Casa Museo Luigi Pirandello Roma

Casa Museo Luigi Pirandello Roma È la Casa in cui Luigi Pirandello ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, dal 1933 al 1936.

Normali funzionamento

Luglio 2021 / Via Antonio Bosio
05/07/2021

Luglio 2021 / Via Antonio Bosio

Auguri154La Festa di quattro anni fa, aspettando di poterci ritrovare presto.
28/06/2021
La Casa Ispirata

Auguri154
La Festa di quattro anni fa, aspettando di poterci ritrovare presto.

21 giugno
21/06/2021

21 giugno

21 giugno

2x1000 a sostegno dell'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro contemporaneo Codice Fiscale: 80442190585GRAZIE!
13/06/2021

2x1000
a sostegno dell'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro contemporaneo
Codice Fiscale: 80442190585
GRAZIE!

Le donne nel teatro di Pirandello. Una testimonianza di Franca Angelini.
31/05/2021
Oggi in Radio: I teatri alla radio – Su Rai Radio Techetè le donne nel teatro di Pirandello

Le donne nel teatro di Pirandello. Una testimonianza di Franca Angelini.

Uno Speciale in dieci puntate dedicato ai personaggi femminili che animano le opere di Luigi Pirandello, con numerosi materiali sonori selezionati dagli archivi radiofonici: dal 31 maggio, alle 9.00 e alle 17.00, lo spazio teatrale di Rai Radio Techetè racconta l’universo femminile indagato con s...

121Eduardo!«Una sera recitavo la commedia "Chi è più felice di me". In un palco di prima fila c’era Luigi Pirandello. Ve...
24/05/2021

121Eduardo!
«Una sera recitavo la commedia "Chi è più felice di me". In un palco di prima fila c’era Luigi Pirandello. Vennero di corsa nel mio camerino per dirmi «C’è il Maestro in teatro». Fecero molto male. Non si dice mai a un attore che c’è un grande personaggio in teatro. Quest’attore perde la carica. Si costruisce una volontà superiore a quello che deve essere, perché per rendere il massimo di quello che deve rendere dev’essere stanco. Se non è stanco non rende.
Quella sera io misi tutta la mia forza per recitare quella parte. Recitavo per una sola persona. Per lui. Per Pirandello. E mentre recitavo pensavo: "Forse sto esagerando, forse sto recitando male la mia parte. Forse dopo il primo atto questo personaggio lascerà il teatro".
E per tutti questi motivi, proprio dopo il primo atto me ne tornai in camerino amareggiato, ma due colpi alla porta mi avvertirono: "C’è il Maestro, Luigi Pirandello". E mi apparve questo enorme personaggio. Finalmente conobbi quello che per anni avevo ammirato. Cui per anni avevo desiderato stringere la mano.
Si mostrò generosissimo negli apprezzamenti e mi invitò a cena. Lì presi coraggio e gli dissi: "Maestro perché non scrivete una commedia per noi". Lui rispose: "Ma io non posso scrivere in dialetto napoletano. Scriviamola insieme". Questa era la sua bellezza. Era giovane. Lui si metteva con i giovani. Lui non si sentiva un santone sotto una campana di vetro, irraggiungibile, al quale i giovani non si potevano avvicinare. A Pirandello ci si poteva avvicinare. Con Pirandello si poteva parlare a tu per tu. Gli dissi di aver letto una sua novella, "L’abito nuovo". Mi disse di dover partire per l’America per un giro di conferenze. Che al ritorno avrebbe portato la trama e per dialogarla ci saremmo visti insieme.
Il giorno del suo arrivo, per 15 giorni a Roma, mi recai a via Bosio per la stesura della commedia. Pirandello aveva già fatto tutta la trama e così di fronte a lui, allo stesso tavolo, io dialogavo la commedia in dialetto. Sotto la sua dettatura. Lui in lingua o in siciliano e io in napoletano. Finimmo con l’essere collaborativi. Qualche volta io dicevo "No questo non va, mi sembra un po’ troppo aspro". Venivo da un teatro un po’ umoristico, macchiettistico. E la sua esasperazione mi appariva un po’ sgradevole in certi momenti e non glielo nascondevo. Lui accettava questi miei consigli e io me ne sentivo orgoglioso.
In 15 giorni finimmo la commedia. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l’indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell’epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L’indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse “Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare”. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c’era più».
Prologo di Eduardo De Filippo all’edizione televisiva del 1964 de "L’abito nuovo".

