Mudeco - Museo del Costume Donnafugata - Ragusa

Mudeco - Museo del Costume Donnafugata - Ragusa L’allestimento prevede periodiche rotazioni degli abiti esposti con altri conservati nei depositi.

- Non vi resta che visitarlo!!

Il Museo del Costume di Donnafugata ospita una delle più vaste e ricche collezioni di abiti e accessori antichi e offre una preziosa e rara panoramica su ben tre secoli di moda: dal Settecento alla metà del Novecento. Il Museo del Costume (Mu.De.Co) ospita una delle più vaste e ricche collezioni di abiti e accessori antichi appartenuta a “Gabriele Arezzo di Trifiletti” (oggi proprietà del Comune d

i Ragusa).
- Il Museo offre una preziosa e rara panoramica su ben tre secoli di moda, dagli inizi del Settecento alla metà del Novecento.

- La Collezione, dichiarata di eccezionale interesse etnoantropologico
ai sensi dell’art.10 D.L.42/04 e dell’art.2 della L.R n.80/77 per la rarità, unicità, varietà e qualità dei pezzi, costituisce una importante espressione della moda siciliana ed è testimonianza della società aristocratica siciliana nel momento del suo massimo fulgore.

- Alla Collezione fondante del Museo si aggiungono abiti di grande rilievo donati da alcuni estimatori della Storia del Costume. Tra i 2782 reperti, figurano alcuni appartenuti a personaggi iIllustri come Contessa Concepciòn Lombardo, moglie del Generale
Miguel Miramòn, morto a fianco dell’imperatore d'Asburgo nel 1867 a Querétaro (Messico). Un altro appartenuto a Donna Franca Florio (1873-1950); un redingote di Vincenzo
Bellini….solo per fare tre esempi.

- La Collezione, ritenuta tra le più vaste e ricche a livello nazionale ed europeo è conservata in sale e in depositi dotati di un moderno sistema di climatizzazione che garantisce il rispetto dei vari parametri atti alla conservazione dei reperti (temperature controllate, microfiltraggio delle polveri, umidità relativa ideale, luminosità controllata...)

27/12/2025

Cari amici,
in questo tempo di feste e di bilanci, mentre il mondo sembra aver dimenticato se stesso, e dove le nazioni insensibili sono anestetizzate di fronte ai dolori dei crimini contro l’umanità, desideriamo augurarvi giorni di luce e un nuovo anno carico di speranza.

Mai come oggi, in un periodo attraversato da follie, tensioni e venti di guerra, sentiamo il bisogno di ricordare ciò che davvero tiene insieme i popoli: la CULTURA!!!
La cultura è fondamento della Civiltà. E' il linguaggio universale che unisce i popoli per non distruggersi, per restare umani. La guerra, al contrario, è cancellazione: soffoca l’umanità, annienta la memoria, opprime la Civiltà, spezza il dialogo, oscura il pensiero.

Per questo i musei devono restare aperti. Sono presìdi di un sapere senza tempo e senza confini, luoghi dove la conoscenza resiste, risveglia le coscienze e illumina anche gli animi più ostili, seminando progresso e pace e solidarietà.

Il Museo del Costume, raccontando il cammino dell’uomo attraverso l’abito, intreccia storie di popoli e di epoche; custodisce e trasmette i valori che ci hanno insegnato a riconoscerci come umanità.

Dal primo giorno, ho voluto che il MUDECO fosse molto più di una collezione: un luogo dove la realtà materiale degli abiti si intreccia con il patrimonio immateriale delle civiltà, promuovendo riflessione, inclusione ed empatia.
Il MUDECO ha aperto, così, le sue porte a scuole, accademie, associazioni e comunità, accogliendo storie e curiosità da ogni parte. In ogni visita commentata, in ogni racconto, abbiamo voluto ricordare che il Costume non è solo abito: è anche “vestirsi di pace”, imparare dalla memoria e dai valori che uniscono l’umanità. In questo modo, ogni filo, ogni cucitura, diventa messaggio di speranza, dialogo e futuro condiviso.

auguriamo Buone Feste e un Anno Nuovo di pace.
Giuseppe Nuccio Iacono

AGOSTO 1923:  CON COCO CHANEL L'ABBRONZATURA DIVENNE CHIC .....e le più Bigotte... IMPALLIDIRONONota di Giuseppe Nuccio ...
06/08/2025

AGOSTO 1923: CON COCO CHANEL L'ABBRONZATURA DIVENNE CHIC .....e le più Bigotte... IMPALLIDIRONO
Nota di Giuseppe Nuccio Iacono.

Per secoli la donna doveva ripararsi dal sole e uno degli accessori più un voga d'estate furono gli ombrellini che, come dice il nome servivano a fare ombra per proteggersi dal sole.
Una coerenza di terminologia- funzione che in Italia sfugge! Quando piove non chiediamo un parapioggia ("paracqua" in siciliano) ma un ombrllo.
Il Mudeco - Museo del Costume Donnafugata conserva diversi esemplari e tipologie di "ombrelli". Ma dell'uso e storia dell'ombrello sorvoliamo per ora. Sarà argomento per un prossimo post.
È solo dal ventesimo secolo che nasce e si diffonde la moda di abbronzarsi.
Prima, la differenza di classe sociale si testimoniava anche dal candore della pelle … per cui le signore dell’aristocrazia passeggiavano con l'ombrellino per evitare che il Sole potesse profanare la loro pelle. Era un modo per distinguersi dalle donne del popolo che erano generalmente abbronzate perché costrette a lavorare nei campi o all’aria aperta.
Una spinta piuttosto decisa la diede Coco Chanel, figura fondamentale del fashion design che con la sua creatività riuscì a rivoluzionare il concetto di femminilità.
Fu grazie all’amante Creola di Coco Chanel che la moda dell’abbronzatura liberò le nobildonne dal pallore di quella “pelle sepolcrale”. tra le più Coco Chanel riuscì a convincere tutte le signore di Parigi che essere un po’ creole … e quindi con la pelle dorata era CHIC.

OVVIAMENTE ESSENDO UNA MODA LANCIATA GRAZIE AL COLORE DELLA PELLE DELL' AMANTE DI COCO CHANEL..... SOLO LE NOBILDONNE PIU' "BIGOTTE" NON SEGUIRONO LA MODA ... PERCHE' "IMPALLIDIRONO" PER LO SCANDALO.
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Indirizzo

Ragusa
97100

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Sito Web

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