Fondazione Sorgente Group

Fondazione Sorgente Group Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fondazione Sorgente Group, Museo d'arte, Via Ostiense 131/L, Rome.

La Fondazione Sorgente Group, Istituzione per l’Arte e la Cultura nasce nel gennaio 2007, grazie all’interesse e all’impegno per l’arte del Presidente Valter Mainetti e del Vicepresidente, Paola Mainetti. Nel gennaio del 2007, grazie all’interesse e all’impegno per l’arte del Presidente Valter Mainetti e del Vicepresidente, Paola Mainetti, è stata costituita la Fondazione Sorgente Group, Istituzio

ne per l’Arte e la Cultura, senza finalità di lucro con lo scopo di valorizzare, di promuovere e divulgare, sia a livello nazionale che internazionale, tutte le espressioni della cultura e dell’arte appartenenti al nostro patrimonio culturale. La Fondazione si sostiene grazie al contributo economico di Sorgente Group, Gruppo finanziario immobiliare di livello internazionale, operante nei settori della finanza, dell'immobiliare, delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture, del restauro e dell’editoria. L’interesse collezionistico della Fondazione Sorgente Group è rivolto a due filoni principali: la scultura antica di età greca e romana, con una particolare attenzione per i ritratti imperiali della dinastia Giulio-Claudia, come il celebre ritratto di Marcello, e la pittura antica che spazia dal XV secolo (ne è un esempio una pregiata tavola del Pinturicchio) fino alle grandi vedute romane del Settecento, passando per la Scuola emiliana di epoca barocca, di cui sono presenti dipinti, fra gli altri, di due dei suoi massimi esponenti: Guercino e Guido Reni.

𝗔𝗴𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼“𝘓𝘢 𝘚𝘪𝘤𝘪𝘭𝘪𝘢 𝘦̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘦𝘻𝘻𝘦 𝘱𝘢𝘦𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘪𝘵𝘪...
29/05/2023

𝗔𝗴𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼
“𝘓𝘢 𝘚𝘪𝘤𝘪𝘭𝘪𝘢 𝘦̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘦𝘻𝘻𝘦 𝘱𝘢𝘦𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘪𝘵𝘪 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘨𝘪𝘰. 𝘓𝘢 𝘯𝘰𝘮𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘗𝘢𝘭𝘦𝘳𝘮𝘰 𝘯𝘦𝘭 2018 𝘦 𝘰𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘈𝘨𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 2025, 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘦𝘷𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘪𝘯 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘯𝘪𝘦 𝘨𝘳𝘦𝘤𝘩𝘦, 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘴𝘦́ 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘳𝘵𝘦, 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦 𝘤𝘪𝘷𝘪𝘭𝘵𝘢̀” – 𝘢𝘧𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢 𝙖𝙛𝙛𝙚𝙧𝙢𝙖 𝙑𝙖𝙡𝙩𝙚𝙧 𝙈𝙖𝙞𝙣𝙚𝙩𝙩𝙞, 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙁𝙤𝙣𝙙𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙎𝙤𝙧𝙜𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙂𝙧𝙤𝙪𝙥– “𝘐 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰𝘴𝘪 𝘴𝘪𝘵𝘪 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘪, 𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘝𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘛𝘦𝘮𝘱𝘭𝘪 𝘢𝘥 𝘈𝘨𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘚𝘦𝘭𝘪𝘯𝘶𝘯𝘵𝘦, 𝘔𝘰𝘻𝘪𝘢, 𝘚𝘦𝘨𝘦𝘴𝘵𝘢, 𝘛𝘢𝘰𝘳𝘮𝘪𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘩𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘪 𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘰 𝘮𝘰𝘯𝘪𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘢𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘪𝘢 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦”.

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Agrigento capitale italiana della Cultura 2025 appena proclamata dal ministro Sangiuliano La macchina organizzativa si è subito messa in moto

🕊️ Oggi si celebra la 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮, la festa più solenne e importante della religione cristiana, in cui si commemora la resurr...
09/04/2023

🕊️ Oggi si celebra la 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮, la festa più solenne e importante della religione cristiana, in cui si commemora la resurrezione di Gesù, culmine del Triduo pasquale e centro di tutto l’anno liturgico.

Nell’opera 𝘝𝘪𝘴𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭 𝘚𝘦𝘱𝘰𝘭𝘤𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘝𝘦𝘳𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘦 𝘭𝘦 𝘵𝘳𝘦 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘦 della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠, l’artista 𝘊𝘢𝘳𝘭𝘰 𝘔𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪 narra il sopralluogo compiuto dalle tre Marie, accompagnate da Maria Vergine, presso la tomba ormai vuota del Cristo. Un angelo si avvicina e mostra alla Madre la corona di spine, simbolo della Passione del Figlio, mentre in lontananza si scorgono le donne che si interrogano sull’accaduto.

