04/08/2026
4 AGOSTO 2001 – 2026
25° DALLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA/NAVE DI ROCCA IMPERIALE MARINA ALLA BEATA VERGINE MARIA
Oggi ricorre il 25° dall’inaugurazione della chiesa/nave di Rocca Imperiale voluta fortemente dai rocchesi e dal parroco Don Mario Nuzzi.
ALCUNI CENNI STORICI SULLA CHIESA E LE OPERE COSÌ DESIDERATE, INTERPRETATE E RACCONTATE DA DON MARIO AL SUO AMICO QUOTIDIANO, DI FIDUCIA ED ETERNO M°GIUSEPPE TUFARO (oggi Dir. del Museo delle Cere)
La chiesa ha la caratteristica forma di una nave (come l’Arca di Noè che porta i fedeli a Dio) perché sotto il suolo, a soli 6 metri, v’è una falda acquifera. Gli ingegneri, durante la costruzione, hanno riprodotto in parte la pancia della nave e sotto di essa hanno realizzato dei pilastri (una sorta di “palafitta”) perché se un domani dovesse essiccarsi il “lago” sotterraneo, la chiesa rimarrà adagiata sulla “palafitta”. All’entrata c’è un triangolo che simboleggia la vela, sulla poppa ci sono posizionate le campane tutte decorate (le famiglie che le hanno donate ci hanno fatto fondere i Santi ai quali sono devote; sulla campana più grande donata dal Comune c’è impresso il logo). Sul portone di ingresso sono presenti due lastre in bronzo che rappresentano la morte e la resurrezione (le due domande da porsi, secondo Don Mario, quando si entra in una chiesa). La chiesa è ad anfiteatro per consentire a tutti i fedeli di vedere l’altare e seguire le celebrazioni. Il tetto interno, composto da una concatenazione di scale in diverse forme geometriche intersecate, rappresenta i vari gradini e problemi da affrontare nella vita per raggiungere ed essere accolti felicemente dal Cristo sorridente (affisso sul muro retrostante l’altare). Sul frontespizio dell’altare c’è una lastra in bronzo dov’è raffigurato il Cristo dell’Ultima Cena che spezza il suo Cuore (e non il pane) agli apostoli donando se stesso. Il TABERNACOLO A FORMA DI SOLE è stato realizzato da un artista sul posto; i raggi piccoli sono composti da frammenti di oro zecchino e vetro di Murano tagliati a forma di mezze lune o archi, a rappresentare le capanne e i piccoli paesi; i raggi lunghi rappresentano dei grattacieli. L’enorme “sole” rappresenta l’Amore di Dio che si irradia nelle capanne, nei piccoli paesi e le città. Posizionandosi davanti il tabernacolo/sole, con una telecamera, per quasi 5 minuti e quando si passa, nel contempo, dalle luci spente alle luci accese, avviene una metamorfosi: le parti in vetro di Murano cambiano colore mentre quelle in materiale inerte (che non assorbono la luce), diventano sempre più spente. Nel rivedere il filmato si avrà la sensazione che l’artista lo costruisce in quel momento. Dietro l’altare v’è un’urna dove è custodita una parte del timpano di San Rocco (è piccola come una mollica di pane incollata ad una moneta gigante per farla risaltare) perché il Vaticano mantiene la sua vecchia tradizione: quando si apre una chiesa va nascosta o sepolta nell’altare una reliquia che deve essere certificata minimo da un Vescovo come autorità religiosa (un capello, una pellicina, un unghia, ecc… di un Santo). Dall’urna contenente la reliquia e la relativa certificazione, si può intravedere meglio, come già citato prima, il Cristo bronzeo sorridente di 2,5 metri affisso al muro retrostante l’altare (Don Mario lo ha voluto sorridente perché il Cristo è felice di fare il sacrificio ed è fiducioso che Dio non lo ha abbandonato). Osservando lo stesso Cristo da tutti gli altri angoli e punti della chiesa risulterà sofferente. Anche il leggio è in bronzo e raffigura i simboli dei quattro evangelisti. Nella prima messa di inaugurazione della chiesa, tenuta dal Vescovo e da tutti i parroci dei paesi viciniori, al cospetto di molti fedeli e delle autorità civili e militari, è stata trasmessa per la prima volta l’opera lirica “MARIA AL TRONO” composta dal M°Giuseppe Tufaro ed eseguita da due illustri cantanti lirici. Nell’opera avviene un dialogo tra la Madonna (soprano) che promette di salvare la vita ai rocchesi ovunque si recheranno e il rocchese (tenore) che costruisce la chiesa per Lei.
Il Dir. del Museo delle Cere ha voluto fortemente la statua di Don Mario Nuzzi (allora in vita) e, sin dall’anno di apertura (2003), le guide spiegano nei dettagli tutta la chiesa e le sue opere uniche ai turisti.
Link YouTube “Maria al trono”: https://www.youtube.com/watch?v=z-pfaflvUWw