07/10/2026
LA DECADE DEI SANTI MEDICI AL MUSEO DELLE CERE
Si è conclusa la decade ai Santi Medici (dal 26 settembre al 5 ottobre 2026). Soprattutto nelle due domeniche comprese nei 10 giorni di pellegrinaggio, molti turisti si sono recati a Rocca Imperiale per la prima volta, altri si sono aggregati a parenti e amici come ogni anno (per loro è diventato ormai un appuntamento annuale da non perdere perché spinti dal desiderio nel cuore di rivedere i Santi Cosma e Damiano che sembrano esseri umani viventi con vene, arterie, pori, capelli e ciglia vere, occhi di cristallo). Le statue furono realizzate anni fa direttamente dal nostro Dir. Giuseppe Tufaro a mani n**e, plasmando con le temperature diverse qualità di cere (cuocendole e congelandole nel suo specifico laboratorio), senza usare vernici e bisturi vari e particolari per la scultura come raspe, lime, punteruoli.
Nella decade, i turisti si sono raccontati aneddoti in cui hanno identificato la vicinanza dei Santi in segni miracolosi manifestatosi nelle loro case, relativi alla salute, la professione e allo svolgimento di tutti i “rami” di vita quotidiana. I pellegrini si sono raccontati di incidenti evitati in viaggi pericolosi, affrontati per necessità estrema con il maltempo ed in precaria salute, hanno parlato del rapporto migliorato di correlazione con parenti e amici, hanno discusso di analisi, ecografie e lastre non refertate dai medici in quanto ancora non definite nel campo della medicina, ma palesemente “strane”, con “indizi di patologie” che avrebbero dovuto causare terribili sofferenze al corpo di quelle persone che, invece, conducono una vita benevola, serena e indolore. In alcuni momenti, il pellegrinaggio di numerosi fedeli nel museo, si è trasformato in una mormorante assemblea, simile a un rosario in chiesa, quasi una specie di “convegno mobile” dove si fondeva la curiosità di tanti nel conoscere nuovi avvenimenti con il desiderio di altri nel narrare fatti misteriosi, commoventi e belli a loro verificatosi. Come ogni anno, ai fedeli è stata consegnata la “cullura”, il tipico tarallo a treccia che un tempo i bambini chiedevano a genitori, nonni e zii quando il 26 settembre si recavano a Taranto per venerare i Santi Medici (i panifici di Taranto, conoscendone la ricetta, già negli anni ‘60 impastavano il panino in diverse forme e la “cullura” simile a quella Pasquale). All'epoca, nei paesi come Rocca Imperiale, non v'erano panifici e le famiglie consumavano il pane casereccio di loro manifattura, cotto in forni a legna. I bambini avevano saputo di questo panino che assieme al companatico di provolone e salumi, aveva un sapore diverso dalle fette di pane casereccio. Per quei bambini poveri, il desiderio della “Cullura” superava quello di chiedere scarpe e abiti nuovi (preferivano piuttosto vivere con i pollici fuori dalle scarpe rotte e con i vestiti rattoppati).
⚜️ SI RICORDA L’EVENTO MIRACOLOSO (7 SEGNI) IN SINTESI⚜️
IL 2 GENNAIO 1973, NELL’OFFICINA DEL BARONE TOSCANI, I SANTI MEDICI SALVARONO DUE RAGAZZI DA UN INCENDIO E L’INTERA ROCCA IMPERIALE DALL’ESPLOSIONE DI OLTRE 60 SILURI. NELL’OFFICINA SI CARBONIZZÓ OGNI COSA, TRANNE UN’IMMAGINE APPESA AL MURO (SU CARTONCINO 20cm x 30cm) DEI SANTI MEDICI DI TARANTO E I PACCHI CHE CONTENEVANO I SILURI.
PERCHÈ IL M°GIUSEPPE TUFARO HA REALIZZATO LE STATUE DEI SANTI MEDICI?
In primis, il Dir. del Museo ha voluto rilevare, valorizzare e portare alla conoscenza di tutti questo segno miracoloso dei Santi Medici che salvarono Rocca Imperiale e i rocchesi dallo scoppio di quei siluri fermando e spegnendo le fiamme.
Inoltre, come si evince dalla storia in sintesi dei Santi Medici, il 2 gennaio 1973 in quell'officina in fiamme, si ustionarono due ragazzi apprendisti: Biase Tufaro (fratello del Dir. del Museo delle Cere Giuseppe Tufaro) e il suo amico Novellino Troncellito che dopo mesi di cure, guarirono lisci senza piaghe sul viso e le spalle. L'immagine dei Santi su carta 20X30cm che non si bruciò, affissa al muro annerito dalle fiamme, era stata portata da Onex Angela, madre dell'apprendista Biase e del nostro Dir. Giuseppe Tufaro. Lei, in qualità di cuoca del Barone Lucio Toscani, proprietario dell'officina, si recava spesso in quegli spazi per preparare un pasto caldo ai potatori di vigneti provenienti dalla Puglia e che pernottavano per settimane in una casa adiacente l'officina stessa. Ogni 26 settembre, Mamma Onex Angela, sua sorella Maria e l'amica Rosa Santo, si recavano a Taranto per venerare i Santi Medici.
Quest'anno, il M°Giuseppe Tufaro ha fatto inserire 3 uova nella “cullura”, al fin di interpretare bene un episodio dei Santi Medici…
Si narra che uno dei due Santi accettò 3 uova in segno di gratitudine da un suo paziente povero da lui guarito, l'altro suo fratello Santo si adirò così tanto da dire in quel momento che alla sua morte non avrebbe gradito esser sepolto vicino, ma lontano da lui. Questo aneddoto potrebbe portare, anche i grandi studiosi religiosi e laici, a pensare dei Santi Medici inimicati, incapaci di far pace e di perdonare. Secondo il M°Tufaro, l'aneddoto esprime quell'Amore Divino che Solo il Dio Maestro e i Santi ci Donano e ci insegnano ad adottarlo in noi, per attuarlo nella vita: QUEL VERO AMORE CHE SI DÀ, SENZA IL DESIDERIO O ADDIRITTURA LA PRETESA DI ESSERE RICAMBIATI.
(Articolo a cura della Segreteria del Museo)