Museo d'arte sacra Masaccio

Museo d'arte sacra Masaccio Museo a Cascia di Reggello, nei pressi della Pieve di San Pietro. Famoso per ospitare il celebre Trittico di San Giovenale, opera di Masaccio datata 1422
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Inaugurato nel 2002, il Museo Masaccio è ospitato in edificio storico che, assieme alla medievale struttura della Pieve di S. Pietro, crea un grazioso cortile sul retro della chiesa, dominato dalla torre-campanile. La millenaria storia della Pieve, la chiesa di maggior importanza di tutta l’area, ha prodotto una serie di opere d’arte, e molte altre sono nate o furono ospitate nelle tante chiese sparse nella campagna e nella montagna di Nei due piani del Museo, oltre alle opere d’arte, troverete ambienti affrescati, ricordo dell’epoca in cui ospitavano gli appartamenti del pievano, una carica ambita dalle migliori famiglie fiorentine.

Normali funzionamento

Una citazione per il Museo e le icone russe in esso custodite
12/08/2020
Le icone russe tra arte sacra e leggenda

Una citazione per il Museo e le icone russe in esso custodite

L'arte sacra russa, e in generale l'arte della Chiesa Ortodossa, è stata da sempre improntata alla maestosità e al lusso, come segno di rispetto e devozione. Dotate di una fama che precede il loro nome vi sono sicuramente le icone russe, quadretti votivi quasi sempre dedicati a Gesù o alla Madonn...

Un dipinto che non finisce mai di stupire
01/08/2020

Un dipinto che non finisce mai di stupire

ℹ️ Perché il Trittico di San Giovenale di Masaccio è un'opera rivoluzionaria? Oggi sarà Maria Italia a darci le informazioni turistiche!

🔍Visitatori da tutto il mondo vengono ad ammirare la prima opera del pittore #Masaccio, datata 23 Aprile 1422. Il Rinascimento appare qui in tutte le sue prime innovazioni artistiche, dagli insegnamenti prospettici di Brunelleschi alle forme scultoree di Donatello. La prospettiva, il trono monumentale, i personaggi dall’aspetto vivo e reale... tutto concorre a farne un'opera rivoluzionaria per il suo tempo e ancora oggi straordinariamente moderna. Maria Italia conosce ogni particolare del Trittico, è la curatrice del Museo d'arte sacra Masaccio!

A Reggello l'Ufficio Turistico è diffuso 😉 Grazie Maria Italia!

#UfficioTuristicoDiffuso #Reggello #VisitReggello

25/07/2020

Notti di Archeologia 2020. Abbiamo riproposto i documentari sui luoghi della devozione popolare del territorio di Reggello: Vallombrosa, Ponticelli, I Piani, La Casellina, Sant'Ellero. Una ricerca di qualche tempo fa ancora attuale e ricca di fascino.

VENERDI 24 LUGLIO NEL CORTILE DELLA PIEVE DI CASCIA
16/07/2020

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Le ricchezze dimenticate dei nostro territori.
25/06/2020

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Museo d'arte sacra Masaccio
04/06/2020

Museo d'arte sacra Masaccio

04/06/2020
Il mio racconto per Patrimonio di Storie su un dipinto di Zanobi Rosi. Ringrazio la storica dell'arte Lucia Bencistà per...
06/05/2020

Il mio racconto per Patrimonio di Storie su un dipinto di Zanobi Rosi. Ringrazio la storica dell'arte Lucia Bencistà per lo studio su questo pittore semisconosciuto. A lei il merito dell'attribuzione al Rosi di questa tavoletta e di quella con Santa Brigida.

#storieperricominciare #1
In questo lungo tempo di sospensione e di attesa, alcuni dei narratori con cui abbiamo lavorato negli anni hanno condiviso con noi brevi ma intensi racconti dedicati a opere che sono state loro di conforto durante la quarantena, hanno fatto da “specchio” a vissuti di angoscia, nostalgia, incertezza, distanza, ma anche da “ossigeno” per ritrovare frammenti di passato e per guardare al futuro, quando tutto questo sarà “finito”.
Grazie di cuore a ognuno di loro, e a Giovanna Brambilla per le continue sollecitazioni e attenzioni al nostro lavoro.
Simona Bodo, Silvia Mascheroni e Maria Grazia Panigada

