12/09/2025
COMUNICATO del Presidente della Società di Studi Fiumani.
In relazione alla questione della cosiddetta restituzione della pala di Vittore Carpaccio alla Slovenia, ovvero alla città di Pirano, e in particolare al comunicato dell’Unione degli Istriani a commento della lettera inviata da Marino Micich, segretario della Società di Studi Fiumani e direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume a Roma, al quotidiano 'La Verità', mi sembra necessario precisare, nella mia qualità di Presidente della Società, quanto segue.
Nella sua lettera a 'La Verità', Micich sostiene il principio “di non dare più alcun seguito [da parte dell’Italia] alla restituzione […] di opere d’arte a[lle] Repubbliche [Slovenia e Croazia] che sono eredi della Jugoslavia comunista di Tito” – opere sulle quali peraltro tali
Repubbliche “non hanno alcun diritto di proprietà” – e ciò per tre ordini di motivi: finora i governi di Lubiana e Zagabria non hanno mai riconosciuto ufficialmente i crimini delle foibe, non hanno mai denunciato “la pulizia etnica e ideologica chiamata «esodo» dei 300/350.000 istriani, fiumani e dalmati” avvenuta nel secondo dopoguerra e, infine, non hanno contribuito alla “definitiva risoluzione dei beni nazionalizzati degli italiani chiamati [beni]
«abbandonati»”. Si tratta di una posizione chiara e inequivoca, da me condivisa, e dalla quale è ovviamente lecito dissentire con argomenti e non, come nel comunicato summenzionato
dell’Unione degli Istriani, con insulti e malevole insinuazioni di carattere personale.
Il pluridecennale operato di Marino Micich per la causa degli esuli giuliano-dalmati è, del resto, ben noto a chiunque sia interessato a questo problema. Mi limito a ricordare il suo libro del 2024, 'Perché il Giorno del Ricordo. La frontiera giuliana dai conflitti del passato al
dialogo europeo', che ha come co-autore il sottoscritto, e la sua recente monografia 'Togliatti, Tito e la Venezia Giulia. La guerra, le foibe, l'esodo 1943-1954'.
La Società di Studi Fiumani fin dall’indomani del crollo del «muro di Berlino», per iniziativa dell’allora presidente Amleto Ballarini, si è fatta promotrice del ritorno della cultura italiana nelle terre perdute in dialogo con le istituzioni degli italiani rimasti e della nuova Croazia democratica. A questo ritorno, condotto all’insegna della chiarezza e senza nessun cedimento, Marino Micich, in totale sintonia con il sottoscritto, ha dato e continua a dare un contributo insostituibile, che solo una persistente cecità ideologica può cercare di ignorare o sminuire.
Roma, 11 settembre 2025
Giovanni Stelli
Presidente della Società di Studi Fiumani