120Eduardo!

«Una sera recitavo la commedia "Chi è più felice di me". In un palco di prima fila c’era Luigi Pirandello. Vennero di corsa nel mio camerino per dirmi «C’è il Maestro in teatro». Fecero molto male. Non si dice mai a un attore che c’è un grande personaggio in teatro. Quest’attore perde la carica. Si costruisce una volontà superiore a quello che deve essere, perché per rendere il massimo di quello che deve rendere dev’essere stanco. Se non è stanco non rende.
Quella sera io misi tutta la mia forza per recitare quella parte. Recitavo per una sola persona. Per lui. Per Pirandello. E mentre recitavo pensavo: "Forse sto esagerando, forse sto recitando male la mia parte. Forse dopo il primo atto questo personaggio lascerà il teatro".
E per tutti questi motivi, proprio dopo il primo atto me ne tornai in camerino amareggiato, ma due colpi alla porta mi avvertirono: "C’è il Maestro, Luigi Pirandello". E mi apparve questo enorme personaggio. Finalmente conobbi quello che per anni avevo ammirato. Cui per anni avevo desiderato stringere la mano.
Si mostrò generosissimo negli apprezzamenti e mi invitò a cena. Lì presi coraggio e gli dissi: "Maestro perché non scrivete una commedia per noi". Lui rispose: "Ma io non posso scrivere in dialetto napoletano. Scriviamola insieme". Questa era la sua bellezza. Era giovane. Lui si metteva con i giovani. Lui non si sentiva un santone sotto una campana di vetro, irraggiungibile, al quale i giovani non si potevano avvicinare. A Pirandello ci si poteva avvicinare. Con Pirandello si poteva parlare a tu per tu. Gli dissi di aver letto una sua novella, "L’abito nuovo". Mi disse di dover partire per l’America per un giro di conferenze. Che al ritorno avrebbe portato la trama e per dialogarla ci saremmo visti insieme.
Il giorno del suo arrivo, per 15 giorni a Roma, mi recai a via Bosio per la stesura della commedia. Pirandello aveva già fatto tutta la trama e così di fronte a lui, allo stesso tavolo, io dialogavo la commedia in dialetto. Sotto la sua dettatura. Lui in lingua o in siciliano e io in napoletano. Finimmo con l’essere collaborativi. Qualche volta io dicevo "No questo non va, mi sembra un po’ troppo aspro". Venivo da un teatro un po’ umoristico, macchiettistico. E la sua esasperazione mi appariva un po’ sgradevole in certi momenti e non glielo nascondevo. Lui accettava questi miei consigli e io me ne sentivo orgoglioso.
In 15 giorni finimmo la commedia. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l’indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell’epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L’indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse “Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare”. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c’era più».

Prologo di Eduardo De Filippo all’edizione televisiva del 1964 de "L’abito nuovo".

A Berlino
24/05/2021

A Berlino

"Sechs Personen suchen einen Autor", Berlino, Die Komödie, 30 dicembre 1924.

A Parigi.
21/05/2021

A Parigi.

Bozzetto di Philippe Petit per "Six personnages en quête d’auteur", Parigi, Comédie des Champs-Elysées, 1923 (particolare).

