06/06/2026
“Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto”
«Mosè parlò al popolo dicendo: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri”» (Deuteronomio 8,2-3.14-16).
Il brano è un invito a fare memoria dell’esperienza del deserto. Mosè ricorda al popolo che la prova della fame e la provvidenza della manna servirono a insegnare l’importanza dell’affidarsi a Dio, invitando a non dimenticare la Sua liberazione.
Il dipinto a olio su tela, intitolato «Raccolta della manna» e attribuito ad Antonio Cifrondi, è stato realizzato tra il 1710 e il 1715. La scena ritrae una donna in primo piano che, tra un gruppo di persone e davanti a un grande contenitore, sta consegnando a un bambino dei piccoli grani bianchi (la manna) mentre sullo sfondo, le tende, il ca****lo e altre persone, ricordano che l’episodio straordinario si è verificato nel deserto durante l’esodo dall’Egitto. Al centro, in secondo piano, Mosè indica il cielo con un dito per far comprendere al popolo che la manna è un dono miracoloso di Dio a cui si deve gratitudine.
Nell’epoca di Shakespeare e Milton, George Herbert compone la poesia «La Preghiera» in cui definisce l’orazione come una manna. «Preghiera il banchetto della chiesa, età dell’angelo,/ il soffio di Dio nell’uomo che ritorna alla sua nascita,/ l’anima in parafrasi, il cuore in pellegrinaggio,/ il piombo cristiano suona il cielo e la terra/ motore contro l’Onnipotente, torre del peccatore,/ tuono rovesciato, lancia che trafigge il fianco di Cristo,/ il mondo dei sei giorni trasposto in un’ora,/ una sorta di melodia che tutte le cose ascoltano e temono;/ dolcezza, pace, gioia, amore e beatitudine, /manna esaltata, gioia dei migliori,/ il paradiso nell’ordinario, l’uomo ben vestito,/ la Via Lattea, l’uccello del Paradiso,/ si udirono le campane della chiesa oltre le stelle, il sangue dell’anima,/ la terra delle spezie; qualcosa di scontato».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.