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Che cosa è un genocidio?Giovedì 10 settembre, 2026 - Giornata di studio presso Teatro Galli (Sala Ressi)UN APPROCCIO COM...
31/08/2026

Che cosa è un genocidio?
Giovedì 10 settembre, 2026 - Giornata di studio presso Teatro Galli (Sala Ressi)
UN APPROCCIO COMPARATIVO ALLO STUDIO DELLE ATROCITA' DI MASSA NELLA STORIA CONTEMPORANEA

L'obiettivo della giornata di studio è quello di analizzare il termine "genocidio" impostando la discussione su criteri diversi da quelli seguiti dall’opinione pubblica e dalle forze politiche, sviluppandola sul piano storico e giuridico, intrecciandola con altre categorie che si riferiscono alle atrocità di massa, come i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e anche la pulizia etnica.
Per maggiori informazioni:
https://memoria.comune.rimini.it/news/che-cosa-un-genocidio

23/08/2026

Rimini torna a ricordare Igino Chesi ed Enrico Battarra, i due giovani partigiani appartenenti ai GAP, i Gruppi di Azione Patriottica, uccisi nel 1944 durante

Comunicato stampaTre Martiri. Intollerabili i commenti oltraggiosi che offendono la memoria dei partigiani  riminesi ucc...
21/08/2026

Comunicato stampa
Tre Martiri. Intollerabili i commenti oltraggiosi che offendono la memoria dei partigiani riminesi uccisi dai nazifascisti

Da oltre cinquant’anni l’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini svolge un’intensa attività didattica nonché di ricerca e diffusione della coscienza storica, con la consapevolezza che ciò che oggi latita paurosamente, con conseguenze tangibili sul clima del Paese e sulla concreta agibilità della vita democratica, è non solo la conoscenza storica insieme alla delegittimazione dei saperi, ma l’indifferenza per la ricerca della verità, la sua costante manipolazione a ogni livello.
Ne abbiamo l’ennesima prova in questi giorni con gli ingiuriosi e ignoranti interventi che sono susseguiti alla commemorazione dei Tre Martiri riminesi, che coraggiosamente e generosamente si opposero all’oppressione nazi-fascista.
Mentre lo storico dovrebbe farsi mediatore tra la conoscenza del passato e la consapevolezza dei nostri giorni, attraverso un continuo esercizio di critica, che aiuti a fare esperienza di storicità, ovvero a leggere la complessità del mondo, si assiste sui social e sugli organi di informazione a un addomesticamento della storia, per farla entrare nella contemporaneità o addirittura nella vita privata.
Mario Capelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani, impiccati il 16 agosto 1944 nella piazza a loro intitolata, fecero parte di quella minoranza di massa che in forma largamente spontanea, dopo vent’anni di dittatura, la fine ingloriosa del fascismo, l’implosione dello Stato e l’abbandono della popolazione a se stessa, si oppose a chi intendeva ristabilire il fascismo, decidendo da che parte schierarsi.
Vale la pena ricordare, che libertà e democrazia nel nostro Paese sono nate combattendo, e che i venti mesi di guerriglia, intesa come guerra di popolo, furono caratterizzati da azione militare e azione politica e di liberazione, in cui confluirono posizioni differenti e visioni diverse della futura democrazia.
La Resistenza, che fu anche civile e non solo militare, con la sua ansia di riscatto e di cambiamento, consentì al Paese di trovare una nuova identità, e di avviare un processo di “costruzione” della democrazia, fondata su una “morale politica” che si era affermata proprio tra il ’43 e il ’45 e condannava senza esitazione il totalitarismo fascista.
Furono gli Alleati a sconfiggere il nazismo e la sua triste appendice fascista, ma dietro loro c’erano i partigiani, grazie ai quali è stato possibile recuperare la dignità del Paese anche a livello internazionale, e ridurre il tempo della giurisdizione alleata sul governo dell’Italia.
Il 21 giugno 1945 Ferruccio Parri, capo partigiano, venne nominato Presidente del Consiglio alla testa di un governo di unità nazionale, che alla fine della guerra poté traghettare l’Italia verso la democrazia, e dal 1° gennaio 1946, a differenza della Germania, che rimase sotto l’amministrazione alleata, la giurisdizione delle regioni settentrionali venne trasferita al governo italiano guidato da Alcide De Gasperi, sostenuto dai partiti del Comitato di Liberazione Nazionale, ad eccezione della Venezia Giulia. Se pure, formalmente, la giurisdizione dei Comandi Alleati sull’Italia terminò solo il 15 settembre 1947 con l’entrata in vigore del Trattato di pace.
Sull’esperienza partigiana, che attraverso i CLN fu anche una scuola di democrazia, come hanno documentato gli storici, si sarebbe innestata la nostra Carta costituzionale dal forte valore programmatico.
Si ricorda a chi ricorre al turpiloquio emotivo, che l’insegnamento più grande lasciato dai partigiani è l’importanza di assumersi la responsabilità verso la comunità in cui si vive, praticare il coraggio di non essere indifferenti. Non è necessario essere eroi, semplicemente occorre ricordarsi di essere cittadini
Dunque, “pacificazione sì ma nella verità”, come negli anni Novanta precisò il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Non può esserci amnesia ed equiparazione, poiché “se si parla di morti, va bene: i morti sono morti, rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi. Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore. Ecco, ci rifletta. Ci rifletta un istante”, e questa fu la risposta dell’ex partigiano Vittorio Foa a Giorgio Pisanò, esponente del Movimento Sociale Italiano con un passato nella Repubblica di Salò.

Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini

Rimini 21 agosto 2026



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L'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini si associa alle dichiarazioni di ...
21/08/2026

L'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini si associa alle dichiarazioni di condanna dell'Amministrazione Comunale e rinnova la propria vicinanza alle famiglie dei Tre Martiri, Mario Capelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani, i tre giovani partigiani impiccati il 16 agosto 1944 nella piazza a loro intitolata.

Leggi qui: 👉 https://altarimini.it/insulti-ai-tre-martiri-di-rimini-sui-social-comune-valuta-denunce.php

Insulti ai Tre Martiri di Rimini sui social, Comune valuta denunce

17/08/2026
In occasione delle celebrazioni che si svolgono a Rimini ogni 16 agosto in memoria dei Tre Martiri, Mario Capelli, Luigi...
17/08/2026

In occasione delle celebrazioni che si svolgono a Rimini ogni 16 agosto in memoria dei Tre Martiri, Mario Capelli, Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani uccisi dai fascisti nel 1944, il programma prevede anche la cerimonia del “Premio Vincenzo Mascia” organizzato dall’ANPI in collaborazione con l’Istituto storico di Rimini. Il Premio, giunto alla XIII edizione, è intitolato alla memoria di Vincenzo Mascia, eminente figura di antifascista, partigiano, presidente per lungo tempo dell’ANPI, assessore del Comune di Rimini, insegnante e pedagogista. A ricevere il premio sono stati gli alunni e le alunne dell’ITTS ‘O. Belluzzi – L. da Vinci’

I Tre Martiri rappresentano il simbolo della Resistenza e dei caduti nella lotta di Liberazione nel territorio della Pro...
16/08/2026

I Tre Martiri rappresentano il simbolo della Resistenza e dei caduti nella lotta di Liberazione nel territorio della Provincia di Rimini. I tre giovani partigiani, attivi nella Resistenza riminese sin dai primi giorni successivi all'Armistizio, nell'estate del 1944 facevano parte del medesimo Distaccamento della 29ª Brigata GAP "Gastone Sozzi". La piazza dove furono giustiziati è stata loro intitolata il 9 ottobre del 1944, appena 19 giorni dopo la liberazione della città di Rimini.

"La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbo...
12/08/2026

"La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento."

Eccidio di Sant'Anna di Stazzema: la dichiarazione del Presidente Mattarella nell'82° anniversario

10/08/2026

🇮🇹 Per la rubrica "Storia e didattica" di Novecento.org , Nadia Oliveri propone un percorso dedicato alla Costituzione italiana, pensato per le ultime classi della scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado.
📖 Articolato in 2 o 4 incontri, il percorso accompagna studentesse e studenti alla scoperta della storia della Costituzione, dei suoi Principi fondamentali e dei diritti e doveri dei cittadini attraverso attività di Cooperative Learning, che promuovono partecipazione, collaborazione e cittadinanza attiva.
👇 Buona lettura!
https://www.novecento.org/storia-e-didattica/1-2-3-costituzione-lapprendimento-cooperativo-per-conoscere-la-nostra-carta-dei-diritti-8954/

Tina Anselmi, il 29 luglio 1976, entrò nella Storia diventando la prima ministra in Italia. Le venne affidata la guida d...
29/07/2026

Tina Anselmi, il 29 luglio 1976, entrò nella Storia diventando la prima ministra in Italia. Le venne affidata la guida del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Era Presidente della Repubblica Giovanni Leone e Presidente del Consiglio Giulio Andreotti.
È noto l'episodio in seguito al quale Anselmi decise di prendere parte alla Resistenza. Era il 6 settembre 1944 quando i nazifascisti costrinsero la popolazione di Bassano, tra cui gli studenti e la Anselmi, ad assistere all'impiccagione di trentuno prigionieri (quarantatré secondo una testimonianza dell'Anselmi) catturati durante un rastrellamento sul Grappa, senza che avessero alcuna responsabilità di atti di guerra.
Con il nome di battaglia di "Gabriella" (ispirato all'arcangelo Gabriele) divenne staffetta partigiana della brigata Cesare Battisti al comando di Gino Sartor, quindi passò al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Frattanto, nel dicembre dello stesso 1944, si iscrisse alla Democrazia Cristiana e partecipò attivamente alla vita del partito.

La sua vita politica è stata molto intensa.
È a lei che dobbiamo la nascita del Sistema Sanitario Nazionale.
Legò il suo nome anche all'inchiesta sulla Loggia massonica P2 nominata nel 1981 presidente della Commissione parlamentare che terminò i lavori nel 1985. L'incarico le fu assegnato da Nilde Iotti, allora Presidente della Camera. Era l'unica donna della Commissione composta da altri venti senatori e venti deputati.

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Rimini
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