Galleria Borghese

Galleria Borghese DELIZIA DI ROMA

31/08/2026

🇮🇹 Chi non ha mai fatto un gesto scaramantico?

Dietro queste piccole abitudini si nasconde una storia secolare: nell'antica Roma il “fascinum” proteggeva dal malocchio, mentre la testa di Medusa era considerata uno dei più potenti simboli apotropaici, capace di allontanare le forze negative.

Come racconta Ovidio nelle "Metamorfosi", Medusa fu decapitata dall’eroe Perseo e proprio la sua testa, separata dal corpo, assunse un nuovo significato, diventando un potente emblema di protezione. In questo approfondimento, lo storico dell'arte Claudio Sagliocco ci accompagna alla scoperta delle numerose raffigurazioni della Gorgone custodite tra i capolavori della Galleria Borghese.

La sua presenza si nasconde in alcuni ritratti, nel camino alla francese con la celebre Medusa Rondanini e perfino sul fondo di una preziosa tazza in rosso antico realizzata da Lorenzo Cardelli. E dall’antica Grecia arriva anche un curioso aneddoto legato alle coppe da vino. Guardate il video per scoprirlo!
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🌐 Who has never performed a superstitious gesture?

Behind these small habits lies a centuries-old history: in ancient Rome, the “fascinum” protected against the evil eye, while the head of Medusa was considered one of the most powerful apotropaic symbols, capable of warding off negative forces.

As Ovid relates in the "Metamorphoses", Medusa was beheaded by the hero Perseus, and her head itself, separated from the body, took on a new meaning, becoming a powerful emblem of protection. In this in-depth analysis, art historian Claudio Sagliocco guides us through the discovery of the numerous depictions of the Gorgon preserved among the masterpieces of Galleria Borghese.

Her presence is hidden in several portraits, on the French-style fireplace with the famous Medusa Rondanini, and even on the bottom of a precious red marble cup crafted by Lorenzo Cardelli. And from ancient Greece also comes a curious anecdote linked to wine cups. Watch the video to find out!

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🇮🇹 Cosa accade quando un artista si innamora della sua scultura? Il mito di Pigmalione delle “Metamorfosi” di Ovidio rac...
28/08/2026

🇮🇹 Cosa accade quando un artista si innamora della sua scultura?

Il mito di Pigmalione delle “Metamorfosi” di Ovidio racconta questo prodigio: la statua d’avorio modellata dallo scultore si scalda e si ammorbidisce sotto il suo tocco e, grazie all’intervento di Venere, si trasforma in una donna vera di cui l’uomo si innamora.

A questo straordinario incontro tra arte e desiderio è dedicata una sezione della mostra "Le Metamorfosi. Ovidio e le arti" della Galleria Borghese.

Dall'estasi del bacio dipinto da Jean-Léon Gérôme, in cui la carne prende lentamente il posto del marmo, alla scultura di Auguste Rodin, dove le figure sembrano affiorare dalla pietra grezza, il mito continua a trasformarsi attraverso lo sguardo degli artisti.

Venite a scoprire fino al 20 settembre gli attualissimi miti di Ovidio nella mostra della Galleria Borghese
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🌐 What happens when an artist falls in love with his sculpture?

The myth of Pygmalion, a famous tale from Ovid’s “Metamorphoses”, tells of this wonder: the ivory statue shaped by the sculptor warms and softens under his touch and, thanks to the intervention of Venus, turns into a real woman with whom the man falls in love.

A section of the exhibition "The Metamorphoses. Ovid and the Arts" at Galleria Borghese is dedicated to this extraordinary encounter between art and desire.

From the ecstasy of the kiss painted by Jean-Léon Gérôme, in which flesh slowly takes the place of marble, to the sculpture by Auguste Rodin, where the figures seem to emerge from the rough stone, the myth continues to transform through the eyes of artists.

Come and discover Ovid’s strikingly contemporary myths until September 20 at Galleria Borghese exhibition.