Attraverso questa immagine che ci riporta alla resurrezione e alla rinascita vogliamo porgervi i nostri più sentiti auguri di 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮. 🕊️

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7 aprile 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vuole celebrare questa importante giornata con il m...
07/04/2023

7 aprile 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲

La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vuole celebrare questa importante giornata con il monumento votivo in marmo della sua collezione 𝘈𝘭𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘷𝘰𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘈𝘴𝘤𝘭𝘦𝘱𝘪𝘰, 𝘐𝘨𝘦𝘢 𝘦 𝘛𝘦𝘭𝘦𝘴𝘧𝘰𝘳𝘰.

Sulla superficie è scolpita la triade divina, composta dal 𝗱𝗶𝗼 𝗔𝘀𝗰𝗹𝗲𝗽𝗶𝗼, 𝗱𝗮 𝗜𝗴𝗲𝗮 𝗲 𝗱𝗮 𝗧𝗲𝗹𝗲𝘀𝗳𝗼𝗿𝗼.

Asclepio, il 𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂, 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒊𝒈𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒔𝒆𝒓𝒑𝒆𝒏𝒕𝒊, è raffigurato avvolto nel mantello e appoggiato con l’incavo del braccio destro al bastone intorno al quale si attorciglia il serpente sacro; accanto al piede sinistro compare l’omphalos di Apollo.
Alla sua destra è scolpita la figlia Igea, 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒔𝒆𝒈𝒖𝒂𝒄𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒕𝒕𝒓𝒊𝒄𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆, anche lei con il serpente sacro posto però sul braccio destro.
Completa la rappresentazione la figura di Telesforo, tradizionalmente riconosciuto come figlio del dio, avvolto in un mantello di lana con cappuccio, la 𝘱𝘢𝘦𝘯𝘶𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘤𝘤𝘶𝘭𝘭𝘢𝘵𝘢, la cui attività riguarda la funzione di 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒍𝒊 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒂𝒅𝒓𝒆.

La datazione dell’opera è da inquadrare, nel periodo degli Antonini intorno al 160 d.C. Probabilmente fu realizzato da un privato a seguito della terribile epidemia scoppiata tra le legioni impegnate sul fronte partico (165-166 d.C.), nota come “peste Antonina”, e diffusasi rapidamente in tutto l’Impero.

Per la scheda completa dell’opera
https://fondazionesorgentegroup.com/collezione-darte/archeologia/altare-votivo-con-asclepio-igea-e-telesforo/



Oggi 22 marzo è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗰𝗾𝘂𝗮 💧La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vuole unirsi al coro di sensibilizzazione ...
22/03/2023

Oggi 22 marzo è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗰𝗾𝘂𝗮 💧
La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vuole unirsi al coro di sensibilizzazione per ridurre lo spreco di 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗮 con l’invito ad assumere comportamenti più consapevoli e rispettosi.
L’immagine della scultura di 𝘚𝘰𝘳𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦 di 𝘌𝘥𝘰𝘶𝘢𝘳𝘥 𝘋𝘳𝘰𝘶𝘰𝘵 nella sua bellezza, eleganza e candore ci esorta a rifelttere sul tema di quest’anno “𝗔𝗰𝗰𝗲𝗹𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗖𝗵𝗮𝗻𝗴𝗲 - 𝘈𝘤𝘤𝘦𝘭𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰".
Mai come oggi è importate sensibilizzare le Istituzioni mondiali e l'opinione pubblica sull'importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico. Promosso dalle Nazioni Unite nel 1992, il 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱 𝗪𝗮𝘁𝗲𝗿 𝗗𝗮𝘆 viene celebrato dal 1993 e quest’anno coinciderà con l'inizio della Conferenza ONU sull'Acqua 2023 (22-24 marzo, New York)


𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎Se fossimo ancora nella Roma antica, oggi 17 marzo, i diciassettenni e le loro famiglie avrebbero fe...
17/03/2023

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
Se fossimo ancora nella Roma antica, oggi 17 marzo, i diciassettenni e le loro famiglie avrebbero festeggiato i 𝘓𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪𝘢.

Così in onore di 𝘓𝘪𝘣𝘦𝘳 𝘗𝘢𝘵𝘦𝘳, dio italico della fertilità e del vino, identificato comunemente con il greco Dioniso, si svolgevano feste e processioni, durante le quali avveniva il rito di passaggio verso la maggiore età e i giovani abbandonavano 𝙡𝙖 𝙗𝙪𝙡𝙡𝙖 e 𝙡𝙖 𝙩𝙤𝙜𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙩𝙚𝙨𝙩𝙖 per vestire 𝙡𝙖 𝙩𝙤𝙜𝙖 𝙫𝙞𝙧𝙞𝙡𝙞𝙨.

Ma come si presentavano la bulla e la toga pretesta?

Ci aiuta a scoprirlo questa 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 𝘪𝘯 𝘮𝘢𝘳𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘵𝘰𝘨𝘢 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘵𝘦𝘹𝘵𝘢 della 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽, che indossa 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝘂𝗹𝗹𝗮 appesa al collo.