ARIEL. Anno II – N. 4 – LUGLIO/DICEMBRE 2020SOMMARIOPRESENTAZIONE, di Antonella OttaiIL TEATRO NAZIONALE DI PROSA DI LUI...
15/05/2021

ARIEL. Anno II – N. 4 – LUGLIO/DICEMBRE 2020
SOMMARIO

PRESENTAZIONE, di Antonella Ottai

IL TEATRO NAZIONALE DI PROSA DI LUIGI PIRANDELLO
Dina Saponaro, Lucia Torsello, Il progetto per il Teatro Nazionale di Prosa ed una inedita autoesegesi dei "Sei personaggi in cerca d’autore"

PIRANDELLO E DINTORNI
Domenico Tenerelli, Il sonno della ragione genera mostri: fede e magnetismo in "Dono della Vergine Maria"

Maria Chiara Provenzano, "’U figghiozzu". Familiarità elettiva tra Pirandello e Rosso di San Secondo

Dina Saponaro, Lucia Torsello, Luigi Pirandello tra Sibilla Aleramo e Charles Vildrac. Storia di una traduzione per il Teatro d’Arte

Carla Pisani, Intorno all’amicizia tra Gabriele d’Annunzio e Dario Niccodemi

SCENE DI CRONACHE. SCENE DI STORIA
Antonella Ottai, Cronache nere e scene gialle nel Ventennio: "Il processo di Mary Dugan" di Bayard Veiller

Elio Testoni, "Il Crogiuolo" di Miller e la messinscena di Visconti

Maia Giacobbe Borelli, Dei teatri in fondo ai cimiteri. "L’Istruttoria" di Peter Weiss e "Ça ira (1) Fin de Louis" di Joël Pommerat: la memoria storia nella scena contemporanea

PRESENZE D’ARCHIVIO
Giovanni Nichetti, Il carteggio Pirandello-Livingston

Carla Pisani, Francesca Tomassini, Manoscritti e testimonianze di Luigi Pirandello nelle Biblioteche e negli Archivi

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE. CORRISPONDENZE DALLE CAPITALI EUROPEE
Patricia Gaborik, I "Sei Personaggi in cerca d’autore" dei Pandemic Players

RILETTURE
Antonin Artaud, "Il teatro e la peste", introduzione e nuova traduzione di Maia Giacobbe Borelli, postfazione di Giorgia Bongiorno

RICOGNIZIONI – I TEATRI NAZIONALI
Intervista a Filippo Fonsatti. Direttore della Fondazione Teatro Stabile di Torino, a cura di Elio Testoni

ARIEL. Anno II – N. 4 – LUGLIO/DICEMBRE 2020
SOMMARIO

PRESENTAZIONE, di Antonella Ottai

IL TEATRO NAZIONALE DI PROSA DI LUIGI PIRANDELLO
Dina Saponaro, Lucia Torsello, Il progetto per il Teatro Nazionale di Prosa ed una inedita autoesegesi dei "Sei personaggi in cerca d’autore"

PIRANDELLO E DINTORNI
Domenico Tenerelli, Il sonno della ragione genera mostri: fede e magnetismo in "Dono della Vergine Maria"

Maria Chiara Provenzano, "’U figghiozzu". Familiarità elettiva tra Pirandello e Rosso di San Secondo

Dina Saponaro, Lucia Torsello, Luigi Pirandello tra Sibilla Aleramo e Charles Vildrac. Storia di una traduzione per il Teatro d’Arte

Carla Pisani, Intorno all’amicizia tra Gabriele d’Annunzio e Dario Niccodemi

SCENE DI CRONACHE. SCENE DI STORIA
Antonella Ottai, Cronache nere e scene gialle nel Ventennio: "Il processo di Mary Dugan" di Bayard Veiller

Elio Testoni, "Il Crogiuolo" di Miller e la messinscena di Visconti

Maia Giacobbe Borelli, Dei teatri in fondo ai cimiteri. "L’Istruttoria" di Peter Weiss e "Ça ira (1) Fin de Louis" di Joël Pommerat: la memoria storia nella scena contemporanea

PRESENZE D’ARCHIVIO
Giovanni Nichetti, Il carteggio Pirandello-Livingston

Carla Pisani, Francesca Tomassini, Manoscritti e testimonianze di Luigi Pirandello nelle Biblioteche e negli Archivi

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE. CORRISPONDENZE DALLE CAPITALI EUROPEE
Patricia Gaborik, I "Sei Personaggi in cerca d’autore" dei Pandemic Players