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In occasione dell'iniziativa  , il prossimo 6 settembre la Galleria Borghese aprirà le porte al pubblico gratuitamente.U...
27/08/2026

In occasione dell'iniziativa , il prossimo 6 settembre la Galleria Borghese aprirà le porte al pubblico gratuitamente.

Un evento da non perdere per ammirare le splendide collezioni d'arte ospitate nella celebre villa romana e per scoprire la mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti”, un'importante esposizione nata dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam.

La Galleria Borghese è visitabile dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle ore 17:45.
I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria per tutti i visitatori, con un diritto di prenotazione di 2€.

Assicuratevi il vostro biglietto per tempo!
Tutte le informazioni e il link per prenotare → https://www.tosc.it/artist/galleria-borghese/
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On the occasion of the initiative, Galleria Borghese will open its doors to the public free of charge on September 6th.

A must-see event to admire the splendid art collections hosted within the renowned Roman villa and to discover the exhibition "Metamorfosi. Ovidio e le arti", an important exhibition born from the collaboration with the Rijksmuseum of Amsterdam.

Galleria Borghese is open from 9:00 AM to 7:00 PM, with last admission at 5:45 PM.

Places are limited and booking is mandatory for all visitors, with a €2 booking fee.
Make sure to secure your ticket in advance!

All the information and the booking link → https://www.tosc.it/artist/galleria-borghese/

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26/08/2026

🇮🇹 Le splendide sale della Galleria Borghese fanno da cornice al vivace dialogo tra le arti visive e le “Metamorfosi” di Ovidio. Dal caos al cosmos, il poema è un’epopea in continuo divenire, in cui il cambiamento non è solo una trasformazione fisica, ma una legge universale che travolge corpi ed ecosistemi.

Gianpiero Rosati, Professore emerito di Letteratura latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, approfondisce la natura mai lineare di questo viaggio verso l'ordine, ripercorrendo alcuni celebri episodi come l’incendio di Fetonte, le storie di Eco e Narciso e di Apollo e Dafne.

Seguendo lo straordinario artificio narrativo con cui Ovidio incastona le storie l'una nell'altra, Rosati offre una rilettura di profonda attualità: un invito a considerare il pianeta come un ecosistema interconnesso, in cui le diverse specie, pur trasformandosi, conservano memoria l'una dell'altra.

Guarda l’episodio completo su YouTube: https://youtu.be/G6sezslXLEQ

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🌐 The splendid halls of the Galleria Borghese set the stage for a vivid dialogue between the visual arts and Ovid’s “Metamorphoses”. From chaos to cosmos, the poem is an ongoing epic of becoming, where change is not merely a physical transformation, but a universal law sweeping through bodies and ecosystems alike.

Gianpiero Rosati, Professor Emeritus of Latin Literature at the Scuola Normale Superiore in Pisa, delves into the never-linear nature of this journey toward order, revisiting famous episodes such as the fall of Phaethon, the stories of Echo and Narcissus, and Apollo and Daphne.

Following the extraordinary narrative device through which Ovid weaves stories into one another, Rosati offers a remarkably timely reinterpretation: an invitation to view the planet as an interconnected ecosystem, where different species, even as they transform, preserve the memory of one another.

Watch the full episode on YouTube: https://youtu.be/G6sezslXLEQ

Ministero della Cultura

24/08/2026

🇮🇹 Tra i dipinti più enigmatici della Galleria Borghese c'è la “Melissa” di Dosso Dossi (1516-1520). Ispirata all'Orlando Furioso, l'opera va oltre il racconto letterario, conducendo in un universo di simboli, rituali e conoscenze esoteriche.

In questo approfondimento Philippe Morel, Professore di Storia dell'arte e Direttore del Center for the Study of Renaissance Art dell'Università Paris I Panthéon-Sorbonne, ci accompagna alla scoperta del significato nascosto del dipinto: il libro aperto, i sigilli magici, le figurine sull'albero e il cerchio rituale rimandano alla pratica della negromanzia.