Racconto #1: Maria Italia Lanzarini sulla “Predica di San Giovanni Battista” di Zanobi Rosi | Museo Masaccio d’Arte Sacra, Reggello | Chianti Valdarno Musei:
“È uno di quei dipinti che passano inosservati, forse per le dimensioni eccessivamente piccole che richiederebbero troppa attenzione a sguardi spesso distratti, o forse perché è collocato sulla parete vicino all’ingresso della sala in cui troneggia il Trittico di San Giovenale di Masaccio, e i visitatori sono talmente desiderosi di vedere il capolavoro che non si curano di ciò che viene immediatamente prima.
Eppure, è proprio questo piccolo dipinto che mi ha fatto compagnia in questo strano periodo di #iorestoacasa.
Si tratta di una tavoletta che rappresenta una predica di Giovanni Battista davanti a un pubblico attento di uomini, donne e bambini. Alcuni sono seduti e paiono ascoltare in silenzio, altri, appoggiati ai massi di pietra arenaria, confabulano tra sé indicando il Santo. È uno spazio d’incontro ritagliato dentro il bosco di lecci che vediamo all’intorno.
Questo dipinto fa parte di un dossale d’altare dipinto da Zanobi Rosi (1585/89 - post 1627), pittore poco conosciuto che fu uno degli allievi più dotati di Cristofano Allori.
Il dossale, appartenuto alla cappella di San Giovanni Battista e Santa Brigida della pieve di Cascia, comprende, oltre a questa tavoletta, due tele coi ritratti dei due Santi e un’altra tavoletta con Santa Brigida in preghiera, tutti esposti al Museo Masaccio.
Sono tra i pochissimi dipinti ascrivibili interamente al Rosi (nella tela col Battista c’è la firma del pittore), che lavorò quasi esclusivamente come “alter ego” del più famoso Cristofano Allori; spesso prestò il suo pennello per rifinire opere che il maestro lasciava incompiute, sia per una naturale lentezza, sia per dedicarsi ai piaceri della vita mondana.
Mi ha sempre commosso questo vivere nell’ombra di Zanobi, e oggi lo avverto ancora più vicino in un tempo in cui l’ombra si fa compagna di strada, sia nella realtà chiusa delle nostre stanze, sia come spettro di timori e paure per un domani ignoto.
Ma il dipinto “en plein air” di Zanobi mi porta altrove, dove la paura non esiste, dove il tempo è ancora gravido di un futuro positivo.
È estate, ho quindici anni, quasi sempre i miei pomeriggi si distendono all’ombra degli alberi sulla collina che sovrasta il Ponte Nuovo, in mezzo ai massi che diventano sedili per il mio gruppo di amici. Sono momenti incantati in cui si discute, si canta, si scherza. Io, che sono una delle più ridanciane, mi sorprendo spesso a registrare le occhiate di un ragazzo più grande di me, gli butto là qualche sorriso e mi beo se mi rivolge la parola, quasi fosse un oracolo. Sono innamorata, lui è come questo Giovanni, catalizza il mio sguardo.
Zanobi ambienta la scena in estate, come sulla collina sopra il Ponte. Si avverte negli alberi la presenza di una brezza leggera, il cielo è di un grigio pallido che sopravanza il polveroso cilestrino, delle grosse nuvole preannunciano forse l’arrivo della pioggia, ma nessuno si preoccupa: si sta troppo bene qui, tutti insieme, tutti vicini. Se dovesse arrivare il temporale ci sono berretti e sciarpe per coprirsi la testa.
Il carattere del dipinto rientra in quello di un realismo bozzettistico, ma quanta pace vi rintraccia il mio sguardo. Mi piace troppo restare qui, dove non sono sola, ci sono tanti amici, c’è lui che mi guarda, ho la consapevolezza di un momento perfetto.
Osservo le donne, alcune tengono in braccio un bambino.
Una pennellata, un volto appena accennato, un anonimato in cui ci possiamo specchiare tutti.
Io sono una di queste donne, ora non ho più quindici anni, sono una nonna con in braccio il mio piccino, il piccolo Giovanni. Suo nonno è quel ragazzo da cui aspettavo sguardi d’intesa in quei pomeriggi d’estate.
In questo tempo chiuso diventa ossigeno contemplare il passato attraverso un dipinto che mi è caro, poter rendere vivo il passato nell’incertezza del presente e stare seduta ad attendere fiduciosa il futuro, senza troppa paura, nonostante il cielo rannuvolato”.

APPELLO PER I MUSEI DEL TERRITORIO CONDIVISO DAL SISTEMA MUSEALE CHIANTI VALDARNO DI CUI FA PARTE IL MUSEO MASACCIO.
03/05/2020
L'appello dei musei toscani a Franceschini: “i musei del territorio sono fondamentali, non dimenticateci”

APPELLO PER I MUSEI DEL TERRITORIO CONDIVISO DAL SISTEMA MUSEALE CHIANTI VALDARNO DI CUI FA PARTE IL MUSEO MASACCIO.