RILETTURE
Antonin Artaud, "Il teatro e la peste", introduzione e nuova traduzione di Maia Giacobbe Borelli, postfazione di Giorgia Bongiorno

RICOGNIZIONI – I TEATRI NAZIONALI
Intervista a Filippo Fonsatti. Direttore della Fondazione Teatro Stabile di Torino, a cura di Elio Testoni

L'Istituto di Studi Pirandelliani festeggia i cento anni dei "Sei personaggi in cerca d'autore", la commedia più misteri...
09/05/2021
Sei personaggi in cerca d'autore - Il centenario

L'Istituto di Studi Pirandelliani festeggia i cento anni dei "Sei personaggi in cerca d'autore", la commedia più misteriosa del teatro mondiale.

Lettura critica
Annamaria Andreoli

Ideazione e realizzazione video
Dina Saponaro, Lucia Torsello

Musiche
Durante la lettura delle didascalie "Chu-Chin-Chow" di Dave Stamper
Nel finale "Ombra mai fu" di G. F. Handel.

L'Istituto di Studi Pirandelliani festeggia i cento anni dei Sei personaggi in cerca d'autore, la commedia più misteriosa del teatro mondiale.Lettura critica...

07/05/2021

IL CAPOCOMICO E dov'è il copione?
IL PADRE È in noi, signore.

#100seipersonaggiincercadautore
#9maggio1921
#teatrovalle

07/05/2021

L'autore che ci creò, vivi, non volle poi, o non potè materialmente, metterci al mondo dell'arte. E fu un vero delitto, signore, perché chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!

#100seipersonaggiincercadautore
#9maggio1921
#teatrovalle

Photos from Istituto di Studi Pirandelliani's post
07/05/2021

Photos from Istituto di Studi Pirandelliani's post

04/05/2021
02/05/2021

- E che c’entro io, scusi, se il merlo canta? se le rose ridono nel suo giardinetto? Corra a mettere la museruola a quel merlo, se le riesce, e a strappar queste rose! Non credo, sa, che se la lasceranno mettere la museruola gli uccellini; e tutte le rose di questo maggio da tutti i giardini, non le sarà mica facile strapparle...

"Colloquii coi personaggi"

PER IL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE“PIRANDELLO E DANTE”.  VII e ultima puntatahttp://www.studiodiluigipirande...
15/04/2021
Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo Roma

PER IL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE
“PIRANDELLO E DANTE”. VII e ultima puntata
http://www.studiodiluigipirandello.it/
L'Istituto di Studi pirandelliani commemora il settimo centenario della morte di Dante attraverso Luigi Pirandello, fra i più grandi lettori moderni della "Divina Commedia". I suoi studi e la sua opera d'artista recano infatti il segno di un'assidua quanto straordinaria frequentazione dantesca.
Annamaria Andreoli, presidente dell'Istituto, indaga il complesso rapporto fra Pirandello e Dante offrendolo in lettura per rapidi segmenti, in attesa che cessi la pandemia e che si possa riprendere la consueta attività seminariale.
Buona lettura
http://www.studiodiluigipirandello.it/

Lo Studio di Luigi Pirandello è l’ultima dimora abitata dallo scrittore: dal 1913-1918 aveva abitato nel villino insieme alla sua famiglia.

PER IL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE“PIRANDELLO E DANTE”.  VI puntatahttp://www.studiodiluigipirandello.it/L'I...
12/04/2021

PER IL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE
“PIRANDELLO E DANTE”. VI puntata
http://www.studiodiluigipirandello.it/
L'Istituto di Studi pirandelliani commemora il settimo centenario della morte di Dante attraverso Luigi Pirandello, fra i più grandi lettori moderni della "Divina Commedia". I suoi studi e la sua opera d'artista recano infatti il segno di un'assidua quanto straordinaria frequentazione dantesca.
Annamaria Andreoli, presidente dell'Istituto, indaga il complesso rapporto fra Pirandello e Dante offrendolo in lettura per rapidi segmenti, in attesa che cessi la pandemia e che si possa riprendere la consueta attività seminariale.
Buona lettura
http://www.studiodiluigipirandello.it/