La toga 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘵𝘦𝘹𝘵𝘢 era listata di porpora, indossata dai sommi magistrati, dai sacerdoti, e dai fanciulli nobili fino ai 17 anni d’età, prima di assumere la 𝘵𝘰𝘨𝘢 𝘷𝘪𝘳𝘪𝘭𝘪𝘴 e insieme, i doveri del 𝘤𝘪𝘷𝘪𝘴 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘯𝘶𝘴.
La 𝘣𝘶𝘭𝘭𝘢, composta da due valve semisferiche unite insieme con all’interno un amuleto per proteggere il fanciullo contro i malefici, veniva indossata dai soli bambini maschi romani nati liberi fin dai nove giorni dalla nascita.

Oggi 8 marzo, giorno della 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮, la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽, presieduta da 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗲 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, vuole...
08/03/2023

Oggi 8 marzo, giorno della 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮, la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽, presieduta da 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗲 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, vuole fare gli auguri a tutte le donne con questo elegante ritratto femminile di 𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘉𝘰𝘭𝘥𝘪𝘯𝘪, dal titolo 𝘙𝘪𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘑𝘰𝘴𝘦𝘧𝘪𝘯𝘢 𝘈𝘭𝘷𝘦𝘢𝘳 𝘥𝘦 𝘌𝘳𝘳𝘢𝘻𝘶𝘳𝘪𝘻, appartenente alla 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠.

L’autore di quest’opera esalta con delicatezza l’eleganza della nobildonna argentina che appare sicura di sé, fasciata da un prezioso abito da sera scuro, che l’artista realizza con le sue tipiche pennellate veloci e precise, come sciabolate sulla tela, creando un effetto soffuso e onirico che sfuma gradatamente fino a confondersi con lo sfondo.
Uno stile che lo rese così celebre e ricercato fra la nobiltà e l’alta borghesia del suo tempo e che ne determinò il successo.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎Provate a dare le spalle alla 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀, chiudete gli occhi e immaginate di tornare indiet...
05/03/2023

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
Provate a dare le spalle alla 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀, chiudete gli occhi e immaginate di tornare indietro fino al Seicento.
Questa tela della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠 realizzata dal fiammingo di nascita 𝘗𝘪𝘦𝘵𝘦𝘳 𝘝𝘢𝘯 𝘉𝘭𝘰𝘦𝘮𝘦𝘯 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘚𝘵𝘦𝘯𝘥𝘢𝘳𝘥𝘰, un importante esempio di scena di genere della scuola romana tardo seicentesca, ci porta a 𝗥𝗼𝗺𝗮 in 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀, il soggetto centrale è l’esterno di un’osteria nei pressi del 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲; un abbeveratoio al centro della scena è l’elemento catalizzatore, intorno al quale sembrano convergere le attenzioni di tutti i protagonisti della composizione, sia uomini che animali.

Il 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲, attorno al quale si anima il dipinto è uno tra i più antichi templi di Roma che si conservi, e la sua costruzione risale alla fine del 𝘐𝘐 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘢.𝘊..
L’edificio, in marmo ellenico, presenta venti colonne corinzie, poggianti su un basamento a gradini costituito da blocchi di tufo, alcune delle quali in marmo lunense, riconducibili al restauro effettuato sotto Tiberio probabilmente dopo l’inondazione del 15 d.C. Di forma circolare, la sua pianta ha un diametro di 14,8metri.
Il tempio deve la sua conservazione, come molti altri monumenti romani, al fatto di essere stato trasformato in chiesa nel medioevo: venne infatti consacrato nel 1132 e dedicato a Santo Stefano delle Carrozze, per poi essere trasformato nel XVII secolo nella chiesa di Santa Maria del Sole, perché poco distante dalla chiesa, sui margini del Tevere, fu ritrovata un'immagine della Madonna da cui partiva un raggio di sole.

Nel 1809, quando Roma era la seconda città dell’Impero napoleonico, l’architetto 𝘎𝘪𝘶𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦 𝘝𝘢𝘭𝘢𝘥𝘪𝘦𝘳 si occupò di restaurare il tempio su incarico del governo francese, tentando di restituire alla struttura lo splendore originale.

La lente sull’arte 🔎Ispirata al movimento vedutista, che si affermò nella Città Eterna fin dagli inizi del XVIII secolo,...
23/02/2023

La lente sull’arte 🔎
Ispirata al movimento vedutista, che si affermò nella Città Eterna fin dagli inizi del XVIII secolo, questa tela della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠 riprende uno degli angoli più interessanti e suggestivi di 𝗥𝗼𝗺𝗮.