I musei toscani lanciano un appello al ministro dei beni culturali Dario Franceschini per l’uscita dall’emergenza e l’ingresso nella fase 2: il 18 maggio è stata infatti programmata la riapertura, ma i piccoli musei rischiano di essere dimenticati, e dovranno invece costituire il punto di par...

MUSEO MASACCIO. Santi di Tito, Compianto su Cristo morto (1601)E' un dipinto drammatico questo di Santi di Tito. la scen...
10/04/2020

MUSEO MASACCIO.
Santi di Tito, Compianto su Cristo morto (1601)
E' un dipinto drammatico questo di Santi di Tito. la scena rappresenta la deposizione dalla Croce, Maria tiene il Figlio morto tra le sue braccia, e si evidenzia nel suo volto tutta la tragicità di questo momento. Se in Masaccio il volto della Madonna esprime un turbamento tutto interiore, qui il pittore ritrae una maschera di dolore tutto visibile, tanto che viene meno la presa delle braccia e le mani paiono esangui, senza più forza, come abbandonate alla disperazione.
Vi si possono riconoscere qui tutte le madri toccate dal più atroce dei dolori, la perdita di un figlio, quella che ti fa gridare contro il cielo oppure ti ammutolisce in un silenzio privo di risonanze.

Reliquiario a croce proveniente da Santo Stefano a Cetina (XVII-XIX sec.) Vi sono applicati tutti i simboli della Passio...
06/04/2020

Reliquiario a croce proveniente da Santo Stefano a Cetina (XVII-XIX sec.) Vi sono applicati tutti i simboli della Passione.
Secondo la tradizione, custodisce un frammento della corona di spine.
Un simbolo che ci introduce alla Settimana Santa.

Chianti Valdarno Musei
17/03/2020

Chianti Valdarno Musei

𝐌𝐚𝐬𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨, 𝐓𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 (𝟏𝟒𝟐𝟐)
𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝’𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐠𝐠𝐞𝐥𝐥𝐨

Gesù si mette le dita in bocca e sente un sapore dolce. È il sapore dell’uva che tiene nella mano sinistra, che ancora si intravede nonostante il tempo l’abbia cancellata quasi del tutto. Masaccio ci fa immaginare che il Bambino abbia giocato col grappolo fino a quel momento, mentre cercava di mettersi in piedi in braccio a Maria. Il pittore valdarnese era poco più che un ragazzo quando dipinse il Trittico nel 1422 e ancora giovanissimo quando morì nel 1428, lasciando opere che aprirono la strada al Rinascimento.

#andratuttobene #iorestoacasa
#chiantivaldarno #chiantivaldarnomusei #reggello #masaccio #museomasaccio

Comune di Reggello
Museo d'arte sacra Masaccio

In questo dipinto della bottega del Ghirlandaio (fine secolo XV-inizi XVI), tra gli altri santi, troviamo anche san Seba...
10/03/2020

In questo dipinto della bottega del Ghirlandaio (fine secolo XV-inizi XVI), tra gli altri santi, troviamo anche san Sebastiano, a destra con arco e frecce, da sempre invocato durante le epidemie di peste .
Il dipinto fu commissionato e donato alla pieve dal vescovo di Fiesole Roberto Folchi, precedentemente pievano di Cascia, quale ex voto per essere guarito dalla tremenda malattia. Vediamo il suo ritratto in basso. Non è l'unico San Sebastiano che troviamo tra i dipinti nel museo a dimostrazione che nei secoli passati erano piuttosto frequenti le epidemie e san Sebastiano era spesso chiamato in causa. Crediamo che anche di questi tempi sia tornato disponibile ad ascoltare le nostre preghiere.

14/02/2020

Il nostro caro Silvano detto il Righe ci ha lasciati. Era una colonna tra i volontari del Museo Masaccio. Siamo addolorati e non possiamo che dirgli il nostro grazie con la certezza che la bellezza che ha custodito in questa terra sarà ora la sua luce. Ciao Righe.