PER IL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE
“PIRANDELLO E DANTE”. VI puntata
http://www.studiodiluigipirandello.it/
L'Istituto di Studi pirandelliani commemora il settimo centenario della morte di Dante attraverso Luigi Pirandello, fra i più grandi lettori moderni della "Divina Commedia". I suoi studi e la sua opera d'artista recano infatti il segno di un'assidua quanto straordinaria frequentazione dantesca.
Annamaria Andreoli, presidente dell'Istituto, indaga il complesso rapporto fra Pirandello e Dante offrendolo in lettura per rapidi segmenti, in attesa che cessi la pandemia e che si possa riprendere la consueta attività seminariale.
Buona lettura
http://www.studiodiluigipirandello.it/

Indirizzo

Via Antonio Bosio 13b
Rome
00161

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Casa Museo Luigi Pirandello - Roma

www.studiodiluigipirandello.it

È la Casa in cui Luigi Pirandello ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, dal 1933 al 1936. Si trova all’ultimo piano di un villino vicino Villa Torlonia, in una traversa di Via Nomentana. Già negli anni 1913-1918 Luigi Pirandello aveva abitato nel villino insieme alla sua famiglia. Dal 1933 al 1936 vi abitò da solo, occupando i locali tuttora conservati integri all'ultimo piano; nella stanza attigua al suo appartamento viveva il suo autista-factotum Francesco Armellini, mentre al piano inferiore abitava il figlio Stefano con la famiglia. In questa casa nel 1934 Luigi Pirandello riceveva la notizia del conferimento del Premio Nobel. Alla morte dello scrittore, avvenuta il 10 dicembre 1936, i figli subentrarono nel contratto di locazione ma, quando il 10 novembre 1938 l'intero villino fu acquistato dallo Stato e adibito a sede dell'Ufficio Centrale Metrico, il Ministero delle Corporazioni ne intimò l'immediato sgombero. Fu allora che gli Eredi Pirandello, pur di non veder distrutta tale memoria, si dichiararono disposti a donare allo Stato quanto era contenuto nella Casa (mobili, quadri, libri, manoscritti, oggetti personali), purché lo Stato a sua volta si impegnasse a consegnare la Casa al Ministero dell'Educazione Nazionale affinché il tutto venisse mantenuto nel modo in cui si trovava. L'impegno (siglato il 28 dicembre 1942) fu mantenuto ma non si provvide poi a predisporre un'adeguata manutenzione con il risultato di un progressivo degrado. Soltanto nel 1961, ricorrendo il XXV anniversario della morte di Luigi Pirandello, il Ministero della Pubblica Istruzione, ancora una volta dietro sollecitazione dei figli dello scrittore oltre che di un gruppo di intellettuali, decise di affidarne la custodia all'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo. Costituito nel 1961, l'Istituto ha lo scopo statutario di «promuovere ricerche e studi sulla vita e sull’opera di Luigi Pirandello e sul teatro contemporaneo e di svolgere ogni altra attività idonea per la loro conoscenza e diffusione». All’Istituto è affidata la custodia dello Studio, e in particolare la conservazione e la catalogazione della Biblioteca di Luigi Pirandello e dei preziosi documenti donati dagli Eredi ed oggi custoditi negli archivi.

Luigi Pirandello nella Casa Museo di Roma, presentazione di Annamaria Andreoli, a cura e con testi di Dina Saponaro e Lucia Torsello, Roma, De Luca Editori d’Arte, 2019.

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Commenti

10 dicembre....."Questa sera si recita a soggetto"....omaggio all'UOMO, omaggio al Nobel.....
“Non era venuto anche per lei il tempo di rivivere?” Seguendo il link il testo liberato di oggi, L'esclusa di Pirandello
Un articolo sulla bella giornata di studi tenuta dalla prof.ssa Andreoli a casa Pirandello. Grazie!
Buongiorno,gradirei sapere se é necessaria la prenotazione per poter visitare lo studio del Maestro. Grazie.
Salve! Sapete dirmi gentilmente se Pirandello mangiava peperoncino?