Originariamente realizzato con il nome di 𝘗𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘌𝘮𝘪𝘭𝘪𝘰 nel 179 a.C., fu il 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘱𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘮𝘶𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘢 𝘙𝘰𝘮𝘢, dedicato al console Manio Emilio Lepido.
La vita di questa costruzione fu però perseguitata dalla sfortuna: subì danni a più riprese, durante diverse inondazioni del Tevere, venendo tuttavia sempre ricostruito. L'ultima volta nel 1573 papa Gregorio XIII assegnò tale compito all'architetto Matteo di Castello, che completò i lavori due anni più tardi.
Purtroppo, però una successiva fortissima inondazione, che colpì Roma nel 1598, fece crollare due delle tre arcate del ponte che, poi non vennero più ricostruite.

Il dipinto, collocabile fra i secoli XVIII e XIX, è un importante documento della struttura ancora abbastanza integra del ponte, di cui oggi resta 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘵𝘳𝘦 𝘢𝘳𝘤𝘢𝘵𝘦 cinquecentesche superstiti sempre poggiante sugli originali piloni del II secolo a.C.
Il suo autore, sebbene rimanga tuttora anonimo, molto probabile si ispirò ad una delle vedute realizzate attorno al 1740 dall'incisore palermitano Giuseppe Vasi.

La lente sull’arte🔎Com’era la 𝗰𝗼𝗿𝗮𝘇𝘇𝗮 degli antichi guerrieri?A scoprirlo ci aiuta la 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 𝘥𝘪 𝘓𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻...
13/02/2023

La lente sull’arte🔎
Com’era la 𝗰𝗼𝗿𝗮𝘇𝘇𝗮 degli antichi guerrieri?

A scoprirlo ci aiuta la 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 𝘥𝘪 𝘓𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽, databile all’inizio del II secolo d.C.

Il giovane soldato in armi indossa 𝘶𝘯𝘢 𝘵𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢, come si scorge dal gonnellino di tessuto che compare sopra le ginocchia, e sopra 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘻𝘻𝘢 𝘢𝘯𝘢𝘵𝘰𝘮𝘪𝘤𝘢 𝘭𝘪𝘴𝘤𝘪𝘢, priva di spallacci con doppia fila di pteryges, i lambrecchini stondati, decorati nella prima fila con motivi alternati: palmette, doppi scudi ovali, soggetti marini, simbolo di vittoria navale.
Sull’addome porta un 𝗰𝗶𝗻𝗴𝘂𝗹𝘂𝗺 𝘃𝗶𝘁𝗮𝗲 dal nodo centrale con svolazzi laterali, mentre il gorgoneion, la piccola testa di medusa al centro del petto, è di restauro. Non indossava il classico paludamentum, il mantello, che doveva appoggiarsi sulla spalla sinistra per poi discendere lateralmente. Si conserva l’incasso per l’inserimento della testa ritratto del giovane raffigurato, purtroppo mancante.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎🔎Con questa piccola tela, 𝘝𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘩𝘦𝘰𝘯, della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠, 𝘎𝘪𝘶𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦 𝘊𝘢𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 ci ha lasciato un p...
01/02/2023

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎🔎
Con questa piccola tela, 𝘝𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘩𝘦𝘰𝘯, della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠, 𝘎𝘪𝘶𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦 𝘊𝘢𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 ci ha lasciato un prezioso ricordo del 𝗣𝗮𝗻𝘁𝗵𝗲𝗼𝗻.

In questa immagine che risale al biennio di 1838-1839, possiamo ammirare il Pantheon con la celebre Rotonda che domina la scena su una piazza brulicante di gente intenta nei propri lavori o a conversare, ma soprattutto possiamo osservare i 𝗱𝘂𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗹𝗶. Aggiunti nel 1625 ai lati del frontone, i due campanili furono fin da subito oggetto di critiche e pare non piacquero ai romani perché in contrasto con l’architettura classica che caratterizzava l’edificio, tanto da chiamarli in modo scherzoso “𝗼𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲 𝗱’𝗮𝘀𝗶𝗻𝗼”.

Con l’Unità d’Italia i campanili furono rimossi, oggi è impossibile accorgersi della loro assenza, ma grazie a dipinti come questo possiamo ricostruire come siano stati in passato.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎🔎In quest’opera della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠, 𝘝𝘦𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘰𝘭𝘰𝘴𝘴𝘦𝘰 realizzata da 𝘎𝘪𝘶𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦 𝘊𝘢𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 è raffigurato i...
15/01/2023

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎🔎
In quest’opera della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠, 𝘝𝘦𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘰𝘭𝘰𝘴𝘴𝘦𝘰 realizzata da 𝘎𝘪𝘶𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦 𝘊𝘢𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 è raffigurato il 𝗖𝗼𝗹𝗼𝘀𝘀𝗲𝗼, ripreso dal Colle Palatino con in primo piano la cosiddetta 𝗠𝗲𝘁𝗮 𝗦𝘂𝗱𝗮𝗻𝘀, fontana costruita in Età Flavia, così come si presentava agli occhi del pittore nel 1838 ca.