La lettura di Morel rivela come Dosso Dossi abbia scelto di raccontare non tanto il momento del sortilegio, quanto quello del disincanto: Melissa è ritratta nell’atto di sciogliere i malefici con cui Alcina aveva trasformato i cavalieri in animali e alberi, restituendo loro la forma umana.

Osservare la Melissa significa andare oltre ciò che appare, guardare l’incantesimo un attimo prima di essere spezzato. E quello di Morel è un invito ad ammirare ogni particolare di un'opera che continua a custodire il fascino del mistero.

Guarda l’episodio completo su YouTube: https://youtu.be/JbHMbO0_WQQ
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🌐 Among the most enigmatic paintings in Galleria Borghese is Dosso Dossi’s “Melissa” (1516-1520). Inspired by Orlando Furioso, the work goes far beyond the literary tale, leading into a universe of Renaissance symbols, rituals, and esoteric knowledge.

In this analysis Philippe Morel, Professor of Art History and Director of the Center for the Study of Renaissance Art at Paris I Panthéon-Sorbonne University, guides us through the painting’s hidden meaning: the open book, the magic seals, the figurines on the tree, and the ritual circle refer to necromancy.

Morel's interpretation reveals how Dossi chose to depict not so much the spell, but rather the disenchantment: Melissa is portrayed undoing the sorcery with which Alcina had transformed knights into animals and trees, restoring their human form.

Looking at Melissa means going beyond what meets the eye, seeing the spell just before it is broken.

Watch the full episode on YouTube: https://youtu.be/JbHMbO0_WQQ

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21/08/2026

La mostra "Metamorfosi. Ovidio e le arti" racconta il mutamento come processo attraverso una riflessione sull’arte.

Al secondo piano della Galleria Borghese, il percorso si apre con la figura di Aracne, i cui arazzi diventano metafora della tessitura, in dialogo con le pitture di Tintoretto e Rubens. Il viaggio nel mito ovidiano prosegue con Leda e il cigno, rievocato dalle opere di Leonardo e Michelangelo in un serrato confronto tra pittura e scultura, affiancate dalla straordinaria “Danae” di Correggio. Con Pigmalione, le opere di Gérôme e Rodin mostrano invece la materia nell’istante in cui sembra animarsi, trasformando il desiderio dell’artista in atto creativo.

La trasformazione assume poi il volto della pietrificazione nelle vicende di Perseo e Medusa, raccontate da Rubens, Sebastiano Ricci e Rutilio Manetti. L'esposizione si conclude con una riflessione sull’amore, forza creatrice e distruttrice che attraversa i capolavori di Tiziano e Nicolas Poussin.

La mostra è visitabile fino al 20 settembre: un’occasione unica per ammirare i miti classici trasformati in arte dal vivo.
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The exhibition "Metamorphosis. Ovid and the Arts" explores change as a process through a reflection on art.

On the second floor of Galleria Borghese, the display opens with the figure of Arachne, whose tapestries become a metaphor for weaving, in dialogue with paintings by Tintoretto and Rubens. The journey through Ovidian myth continues with Leda and the Swan, evoked by the works of Leonardo and Michelangelo in a dialogue between painting and sculpture, alongside Correggio's extraordinary "Danaë". With Pygmalion, the works of Gérôme and Rodin show matter at the exact moment it seems to come to life.

Transformation then takes on the form of petrification in the stories of Perseus and Medusa, as depicted by Rubens, Sebastiano Ricci, and Rutilio Manetti. Finally, the exhibition concludes with a reflection on love as a creative and destructive force through masterpieces by Titian and Nicolas Poussin.

The exhibition is open until September 20th: a unique opportunity to experience classic myths transformed into art in person.