Piccoli artisti crescono...Campus al museo 2 e 3 gennaio 2020
04/01/2020

Piccoli artisti crescono...
Campus al museo 2 e 3 gennaio 2020

NASCE IL SITO “PATRIMONIO DI STORIE”, DEDICATO ALLA NARRAZIONE DEI MUSEI – Economia della cultura
16/12/2019
NASCE IL SITO “PATRIMONIO DI STORIE”, DEDICATO ALLA NARRAZIONE DEI MUSEI – Economia della cultura

NASCE IL SITO “PATRIMONIO DI STORIE”, DEDICATO ALLA NARRAZIONE DEI MUSEI – Economia della cultura

NASCE IL SITO “PATRIMONIO DI STORIE”, DEDICATO ALLA NARRAZIONE DEI MUSEI dicembre 11 segreteria Appuntamenti, Notizie Il patrimonio culturale deve essere reso “prossimo”, fatto risuonare con la vita delle persone. Riteniamo sia questa la condizione necessaria non solo per salvaguardarlo e tr...

Potete trovare nei prossimi giorni i moduli per le iscrizioni presso la biblioteca Comunale
02/12/2019

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I giovani soci delle BCC toscane in visita al Museo Masaccio
09/11/2019

I giovani soci delle BCC toscane in visita al Museo Masaccio

Il percorso è dedicato ai bambini. Per motivi di spazio i genitori sono pregati di aspettarli all'esterno.
26/10/2019

Il percorso è dedicato ai bambini. Per motivi di spazio i genitori sono pregati di aspettarli all'esterno.

26/10/2019
Un modo diverso di vedere un'opera d'arte. Lasciatevi consigliare dalla curiosità...
11/10/2019

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Domani a Cascia ore 18 in pieve. Da non perdere
23/09/2019

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09/08/2019
Dipingere a parole. Angeli di Terra. Trittico di San Giovenale di Masaccio

"Dipingere a parole" : un progetto del Sistema museale Chianti Valdarno, intreccia l'opera d'arte con la propria biografia, è un raccontare e un raccontarsi che rende più viva l'opera .
Tutti possono mettersi in gioco con le opere del nostro museo.

I VIDEO DEL PROGETTO DIPINGERE A PAROLE: Narrazioni tra vita e arte nei luoghi del Sistema Museale del Chianti e Valdarno Fiorentino Tra le pieghe dei ricord...

"Dipingere a parole", progetto nei musei per raccontare le opere d'arte: a Cascia protagonista il Trittico di Masaccio [...
06/05/2019
"Dipingere a parole", progetto nei musei per raccontare le opere d'arte: a Cascia protagonista il Trittico di Masaccio [ValdarnoPost.it]

"Dipingere a parole", progetto nei musei per raccontare le opere d'arte: a Cascia protagonista il Trittico di Masaccio [ValdarnoPost.it]

"Dipingere a parole. Storie circolari del Chianti e del Valdarno" è un progetto del Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino che ha vinto il bando Musei in Azione 2019 - Regione Toscana. Cinque gli appuntamenti dedicati alla narrazione delle opere: uno sarà al Museo d'Arte Sacra di Ca...

Museo d'arte sacra Masaccio
03/05/2019

Museo d'arte sacra Masaccio

I bambini sono dei visitatori speciali, guardano e ascoltano incantati e tu vivi del loro incanto come in una magia.

gli sguardi dei bambini sono proiettili di bellezza.
03/05/2019

gli sguardi dei bambini sono proiettili di bellezza.

I bambini sono dei visitatori speciali, guardano e ascoltano incantati e tu vivi del loro incanto come in una magia.

I bambini sono dei visitatori speciali, guardano e ascoltano incantati e tu vivi del loro incanto come in una magia.
03/05/2019

I bambini sono dei visitatori speciali, guardano e ascoltano incantati e tu vivi del loro incanto come in una magia.

Museo d'arte sacra Masaccio
23/04/2019

Museo d'arte sacra Masaccio

Oggi 23 aprile il Trittico di Masaccio compie 597 anni (1422-2019) Essendo oggi anche la giornata del libro ecco il libro che tiene in mano San Giovenale , aperto sul salmo 109.

Oggi 23 aprile il Trittico di Masaccio compie 597 anni (1422-2019) Essendo oggi anche la giornata del libro ecco il libr...
23/04/2019

Oggi 23 aprile il Trittico di Masaccio compie 597 anni (1422-2019) Essendo oggi anche la giornata del libro ecco il libro che tiene in mano San Giovenale , aperto sul salmo 109.