Il suo nome derivava probabilmente da due caratteristiche: "𝘔𝘦𝘵𝘢" in quanto la sua forma era simile a quella di una meta, attorno alla quale, nelle gare circensi, bisognava svoltare; "𝘚𝘶𝘥𝘢𝘯𝘴" perché sembrava sudasse. Infatti, la palla bronzea, che era posta all'estremità della fontana, presentava tantissimi fori da cui usciva l'acqua.
Secondo un'antica leggenda i gladiatori andavano alla fontana per lavarsi dopo i combattimenti nell'arena adiacente.

I ruderi della Meta Sudans vennero definitivamente demoliti nel 1933 durante i lavori di costruzione della via dei Trionfi.
Oggi l'unico resto visibile è la base circolare della fontana, ecco perché dipinti come questo di Giuseppe Canella divengono testimonianze visive preziose di una Roma scomparsa.

La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vi augura un 𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗔𝗻𝗻𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗼 con l’immagine benaugurante di questo dipinto di 𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘈𝘯...
01/01/2023

La 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽 vi augura un 𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗔𝗻𝗻𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗼 con l’immagine benaugurante di questo dipinto di 𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘈𝘯𝘥𝘳𝘦𝘢 𝘚𝘪𝘳𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘦𝘥 𝘌𝘭𝘪𝘴𝘢𝘣𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘚𝘪𝘳𝘪𝘢𝘯𝘪, 𝙁𝙤𝙧𝙩𝙪𝙣𝙖 𝙚 𝘼𝙢𝙤𝙧𝙚.

Questa composizione di carattere allegorico e fortemente evocativa ritrae una figura femminile che fluttua leggera sopra un globo celeste, come metafora della 𝗙𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮, che lascia cadere sul mondo i suoi generosi doni, rappresentati dalla borsa piena di monete; sulla destra un 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 la trattiene per la chioma, impedendole così di volare altrove.

Si tratta di un’invenzione di Guido Reni, risalente probabilmente al 1623, e divenne così popolare per il suo carattere benaugurante da convincere l’artista a replicarla più volte. L’immagine ebbe un tale successo che venne utilizzata anche dai numerosi allievi che frequentavano la sua bottega.
Uno di questi, Giovanni Andrea Sirani, fra i più, vicini al maestro, è l’autore di questo dipinto della Collezione della Fondazione, con l’assistenza della figlia Elisabetta.

𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗔𝗻𝗻𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗼

In un giorno così speciale e ricco di magia, in cui si celebra la nascita di Gesù e la sacralità della famiglia, la 𝗙𝗼𝗻𝗱...
25/12/2022

In un giorno così speciale e ricco di magia, in cui si celebra la nascita di Gesù e la sacralità della famiglia, la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽, presieduta da 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗲 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, vuole augurarvi 𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 con questo quadro di mirabile bellezza di Giovanni Battista Salvi (1609-1685), detto il 𝙎𝙖𝙨𝙨𝙤𝙛𝙚𝙧𝙧𝙖𝙩𝙤, intitolato 𝙈𝙖𝙙𝙤𝙣𝙣𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝘽𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙤.

Nelle cromie nitide che contraddistinguono la produzione del Sassoferrato, troviamo una carica di emotività che stupisce: la tenerezza, la dolcezza materna e l’affettuosità, lo sguardo discreto della Madre e l’affettuosità del Bambino, sorridente e garbato che posa la testa su sua madre.
In questa opera leggiamo una connessione fortissima tra la purezza francescana e la profonda fede religiosa del Sassoferrato nel buon gusto dei costumi della classe dirigente del Seicento.

Le confortanti e accoglienti immagini di Maria, madre di Gesù, scaldano il cuore e confortano fin dalle origini lo spirito dei Cristiani, che nella gestualità e nello sguardo della Vergine cercano l’abbraccio materno che sempre è concesso.

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟮 🎄

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎  🔎 Il principale 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 nel XVII secolo era 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗽𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 rappresentato nell’op...
18/12/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
Il principale 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 nel XVII secolo era 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗽𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 rappresentato nell’opera di 𝘈𝘯𝘦𝘴𝘪, 𝑆𝑎𝑛 𝑀𝑖𝑐ℎ𝑒𝑙𝑒 𝑎 𝑅𝑖𝑝𝑎, della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠.


Nel dipinto possiamo scorgere la doppia rampa dell’antico porto di Ripa, fatta costruire nel 1692 durante il pontificato di Innocenzo XII, e il Complesso di San Michele, edificio di grandi dimensioni, completato nel 1735, che accolse il carcere delle donne, l’ospizio di fanciulli e in un livello inferiore i magazzini; sulla sinistra vediamo la Dogana Grande.
Sulla riva del fiume sono rappresentate le intense attività del porto, dove attraccavano le navi provenienti dal mare.


Il porto di Ripa Grande continuò a funzionare fino 1900, quando, con la costruzione dei muraglioni sul Tevere, tutte le attività legate al fiume furono abbandonate.