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19/08/2026

🇮🇹 Cosa accade quando un mortale prova a prendere il posto di un dio? La risposta è racchiusa nel mito di Fetonte, il giovane che volle guidare il carro di suo padre Apollo, dio del Sole, e che, con la sua impossibile impresa, fece sprofondare il cielo nel caos costringendo Giove a intervenire per ristabilire l’ordine del cosmo.

A raccontare questo celebre episodio delle "Metamorfosi" di Ovidio è la storica dell’arte Elisa Martini, che ci accompagna nella Stanza del Sole della Galleria Borghese, dove il mito prende vita attraverso una straordinaria decorazione ispirata al racconto del poeta latino. Un luogo in cui il dramma di Fetonte incontra la magnificenza della dimora di Apollo.

Ma la vicenda non termina con la caduta di Fetonte e, la sua, non è solo una storia di hybris: le Eliadi, sue sorelle, si trasformano in pioppi destinati a versare lacrime d’ambra mentre il suo caro amico Cicno viene mutato in un cigno, per continuare a cercarlo nelle acque. Un racconto che intreccia ambizione, perdita e rinascita e rivela tutta la potenza delle "Metamorfosi" di Ovidio.
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🌐 What happens when a mortal tries to take the place of a god? The answer lies in the myth of Phaethon, the young man who wanted to drive the chariot of his father Apollo, god of the Sun, and whose impossible endeavor plunged the sky into chaos, forcing Jupiter to intervene to restore the order of the cosmos.

Art historian Elisa Martini tells us this famous episode from Ovid’s “Metamorphoses”, accompanying us into the Room of the Sun at Galleria Borghese, where the myth comes to life through an extraordinary decoration inspired by the Latin poet's tale. A place where Phaethon's drama meets the magnificence of Apollo's abode.

Yet the story does not end with Phaethon's fall, nor is it merely a tale of hubris: his sisters, the Heliades, transform into poplar trees destined to shed tears of amber, while his dear friend Cycnus is turned into a swan to keep searching for him in the waters. A story weaving together ambition, loss, and rebirth, revealing the full power of Ovid's “Metamorphoses”.

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17/08/2026

🇮🇹 Un furto nella notte e una faida familiare fanno da sfondo alla “Deposizione (Trasporto di Cristo morto al sepolcro)” di Raffaello, capolavoro a Galleria Borghese che approfondiamo con Tom Henry, Professore di Storia dell'Arte all'Università del Kent.

L'opera del 1507 nasce a Perugia come pala d'altare per Atalanta Baglioni, colpita dalla perdita del figlio Grifonetto, ucciso nella sanguinoso evento noto come "Nozze Rosse". Raffaello abbandona ogni staticità e anima la scena in modo cinematografico, concentrandosi sullo sforzo dei portatori e sul dolore della Vergine. Il quadro svela il talento del maestro nel superare la lezione dei predecessori, dal Perugino alla plasticità di Michelangelo.

Il dipinto fu poi trafugato per volontà di Scipione Borghese, un collezionista rapace che non esitò a impossessarsi illegalmente dell'opera simbolo del trionfo di Raffaello, segnando il momento esatto della sua piena maturità artistica prima del suo trasferimento a Roma.

Guarda l’episodio completo su YouTube: https://youtu.be/muYV43zcVB0
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🌐 A theft in the night and a family feud set the backdrop for Raphael's "Deposition (The Carrying of the Dead Christ to the Sepulchre)", a masterpiece at Galleria Borghese that we explore with Tom Henry, Professor of History of Art at the University of Kent.

The 1507 work was born in Perugia as an altarpiece for Atalanta Baglioni, who was struck by the loss of her son Grifonetto, killed in the bloody "Red Weddings" feud. Raphael abandons all static quality and animates the scene in a cinematic way, focusing on the effort of the bearers and the grief of the Virgin. The painting reveals the master's talent in surpassing the lesson of his predecessors, from Perugino to Michelangelo's plasticity.