Al Museo Masaccio Dipingiamo a parole venerdi 10 maggio ore 18
22/04/2019

Al Museo Masaccio Dipingiamo a parole venerdi 10 maggio ore 18

🗣️🎨Chianti Valdarno Musei sta per condurvi ad una visita molto speciale dei suoi musei..video, narrazioni e racconti fra arte e luoghi preziosi!
Vi aspettiamo il 10,11 e 12 Maggio per dipingere insieme i vostri musei, il vostro territorio, con i nostri ricordi.
ℹ️Info e orari nelle cards disponibili presso i Comuni, Musei e Biblioteche aderenti e a breve su tutti i nostri social Instagram, Facebook, Twitter, Tumblr!
Dipingere a parole parla di te! Non mancare!😉
Grazie a Regione Toscana Fondazione ISMU Fondazione CR Firenze Comune di San Casciano in Val di Pesa Comune di Reggello Comune di Bagno a Ripoli Comune di Figline e Incisa Valdarno Comune di Barberino Tavarnelle

#chiantivaldarnomusei #chiantivaldarnowork #dipingereaparole #museivivaci #regionetoscana #valoremuseo #amicomuseo #narrazionimuseali

Gruppo della Pieve - Associazione Culturale
22/03/2019

Gruppo della Pieve - Associazione Culturale

Un'occasione da non perdere
02/03/2019

Un'occasione da non perdere

Indirizzo

Via Casaromolo, 2/a
Reggello
50066

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Giovanbattista del Verrocchio (Firenze 1494 - 1569), Madonna col Bambino, Cascia (Reggello, Firenze), Museo Masaccio. Giovanbattista del Verrocchio è stato scoperto per la prima volta da Louis Alexander Waldman nel 2001, il quale ha pubblicato un primo nucleo di suoi lavori, insieme ai documenti di numerosi pagamenti che gli sono stati fatti da parte dei monaci della Badia Fiorentina. Si tratta di un artista che esce sicuramente dalla bottega di Ridolfo del Ghirlandaio (1483-1561), influenzato dalle opere di Andrea del Sarto (1486-1530) e in particolare di Domenico Puligo (1492-1527), del quale copia alcune loro opere. È molto vicino al modo di operare di alcuni artisti in voga in quel momento a Firenze: Michele Tosini (1503-1577), Pier Francesco Foschi (1502-1567) e Francesco Bachiacca (1494-1557), non raggiungendo mai le capacità artistiche di questi ultimi. Giovanbattista del Verrocchio, nipote di Andrea del Verrocchio, dai documenti che Louis Waldam ha rintracciato, veniamo a conoscenza che diventando il pittore di fiducia della Badia Fiorentina, esegue per questi monaci numerosi dipinti devozionali di modeste dimensioni. Viene pagato sempre da questi monaci, per l’esecuzione di pitture su ceri, dorature per Crocifissi ed altre opere di minor conto da inviare alle varie chiese in Toscana che erano alle dipendenze della Badia Fiorentina. La sua opera più importante per il momento conosciuta e resa nota è la pala con i Tre Arcangeli, che si trova a Castello di Buggiano (Pistoia), nella Pieve di Santa Maria e Niccolao , che era alle dipendenze della Badia Fiorentina, dove i monaci inviano anche una grande pala del Bachiacca, scoperta dal sottoscritto, tuttora in loco, segnalata allo studioso Louis Alexander Waldman (cfr. D.Franklin, L.A.Waldman, Two late altarpieces by Bachiacca, in «Apollo», Agosto 2001, pp. 30-35). I lavori sicuri di Giovanbattista del Verrocchio sono stati precedentemente attribuiti al Puligo, al Maestro di Volterra, all’ex Maestro dei Paesaggi Kress ora scoperto come Giovanni Larciani (1484-1527), a Francesco Brina (1540 ca.-1586), ad Andrea Piccinelli detto il Brescianino (1506 ca. – 1525) e alla cerchia di Rosso Fiorentino (1495-1540). Il modo di operare di Giovanbattista, specialmente nei dipinti giovanili, in cui copia modelli da Andrea del Sarto (come la sua pala), s’avvicina in modo impressionante allo stile del Puligo e di artista usciti dalla sua bottega, della quale sicuramente faceva parte anche il cosiddetto al Maestro di Volterra. Giovanbattista del Verrocchio ha un figlio che si chiama Tommaso del Verrocchio, pure lui pittore, che lavora con il Vasari alla realizzazione di alcuni affreschi in Palazzo Vecchio a Firenze. Bibliografia: L.A.Waldman, The Rank and File of Renaissance Painting: Giovanni Larciani and the “Florentine Eccentrics”, in Italian Renaissance Masters, Marquette University, Milwaukee, Wisconsin 2001, pp. 24 – 45.