Del porto, oggi, possiamo ammirare soltanto 𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗿𝗮𝗺𝗽𝗲 che scendono al fiume sotto il San Michele.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼𝘁𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟳𝟬𝟬 dove ora sorge Ponte Cavour?Ecco raffigurato il 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 ...
10/12/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼𝘁𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟳𝟬𝟬 dove ora sorge Ponte Cavour?
Ecco raffigurato il 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮 nel dipinto di Paolo Anesi della 𝘊𝘰𝘭𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘔, in cui possiamo osservare la dinamicità della scena con il brulichio degli uomini, le barche e le merci che affollavano quell’attracco nel Settecento.
Anesi riproduce fedelmente il porto di Ripetta, che disegnato da Alessandro Specchi con la collaborazione di Carlo Fontana, fu costruito all’inizio del 1700 utilizzando materiali di spoglio provenienti dal Colosseo e servì all’approdo dei navigli provenienti dall’Umbria e dalla Sabina.
Venne demolito dopo la piena del 1870 per l'edificazione dei muraglioni e dei ponti sul Tevere.
Dell’antico Porto di Ripetta rimangano solo 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮, 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗲 con i segni che indicano il livello del fiume Tevere durante le alluvioni, comprensivi delle date e del Pontefice regnante, tutte e tre le opere rappresentate nell’opera di Anesi, sono collocate nell’attuale piazza del Porto di Ripetta.

Nell'articolo di ItaliaOggi il neo ministro della Cultura 𝗚𝗲𝗻𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗦𝗮𝗻𝗴𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 e 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, presidente di Sorgente ...
02/12/2022

Nell'articolo di ItaliaOggi il neo ministro della Cultura 𝗚𝗲𝗻𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗦𝗮𝗻𝗴𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 e 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, presidente di Sorgente Group e Fondazione Sorgente Group, riflettono sull'importanza di valorizzare il patrimonio culturale italiano e sulla collaborazione pubblico privato.

Valter Mainetti spiega che «il contributo dei privati è già importante ma potrebbe anche diventare maggiore, attraverso un coordinamento con le istituzioni per mettere a sistema gli interventi pubblici con quelli privati. Noi abbiamo sempre creduto nella cooperazione con le istituzioni pubbliche, tanto che nel nostro Gruppo abbiamo istituito la Fondazione Sorgente Group che si occupa di promuovere il patrimonio culturale italiano e con la quale abbiamo riportato in Italia opere archeologiche che si trovavano all'estero e con la nostra azienda poniamo particolare attenzione alle opere di restauro conservativo, consapevoli che il senso inclusivo dell'arte ci consente di portare avanti progetti importanti per il Paese».

Puoi leggere l'articolo completo al link https://www.italiaoggi.it/news/adesso-il-ministro-sangiuliano-vuol-trasformare-l-italia-nella-vera-capitale-mondiale-della-cultura-2585686


𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎𝗘𝗰𝗰𝗼 il magnifico Portale di accesso agli 𝗛𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗙𝗮𝗿𝗻𝗲𝘀𝗶𝗮𝗻𝗶, come si vede nel dipinto di Joli “𝘝𝘦𝘥𝘶𝘵𝘢...
27/11/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
𝗘𝗰𝗰𝗼 il magnifico Portale di accesso agli 𝗛𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗙𝗮𝗿𝗻𝗲𝘀𝗶𝗮𝗻𝗶, come si vede nel dipinto di Joli “𝘝𝘦𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘝𝘢𝘤𝘤𝘪𝘯𝘰” della Fondazione, oggi completamente distrutti con gli scavi archeologici di fine ‘800: un giardino impostato secondo un criterio collezionistico dove erano presenti tutti i tipi di piante, tra cui anche quelle provenienti dalle Americhe, come l'agave americana, la Yucca, la mimosa, la passiflora del Perù arrivando all'acacia che da qui prese il nome di Acacia Farnesiana.
Fu creato anche un vero e proprio orto, coltivando per la prima volta in Italia i pomodori, i peperoni, i peperoncini ed il fico d'India. Lo stesso Goethe rimase meravigliato da tanta bellezza.
Oggi sopravvive solo il portale di accesso che venne smontato e, dopo una serie di vicissitudini e smarrimenti, venne collocato dalla metà degli anni ’50 in 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗿𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗼, come accesso monumentale al Palatino.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎Anche nel dipinto 𝘙𝘪𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘎𝘶𝘦𝘳𝘤𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢 𝘶𝘯 𝘓𝘢𝘨𝘰𝘵𝘵𝘰, attribuito a Paolo Anton...
09/11/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
Anche nel dipinto 𝘙𝘪𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘎𝘶𝘦𝘳𝘤𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢 𝘶𝘯 𝘓𝘢𝘨𝘰𝘵𝘵𝘰, attribuito a Paolo Antonio Barbieri, fratello del maestro centese Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato 𝗜𝗹 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗻𝗼, protagonista è 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲.