The painting was later stolen at the behest of Scipione Borghese, a rapacious collector who did not hesitate to illegally possess the work that symbolizes Raphael's triumph, marking the exact moment of his full artistic maturity before his move to Rome.

Watch the full episode on YouTube: https://youtu.be/muYV43zcVB0

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14/08/2026

🇮🇹 Il David di Gian Lorenzo Bernini custodisce per l’eternità un istante di pura tensione drammatica. Nell’esatto momento che precede il lancio della pietra, il marmo perde la sua rigidità minerale e si trasforma in carne viva, muscoli contratti e respiro trattenuto. Con un’ardita torsione del corpo e una travolgente energia, l’opera invade lo spazio dell'osservatore, rompendo ogni schema tradizionale.

In quel volto concentrato nel supremo sforzo vibra il genio rivoluzionario di Bernini, capace di trasformare la sfida con la materia in un’esperienza teatrale e magnetica.

Un capolavoro simbolo di dinamismo e audacia, in cui la potenza dell’azione consacra la grandezza eterna dell'arte barocca.

Lasciati incantare dai capolavori della Galleria Borghese: vieni ad ammirarli dal vivo e prenota la tua visita sul nostro sito.
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🌐 Gian Lorenzo Bernini’s David captures a moment of pure dramatic tension for all eternity. In the exact instant preceding the sling's release, the marble loses its mineral rigidity, transforming into living flesh, contracted muscles, and held breath.

With a bold twist of the body and an overwhelming energy, the sculpture invades the viewer's space, shattering every traditional convention.

Vibrating in that face focused in supreme effort is the revolutionary genius of Bernini, capable of turning the challenge against raw stone into a magnetic, theatrical experience.

A masterpiece symbolizing dynamism and audacity, where the sheer power of action consecrates the eternal greatness of Baroque art.

Immerse yourself in the wonder of Galleria Borghese’s masterpieces: come admire them in person and book your visit on our website.

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12/08/2026

A partire dalle “Metamorfosi” di Ovidio, la Galleria Borghese esplora il mito come principio universale e chiave di lettura del cosmo.

La mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” si apre con la sezione Caos e Creazione, dove opere di Louis Finson, Hendrick Goltzius, Herri met de Bles, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși restituiscono il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo.

La sezione il Poeta e il Libro indaga, poi, la fortuna del testo nei secoli, dall’“Ovide moralisé” al Rinascimento, facendo dialogare l'“Apollo e Dafne” di Piero del Pollaiolo con il capolavoro berniniano della Galleria Borghese. Infine, attorno al gruppo del “Ratto di Proserpina” di Bernini si sviluppa la sezione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone, dove opere dell’arte classica, dipinti di Agostino Carracci e l’“Orfeo ed Euridice” di Rubens riflettono sui temi della perdita e della rinascita.

Vi aspettiamo fino al 20 settembre per ammirare la mostra dal vivo!
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Starting from Ovid’s Metamorphoses, Galleria Borghese explores myth as a universal principle and a key to understanding the cosmos.

The exhibition “Metamorphoses. Ovid and the Arts” opens with the section "Chaos and Creation," where works by Louis Finson, Hendrick Goltzius, Herri met de Bles, Auguste Rodin, and Constantin Brâncuși depict the transition from unformed matter to cosmic order.

The section "The Poet and the Book" then explores the text's fortune through the centuries, from the “Ovide moralisé” to the Renaissance, bringing Piero del Pollaiolo's “Apollo and Daphne” into dialogue with Galleria Borghese’s own Berninian masterpiece. Finally, centered around Bernini's “The R**e of Proserpina”, the section dedicated to Pluto's underworld takes shape, where Classical art works, paintings by Agostino Carracci, and Rubens’s “Orpheus and Eurydice” reflect on the themes of loss and rebirth.

We look forward to welcoming you until September 20th to experience the exhibition in person!

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Indirizzo

Piazzale Scipione Borghese 5
Rome
00197

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

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