1945 si ammala di scarlattina e viene ricoverato in ospedale; per questo motivo non è inserito nella “Marcia della morte” e viene liberato il 27 gennaio dall’Armata Rossa.
Dopo la guerra si sposa e ha due figli, ricomincia a lavorare come chimico, ma si dedica principalmente all’attività di scrittore.
Scopre infatti le sue doti narrative quando decide di testimoniare la terribile vicenda del Lager nel primo libro: “Se questo è un uomo”, (1947). Al suo racconto di vita nel campo segue quello delle peripezie e del viaggio, che deve affrontare per ritornare in patria il 9 ottobre del 1945: “La tregua” (1963). Torna sul tema del Lager solo alla fine della sua produzione con “I sommersi e i salvati” (1986), nonostante questo tema riaffiori in molti dei suoi racconti e nelle sue poesie.
Muore suicida l’11 aprile 1987