La curiosa opera, che fa parte della collezione della Fondazione, raffigura 𝗶𝗹 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗻𝗼 e una donna più anziana che tiene in braccio un gattino in posa a lato di un tavolo coperto di una tovaglia bluette sul quale è seduto un 𝘤𝘢𝘯𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘦𝘭𝘰 𝘢𝘳𝘳𝘶𝘧𝘧𝘢𝘵𝘰.

L'atteggiamento benevolo nei confronti dell'animale, che l'artista indica al riguardante con la mano sinistra mentre con l'altra lo cinge affettuosamente in segno di amorevole possesso, porta a celebrare quel cane come il protagonista dell'insolito dipinto. Il collare dell'animale, finemente lavorato, mostra inconfondibilmente lo stemma araldico dei Farnese di Parma.

Si può quindi ipotizzare che esso, facilmente riconoscibile in 𝘂𝗻 𝗟𝗮𝗴𝗼𝘁𝘁𝗼 (una razza di cane d'acqua da riporto molto antica, originaria della Romagna) grazie alla ricchezza dei dettagli, fosse un dono fatto al pittore dalla famiglia Farnese e che questo dipinto sia stato realizzato per celebrare l'evento.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎Il 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼 dell'uomo...anche nella storia dell’arte. Nel dipinto 𝘋𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘤𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 del 𝗚...
02/11/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
Il 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼 dell'uomo...anche nella storia dell’arte.
Nel dipinto 𝘋𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘤𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 del 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗻𝗼 appartenente alla collezione di dipinti antichi della Fondazione, un elemento fondamentale della composizione è certamente il magnifico 𝗹𝗲𝘃𝗿𝗶𝗲𝗿𝗼 che accompagna la dea nella sua caccia notturna.
In questo splendido lavoro del Barbieri il cane non funge solamente da elemento decorativo o da attributo iconografico, ma assurge al ruolo di vero e proprio comprimario della divinità.
Con quel movimento istintivo del collo l'animale, oltre a conferire dinamismo all'intera composizione, sembra voler interagire con Diana verso la quale volge lo sguardo, e con la sua lingua vibrante pare volerle parlare.

𝗔𝗿𝘁𝗲: 𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗻𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗔 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗶 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝟴 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟯 𝗹𝗮 𝗠𝗼...
28/10/2022

𝗔𝗿𝘁𝗲: 𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗻𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼

𝗔 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗶 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝟴 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟯 𝗹𝗮 𝗠𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 “𝗗𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗲 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 - 𝗱𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝘁𝗲𝗺𝗶𝘀𝗶𝗮 𝗚𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶” dove è possibile ammirare, tra le altre opere, la 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗖𝗲𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿 𝗱’𝗔𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽

«𝑅𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑟𝑢𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑙 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑞𝑢𝑖𝑠𝑖𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝐹𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒, 𝑒̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑖 𝑢𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 – dichiara 𝐕𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐢𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 –. 𝑃𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑢𝑠𝑒𝑎𝑙𝑖, 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑑 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖. 𝑉𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑛𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑜𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖 𝑚𝑎𝑒𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝐶𝑒𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑎𝑣𝑎𝑙𝑖𝑒𝑟 𝑑’𝐴𝑟𝑝𝑖𝑛𝑜, 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑇𝑒𝑟𝑛𝑖».

Uno straordinario viaggio nella pittura del Seicento che celebra il nascere e lo sviluppo del caravaggismo a partire dagli anni della formazione dell’artista, al pieno fiorire della sua arte pittorica, fino alla cultura barocca di Mattia Preti.

I visitatori potranno ammirare dipinti di grandi maestri 𝘥𝘢 𝘊𝘢𝘳𝘢𝘷𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰, 𝘢 𝘉𝘢𝘳𝘵𝘰𝘭𝘰𝘮𝘦𝘰 𝘔𝘢𝘯𝘧𝘳𝘦𝘥𝘪, 𝘢 𝘖𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘦 𝘈𝘳𝘵𝘦𝘮𝘪𝘴𝘪𝘢 𝘎𝘦𝘯𝘵𝘪𝘭𝘦𝘴𝘤𝘩𝘪, 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘔𝘢𝘵𝘵𝘪𝘢 𝘗𝘳𝘦𝘵𝘪 , tra questi l'opera 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗖𝗲𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗶𝗹𝗲, 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝘁𝘁𝗼, di Giuseppe Cesari, detto 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿 𝗱’𝗔𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼, della Fondazione, presieduta da 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗺𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮.

La mostra sarà a ingresso libero nei giorni martedì e mercoledì dalle 15.30 alle 19.30, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎𝗔𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼 la fontana utilizzata come abbeveratoio nel Foro romano presente nel dipinto di J...
22/10/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
𝗔𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼 la fontana utilizzata come abbeveratoio nel Foro romano presente nel dipinto di Joli, “𝘝𝘦𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘝𝘢𝘤𝘤𝘪𝘯𝘰” della Fondazione?

Fu realizzata da Papa Sisto V (Felice Peretti) per dare ristoro agli uomini e al bestiame che ormai circolava nel Foro romano, nominato così “Campo Vaccino”.

Nel 1816 in occasione degli scavi venne smantellata e oggi la vasca di granito è vicino alle 𝘀𝘁𝗮𝘁𝘂𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗗𝗶𝗼𝘀𝗰𝘂𝗿𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗤𝘂𝗶𝗿𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲, mentre dal mascherone dalle ciglia aggrottate e dai grandi baffi, sgorga ancora acqua nella fontana all'ingresso del Giardino degli Aranci, in piazza Pietro d'Illiria.

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎𝗟𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 i Greci consideravano estremamente importante il gesto della stretta di mano, tanto ...
19/10/2022

𝙻𝚊 𝚕𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚊𝚛𝚝𝚎 🔎
𝗟𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 i Greci consideravano estremamente importante il gesto della stretta di mano, tanto da raffigurarla anche sul rilievo delle 𝘭𝘦𝘬𝘺𝘵𝘩𝘰𝘪 𝘪𝘯 𝘮𝘢𝘳𝘮𝘰, come negli esemplari della 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Questo gesto si chiama 𝗱𝗲𝘅𝗶𝗼𝘀𝗶𝘀, nel profondo e specifico significato morale di simboleggiare l’indissolubilità del legame tra due familiari al di là della morte, nell’esaltazione dell’unità come valore centrale della società della polis classica.

L’ultimo dipinto con il quale vogliamo ricordare il grande pittore bolognese 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗶, dal forte impatto emotivo, ma d...
31/08/2022

L’ultimo dipinto con il quale vogliamo ricordare il grande pittore bolognese 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗶, dal forte impatto emotivo, ma delicatamente interpretato, è 𝘓𝘢 𝘝𝘦𝘳𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘱𝘳𝘦𝘨𝘩𝘪𝘦𝘳𝘢 della 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗚𝗿𝗼𝘂𝗽.

Siamo nel periodo della piena maturità artistica del pittore, quando si specializzò nella realizzazione di questi dipinti per il culto privato, nei quali i protagonisti sono immersi in un ambiente vuoto e rarefatto, portando così lo spettatore a concentrarsi interamente sull’aspetto devozionale dell’opera.

𝗗𝗲𝗻𝗶𝘀 𝗠𝗮𝗵𝗼𝗻 colloca il dipinto con precisione nel 1627, nel periodo della maturità quando Reni trascorse un periodo a Roma, chiamato dall’ambasciatore spagnolo per eseguire una Immacolata Concezione destinata all’Infanta di Spagna (oggi al Metropolitan Museum di New York) con la quale il presente dipinto è fortemente in relazione per la stretta analogia del modello. Nel suo studio Denis Mahon mette in risalto i toni luminosi e il colore smaltato che caratterizzano la Vergine in preghiera e ne fanno un prototipo di quel gusto delicato, che rese il nome di Reni famoso ed emblematico per tutta la cultura pittorica del “classicismo barocco”.

Il ricordo del grande pittore bolognese 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗶, in occasione del 380esimo anno dalla sua morte, continua con l’inten...
25/08/2022

Il ricordo del grande pittore bolognese 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗶, in occasione del 380esimo anno dalla sua morte, continua con l’intenso dipinto 𝘚𝘢𝘯 𝘗𝘪𝘦𝘵𝘳𝘰 𝘱𝘦𝘯𝘪𝘵𝘦𝘯𝘵𝘦 presente nella 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, che ci mostra la raffigurazione di un San Pietro angosciato e profondamente addolorato per il rimorso di aver rinnegato il Cristo.

“Il dipinto è stato concesso in prestito per alcune importanti esposizioni e in particolare - ricorda con orgoglio 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶 - la mostra dal titolo “Artemisia. Donna e potere” realizzata in Olanda per celebrare la grande pittrice rivoluzionaria, artemisia Gentileschi, che ricevette una grande influenza dai maestri del Seicento italiano, in particolare Guido Reni e Guercino”

𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗶𝗻𝗮𝘁𝗶, Direttore scientifico della Fondazione, afferma: “Il maestro bolognese raggiunse la sua immensa e meritata fama anche grazie ai ritratti introspettivi di personaggi raffigurati nel momento in cui si manifesta un’intensa emozione. Il senso di rimorso che attanaglia il cuore di San Pietro invade completamente la composizione, veicolato attraverso gli occhi supplichevoli del Santo bagnati di lacrime e rivolti al Padre.”

Indirizzo

Via Ostiense 131/L
Rome
00154

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:30
Mercoledì 10:00 - 18:30
Giovedì 10:00 - 18:30
Venerdì 10:00 - 18:30

Telefono

+390621115340

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